James A. Michener.
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Hawaii.
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Parte 8.
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Titolo originale: HAWAII.
Traduzione di: MARIA GALLONE.
1960. Rizzoli Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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GLI UOMINI AUREI.
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Fine indice.
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GLI UOMINI AUREI.
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Capitolo 1.
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Nel 1946, quando Nyuk Tsin aveva ormai 99 anni, alle Hawai un gruppo di sociologi andava elaborando i dati
di un'indagine che si protraeva gi da diversi anni, stabilendo infine che nell'arcipelago si era andato creando un nuovo tipo umano, nel quale confluivano e si compenetravano l'Oriente e l'Occidente. Era un individuo che poteva trovarsi perfettamente a suo agio sia nei grandi consigli di amministrazione di New York, sia nei ritiri contemplativi di Kyoto, moderno e americano al cento per cento, e al tempo stesso antichissimo e tipicamente orientale. Per questo nuovo tipo umano coniarono anche una definizione: lo chiamarono l'uomo aureo.
Sulle prime io ritenni, erroneamente, che tale concetto e la sua definizione derivassero dal fatto che allorquando le varie razze si mescolarono sessualmente, ne nacquero prodotti che non erano n completamente bianchi, n completamente marrone, n completamente gialli, bens una via di mezzo tra questi tre colori. Credevo che il concetto dell'uomo aureo si riferisse alla pigmentazione della pelle: un misto di cinese, di polinesiano e di caucasico (a quel tempo i giapponesi sposavano di rado elementi di altre razze), cos mi misi a cercare per le strade delle Hawai l'uomo nuovo di cui parlavano i sociologi.
Ma con l'andar del tempo compresi che quest'uomo del futuro, ricco di possibilit intellettuali e razziali, questo contributo unico delle Hawai al resto del mondo, non dipendeva affatto, per quanto riguardava la sua origine, dalla mescolanza dei geni delle varie specie. Esso era un prodotto dello spirito; non scaturiva da un fatto fisico come la nascita, bens da un complesso di fattori psichici. Ho conosciuto molti uomini aurei nel senso secondario del termine, quello cio privo d'importanza: bellissimi sino-hawaiani, ottimi sino-portoghesi, capaci caucaso-hawaiani, ma la maggioranza di costoro non avevano alcuna nozione precisa di ci che stava accadendo sia alle Hawai sia nel resto del mondo, n si curavano di averla; mentre la possedevano, e profondissima, insieme con una pronta intuizione del futuro, gli uomini dei quali desidero ora parlare; ed  su questa loro conoscenza profonda e sicura e sugli effetti
di essa che desidero concludere la mia storia delle Hawai, poich costoro sono veramente gli uomini aurei.
Nel 1946, quando al termine del secondo conflitto mondiale le isole si preparavano a esplodere tardivamente nel ventesimo secolo, Hoxworth Hale aveva quarantotto anni; e una mattina, mentre, caduti gli alisei, l'atmosfera era divenuta insopportabilmente sciroccale, guardandosi per caso nello specchio per farsi la barba gli venne questo pensiero: "Non mi sono mai sentito tanto in forma come quest'anno. Ho ancora quasi tutti i denti, parecchi capelli, non ho messo su troppa ciccia, e da lontano ci vedo ancora abbastanza bene senza occhiali, anche se da vicino faccio un po' fatica a leggere, e forse mi converr consultare un oculista. Sono ancora in grado di ragionare con chiarezza, e la condotta degli affari m'interessa tanto che mi piace lavorare persino in una mattina soffocante come questa". Si massaggi l'addome per provocare un'abbondante sudorazione prima di cacciarsi sotto la doccia. Pi tardi per, quando la giornata afosa lo strinse definitivamente nelle sue spire viscide, deprimendolo, ricominci a meditare, come faceva spesso, su due fatti rispetto ai quali non era n poteva pi essere l'uomo di una volta.
Anzitutto non era pi riuscito a liberarsi della sorda pena che
lo attanagliava da quando aveva saputo della morte del figlio Bromley, abbattuto durante il grande combattimento aereo di Tokio del 1945, allorch l'aviazione americana aveva praticamente distrutto la citt. Nelle spaventose incursioni oltre settantamila giapponesi avevano perso la vita, e anche una grande metropoli era scomparsa, cosicch in un certo senso la fine di Bromley aveva avuto un effetto positivo, perch dopo le azioni alle quali egli aveva partecipato la vittoria americana era stata assicurata. Ma Bromley Hale non era stato un giovane qualsiasi. Tutti lo dicevano, e la sua scomparsa aveva lasciato non solo nella famiglia Hale, ma in tutte le Hawai un vuoto che non si sarebbe pi colmato. Del suo ingegno non comune facevano testimonianza le sue ultime lettere a casa, scritte quando la morte era divenuta per lui e tutti i suoi compagni di squadriglia una compagna tragicamente familiare. In quelle lettere aveva parlato a lungo, diffusamente, di ci che sperava di fare alla fine del conflitto, che intuiva prossima.
Da una ridotta di Iwo Jima aveva scritto:
Abbiamo dovuto effettuare un ammaraggio di fortuna in queste acque col nostro mastodonte. Grazie al cielo siamo tutti salvi, ma mentre scendevamo e io mi destreggiavo nella manovra del carrello, pi che preoccuparmi della difficolt di dover compiere un ammaraggio perfetto con un apparecchio terrestre, pensavo a quello che
mi ero solennemente giurato di fare anni or sono, quando ero ancora uno studentello di Punahu: sono sempre pi risoluto a scrivere un romanzo, e per quanto la cosa possa sembrarvi strana il mio personaggio principale sar... la zia Lucinda Whipple. La ritrarr seduta di tardo pomeriggio nella sua casa di Nuuanu a intrattenere gli innumerevoli membri della nostra famiglia, mentre la pioggia scende a catinelle dal Pali e la muffa bianca ricopre ogni cosa.
Io ho sempre avuto Vimpressione, infatti, che zia Lucinda sia un po' la zia di tutti, perch tutti vanno sempre a trovarla per ascoltare il suo chiacchiericcio monotono del buon tempo andato, e nulla di ci che scriver avr un senso (se si eccettui la sconfinata vanit di una vecchia zitella) finch i suoi discorsi non incominceranno a intessere un sortilegio, il sortilegio nel quale voi e io siamo sempre vissuti. Mostrer zia Lucinda esattamente com': bigotta, orgogliosissima delle proprie origini, intellettualmente cieca, retrograda, loquace come una gazza ma tutto sommato deliziosa. Essa  divenuta per me come un simbolo, un sogno ricorrente, una visione ideale, e mentre il nostro apparecchio si posava con un gran tonfo sull'acqua io non ascoltavo il mio compilota che gridava come un ossesso, ma la cara vecchia zia Lucinda. Come ha sempre detestato gli aeroplani, le automobili troppo veloci e i giapponesi! In fondo, se ci pensate bene, ha sempre detestato tutti tranne i Whipple, i Janders, gli Hale, gli Hewlett e gli Hoxworth. Anche noi per le abbiamo dato un sacco di guai, perch si  sempre preoccupata di spiegare a tutti che lei proviene da quel ramo della famiglia Whipple che non  mai stato contaminato da una sola goccia di sangue hawaiano, e ha sempre tenuto razzialmente segregati nel chiuso del suo cuore quelli della nostra grande famiglia di cui non si pu dire altrettanto. Per esempio, di te e di me, pap, ha sempre diffidato perch non siamo di puro ceppo anglosassone. Naturalmente anche tutti gli Hoxworth e met degli Hale sono contaminati, secondo lei, e spesso quando avevo occasione di parlare con zia Lucinda la vedevo esitare e capivo che pensava: "Questo  meglio che non glielo dica perch, infine,  anche lui uno di quelli....
Con le interminabili divagazioni di zia Lucinda intendo comporre un grande affresco di tutte le Hawai e dei popoli che vi sono giunti per crearvi una nuova civilt. Voglio parlare del primo vulcano e dell'ultimo sciopero degli zuccherieri. Forse il mio romanzo non vi piacer, per sar molto preciso e penso che questo sia gi un merito. Che strano! Ho scritto della zia Lucinda come se fosse gi morta, mentre  ancora viva e molto probabilmente sar io a morire prima di lei...
Quella pena sorda, divoratrice, non si era pi placata nel cuore di Hoxworth Hale, e quel giorno le sue riflessioni lo portarono a riudire le divagazioni di zia Lucinda e a ripensare alle frasi che suo figlio aveva buttato gi in fretta, come appunti incompiuti: Noi viviamo avvolti in una ragnatela intricatissima dove si mescolano, s'intrecciano, si confondono e cozzano canna da zucchero, fantasmi hawaiani, ananassi, navi, linee tranviarie, agitatori sindacali giapponesi, i ricordi della zia Lucinda. Quella ragnatela diveniva tenuissima e al tempo stesso crudelmente intollerabile quando nelle sue maglie s'invischiavano le stanze dei piani di sopra, dove le grandi famiglie tenevano recluse, per sottrarle alla morbosa curiosit altrui, le fragili donne la cui ragione era andata vagando oltre la norma generalmente accettata, specie quando in una di quelle stanze si doveva nascondere la propria moglie, come era accaduto a Hoxworth. Negli anni intorno al 1920, a Punahu, Malama Hoxworth, allora Janders, era stata una bella ragazza serena, che s'interessava di musica e di poesia, ma col passare degli anni, e soprattutto dal 1940, il suo cervello si era sconvolto ed ella preferiva fingere di non capire che cosa fosse successo del figlio Bromley
o che cosa facesse l'intraprendente figliola Noelani. L'unica sua distrazione le veniva dalle rare visite a Nuuanu, da zia Lucinda, quando qualcuno ve la conduceva in macchina. In quelle occasioni le due donne trascorrevano il pomeriggio piovoso a parlare, parlare, infilando con la massima naturalezza frasi che non avevano n capo n coda.
Per generazioni i missionari si erano scagliati contro gli hawaiani perch praticavano l'incesto, e nessun altro aspetto della vita hawaiana era stato censurato dalla legge morale della Nuova Inghilterra con maggior severit. Siffatti connubi mostruosi pongono gli hawaiani al bando della societ civile, avevano tuonato dal pulpito gli antenati di Lucinda Whipple, e con pi accanimento di tutti suo bisnonno Abner Hale; eppure per una nemesi perversa quella identica maledizione aveva finito con l'abbattersi sulla sua stessa famiglia che si era cos ramificata ed estesa appunto attraverso continui matrimoni tra consanguinei. Dei Whipple avevano sposato delle Janders, delle Janders degli Hewlett;  vero, non si trattava di matrimoni tra fratelli e sorelle fisicamente germani, ma erano pur sempre matrimoni tra individui intellettualmente e sentimentalmente affini, tanto che una donna che si chiamava Jerusha Hewlett Hoxworth non era pi in sostanza distinguibile, sia per i geni che per la forma mentis, da una Malama Janders Hale, cosicch entrambe finivano col trascorrere la maggior parte del tempo chiuse in una stanza isolata all'ultimo piano.
Nel 1946, dunque, nonostante la morte del figlio e il lento declino della moglie adorata, Hoxworth Hale era ancora un uomo nel pieno rigoglio delle forze fisiche e intellettuali, ma quelle due spine che portava nel cuore gli impedivano di godere compiutamente le risorse ancora intatte del suo ingegno. Per questi motivi si dedic pi che mai, anima e corpo, al governo dell'impero economico- finanziario della Hoxworth & Hale, e mentre quell'anno critico s'iniziava, si ancor sempre pi saldamente ai due princpi fondamentali che avevano sempre guidato la sua linea di condotta: "Non far mai nessuna concessione ai lavoratori, tanto pi che questi sono capeggiati dai giapponesi, i quali in fondo non capiscono nulla dei metodi americani; dobbiamo assolutamente conservare le Hawai cos come sono. Impedir in tutti i modi che le ditte del continente, come la Gregory's, s'intrufolino nelle nostre faccende mettendo a soqquadro l'economia hawaiana. Alle sue spalle, per rafforzarlo in questi incrollabili proponimenti, aveva le colossali risorse della H & H sommanti a oltre duecentosessanta milioni di dollari, ai quali si aggiungeva il capitale non meno rispettabile della J & W, che raggiungeva
suppergi una cifra aggirantesi intorno ai centoottantacinque
milioni, sempre beninteso di dollari. Le aziende minori, come la Hewlett e Figlio, non potevano far altro che seguire le sue orme, perch tutti vedevano in Hoxworth Hale l'uomo freddo, capace, calcolatore, sul quale si poteva ciecamente contare per la conservazione dello status quo che aveva assicurato loro sin l la superiorit assoluta in ogni campo.
Hoxworth Hale dovrebbe essere considerato un uomo aureo solo nella sua perspicace comprensione degli avvenimenti, perch razzialmente era soprattutto haole. Sentimentalmente lo era al cento per cento, e tale del resto si riteneva. In realt era per un sedicesimo hawaiano, discendendo dall'alii nui Noelani che era stata la sua trisnonna. Era pure in parte arabo, in quanto un suo antenato europeo si era sposato durante una Crociata, in parte africano da un antichissimo antenato romano, in parte dell'Europa centrale da un'austriaca che nel 1603 aveva sposato un ungherese, e in parte indiano d'America per un tiro che la moglie di un suo antenato Hale gli aveva giocato nel lontano Massachusetts; per era generalmente ritenuto un haole puro, ammesso che ci significhi qualcosa.
Nel 1946 Hong Kong era di un lustro maggiore di Hoxworth Hale; aveva cio cinquantatr anni esatti, mentre sua nonna Nyuk Tsin aveva compiuto i novantanove. Quello non fu per Hong Kong un anno particolarmente prospero, perch avendo seguito il pressante consiglio di sua nonna: Compera tutti i terreni che gli haoje spaventati saranno disposti a vendere, si era scoperto parecchio e non sapeva davvero dove avrebbe trovato il denaro per pagare le
tasse fondiarie sugli enormi appezzamenti che nominalmente erano suoi. La propriet immobiliare era in crisi; il previsto arrivo in massa di turisti non si era avverato, e come se ci non bastasse si profilavano all'orizzonte lunghi scioperi sia nel campo della canna da zucchero sia in quello dell'ananasso. Doveva mantenere agli studi sette figli: cinque sul continente e due a Punahu. Fu l l, a un certo punto, per farglieli interrompere e metterli a lavorare, ma Nyuk Tsin non ne volle sapere perch, seguitava a ripetere: I ragazzi devono ricevere la migliore istruzione possibile; i terreni bisogna tenerli stretti a qualunque costo, e se questo significa rinunciare all'automobile e a una tavola imbandita, pazienza! Andremo a piedi e mangeremo riso.
Lo hui Ki si trov pertanto a dover stringere la cintura, e Hong Kong mand una lettera circolare a tutti i Ki che studiavano sul continente (ai figli suoi e a quelli dei parenti) di questo tenore: Sar in grado di potervi pagare soltanto le tasse scolastiche e i libri. Se avete un'automobile vendetela e mettetevi a lavorare. Cercate di stringere il pi possibile la cinghia, se volete finire gli studi, perch per due o tre anni da qui non riceverete pi un soldo.
Questa decisione lo addolor soprattutto nei confronti della sua figliuola minore Judy, che in ottemperanza a questo severo regime economico dovette rinunciare alle proprie lezioni di canto.
Mentre gi la situazione era cos difficile, Hong Kong venne a sapere per puro caso che una nota ditta del continente aveva mandato alle Hawai investigatori privati a compiere indagini sulle sue attivit commerciali. Apprese la notizia da un appartenente al clan dei Cing, al quale erano state rivolte numerose domande sui contratti immobiliari della citt. Sulle prime l'interpellato, che si chiamava Lew Cing, non diede importanza a quel particolare finch pochi giorni dopo gli venne a un tratto in mente: Ma quei contratti sono quasi tutti intestati a Hong Kong Ki!, e si sent in dovere di correre a informare l'amico.
La prima reazione di Hong Kong fu: "Sono gli agenti delle tasse che cercano di prendermi in castagna!, ma subito comprese che si trattava di una supposizione assurda perch il governo non si serve certo di agenti investigativi privati, quando ha a disposizione abilissimi funzionari pubblici. Questa conclusione tuttavia lo lasci pi che mai inquieto; a poco a poco fin col sospettare che il Forte, avendo intuito la sua precaria situazione economica, stesse raccogliendo gli elementi necessari per poterlo eliminare una volta per tutte e si convinse che chi aveva architettato quel colpo mancino ai suoi danni doveva essere Hoxworth Hale.
La prima prova inconfutabile di questo stato di cose gli venne, caso curioso, non dai cinesi, che pure sono notoriamente imbattibili nel fiutare un pericolo, ma dal suo nuovo amico Kamejiro Sakagawa, che col suo aiuto si era affermato nel campo dei supermercati. Se lo vide arrivare in ufficio un pomeriggio per annunciargli senza preamboli: Hong Kong, tu meglio aprire occhi. Credo te in grossi pasticci. Piedipiatti continente venuti da me oggi, chiesto di te e come io avuto mio terreno. Forse andati anche da H & H.
Sta' tranquillo, Kamejiro, lo assicur Hong Kong; quegli agenti non ti devono preoccupare. Il nostro contratto  in perfetta regola.
Cosa successo? Scoperto tu non pagare tasse?.
Io con le tasse sono a posto. E tu?.
Io anche, rispose Kamejiro.
E allora non ti agitare. Le preoccupazioni lasciale a me. Questa  una cosa che riguarda me solo.
Tu grane?, gli domand il giapponese.
Tutti hanno sempre qualche grana, fu la filosofica risposta di Hong Kong.
Non riusc tuttavia a scoprire di quale grana precisamente si trattasse. Nei giorni che seguirono ebbe nuovamente sentore dell'attivit degli agenti nei suoi riguardi; era chiaro ormai che stavano rivedendo le bucce a tutte le sue molteplici attivit. Personalmente non vide mai uno solo di quegli investigatori, i quali a un tratto sparirono e Hong Kong non ne seppe pi nulla. Di una cosa era tuttavia sicuro, che qualcuno doveva essere informato dei suoi affari quanto lui e ne teneva al corrente Hoxworth Hale. Questo convincimento non lo aiut certo a dormire sonni tranquilli.
Per un altro verso, nondimeno, quelli erano anche momenti fervidi di attivit perch a meno che Hong Kong e sua nonna non avessero grossolanamente sbagliato le loro previsioni, s'intuiva da mille indizi che le Hawai stavano per entrare in un periodo di straordinaria espansione. Gli aeroplani, divenuti ormai inutili per scopi bellici, sarebbero stati adibiti a trasportare sull'arcipelago migliaia di turisti, e per alloggiarli tutti sarebbe stato pure necessario costruire molti alberghi nuovi. Il giorno in cui fosse incominciato il periodo delle vacche grasse, le imprese edili si sarebbero dovute rivolgere per forza a Hong Kong, perch i terreni erano tutti suoi. Il cinese si sentiva come un maratoneta di razza alla vigilia di una gara olimpionica: bench ottimo corridore era nervoso, per non dubitava della sua fortuna. Prefer nondimeno chiarire con Nyuk Tsin il mistero delle indagini compiute sul suo conto, e questa gli replic: Vi sono anni in cui bisogna starsene zitti zitti e aspettare. So che  molto difficile, perch qualsiasi sciocco  capace di agire, ma soltanto i saggi sanno attendere. Secondo me, se qualcuno si  preso la briga di spendere tanti soldi per indagare sul tuo conto, o ti teme, il che  sempre un bene, oppure contempla la possibilit di unirsi a te, il che potrebbe essere ancora meglio. Perci tu devi fare una cosa sola: aspettare. Lascia che sia l'altro a compiere le prime mosse. Se ha intenzione di combatterti, ogni giorno che passer ti render pi forte; se viceversa ha intenzione di unirsi a te, ogni giorno che guadagnerai rappresenter per l'altro una spesa sempre maggiore. Perci aspetta.
Per quasi tutto il 1946 Hong Kong rimase dunque in attesa, senza per la fiducia che sua nonna gli aveva suggerito. Tutti i giorni l'arrivo della corrispondenza era per lui una vera tortura; prima di lacerare le lunghe buste stava a fissarle per un pezzo, chiedendosi quali cattive notizie contenessero, e in modo particolare paventava i cablogrammi. Per a forza di aspettare si rinfranc, e mentre l'anno volgeva al termine, e la sua mente diveniva pi limpida e la sua posizione finanziaria pi solida, incominci ad assomigliare all'uomo aureo scoperto dai sociologi.
Hong Kong si riteneva un cinese puro, perch il suo ramo familiare si era unito in matrimonio solo con donne hakka, e bench vi fossero molti Ki con sangue hawaiano, portoghese e filippino, egli non ne aveva neppure una goccia, fatto questo di cui era pacatamente orgoglioso. Naturalmente da passate avventure dello hui Ki i suoi antenati avevano ereditato parecchio sangue mongolico, oltre che mancese e tartaro, pi qualche goccia di sangue giapponese durante le guerre dell'inizio del 1600. A tutti questi contributi ematici spuri bisogna aggiungere un pizzico di sangue coreano, tramite un antenato che aveva viaggiato in Corea nell'anno 814, nonch vari altri contributi anonimi giuntigli da trib che avevano vagato per la Cina meridionale dal 4000 avanti Cristo in poi. Ciononostante Hong Kong si riteneva un cinese puro, ammesso che ci significhi qualcosa.
Nel 1946 Scigeo Sakagawa aveva ventitr anni ed era ormai un capitano in servizio effettivo dell'esercito degli Stati Uniti. Era alto un metro e sessantasette e pesava circa settanta chili. Non portava occhiali ed era assai meglio costruito di suo padre che aveva la tipica struttura goffa e tozza del contadino giapponese. Possedeva una bella faccia, una carnagione chiara, una dentatura sanissima, ma il suo tratto pi notevole era un'intelligenza sveglia, che in guerra gli era stata di validissimo aiuto. Le tre citazioni al merito che accompagnavano le sue medaglie al valore parlavano di coraggio eroico, ma si trattava in realt di ricompense a un intuito eccezionale.
Nel memorabile corteo della vittoria che si snodava in quel momento per il Kapiolani Boulevard, il capitano Scigeo Sakagawa marciava in terza fila, dietro i portabandiera e il colonnello. I suoi piedi, induriti dalla vita militare, battevano energicamente l'asfalto; le sue spalle, pure abituate a portare grossi pesi, erano erette. Questo gli faceva tenere il mento alzato, il che costringeva i suoi occhi a mandorla a restare fissi sulla comunit che al principio del conflitto non li aveva certo considerati con molto favore. Ma quando intese l'applauso fragoroso che lo accoglieva e vide con la coda dell'occhio i suoi genitori accettati finalmente dagli altri da pari a pari, comprese di non avere combattuto invano. Tadao era morto in Italia; Minoru, l'indomito attaccante di Punahu, era sepolto in Francia; Goro era in Giappone con l'esercito di occupazione; la famiglia non sarebbe mai pi stata riunita; i Sakagawa avevano pagato un prezzo spaventoso per dimostrare la loro fedelt all'America, ma ne era valso la pena. Il corteo pass oltre, lasciando i vecchi Sakagawa e altri giapponesi a piangere di gioia, e quando raggiunse l'antico palazzo Iolani, sede del governo hawaiano, Scig Sakagawa sent per la prima volta che quello era un edificio in cui d'ora innanzi qualsiasi giapponese avrebbe avuto il diritto di entrare, esattamente come chiunque altro. "Questa  la mia citt, si disse seguitando a marciare marzialmente.
Quando per il corteo si sciolse e rientrato a casa vide sulla parete le fotografie di Tad e di Minoru, si copr la faccia con le mani mormorando: Se noi giapponesi siamo finalmente liberi il merito  vostro! Ma a quale prezzo, ahim!.
Si sent dunque molto imbarazzato quando suo padre, che non si stancava di ammirarlo, gli tocc le medaglie osservando nel suo inglese approssimativo: Io sempre detto! Non essere soldati pi meglio giapponesi.
Non sono stato coraggioso, pap. Ho semplicemente saputo prevedere quello che doveva succedere.
E allora come mai non sei scappato?, gli domand Kamejiro.
Essendo giapponese non potevo scappare, replic Scig. La posta in palio era troppo alta; cos mi sono tenuto la mia paura e in cambio mi hanno dato queste medaglie.
Tutto il Giappone  orgoglioso di te, dichiar Kamejiro in giapponese.
Scig rise. Sono contento che l'imperatore la pensi cos, perch sto per andare a dargli una mano a governare il Giappone.
Sua madre lanci uno strillo e si mise a gridare in giapponese: Non partirai un'altra volta per la guerra, spero! Goro  gi in Giappone, e io non faccio che pregare per lui giorno e notte.
Ma la guerra  finita, mamma!, esclam ridendo suo figlio stringendola affettuosamente tra le braccia. Non devi temere per me, e meno ancora per Goro.
Ma come?, domand la signora Sakagawa stupefatta. Oh, Scigeo! Ma non hai inteso? Il signor Iscii dice....
Mamma, non mi gonfiar pi la testa con le invenzioni di quel povero pazzo.
Ma Yoriko non si diede per intesa. Fece venire la figlia e il genero, e questi, dopo essere andato a guardare dietro tutte le porte per assicurarsi che non vi fossero nascoste spie haoje, abbass gli scuri e bisbigli in giapponese: Sai, Kamejiro-san? La notizia che vi ho dato la settimana scorsa  proprio vera! Dovete impedire in tutti i modi che Scigeo parta per il Giappone; in caso contrario sar sicuramente ucciso, come Goro, perch tutto ci che vi hanno detto  falso. Il Giappone sta vincendo la guerra e pu invadere le Hawai da un momento all'altro.
Scigeo, sempre pi convinto che al cognato avesse dato di volta il cervello, afferr Reiko per una mano: Sorellina, tu non credi, spero, alle assurdit che sta dicendo tuo marito?.
Non chiamarle assurdit!, tuon il signor Iscii in giapponese. Voi non sapete le panzane che vi propinano. Vi ripeto che il Giappone sta vincendo e si prepara a diventare la nazione pi forte del globo.
Reiko! Dimmi che non credi a queste sciocchezze!, insistette Scigeo.
Devi perdonare mio marito, replic Reiko da moglie rispettosa. Sai, ai raduni sente tante notizie strane....
Quali raduni?, domand Scigeo.
Di quali raduni si trattasse lo seppe quella sera stessa, perch il cognato e la sorella lo portarono in un piccolo edificio sito a ovest di Nuuanu dove si stava svolgendo una riunione composta esclusivamente di giapponesi anziani. Un capo religioso, uscito da poco da un campo di concentramento, urlava fanaticamente: Quello che vi dicono su Hiroscima sono tutte bugie. La citt non  stata toccata. Tokio non  stata incendiata. Le nostre truppe sono a Singapore e in Australia. Il Giappone  pi forte che mai!.
Gli altri lo ascoltavano a bocca aperta, e Scigeo not che suo cognato annuiva solennemente con grandi cenni del capo. Suo malgrado tir la sorella per una manica ma subito l'oratore, cui quel suo gesto non era sfuggito, url: Ah! Vedo che abbiamo in mezzo a noi una spia, uno sporco agente del nemico. Signora Iscii, cerca di persuaderti che il Giappone ha perso la guerra, vero? Non credergli!  un venduto al soldo degli americani, un bugiardo, una
spia! S, vi ripeto ancora una volta che il Giappone ha vinto!.
Bench stentasse a convincersene, Scigeo dovette convenire che molti dei presenti non solo credevano al vecchio pazzo, ma "volevano credergli. Quando la riunione si sciolse, gli intervenuti si volsero a guardarlo con un mesto sorriso. Sapevano che aveva combattuto criminosamente contro la sua patria e speravano che allorquando le truppe dell'imperatore fossero sbarcate lo avrebbero trattato con indulgenza, fors'anche mandandolo assolto perch era stato indotto a tradire con falsi allettamenti, come tanti altri poveri ragazzi delle Hawai che si trovavano nelle sue identiche condizioni.
Scigeo si avvi verso casa in preda a un profondo sbigottimento, fermamente risoluto a non aver pi nulla che fare con Iscii e quei poveri pazzi, ma improvvisamente cambi idea e preso un autobus si port al centro della citt. Dopo avere alquanto esitato entr in questura e chiese di poter parlare con il commissario. Questi lo riconobbe subito e incominci a congratularsi con lui delle sue medaglie, ma Scig lo interruppe ridendo: Dopo quello che le dir, forse me le toglier.
Che  successo?.
Conosce la Societ dei Katta Gumi? Il gruppo dei sempre vittoriosi?.
Vuol dire quei fssati del "Giappone ha vinto? Certo che li conosco! E li teniamo d'occhio, anche.
Sono stato adesso a una loro riunione. Signor commissario; mi hanno spaventato.
Vuol dire quella baracchetta dietro la vecchia scuola della missione?.
S.
Li sorvegliamo regolarmente. Tony, abbiamo mandato l qualcuno, stasera?.
No, stasera ce ne siamo dimenticati, rispose l'assistente del commissario.
Ma quella gente  uscita di senno, protest Scigeo.
Eh, s, fanno pena, poverini, convenne il poliziotto. Cosa vuole? Erano talmente sicuri che il Giappone fosse imbattibile che bevono tutte le panzane che gli raccontano. Per sono innocui.
Come? Non li arresta?, domand Scigeo stupitissimo.
Ma neanche per sogno!, replic ridendo il commissario. Qui a Honolulu abbiamo almeno sei gruppi del genere, che teniamo regolarmente d'occhio, e il "Giappone ha vinto  quello che ci d meno fastidio. Un gruppo vuole assassinare Syngman Rhee. Un altro vuole assassinare Ciang Kai-scek. Un terzo frega i risparmi delle povere vecchie rimbambite predicendo la fine del
mondo al primo di ogni mese. L'anno scorso ne avevamo un paio che si preparavano al secondo avvento di Cristo il primo giorno di ogni mese, questo per undici mesi consecutivi. Gli imbrogliati, alla fine, vennero a protestare da noi per farsi risarcire i danni. Perci i suoi giapponesi matti sono ancora i pi normali di tutti.
Ma come possono credere... con tutti i giornali, i documentari... con noi che la guerra l'abbiamo fatta e perci sappiamo come stanno effettivamente le cose?.
Scig, replic l'ufficiale di polizia, interrompendolo: come si pu credere per undici mesi consecutivi che Ges Cristo stia per scendere dal Pali? Una volta, capisco; ma undici volte....
Quando venne per Scigeo il momento d'imbarcarsi per il Giappone, dove lo aspettava un'importante carica nello stato maggiore del generale MacArthur, sua madre scoppi in un pianto sconsolato e lo scongiur: Se quando arriverai a Tokio ci saranno combattimenti in corso, non scendere neppure dalla nave, Scigeo!. Poi, ricordando altre cose pi importanti, gli raccomand: Bada a non sposare una ragazza del Nord. Non vogliamo nella nostra famiglia una zu-zu-ben. E sta' anche attento alle ragazze di Tokio: sono piene di pretese. Se tu dovessi sposare una donna di Kyusciu, tuo padre e io ne saremmo molto infelici, perch la gente di Kyusciu non va d'accordo con noi di Hiroscima; ma soprattutto gurdati dallo sposare una okinawese o una et. L'ideale sarebbe che tu trovassi una ragazza di Hiroscima. Sono le sole di cui ci si possa fidare; per non sceglierti una moglie di Hiroscima citt.
Non credo che gli americani siano visti di buon occhio, a Hiroscima, in questo momento, osserv pacatamente Scigeo.
E perch?, protest sua madre.
Dopo la bomba?, domand Scigeo.
Scigeo, proruppe energicamente Yoriko, a Hiroscima non  successo nulla! Il signor Iscii mi ha assicurato....
Quando Scig Sakagawa si riun al proprio reparto, che era stato destinato a Tokio, e sfil per le vie di Honolulu diretto alla nave-trasporto che doveva portarlo coi compagni a Yokohama, era, pur senza saperlo, un giovane aitante. Possedeva una mente d'acciaio tempratasi in guerra, non solo contro i tedeschi, ma anche contro i pregiudizi della sua madrepatria. Con la forza della propria volont aveva trionfato su entrambi questi avversari, mostrando un coraggio di cui pochi uomini possono vantarsi. Quel giorno nessuno si accorse di tutte queste cose perch Scig era allora un giovane di appena ventitr anni e non si era ancora laureato in legge ad Harvard; eppure rappresentava la prima punta avanzata di una rivoluzione che stava per sommergere le Hawai. Era serissimo, incorruttibile, fisicamente temprato, indomito; ma ci che pi contava per quel che riguarda le rivoluzioni, aveva una mente vigile e organizzata.
Mentre marciava incroci, senza che l'uno sapesse dell'altro, Hoxworth Hale, il quale stava percorrendo Bishop Street diretto al Forte, e se in quel momento Hale avesse avuto l'intuito di fermare il corteo e affiancarsi Scig Sakagawa, il Forte sarebbe sicuramente riuscito a conservare le proprie prerogative. Se poi Hale fosse andato ancora pi in l e quale rappresentante del partito repubblicano avesse arruolato Scig e una cinquantina di altri giovani giapponesi come lui, il repubblicanesimo si sarebbe consolidato alle Hawai in modo duraturo, perch sia per la loro natura conservatrice, sia per il loro amore delle tradizioni, i giapponesi rappresentano in potenza dei repubblicani ideali, e l'acume commerciale haole, sposato all'industriosit giapponese, avrebbe formato un baluardo che nessun avversario avrebbe potuto infrangere. Ma in quel momento sarebbe stato addirittura impensabile per Hoxworth Hale immaginare una simile unione: anzi, notando il corteo non seppe trattenersi dal formulare questo pensiero in verit assai poco caritatevole: Se mi vengono ancora a parlare degli eroi giapponesi che hanno vinto la guerra per noi, vomito. Chi si degna di ricordare mio figlio Bromley, Harry Janders, Jimmy Whipple? Anche loro sono morti perch questa guerra fosse vnta, eppure.... La folla schierata lungo Bishop Street seguit ad acclamare i giovani giapponesi, e quell'attimo storico cos denso di possibilit fugg via. Hoxworth Hale entr nel Forte e Scig Sakagawa prosegu per il Giappone.
Se per Hoxworth Hale era uomo incapace di cogliere al volo le grandi occasioni storiche, ve n'era un altro dotato invece d'intuito ben diverso. Hong Kong Ki, camminando per Bishop Street in senso contrario, incontr Kamejiro Sakagawa che si sbracciava orgogliosamente a salutare il figlio. Gli domand pronto: Qual  il tuo ragazzo, Kamejiro?.
Quello laggi con tutte medaglie, rispose Kamejiro raggiante.
Poich i giapponesi del reparto avevano quasi tutti il petto letteralmente tappezzato di medaglie conquistate in Europa, Hong Kong non riusc ad appurare l per l quale fosse il figlio di Kamejiro.  quello con la striscia rossa sul braccio?, domand.
S. Proprio lui!.
Mi piacerebbe conoscerlo, disse Hong Kong, e quando il reparto fu al molo e ruppe le righe, Kamejiro chiam a s Scigeo spiegandogli: Questo Hong Kong Ki, molto buono amico. Lui dato me denaro per negozio.
Il capitano Sakagawa strinse con effusione la mano del cinese esclamando: Signor Ki, ha avuto un bel coraggio a fidarsi cos di mio padre, in un momento tanto difficile, per giunta!.
Hong Kong fu tentato di darsi delle arie, ma la prudenza gli aveva insegnato che a questo mondo non bisogna mai inorgoglirsi, perch si finisce sempre col rimetterci, e perci rispose onestamente: Forse lei non lo avr saputo, ma durante la guerra sono stato tanto stupido da tenere contro i giapponesi un discorso molto ingiusto. Subito dopo me ne sono vergognato e ho cercato di farmi perdonare come potevo.
Lo so, disse Scig; ne fui informato da mia sorella. Ma la guerra  guerra.
Adesso le cose sono molto cambiate, riprese Hong Kong, e sa anzi perch ho desiderato parlarle, Scigeo? Perch quando sar congedato lei proseguir sicuramente gli studi; forse si laureer in legge. Ecco, se riuscir bene, come credo, probabilmente avr del lavoro per lei.
Come! Con tanti figli da sistemare, signor Hong Kong?.
Ma nessuno  giapponese, ribatt Hong Kong ridendo.
Perch? Lei vorrebbe un giapponese?, domand Scig stupitissimo.
Si capisce, seguit Hong Kong, perch sarete voi giovani giapponesi ad assumere il timone di queste isole.
Scig divenne immediatamente attentissimo. Guardando fisso negli occhi il suo interlocutore domand: Sul serio crede che vi saranno cambiamenti?.
E come! Per questo vorrei prendere a lavorare per me un giovane in gamba come lei.
Pu darsi che non intenda lavorare per conto di nessuno, rispose Scig con studiata lentezza.
Anche questa potrebbe essere un'ottima idea, ribatt Hong Kong senza scomporsi; per  sempre bene avere degli amici, a questo mondo.
Allorch il capitano Sakagawa sal a bordo del trasporto che doveva condurlo in Giappone si sentiva completamente americano. Aveva dimostrato di essere un uomo di coraggio, era stato accettato da Honolulu, e adesso un esponente della citt gli aveva chiesto la sua collaborazione. In un certo senso era gi un uomo aureo, esperto sia dei valori occidentali sia di quelli orientali, perch pur compiacendosi del proprio americanesimo di recente acquisto, era altres orgogliosissimo di essere un giapponese puro
sangue. Naturalmente questa sua ultima convinzione era ridicola, perch nei suoi geni convergevano eredit di mille e mille antenati anonimi: eredit provenienti in parte dai villosi Ainu del Nord, in parte da invasori siberiani, in parte dai cinesi, in parte dai coreani tra i quali erano vissuti i suoi remotissimi avi, in parte ancora da quell'avventuroso ceppo indo-malese, di cui una met era immigrata a est per diventare hawaiana mentre l'altra met si era spostata a nord, lungo isole diverse, per confondersi coi giapponesi, cosicch di due lontanissimi fratelli malesi partiti da un punto imprecisato nei pressi di Singapore, quello che aveva viaggiato a nord era diventato l'antenato di Scigeo Sakagawa, mentre l'altro era divenuto il progenitore di Kelly Kanakoa, l'istruttore di sport nautici hawaiano che in quel momento, in compagnia di una bella donna, stava osservando lo snodarsi dell'ultima parte del corteo.
O ancora, se si preferiva seguire la traccia settentrionale: di tre antichi fratelli siberiani, il primo aveva audacemente attraversato il mare portandosi in Giappone, dove i suoi geni, per volgere e volgere di generazioni, avevano finalmente trovato rifugio nel corpo di Scigeo Sakagawa; il secondo, avanzando faticosamente lungo il ponte delle Aleutine, si era portato nel Massachusetts, dove i suoi discendenti erano divenuti i progenitori indiani di Hoxworth Hale; mentre il terzo, meno avventuroso degli altri due, aveva peregrinato a sud lungo percorsi tradizionali per finire nella Cina centrale, dove aveva contribuito a formare gli hakka, trasformandosi cos in un antenato di Hong Kong Ki. A farla breve,  noto che tutti gli uomini sono fratelli, ma col passare delle generazioni non sono le somiglianze che contano, bens le diversit.


Capitolo 2.

Nel senso pi superficiale del termine questo Kelly Kanakoa al quale ho test accennato era egli pure un uomo aureo perch a ventun anni era gi un gigante di quasi un metro e novanta, pesava ottanta chili e possedeva un corpo poderoso i cui muscoli, sotto il sole, lucevano rilevati come se fossero stati cosparsi di olio di cocco. Diritto come un fuso, era di una bellezza esotica, resa ancor pi spiccata dagli occhi nerissimi, da una risata fanciullesca e da una gran massa di capelli corvini entro i quali aveva il vezzo d'infilare sempre un fiore. V'era nei suoi modi un misto d'insolenza e di
abbandono, e bench fossero passati pi di due anni da quando in Hotel Street aveva messo fuori combattimento due marinai che gli avevano dato del negro, pareva sempre sul punto di voler fare a cazzotti. Quando per si profilava all'orizzonte una bella rissa coi fiocchi cercava di evitarla osservando: Perch vuol litigare con me? Io non voglio grane. Qua la mano e amici come prima.
In quel momento, mentre assisteva allo scioglimento del corteo, stringeva nella destra le dita sottili e ben curate di una divorziata di Tulsa, giunta a Honolulu direttamente da Reno nel tentativo di orizzontarsi sentimentalmente dopo un difficile divorzio. Al ranch del Nevada, dove aveva trascorso qualche giorno, una compagna di sventura le aveva suggerito: Rennie! Se vai alle Hawai devi assolutamente chiedere di Kelly Kanakoa.  adorabile. Cos, non appena era sbarcata dal Mauna Loa, la nave ammiraglia della H & H, aveva composto il numero di telefono datole dall'amica annunciando: Salve, Kelly, Maud Clemmens mi ha detto che dovevo assolutamente cercare di lei.
Poco dopo Kelly si presentava senza fretta al Lagoon, l'albergo di lusso della H & H. Indossava un paio di calzoncini azzurri attillatissimi, una giacca bianca da conducente d'autobus chiusa da un unico bottone, un paio di sandali, un berretto da crocerista e un fiore dietro l'orecchio. Quando vide scendere nella splendida hall la sua nuova cliente, bianca e appetitosa come un confetto, in un costume da bagno nuovo di zecca orlato di pizzo, dopo averla valutata con un'occhiata insolente calcol: "Questa wahine verr a letto gi stasera.
Nella sua professione di maestro sportivo, che aveva abbracciata per caso in quanto gli piaceva fare dell'ondaplano e sapeva trattare con grazia giocosa le clienti ricche, aveva imparato a valutare in modo quasi infallibile quanto tempo gli sarebbe occorso per portarsi a letto una nuova venuta. Non aveva tardato ad accorgersi che le pi facili erano le divorziate, per il duro colpo subito nell'amor proprio femminile e perch erano decise a dimostrare che il fallimento del loro matrimonio non era stato determinato da una loro incapacit sessuale. Era raro che a Kelly capitasse di dover aspettare pi di due notti. Naturalmente sul principio tutte queste donne non avevano alcuna intenzione di andare a letto con lui, ma, come spiegava Kelly ai colleghi che gironzolavano continuamente sulla spiaggia: Se una wahine non  ancora pratica di ondaplano, come pu sapere quello che vuole veramente?. Era il suo mestiere - e ne ricavava dei bei soldini - portare a spasso sulle onde divorziate e vedovelle.
Dieci minuti dopo Rennie era gi alla sua prima esperienza di ondaplano, in compagnia di Kelly, e si stava portando verso la scogliera dove si formavano le grandi onde. Si sentiva
emozionatissima ed era convinta che non sarebbe mai riuscita a levarsi in piedi e a reggersi sulla tavola mentre questa la trasportava verso riva, ma non appena si sent avviluppare dalle robuste braccia di Kelly trasse un sospiro di sollievo e a mano a mano che la tavola acquistava velocit si lasci tirar su diritta, sempre tra le forti braccia del suo istruttore, sinch si trov audacemente librata sul volante ondaplano. Per un attimo la spuma l'accec, ma impar subito ad alzare la faccia nel vento per spezzarne la resistenza e ben presto prese a sfrecciare lungo la scogliera con la rumoreggiante risacca sotto i piedi e il profilo maestoso di Capo Diamante che dominava la riva.
 meraviglioso!, grid mentre il maroso seguitava a correre verso il lido con velocit irresistibile.
Istintivamente si strinse a Kelly, premendo il proprio corpo contro quello di lui, beandosi della sua virilit. Quando finalmente l'onda si ruppe sent la tavola affondare nella risacca smorente, e s con essa, sinch si trov sott'acqua sempre stretta fra le braccia di Kelly. Senza pensarci due volte gli porse le labbra, e i due si baciarono a lungo sotto la distesa del mare, riaffiorando poi indolentemente alla superfcie.
Torn quindi a salire sull'ondaplano e istruita da Kelly impar come occorra remigare con le braccia per poter raggiungere l'ondata successiva, ma non appena la loro tavola fu lontana dalle altre Rennie torn ad arrovesciarsi all'indietro contro il corpo di Kelly, e cos rimase a lungo, stretta fra le sue braccia sicure, seguitando a pagaiare senza fretta mentre le esperte mani di lui s'insinuavano nel suo costume da bagno nuovo. Alla fine osserv con un sospiro: Anche questo fa parte dell'istruzione?.
Poche wahine sono belle come te, rispose galantemente Kelly facendola vibrare di piacere, ed ella gli si strinse ancor pi vicina per meglio sentire contro il collo i muscoli del suo torace.
Il lungo tragitto verso il punto in cui si formavano le onde fu ricco di emozioni, e mentre attendevano che sopraggiungesse l'onda adatta Kelly domand: Hai ancora paura di metterti in piedi?.
Con te sarei pronta a provare qualsiasi cosa, rispose Rennie, dimostrando subito una notevole bravura durante la lunga corsa sulla cresta dell'onda, e quando l'ondaplano torn ad affondare nel cavo lasciato dallo spezzarsi della risacca, trascinandola sott'acqua, si accorse con sua sorpresa che adesso erano le "sue mani a stringere appassionatamente, convulsamente, il corpo di lui. Quando riemersero, Kelly, coi neri capelli sugli occhi che lo facevano assomigliare a un fauno, osserv nella lingua che gli era preferita, il pidgin: Tu campione numero uno. Forse vincere coppa, Rennie.
Trovi che me la cavo?, domand modestamente la giovane americana.
Tu cavare benissimo, le assicur Kelly.
Proviamo ancora?.
Perch non saliamo in camera tua?, domand Kelly guardandola in faccia e con la massima disinvoltura.
Non  una cattiva idea, convenne Rennie, affrettandosi per a soggiungere prudentemente: Hai il permesso di salire?.
Se dimentichi il cappello sulla spiaggia, qualcuno dovr pure portartelo di sopra.
 questa la procedura normale?, domand Rennie con una smorfietta pudica.
Come quasi tutte le cose di questo mondo anche l'ondaplano ha le sue regole, spieg Kelly.
E va bene: giocheremo secondo le regole, sospir Rennie stringendogli forte una mano. Quando poco dopo Kelly la raggiunse nella sua camera, con l'ampio cappello di lei stretto fra le mani poderose, vide che si era gi infilata una delle camiciole pi trasparenti che egli avesse mai veduto in vita sua: e s che da quando faceva l'istruttore di ondaplano, di biancheria intima femminile ne aveva veduta parecchia!
Ehi, sorellina! In muumuu, in costume da bagno o nuda sei sempre bellissima, comment in tono compiaciuto, e Rennie, confusa com'era dopo il recente divorzio, proprio questo voleva sentirsi dire; perci, tralasciando le formalit d'uso in momenti consimili, tese le braccia al suo aitante istruttore mormorando:
Di solito io ordino un whisky al seltz, e mentre si discorre... Ma adesso penso sia meglio ricominciare da dove eravamo rimasti sott'acqua.
Dopo averla studiata per un lungo attimo, Kelly osserv: Questi costumi da bagno non si asciugano mai. Detto fatto si cav il costume e quando Rennie se lo vide davanti, nudo e abbronzato come un dio marino non seppe trattenersi dal riflettere: Se avessi sposato un uomo come questo, oggi non sarei qui!.
In quel momento, mentre il corteo sfilava per Bishop Street, ella si accingeva a lasciare le Hawai, e in quegli ultimi minuti precedenti la partenza non riusciva a staccarsi da Kelly. Per nove giorni era vissuta con lui appassionatamente, abbandonandosi in modo totale alla sua sconvolgente virilit. Una volta gli aveva confessato: Se tu sapessi che povero disgraziato era mio marito! Mi faceva piet e rabbia... Ah, quanti begli anni sciupati!. Ora gli sussurr: Se andassimo subito alla nave non faremmo ancora in tempo a...?.
E perch no?, replic Kelly, il quale per certe cose era sempre pronto. Quando per furono in cabina la trovarono gi occupata dalla compagna di viaggio di Rennie, una ragazza alta, piuttosto piacente, sui venticinque anni.
Dopo un attimo d'imbarazzo Rennie sussurr a Kelly: Tanto, che cosa ho da perdere?. Si rivolse quindi alla ragazza dicendo: Mi spiace che non ci siamo ancora presentate, ma mi giudicherebbe molto male se la pregassi di lasciarmi libera la cabina per un po'?.
La ragazza diede una lunga occhiata prima a Rennie, poi a Kelly. Erano proprio una coppia simpatica. Rispose ridendo:
Una vacanza  una vacanza. Quanto tempo vi occorre?.
Mezz'ora circa, rispose Rennie. Di sopra c' la banda che suona.
E qui sotto c' un'orchestra completa, ribatt la ragazza sempre ridendo, e prima ch'ella fosse arrivata al ponte superiore gi Rennie si era svestita e si era infilata nella cuccetta.
Poco pi tardi confid a Kelly: Sono cinque giorni che penso come sarebbe bello condurti con me a New York. Quanti anni hai, Kelly?.
Ventuno.
Maledizione! Io ne ho gi ventisette.
Non li dimostri, soprattutto a letto, la rassicur il giovane istruttore.
Sono brava anche a letto? Proprio brava?.
Tu wahine numero uno.
Quante donne hai conosciute?.
L'ondaplano  l'ondaplano, rispose Kelly diplomaticamente.
Maud Clemmens, per esempio? Sei stato a letto anche con lei?.
Ti piacerebbe che tra una settimana qualcuno mi domandasse:
E quella Rennie?  una che ci sta?.
Kelly! Che maniera di parlare!.
Sorellina, bada che tra poco la tua nave parte, l'avvert Kelly rivestendosi rapidamente.
Sai, Kelly, sono stata alla biblioteca, riprese Rennie con voce tenera, e ho trovato quel libro di cui mi dicevi, con tutti quei nomi trascritti da quel missionario. C' proprio scritto che le origini della tua famiglia risalgono a centotrentaquattro generazioni. Devi esserne molto orgoglioso, immagino!.
Non lo sono per niente, bofonchi Kelly.
Come mai tu che sei hawaiano ti chiami Kelly?, domand Rennie incominciando a infilarsi le calze.
Il mio nome kanaka  Kelolo, ma non piace a nessuno.
Kelly  un nome molto dolce, mormor Rennie, poi dandogli un ultimo bacio domand: Perch non mi hai voluta condurre a casa tua?.
Oh, perch  una baracca, ribatt Kelly con un'alzata di spalle.
Come! I tuoi antenati erano re, e tu vivi in una baracca? Possibile che non ti sia rimasto pi nulla?.
Be', ho la chitarra, l'ondaplano, le belle wahine come te.
 troppo triste, osserv la donna con amarezza tornandolo a baciare. Kelly, tu sei la cosa migliore di tutte le Hawai. Risalirono sul ponte, dove Rennie fece un rapido cenno di ringraziamento alla sua compagna di cabina. La ragazza alta rise e le strizz l'occhio. Quando echeggi l'ultimo fischio di sirena con cui il comandante avvertiva i vari istruttori sportivi venuti a salutare le loro wahine haole che era venuto il momento di scendere, Rennie domand con voce esitante: Se qualche mia amica decidesse di venire alle Hawai.... S'interruppe.
Certo, me ne occuper io volentieri, la rassicur Kelly.
Sei un tesoro!, esclam la donna ridendo e dandogli un ultimo bacio appassionato mentre egli si staccava da lei per scendere di corsa la passerella. Sotto la tettoia del molo il suo collega Sciusci (lo avevano soprannominato cos perch era l'unico che qualche volta si metteva le scarpe) gli venne vicino domandandogli: Kelly blalah, kine wahine, kine bionda buona letto?.
La migliore, replic senza esitare Kelly, quindi i due amici se ne tornarono passo passo al Lagoon.
Un paio di volte, mentre l'anno 1946 filava velocemente, Kelly venne assalito da dubbi passeggeri che condivise con Sciusci:
Io dove finire? Tutte queste wahine fare gran confusione.
Io dove finire?.
Ma queste speculazioni erano ogni volta fugate dall'arrivo di una nuova divorziata o di una nuova vedova, e il piacere di portarsele a letto mentre loro pagavano i conti dell'albergo e del ristorante era tale, che ogni volta ricorreva alla
filosofia di Sciusci: Pi meglio divertire adesso mentre giovani. Seguitava dunque a fare quel che aveva sempre fatto: andar a prendere alla nave la donna di cui un'altra donna gli aveva annunciato l'arrivo per telegramma, portarla sull'ondaplano, vivere con lei per una settimana, salutarla sul Mauna Loa, concedersi un po' di riposo e poi ricominciare da capo. A volte non sapeva trattenersi dal guardare con ammirazione il collega Johnny Pupali, che nonostante i suoi quarantanove anni sonati era ancora in grado di dare alle wahine quella che lui chiamava: La ricetta all'ondaplano del dottor Pupali contro l'infelicit.
Un pomeriggio gli domand di dove cavasse tutta quella stupefacente energia. Il decano degli istruttori nautici cos gli rispose: Un uomo deve trovare energia per fare quattro cose: mangiare, lavorare, esercitarsi all'ondaplano, fare all'amore. Due cose sole si possono fare in una volta; per me queste due cose sono l'ondaplano e far all'amore.
Ma non ti stanchi mai?, gli domand Kelly.
Dell'ondaplano? No. Tanto so che un giorno o l'altro finir di sotto, spazzato via da una ondata troppo grossa. Delle wahine? Se vuoi che ti dica la verit, ogni tanto, per una decina di minuti, dopo che il Mauna Loa  partito, mi pare di essere stufo di wahine sino al collo, ma il giorno dopo, non appena sento fischiare la sirena di un'altra nave, mi ritrovo fresco e arzillo come un galletto, prontissimo a ricominciare da capo.
Nelle settimane d'inazione tra una nave e l'altra il maggior piacere di Kelly consisteva nell'oziare sulla spiaggia con Sciusci, un pezzo d'uomo che amava vestirsi pressappoco come lui, con calzoncini di seta o di cotone sempre troppo larghi, che avevano piuttosto l'aria di mutande e gli scendevano due dita sotto il ginocchio, una camicia aloha che pareva una tenda e di cui legava le estremit intorno al torace lasciando quattro dita di ventre nudo, pantofole giapponesi e cappello di fibra di noce di cocco. Sciusci aveva un'aria eternamente trasandata finch non si toglieva i vestiti restando in calzoncini da bagno aderentissimi. Allora, di colpo, si trasformava in un dio pagano, bruno, gigantesco, coi lunghi capelli che gli scendevano sino al collo costantemente inghirlandati di maile fragrante. Persino le donne pi schizzinose del continente non sapevano resistere a una simile trasformazione e andavano in brodo di giuggiole quando potevano stendersi sulla sabbia accanto a lui, a sfiorare con le lunghe unghie laccate di rosso i suoi muscoli poderosi.
Sciusci era il compagno preferito di Kelly perch sapeva cantare nel curioso falsetto delle isole, e poich Kelly possedeva una bella voce di baritono formavano insieme un duetto ideale. Kelly era pure bravissimo nella cosiddetta "chiave lenta, un sistema di suonare la chitarra tipico delle Hawai, secondo il quale le corde sono regolate in maniera particolare, cos da produrre un suono che  pizzicato e arpeggiato insieme. Per molti questo modo di suonare e di cantare di Kelly era la voce stessa delle isole; le sue appassionate melodie avevano la fugacit, il battito d'ala di un uccello marino; gli accordi della sua chitarra erano lenti e sicuri come il frangersi della risacca. Quando gli istruttori non avevano nulla da fare lo pregavano spesso di suonare per loro. Egli era il loro trovatore, il loro bardo. Di rado suonava per i turisti. Non mi piace sprecare il tempo per gli haole, brontolava; non capiscono.
Un altro passatempo che molto piaceva a Kelly e a Sciusci era il sakura, uno stranissimo gioco di carte giapponese, con piccole carte nere che venivano vendute in scatolette di legno sul cui coperchio era disegnato un tralcio di ciliegio in fiore. L'istruttore che riusciva a mettere insieme il denaro necessario per acquistare una nuova scatoletta di carte di sakura era accolto dai compagni come l'eroe della giornata, e nelle lunghe ore inerti dell'afa pomeridiana sedevano tutti insieme al riparo dei cocchi, divertendosi come bambini a quel gioco piuttosto puerile. Gli estranei erano inesorabilmente esclusi e non si poteva d'altra parte diventare istruttori di ondaplano se non si sapeva giocare a sakura. Naturalmente bisognava anche saper parlare il pi degenerato dei pidgin.
Pi donne americane Kelly conosceva, pi ne provava piet. Non ce n'era una che non si lamentasse del marito, non una che non fosse rimasta delusa delle proprie esperienze sessuali. La cosa che maggiormente colpiva Kelly era che con lui tutte quelle donne non pensavano che a una cosa sola: fare all'amore, e il giovane si diceva che se in questo campo vi fossero state donne ancor pi capaci delle wahine che venivano in gita alle Hawai a bordo del Manna Loa, costoro non potevano che essere delle tigri in sembianze femminili. Un giorno confid a Sciusci: Possibile altre wahine pi migliori da kine wahine venire qui? Che cosa diavolo avere haole maschi?.
Nel 1947 ebbe una risposta parziale a questo interrogativo, perch Sciusci si spos con una sua cliente, una giovane divorziata che possedeva un pozzo di quattrini e che gli regal una Chevrolet decappottabile. Finch rimasero alle Hawai tutto fil liscio, ma dopo tre mesi di New York - tre mesi d'inferno - Sciusci ne ebbe abbastanza e se ne torn solo soletto a Honolulu a riprendere l'antica professione. Qualche giorno dopo, in un momento di calma, confid all'amico: Queste wahine da kine, loro essere come due persone. Qui buone buone, fare amore tutto giorno, fregarsene. Qui mettere mia wahine in caffettiera e andare okolehau. Fece con le mani il gesto di guidare un'automobile immaginaria. Baldoria tutto tempo.
E a New York, invece?, domand Kelly.
Adesso te dire, Kelly blalah, riprese Sciusci col suo accento strascicato. Appena arrivata New York lei non piacere pi mio vestito, non piacere pi da kine mio parlare, non piacere pi un cavolo niente. Tutto tempo fatto me soffrire inferno. Non pi voler andare letto pomeriggio, quando essere pi migliore. Poi un giorno dire me: "Sciusci, tu andare scuola serale imparare parlare haole, no kanaka. Io allora dire lei: "Va' inferno. Io prendere primo aeroplano Hawai. Allora lei dire me: "Con che soldi tu partire? e io dire: Io fregato te settecento dollari. Lei allora dire: "Sporco farabutto, maiale schifoso!. Che cosa io dire lei allora? Io non poter ripetere.
Johnny Pupali, il quale era rimasto ad ascoltare comment in tono filosofico: Visto io avere ragione quando dire voi ragazzi: "Portare wahine letto ma mai sposare wahine.
Sullo stesso tono Sciusci osserv: Eppure sembrare tanto buone qui, ma tornate casa tutt'altro kine.
Tu tenere da kine Chevvi?, domand Kelly.
Sicuro, rispose Sciusci, subito soggiungendo: Io non pi avere tanto dispiacere per wahine come prima.
E cos i giorni passavano, indolenti e spensierati, e Kelly scopriva quello che i suoi colleghi pi anziani gi sapevano da un pezzo: che le wahine migliori erano quelle del profondo Sud; erano pi dolci, pi affettuose, si rivelavano le amanti pi tenere, pi difficilmente dimenticabili. Il corpo bronzoscuro di Kelly pareva affascinarle, e in tre occasioni diverse il giovane rimase chiuso per giorni e giorni consecutivi in una camera d'albergo con tre diverse adorabili creature del Sud, sempre nudo come madre natura lo aveva fatto. Solo alle ore dei pasti si legava intorno alla vita un asciugamano come se fosse stato un sarong, mentre le wahine o di Montgomery, o di Atlanta, o di Birmingham lo fissavano incantate.
Un giorno una di esse osserv:  straordinario come tu assomigli a un negro, Kelly, eppure non lo sei.
Gli hawaiani non possono soffrire i negri, la rassicur Kelly, e immediatamente la donna trasse un profondo sospiro di sollievo.
Come vivi?, gli domand poi dolcemente andando a
distenderglisi accanto sul divano, dopo che la tavola era stata sparecchiata.
Mi pagano, sai, per le tue lezioni di ondaplano!.
Ti pagano per quel che fai su quella tavola?, balbett la donna.
Ma che tipo sei? Non li guardi i tuoi conti? Eppure la direzione dell'albergo segna sempre tutto, anche i bicchieri d'acqua che bevi.
Ti pagano... per giornate come queste?.
La direzione segna. Io non sono forse qui per insegnarti qualcosa?.
Questo  vero, mormor con dolcezza la donna del Sud stringendoglisi contro voluttuosamente.
Con l'andar del tempo tutte quelle donne finirono col
confonderglisi nella memoria sino a formare un'unica immagine sfocata, inscindibile. Ve n'erano per alcune che avrebbe ricordato per sempre. Un giorno giunse in volo una giovane vedova di Bton Rouge, e Kelly come la vide calcol: "Questa tre notti, forse quattro. Ma aveva fatto male i conti perch la giovane donna era talmente addolorata per la morte del marito che non volle saperne delle sue proposte. Quando per gi il Mauna Loa si accingeva a salpare, portandosela via per sempre, al momento di accommiatarsi gli confid col suo dolce accento meridionale: Oh, Kelly! Come ci si sente tutti disperatamente soli a questo mondo.
Se voleva tanto bene a suo marito la capisco, annu Kelly affettuosamente.
Io veramente non ho mai amato Charley, confess la donna soffiandosi il naso; per era un gran brav'uomo, una persona veramente per bene, e adesso che se n' andato mi sembra che il mondo sia diventato ancora peggio di com'era prima.
Che cosa far, ora?, le domand Kelly lasciando penzolare indolentemente un braccio lungo la sponda del divano.
Non lo so, rispose la donna. Poi dopo una breve pausa chiese: Quanti anni ha lei, Kelly?.
Ho compiuto i ventidue la settimana scorsa.
Che fortunato! Ha tutta una vita davanti a s; per non si faccia illusioni; il mondo  soltanto un deserto di disperata solitudine.
Be', la gente viene, la gente va, comment il ragazzo filosoficamente.
Ma se dovesse venire una persona buona non la dimentichi. Credo che tra poco fischier la sirena... Chiss se posso fare una cosa, prima che lei se ne vada?.
Che cosa?, domand Kelly subito insospettito.
Potrei darle un bacio?  stato cos gentile, cos comprensivo.... Avrebbe voluto aggiungere dell'altro ma ne fu impedita da un improvviso scoppio di lacrime e premendo contro il volto bruno di lui il bel viso bianco gli sussurr: Lei  la persona pi per bene che io abbia mai conosciuta. Avevo veramente bisogno d'incontrare un tipo come lei. Ingoiando le lacrime lo spinse verso la porta soggiungendo: Kelly, riesce a capire, sia pure vagamente, perch una donna come me desideri di tutto cuore che il successo pi pieno e pi completo arrida a un giovane come lei? Vorrei che i cieli si aprissero per darle tutta la loro gloria... Kelly, si crei una vita onesta. Non diventi un vagabondo, perch lei appartiene all'esigua schiera di coloro che Ges ama....
Spesso, mentre se ne stava seduto a contemplare il frangersi della risacca, Kelly rammentava quelle parole e si domandava che cosa dovesse fare un uomo per costruirsi una vita onesta. Intuiva che questa non consisteva nell'essere uno stallone da monta come Johnny Pupali, anche se poteva essere divertente, n nello sprecare le proprie energie con una haole come aveva fatto Sciusci. Tuttavia capiva che doveva accontentarsi, per il momento almeno, di starsene sparapanzato al sole, suonare in chiave lenta, giocare a sakura, e insegnare alle wahine a reggersi diritte sull'ondaplano. Per il momento non gli restava proprio altro da fare.
Ma sul finire del 1947 arriv da New York una cantante di variet (che si rivel una wahine da due notti). Costei s'incapricci talmente di Kelly che una sera esclam: Caspita, figliuolo. Dovrebbero fare un monumento, a un uomo come te!.
Quando seppe che la canzone in voga dell'anno, L'onda della risacca, era stata composta l per l da Kelly sulla spiaggia e da lui ceduta al primo capitato, and su tutte le furie perch un musicista del continente l'aveva ritoccata, vi aveva aggiunto un paio di battute professionali e ne aveva ricavato un sacco di quattrini.
Dovresti fargli causa, a quel farabutto!, url. Volle quindi ascoltare la voce di Kelly e la giudic ottima. Kelly Kanakoa, dichiar in tono imperioso, domani sera tu canterai con me al cabaret del Lagoon.
Non mi piace cantare, protest Kelly.
Ignorando le sue proteste la cantante riprese: Come si chiama quel bel motivo che tu e quel ragazzo che canta in falsetto accennavate l'altra sera con gli ukulele?.
Vuoi dire il Canto di nozze hawaiano?, domand Kelly.
Quello che incomincia basso e finisce alto.
Istintivamente Kelly prese ad accennare Ke Kali Ne au, la pi bella di tutte le canzoni hawaiane, mirabile, ossessionante evocazione delle isole. In quel momento indossava a mo' di sarong un asciugamano del Lagoon, si era infilato nei capelli un fiore d'ibisco, e mentre egli cantava la donna, intuendone con fiuto professionale tutte le possibilit artistiche, esclam sempre pi entusiasta: Kelly, sei grande!.
Dopo un solo giorno di prove, poich la cantante aveva talento e imparava in fretta, Kelly Kanakoa, ammantato in un sarong rosso e bianco, con un dente di balena di sua madre che gli penzolava al collo da una catenella d'argento e un fiore nei capelli, si present sulla pista del Lagoon e incominci a cantare con la voce che doveva ben presto divenire famosa in tutto l'arcipelago. Il Canto di nozze aveva la prerogativa di offrire un vigoroso a solo per voce di baritono e un recitativo squillante, sonoro e al tempo stesso dolcissimo per voce di soprano. Era un pezzo musicale di arte vera, e bench il pubblico che gremiva quella sera il cabaret dell'albergo lo avesse gi inteso molte altre volte cantato da baritoni sfiatati e da soprani chiocci, solo ora lo ascoltava per la prima volta in tutta la sua lirica maest. Kelly era in quel momento un uomo profondamente innamorato, un bronzeo dio pagano, e la sottile donna bionda di New York che gli stava accanto era la sua degna controparte. Fu una serata memorabile, e quando la cantante fu di nuovo sola col giovane gli grid, mentre questi si faceva la doccia nel suo bagno: Che ne diresti di venire a New York con me?.
Io non lascio questi sassi, le grid il giovane di rimando.
Non mi devi mica sposare, lo rassicur la donna, subito intuendo i suoi timori; devi solo cantare.
Io e il mare akamai, ribatt di nuovo Kelly, e anche dopo, allorch erano a letto e la donna torn a rivolgergli la stessa domanda, non si lasci commuovere, ripetendo che il solo luogo ove egli potesse vivere erano le Hawai. Vedi da kine capitato Sciusci!, le sfoder come ultimo argomento.
Pazienza!, mormor rassegnata la cantante mentre si rivestiva per andar a riprendere l'aereo. Se non altro ci siamo insegnati reciprocamente molte cose, in questi pochi giorni.
In quanto a questo hai detto una santa verit, convenne Kelly.
Seguiterai a cantare?.
Skosci cantare, skosci ondaplano.
Soprattutto non rinunciare all'ondaplano, gli fece la donna in tono sardonico; perch quello s che ti rende bene.
Sorellina, questo kanaka non ha nessuna intenzione di rinunciarci, rise Kelly.
Non ne dubito. Era una ragazza sfacciata, aveva i capelli tinti, ma era simpatica e generosa, e Kelly in quei pochi giorni aveva imparato ad apprezzarne le invidiabili doti di carattere.
Mi spiace che non ti possa accompagnare all'aeroporto, si scus con sincero rincrescimento.
Mi hai gi tenuto abbastanza compagnia qui, gli assicur la donna palpando il letto, ed  questo che conta.
Poi, al principio del 1948, quando il turismo incominciava a farsi sempre pi intenso, Kelly ricevette un telegramma da una wahine di Boston di nome Rennie. Non riusciva a ricordarsi assolutamente chi fosse; a ogni modo il testo del telegramma diceva: Va' incontro Mauna Loa signora Dale Henderson. Mentre la nave attraccava Sciusci, insolitamente scalzo, gli chiese con un gesto espressivo in direzione della murata dove si assiepavano i turisti:
Quale tua wahine, Kelly blalah?.
Forse da kine, replic Kelly stringendosi nelle spalle e indicando con noncuranza una bella donna bionda che spiccava in prima fila.
Credi che?..., seguit Sciusci squadrando con occhio da intenditore la sconosciuta, snella ed elegantissima, che doveva essere sulla trentina.
Forse due notti, forse quattro, calcol Kelly avendo notato che le donne che mostravano di avere una particolare cura della propria persona erano in genere le pi restie a concedersi.
Kelly, che come tutti gli altri istruttori sportivi aveva il privilegio di salire a bordo prima che si iniziassero le operazioni di sbarco, si fece largo tra la folla che gremiva il ponte e tir per un braccio la signora Henderson. Questa si volse e gli sorrise: aveva un sorriso schietto, aperto. Dopo averle stretto la mano le domand: Dale  un nome o un altro cognome? Perch adesso coi nomi chi ne capisce pi niente?.
Mi chiamo Henderson: Elinor Henderson, rispose la donna con l'accento scattante, sicuro, della Nuova Inghilterra; sono di Boston.
Kelly moriva dalla voglia di domandarle: "Chi  questa Rennie wahine che mi ha telegrafato? Io non ricordo nessuna wahine di Boston, ma tacque. Nel suo mestiere aveva imparato che non bisognava mai venir meno a una regola inderogabile: guai a parlare di una donna con un'altra; e pertanto anche se quasi tutte le sue clienti gli venivano mandate da altre clienti, spesso intime amiche tra loro, egli faceva sempre fnta di nulla. Quindi si guard bene dall'accennare al telegramma. Ne parl invece la signora Henderson.
Una mia compagna di universit allo Smith....
Smith! Non mi sembra un nome da universit di wahine!.
Rennie Blackwell mi ha raccomandato che dovevo in tutti i modi cercare di lei.
Kelly atteggi immediatamente la faccia a un'espressione compunta, come se sapesse benissimo chi fosse Rennie Blackwell, e altrettanto immediatamente la signora Henderson riflett: "Dopo tutto quello che mi ha detto di lui, questo qua non se ne ricorda neppure il nome. Presa da un capriccio maligno volle approfondire la situazione e soggiunse: Rennie  quella tale signora di Tulsa. Ma anche dopo questa precisazione Kelly non fu in grado di individuarla nella teoria di donne senza nome che popolavano la sua esistenza. Capiva per che la signora Henderson si divertiva a prenderlo in giro. Trincerandosi dunque nel pi barbaro dei pidgin si batt la testa coi pugni dicendo: Qualche volta io no akamai da kine. Da wahine Rennie io non ricordare.
Rennie per si rammenta di lei, Kelly, osserv la signora Henderson sorridendo.
Quella donna cos sicura di s lo irritava. Riprese: Mettiamo passare un anno e io dire Sciusci: "Telegramma qui parlare Elinor Henderson. Chi da wahine? Sciusci lui non ricordare. Io non ricordare.
Chi  Sciusci?, domand Elinor.
Da kine kanaka sottobordo da wahine alta, spieg Kelly.
La signora Henderson scoppi in un'allegra risata e riprese:
Rennie mi ha assicurato che lei  il miglior istruttore di ondaplano di Honolulu, per mi deve promettere una cosa.
Che cosa?.
Non occorre che con me si sforzi di parlare in pidgin. Scommetto che si  diplomato con ottimi voti, e molto probabilmente conosce l'inglese meglio di me. Gli sorrise caldamente e domand: Dunque? Non mi vuol proprio dare quel lei?.
 che ho paura di baciarla, signora Henderson, ribatt Kelly con una risata; fece per porgerle la collana di fiori che aveva al collo, ma Sciusci, nel vedere quel suo gesto, accorse protestando: Gisi Criss! Kanaka dare wahine fiori come New York?. Afferr il lei e lo cal sulla testa di Elinor scoccandole un sonoro bacio su una guancia.
Sciusci  stato a New York; per questo sa come deve comportarsi un hawaiano!, osserv Kelly scherzosamente.
Sciusci  stato a New York?, ripet la signora Henderson fissando stupefatta quella specie di dio selvaggio dai lunghi capelli inghirlandati di foglie di maile. Scommetto che i newyorchesi non si sono ancora riavuti dallo choc.
Aveva sposato una signora di societ, spieg Kelly; ma dopo tre mesi di matrimonio  scappato. Per ci ha guadagnato una Chevrolet decappottabile. Anzi, torneremo all'albergo proprio con quella.
A questo punto sopraggiunse tutta scodinzolante la cliente di Sciusci, una bella di Kansas City, truccatissima, piegata in due sotto il peso dei lei che si era infilata addosso. Oh, non le sembrano divini questi uomini?, esclam con un risolino nervoso; quindi si mise a tastare con ammirazione le brune braccia muscolose di Sciusci chiedendogli: Dimmi, Sciusci, hai mai colpito nessuno con questi pugni?.
Mai, rispose il giovane; io nuotare e basta.
La bella di Kansas City scoppi in un riso sgangherato e quando le numerose valigie furono sistemate sulla Chevrolet le due coppie si avviarono verso il Lagoon. Arrivati per in King Street, Elinor Henderson preg Sciusci di fermare la macchina. Voleva dare un'occhiata alle antiche case delle missioni, divenute ormai monumenti di esclusivo valore storico. Infine spieg: In una di quelle case nacque la mia trisnonna. Vedete, i miei antenati erano i Quigley.
Mai intesi nominare, replic Kelly candidamente.
Sono rimasti poco su queste isole, ma io sto scrivendo la loro biografia... per la mia tesi. Sapete, insegno allo Smith.
Tu da kine wahine scrivere libro?, domand Sciusci rimettendo in moto.
Gli dica che non si disturbi a parlare in pidgin, preg Elinor rivolta a Kelly.
Il fatto  che non sa parlare altro, rispose Kelly ridendo.
Io trovo che il pidgin  adorabile, osserv la bella di Kansas City, e Kelly riflett: "Credo che a me sia capitata una da quattro notti, e magari niente del tutto; ma a Sciusci gli converr di stare attento, altrimenti quella non aspetta neanche di essere andata di sopra....
I sospetti di Kelly su Elinor Henderson si rivelarono esatti, perch passarono ben sei notti senza che nulla accadesse. Le piaceva l'ondaplano, si sentiva sicura nelle braccia di Kelly, ma tutto finiva l. Una sera per che Kelly si era fatto prestare la decappottabile di Sciusci (la bella di Kansas City aveva dichiarato chiaro e tondo: Perch andare in macchina quando ci si pu
divertire tanto pi comodamente a letto?) condusse Elinor a Punta Koko, dove rimasero a discorrere fasciati dalle tenebre.
Qui sulle isole noi chiamiamo questa gita: "Assistere alle gare subacquee di mezzanotte, spieg Kelly.
Siete molto spiritosi, osserv Elinor ridendo.
Come va la biografa?.
Sono molto perplessa, replic Elinor.
 difficile, eh?.
Kelly, se vuol sapere la verit, sono tentata di non farne nulla.
Come mai?.
Nell'oscurit, mentre la luna saliva tardivamente dal mare nel perpetuo mistero dei tropici, si fece un profondo silenzio. Lungo la riva le chiome dei cocchi si piegavano fruscianti. Improvvisamente Elinor si volse a Kelly e prendendogli le mani confess:
Perch sono spinta dall'impulso irresistibile di scrivere di lei, invece, Kelly.
Di me?, esclam il giovane stupito. E che cosa c' da scrivere di me?.
Elinor spieg con veemenza: Dal giorno in cui mi  capitato di leggere il diario segreto del mio quadrisnonno le Hawai hanno seguitato a ossessionarmi. Lui vi rimase solo sette anni. Poi non ne pot pi. E quando torn a Boston scrisse un resoconto delle proprie impressioni che  di una franchezza quasi brutale. Ho ancora davanti agli occhi la sua calligrafia e in particolare questa frase: "Scriver come se Dio stesso mi guardasse al di sopra della spalla, poich dal momento che  stato Lui a volere queste cose Egli solo pu e deve capirle.
Ma che cos'ha scritto?, domand Kelly che incominciava a interessarsi.
Secondo lui, noi cristiani abbiamo invaso queste isole con il Dio vero, ma ne abbiamo divulgato la parola in modo falso e ipocrita. Era suo convincimento che il nostro Dio avesse salvato moralmente le isole, ma che le nostre idee le avessero fisicamente e intellettualmente uccise, e in particolare voi hawaiani. C' una frase, a proposito dell'hawaiano del futuro, che colpisce per il suo valore profetico. L'avevo ricopiata, e ieri sera rileggendola mi sono accorta che pareva il suo ritratto.
 una profezia poco rassicurante, eh?, fece Kelly.
Il giovane capiva di trovarsi per la prima volta accanto a una donna diversa dalle solite. Doveva essere sui trentun anni e aveva un aspetto pulito e onesto che la rendeva severa e commovente insieme. Con gesto istintivo le mise una mano sotto il mento e lentamente la costrinse a girarsi verso di lui. La luce della luna era abbastanza forte perch egli potesse vederle gli occhi e la loro calma sicurezza lo incant. Per alcuni attimi la discendente di missionari e l'hawaiano diseredato si studiarono. Alla fine Kelly ritir la mano, ma la donna gli prese tra le sue morbide e bianche il volto poderoso e avvicinatolo al proprio lo baci confessando: Ho dimenticato i vecchi missionari, Kelly. Quando mi metto a scrivere riesco a vedere soltanto te... E sai come vorrei intitolare questo mio nuovo studio? I diseredati.
Parlarono a lungo, mentre altre macchine venivano ad ammirare le gare subacquee di mezzanotte e se ne andavano. A un certo punto Elinor chiese bruscamente: Kelly, la trovi vita, tu, questa? Fare all'amore con una divorziata nevrastenica dopo l'altra?.
Chi te lo ha detto?.
Mi basta vedere Sciusci.
Io non sono Sciusci.
Da ci che mi ha raccontato Rennie non si direbbe.
Che cosa ti ha raccontato?.
Mi ha confessato che la sola settimana felice della sua vita  stata quella che ha vissuto con te.
Ma chi era questa Rennie, infine?, domand Kelly facendosi coraggio.
Avevo capito che non la ricordavi.  quella che sul Manna Loa aveva pregato la propria compagna di cabina....
Ah, adesso ricordo! Ma senti un po', non mi sembra che
io mi debba vergognare se faccio all'amore con donne simili, protest Kelly.
Credi che Sciusci sposer la sua cliente di Kansas City?, domand Elinor preferendo cambiar discorso.
Lei sta facendo di tutto per convincerlo, rise Kelly. Probabilmente resister per quattro o cinque mesi e poi se ne torner a casa con una Buick.
Perch tu non hai mai tentato?, indag Elinor.
Perch a me i soldi non interessano. Mi piace cantare, suonare la chitarra, guadagnare qualche soldino facendo l'istruttore di ondaplano, e se mi serve una macchina trovo sempre qualcuno che me la presta.
 vita, questa?, insistette Elinor.
Evitando di risponderle Kelly chiese a sua volta: Che cosa ti fa pensare che tu sia capace di scrivere un libro?.
Perch sento di poter fare tutto quello che ho in mente, fu la risposta.
Come mai hai divorziato?.
Non ho affatto divorziato.
Ma allora sei vedova?.
S, Kelly, e avevo un marito straordinario, un vero eletto del Signore.
 morto in guerra?.
S; coperto di medaglie. Tu gli saresti piaciuto molto,
Kelly. Vi sareste capiti. Jack era un uomo che sapeva godere e
dispensare la felicit, il che  una delle cose pi difficili di questo mondo.
Segu un'altra lunga pausa di silenzio. Kelly la interruppe per domandare: Perch vorresti intitolare il tuo libro I diseredati! Io non mi sento affatto diseredato: ho tutto ci che mi serve.
Voi hawaiani non avete pi le vostre isole; le hanno i giapponesi. Non avete pi il vostro denaro; lo hanno i cinesi. Non avete pi le vostre terre; le ha il Forte. Non avete pi nemmeno i vostri di; a toglierveli hanno provveduto i miei antenati. Che cosa vi rimane?.
Kelly rise nervosamente e colto da un impulso improvviso fu l l per ribattere, ma comprese che si sarebbe impelagato in una discussione pericolosa. Si limit a scuotere scherzosamente l'indice sotto il naso di Elinor osservando: Se tu sapessi quello che hanno gli hawaiani resteresti di sasso!.
Oh, s. Se parli di quelle quattro belle ragazze che ballano la hula al Lagoon in gonnellino hawaiano confezionato a New York... Come si chiamano? Dimmi la verit.
Be', quella che ha quel bellissimo paio di gambe si chiama Gloria Cing.
Perci  cinese.
Ma un po' di sangue hawaiano ce l'ha. L'altra con quel petto da maggiorata fsica si chiama Rachel Fernandez. La pi
bella o a me almeno piace, solo che  giapponese - si chiama
Helen Fukuda; la quarta, infine, si chiama Norma Swenson.
Perci  svedese?.
Ma anche lei ha un po' di sangue hawaiano.
Sicch quella che noi chiamiamo civilt hawaiana si riduce a una ragazza filippina che indossa un finto gonnellino tahitiano di cellofan fabbricato in America, suona un ukulele portoghese accompagnata da una chitarra elettrica, anche questa americana, e canta una canzone di Hollywood.
Ma io sono un hawaiano vero, protest energicamente Kelly. Nella biblioteca civica c' tutto un libro che parla di me: pi di cento generazioni; e quando canto una canzone hawaiana mi vien su fin dalla punta dei piedi. Ci sono tante cose che tu non sai, Elinor.
E dimmele, allora.
No, rispose secco Kelly. Poi, improvvisamente, si lasci andare alla concessione che ancora pochi minuti prima gli era parsa troppo pericolosa. Forse... far una cosa che non ho mai fatto prima.
Che cosa?, domand Elinor incuriosita.
Lo vedrai domani. Mettiti qualcosa di fresco e aspettami verso le tre.
Sar interessante?.
Sar una cosa che non potrai pi dimenticare.
Alle tre dell'indomani si fece prestare un'automobile e and ad aspettare Elinor al Lagoon. La giovane donna comparve quasi subito, riposata, graziosissima in un fresco abito di tela bianco. Non appena fu in macchina Kelly si diresse verso le montagne, portandosi sempre pi lontano dalla scogliera finch giunse a un'alta palizzata di tavole dietro la quale svettavano maestose alcune palme di cocco; senza fermarsi prosegu sino a un cancello sconquassato che apr spingendovi contro il muso dell'automobile. Quando fu dentro, -fece un'abile marcia indietro per richiudere il cancello, quindi innest la terza e con uno stridio lacerante di pneumatici and ad arrestarsi all'ingresso di una vecchia casa di legno a tre piani, con frontoni, ampie verande, fregi ornamentali e finestre istoriate, che sorgeva in un folto ombroso d palme.
Questa  casa mia, disse semplicemente, e tu sei la prima donna che vi entra.
Suon il clacson e subito apparve sulla soglia una donna stupenda, di statura gigantesca, la cui mole occupava quasi tutto il vano dell'uscio. Aveva i capelli color dell'argento e un largo sorriso le illuminava lo splendido volto bruno. Sei tu, Kelolo?, domand con una voce perfettamente modulata che aveva qualche traccia di accento della Nuova Inghilterra.
Hi, Ma'! Preprati a un colpo! Ti ho portato una wahine haole. Temendo che sua madre si accorgesse della trasformazione che la vicinanza di Elinor aveva prodotta in lui, Kelly si rifugi subito dopo nel suo pidgin peggiore.
Sua madre si fece innanzi, maestosa come una regina, e tendendo la mano all'ospite disse: Siamo veramente felici di averla qui alla Palude.
Ma', da wahine Elinor Henderson, Smith. Ma' Vassar. La snella bostoniana e l'enorme hawaiana si strinsero la mano con reciproco rispetto mentre la seconda spiegava con la sua voce melodiosa: Io sono Malama Kanakoa, e lei dev'essere proprio una persona fuor del comune perch  la prima delle sue amiche haole che Kelolo mi conduce qui.
Eh, Ma', attenzione!, l'avvert Kelly. Noi non innamorati. Da wahine pi vecchia me otto anni. Lei gi sistemata molto pi meglio Boston.
Ma ci non toglie che  fuor del comune, insistette Malama.
Fuor del comune troppo molto! Testa fina da kine, akamai troppo.
Risero tutti e tre, sentendosi immediatamente a loro agio insieme, mentre Kelly seguitava a spiegare: Ma', da wahine venire vecchia vecchia famiglia missionaria Quigley. Io non conoscere da famiglia, ma tu forse s.
Immanuel Quigley!, esclam Malama stringendo di nuovo con effusione tra le sue la mano dell'ospite.  stato il migliore dei missionari, il solo che abbia amato veramente gli hawaiani! Peccato sia rimasto tra noi troppo poco!.
Deve aver infuso il suo amore per le Hawai nei propri discendenti, perch l'ho ereditato anch'io, disse Elinor. Erano entrati intanto in un salotto tipicamente ottocentesco nel quale facevano bella mostra un lampadario a gocce, varie librerie dai pannelli scorrevoli di cristallo, un organo, un pianoforte Steinway e persino una mezzatinta riproducente L'Assunzione della Vergine di Raffaello, chiusa in una massiccia cornice scolpita. Il soffitto, altissimo, rendeva la stanza particolarmente fresca, ma Elinor fu tosto attratta da un oggetto che pendeva chiuso in una campana di cristallo poggiante su un piedistallo di mogano. Che cos'?, esclam incuriosita.
 un dente di balena a forma di uncino, spieg Malama.
Ma a che cosa  appeso?.
A capelli umani, intervenne Kelly.
Malama riprese, sollevando la campana di vetro e porgendo all'ospite la preziosa reliquia: Lo portava il mio antenato, il re di Kona, allorch combatt quale generale di Kamehameha. E se lo mise anche quando la prima nave missionaria tocc Lahaina. Credo che i capelli di questa enorme treccia vengano tutti dalle chiome di amici intimi dei miei antenati. Rimise a posto la campana soggiungendo: Kelly, mentre tu mostri alla signora Henderson perch noi chiamiamo questo posto la Palude, io vado a preparare il t. Aspetto alcune amiche.
Kelly fece passare Elinor dal retro della casa, attraverso una cucina dove in passato, per il re Kalakaua, si erano preparati pranzi sin di duecento coperti per volta e la giovane donna venne a trovarsi di colpo in un paesaggio incantato di alberi e di fiori, costeggianti una palude costellata di giunchi e di rosee ninfee. Non senza una punta di amara ironia Kelly osserv, in ottimo inglese, ora che si trovava nuovamente solo con Elinor: Questo  il solo terreno che gli haole ci abbiano lasciato. Oggi vale due milioni di dollari, ma, capirai! Mamma provvede personalmente a mantenere cento hawaiani poveri, cos  sempre nei debiti sino al collo.
Mentre uccelli dal rosso ciuffo sfrecciavano per la palude, posandosi sugli steli danzanti delle canne, Elinor contemplava quel panorama in cui primitivit selvaggia e lento disfacimento delle cose si fondevano con la struggente, accorata nostalgia di un passato morto per sempre. Mormor, sintetizzando la realt con la sua visione personale di essa: Siete veramente i diseredati!.
Non  vero; sbagli, protest Kelly. Questo  il giardino murato che ogni hawaiano conosce perch ognuno di noi ne coltiva uno simile nel proprio cuore. Qui nessun estraneo pu entrare.
Ma allora tu disprezzi le donne haole con cui vai a letto?.
Oh, no! Fare all'amore  una bellissima cosa, Elinor, e non c'entra affatto con quello di cui stiamo parlando.
Hai ragione; scusa. Io volevo dire questo: tu disprezzi gli haole in genere, vero?.
Kelly non rispose subito; prese un sassolino e dopo avervi giocherellato a lungo mormor: Non credo che ammetterei mai una cosa simile. Non sono intollerante come lo erano  missionari.
Immanuel Quigley disse quasi la stessa cosa.
Credo che quel vecchio Quigley mi sarebbe piaciuto molto, osserv Kelly.
Venne qui che era giovanissimo. Poi and a stabilirsi
nell'Ohio. Era una mente profonda, un uomo veramente singolare.
Penso che a quest'ora il t sar pronto. Rientriamo?, propose Kelly riconducendo Elinor nel vasto salotto dov'erano gi sedute quattro gigantesche hawaiane, tutte coi capelli grigi e affabilissime come la padrona di casa.
Malama incominci le presentazioni: La signora Cioy; la signora Fukuda.
Non  la sua bella figliuola che balla al Lagoon?, domand Elinor.
S, rispose l'enorme donna inchinandosi lievemente e sorridendo beata. A Helen piace ballare come piaceva a me quand'ero giovane.
La signora Mendonca, seguit Malama. Suo marito era il proprietario della compagnia dei tass. E questa povera
nanerottola  la signora Rodriques, concluse Malama ridendo. La signora Rodriques infatti, in confronto alle amiche, era una figurina di Tanagra poich raggiungeva appena un metro e sessantotto e pesava meno di novanta chili. Ho spiegato a queste signore che lei  una discendente di Immanuel Quigley. Se sapesse come il suo ricordo  ancora vivo nei nostri cuori, Elinor!.
Come mai non  ospite degli Hale o dei Whipple?, domand la signora Mendonca. Vennero qui con la stessa nave che port suo nonno, o suo bisnonno, non so....
Le nostre famiglie non sono mai state molto amiche, spieg laconicamente Elinor.
Le cinque hawaiane avrebbero voluto approfondire quell'ammissione, ma erano troppo beneducate per porre domande indiscrete, cosicch dopo aver parlato per un po' del pi e del meno Malama propose: Sono sicura che alla signora Henderson far piacere ascoltare qualcuna delle nostre vecchie canzoni.
Subito vennero tirati fuori ukulele e chitarre. Poich le hawaiane preferivano cantare in piedi, poco dopo lungo una parete della grande stanza si formava sotto gli occhi rapiti di Elinor come un altorilievo di giganti. Dopo aver brevemente accordato gli strumenti, le cantatrici attaccarono tutta una successione di dolcissime melodie hawaiane. Erano talmente affiatate che parevano un coro di cantanti professioniste. Le parti da soprano erano cantate dalla signora Cioy e quelle di contralto, che facevano da sottofondo alla struttura musicale, dalla signora Rodriques e dalla signora Mendonca. Ogni canzone conteneva varie dozzine di versi, e mentre le ultime note di un verso indugiavano nell'aria, la signora Fukuda iniziava le prime parole del successivo in un falsetto cantilenante. Possedeva una memoria prodigiosa; senza di lei le sue amiche non amavano cantare perch troppo piaceva loro quella sua originalissima presentazione dei vari temi melodici.
Sulla Palude calarono le prime ombre della sera; le lampade si accesero. Nessuno per accennava a volersi congedare e meno di tutti Elinor; ma Kelly intervenne a un tratto bruscamente osservando: Io detto un kanaka suonare un poco corda lenta stasera. Da wahine e me andare.
Quando le donne compresero che i due giovani si preparavano veramente a partire, la signora Cioy incominci a canticchiare sottovoce le prime note del Canto di nozze hawaiano. Kelly, che era gi arrivato sulla soglia, si ferm proseguendo il motivo con la sua forte voce baritonale, che quella sera era in forma particolare.
Quand'ebbe terminato, Elinor si chiese quale delle cinque donne avrebbe ripreso la parte femminile, l'appassionato richiamo della sposa che risponde all'invocazione dello sposo. Fu Malama. Levandosi in piedi, grandiosa come un monumento, cant con stupenda foga lirica, quindi madre e figlio conclusero a due voci l'incantevole finale. Fu un'interpretazione indimenticabile, e mentre gli ultimi accenti si spegnevano la signora Cioy esclam pizzicando le corde del suo ukulele: Io potrei cantare cos tutta notte. Quando Kelly ed Elinor furono risaliti in macchina il giovane osserv: E il bello  che canteranno tutta notte per davvero.
Da quando tua madre  tornata da Vassar, come occupa le sue giornate?, domand Elinor.
Il pomeriggio canta, il resto della giornata lo dedica agli hawaiani poveri, sperperando cos i pochi soldi che le mollano i suoi tutori. Che altro vuoi che faccia?.
Elinor scoppi a piangere e dopo essersi soffiata ripetutamente
il naso mormor: Mi sento troppo sconvolta, Kelly. Non posso rientrare in albergo.
Ma io devo cantare!, protest il giovane.
Quanto ti pagano per cantare?, domand Elinor tornando a soffiarsi il naso.
Stasera non mi danno niente: ma l'ho promesso a un amico.
Che razza di gente siete! Chi vi capir mai?, mormor Elinor. E va bene! Torniamo. Per un amico si deve fare qualsiasi cosa... Dimmi, questo amico che tu dici ha mai fatto niente per te?.
Mmmmm, veramente no.
Cos tu canti gratis per il primo che te lo chiede? Sprechi la tua esistenza senza mai pretendere nulla in cambio?.
Chi  pi felice?, ribatt Kelly. Mamma o le tue amiche americane?.
Il mattino dopo, per tempo, Elinor Henderson si present alla biblioteca civica pregando la bibliotecaria signorina Lucinda
Whipple di cercarle quel libro che porta la genealogia dei Kanakoa. Come sempre quando le veniva rivolta quella domanda la signorina Whipple trattenne una smorfia di disprezzo e sbirci di sottecchi l'ultima compagna di letto di Kelly Kanakoa. Si era accorta da un pezzo che almeno sei volte nel corso di un anno venivano a cercare quello stesso libro straniere sofisticate, le quali, per l'ignoranza che dimostravano nel compilare il cartellino di richiesta, lasciavano chiaramente capire la loro scarsa dimestichezza con
libri e biblioteche. Lucinda Whipple aveva indovinato, non a torto, che tutte quelle donne si passavano la parola, perch apparivano a intervalli regolari e qualcuna, dopo aver sfogliato il volume come se fosse stato un testo sacro, balbettava: Caspita, suo nonno era proprio un re!. La signorina Whipple non faceva mai commenti, ma aveva compreso che per donne come quelle l'antenato pi remoto al quale riuscissero a risalire era il nonno. Oltre la terza generazione non v'erano per esse che tenebra e mistero.
Quella per aveva l'aria di essere diversa. Dopo aver studiato attentamente le interminabili tavole genealogiche annesse alla pubblicazione (stampata a cura del Museo delle Missioni) domand a Lucinda Whipple: Su quale autorit si fondano questi elenchi?.
Sull'autorit di mio bisnonno Abner Hale, ribatt la signorina Whipple. Fu lui a trascrivere questo documento non comune, in base a tradizioni orali che gli furono personalmente recitate a Maui da un kahuna nui. Dopo molte ricerche condotte non solo alle Hawai ma anche a Tahiti, pare che le cronache siano in linea di massima esatte.
Quanti anni, secondo lei, corrispondono a ciascuna generazione?, domand la signora Henderson.
Normalmente una generazione comprende trent'anni, ma in un clima tropicale come questo, e giudicando secondo un metro pi prossimo alla verit, si ritiene che nel caso specifico una generazione corrisponda a un periodo di ventidue anni al massimo. Del resto avr notato che dove qui si parla di due generazioni successive, in realt si tratta di una sola, poich in molti casi non  un figlio che succede a un padre, bens un fratello a un fratello. Ma vedo che lei s'interessa con intelligenza a queste cose: sono indiscreta se gliene chiedo la ragione?.
Sono la pro-pro-pro-pronipote di Immanuel Quigley, spieg Elinor sorridendo.
Oh!, esclam tutta agitata la signorina Whipple.  la prima volta che ho il piacere di conoscere una Quigley.
Come lei sapr il mio avo non ebbe la vita facile su queste isole, ribatt calma Elinor.
Ma neppure il ricordo di avvenimenti amari pot diminuire l'entusiasmo di Lucinda Whipple, il cui interesse per gli studi genealogici trascendeva ogni altro. Sempre pi emozionata domand:
Sar ancora qui, sabato?.
S, perch?.
Oh, ma  straordinario! Sa, sabato ricorre l'anniversario dell'arrivo dei missionari, e sarei profondamente onorata se lei volesse accompagnarmi alla cerimonia. Chi l'avrebbe mai immaginato? Una Quigley!. Prosegu spiegando che da quando aveva l'uso della ragione non aveva mai mancato al raduno annuale della societ dei figli delle Missioni, e poich ogni volta veniva fatto l'appello, era sempre stata lei a rispondere presente, con profondo orgoglio, per John Whipple, Abner Hale e Abraham Hewlett, tutti suoi antenati, come pure il ramo collaterale di Retire Janders, che pur non essendo missionario aveva affiancato
i missionari nella loro opera di redenzione.
Ma non abbiamo mai avuto nessuno che si sia alzato a poter rispondere "presente per onorare il nome dei Quigley! Oh, venga, la prego!.
Fu cos che in una calda mattina d'aprile Elinor Henderson venne a trovarsi tra i discendenti dei missionari e a cantare con loro l'inno di apertura della cerimonia: Dai nevosi monti di Groenlandia. Quando venne il momento solenne dell'appello di quegli uomini e di quelle donne scomparsi da un pezzo, che avevano servito Iddio nell'arcipelago, Elinor avvert un'emozione sempre crescente via via che i discendenti delle varie coppie si alzavano.
Abner Hale e sua moglie Jerusha, brigantino Thetis, 1822, incominci a leggere il segretario della societ, e tra un rumore di sedie smosse scattarono in piedi rispondendo: Presente! numerosi Hale, mentre gli altri applaudivano.
Dottor John Whipple e sua moglie Amanda, brigantino Thetis, 1822.
Dal movimento delle sedie Elinor dedusse che il dottor John doveva essere stato un uomo straordinariamente prolifico, poich si alzarono a onorare la sua memoria una ventina di persone.
Immanuel Quigley e sua moglie Jepta, brigantino Thetis, 1822, seguit a leggere il segretario.
Col cuore traboccante di emozione, di ardore storico, di un confuso amore di Dio, Elinor Henderson si alz. Era la prima Quigley a presenziare a quel rito. Era convinta che la sua vista dovesse rievocare nel cuore degli Hale, degli Hewlett e dei Whipple amari ricordi. Se infatti l'indomabile Immanuel Quigley aveva tenuto segreto il proprio diario, aveva lasciato trapelare abbastanza di quel che pensava perch il suo nome non potesse essere ricordato con simpatia dalle altre famiglie missionarie. Nondimeno, alzando fieramente il capo, la sua pro-pro-pro-pronipote rispose un sonoro: Presente!.
Un attimo dopo dalla comunit si lev un fragoroso applauso. Elinor torn a sedere impassibile, perch al pari del suo antenato non era di carattere malleabile, mentre il segretario proseguiva nella lettura:
Abraham e Urania Hewlett, brigantino Thetis, 1822.
Questa volta il rumore di sedie smosse fu fortissimo e nel gruppo che si era alzato v' erano pure molti hawaiani perch i discendenti di Abraham da parte della sua seconda moglie Malia erano numerosi. La maggioranza dei discendenti dei missionari ritenevano indecoroso che si alzassero anche loro a rispondere Presente!, come se fossero i veri discendenti della beata Urania Hewlett; ma gli hawaiani si alzavano lo stesso, e gli altri non potevano farci nulla.
Quella sera Elinor osserv a Kelly: Chi viene in visita alle Hawai corre gravi pericoli, perch non pu prevedere sino a che punto le passioni che divampano su queste isole lo sommergeranno.
Credi di avere raccolto materiale sufficiente per la tua biografia?, le domand Kelly in tono apparentemente noncurante. S.
E sei sempre decisa a intitolarla I diseredati?.
Pi che mai.
E secondo te chi sono questi diseredati?, le domand Kelly in tono beffardo.
Ma tu e i tipi come te! Chi altri?.
Credevo che alla cerimonia della missione ti fossi finalmente accorta che i veri diseredati sono loro.
Come sarebbe a dire?.
Sono venuti qui per portare il congregazionalismo, ma noi abbiamo disprezzato il loro tipo di cristianesimo e adesso siamo quasi tutti o cattolici o mormoni, senza contare i buddisti che sono numerosi su queste isole almeno quanto i congregazionalisti. Secondo: sono venuti qui con un Dio in cui credevano. In quanti ci credono ancora? Terzo: sono venuti qui con idee grandiose; oggi al posto delle idee hanno soltanto molti quattrini.
Come sei amaro, Kelly!... Ma in un certo senso mi fa piacere.
Vuoi sapere perch i mormoni hanno tanto successo su queste isole? Perch ammettono francamente: In paradiso c' posto soltanto per i bianchi. Penso tu sappia che a Salt Lake City un negro non ha la possibilit di trovare un posto per dormire, qualora per una ragione o per l'altra sia costretto a passare la notte in citt. Per, dicono i mormoni, se su questa terra ci comporteremo veramente bene e ameremo il Signore, quando morremo
il buon Dio ci pitturer di bianco, cos potremo andare in cielo, dove vivremo in saecula saeculorum felici e contenti assieme agli altri.
Non credo che i mormoni dicano esattamente cos, Kelly, protest Elinor.
Non lo diranno a parole, ma lo dicono con i fatti. Il giovane aveva cercato sino a quel momento di contenersi, ma la collera lo stava trascinando e temeva di quel che gli sarebbe potuto uscire di bocca. Alla fine non ne pot pi: S, certo, gli altri cristiani ci dicono che Iddio ama tutti gli uomini, ma noi sappiamo che sono tutte balle, balle sacrosante.
Kelly!.
Lo sappiamo! Lo sappiamo!, sbrait Kelly sempre pi furibondo.  chiaro come il sole: Iddio ama prima i bianchi, poi
i cinesi, poi i giapponesi, e infine, molto molto alla lontana, accetta gli hawaiani.
Kelly, caro, te ne prego!.
Ma sai qual  la nostra unica consolazione? Te la do a indovinare in mille! Sappiamo di positivo che in ogni caso ci ama sempre pi dei negri. Dio santo, sarei proprio disperato se fossi un negro!.
Poich Elinor Henderson era una donna pi emotiva che raziocinante, non sarebbe mai stata in grado di scrivere il libro che aveva in animo. In ogni modo ne fu definitivamente impedita da uno di quegli avvenimenti misteriosi e imprevedibili che caratterizzano i tropici. Alle sei e diciotto del mattino successivo alla sua visita alla societ delle Missioni dormiva ancora, ma nelle profonde acque del Pacifico, a quasi tremila miglia di distanza verso nord, si stava producendo un evento di proporzioni ciclopiche. Il grande bastione che si stende al largo della catena delle Aleutine veniva scosso da un formidabile terremoto sottomarino che nello spazio di pochi minuti catapult milioni di tonnellate di roccia oceanica sommersa lungo un nuovo contrafforte del pavimento marino. Si trattava di un assestamento titanico della crosta terrestre, e l'oceano, nelle cui profondit avveniva questo spostamento, fu squassato con tale violenza che per contraccolpo venne lanciata in direzione sud, a velocit fantastica, un'ondata spaventosa; nondimeno, ancorch ne fosse turbato circa il sette per cento dell'intiera superficie oceanica, l'onda che ne risult era materialmente quasi impercettibile, non superando l'altezza di un palmo.
Anzi, vi pass sopra senza accorgersene tutta una nave carica di marinai. Infatti alle sette e diciotto di quella stessa mattina un lieve rigonfiamento sollev di pochi centimetri e per pochi attimi una petroliera giapponese, ma si trattava di un avvenimento talmente insignificante che non fu neppure annotato sul giornale di bordo. Se per il comandante della petroliera fosse stato pi perspicace e se avesse saputo in quale punto l'onda si era originata appena un'ora prima, avrebbe sicuramente scritto: Uno tsunami provocato da un terremoto sottomarino nell'Alaska  passato poco fa sotto la nostra nave. Velocit direzionale sud, 512 miglia orarie. Se, meglio ancora, avesse pensato a trasmettere un messaggio radio nel bacino del Pacifico, si sarebbero salvate molte vite umane. Ma poich il comandante in questione n vide n pens nulla di tutto questo, l'epico tsunami seguit a correre inosservato a una velocit prossima a quella del suono. Qualora non avesse incontrato sul suo cammino oggetti immobili, come lo sono le isole, avrebbe finito col disperdersi nelle remote vastit dell'Antartico; ma se si fosse imbattuto in un'isola la sua energia cinetica vi avrebbe sicuramente accumulato sopra masse d'acqua superiori ai venticinque metri d'altezza, risucchiandole poi nel mare con forza demoniaca. L'impeto delle acque in arrivo avrebbe arrecato poco danno, ma
il loro spaventoso ritirarsi avrebbe travolto ogni cosa.
Mentre lo tsunami passava inavvertito sotto la petroliera giapponese, Elinor Henderson si stava alzando per godersi gli ultimi effetti dell'alba sul Pacifico; alle nove scese sulla spiaggia a osservare gli istruttori di ondaplano che gi stavano giocando a sakura. La divertiva sentirli imprecare in pidgin quando l'andamento del gioco li sfavoriva, ma quel mattino l'ambiente aveva un sapore particolare, in quanto Sciusci era comparso tra i colleghi vestito di tutto punto, con tanto di scarpe di vernice e con un abito che pareva scoppiargli addosso. Aveva accanto a s la miliardaria di Kansas City che durava fatica a non sbaciucchiarselo in pubblico e gridava a tutti quanti: Ma guardatelo! Non  un campione? Pensate! Ci sposiamo a Saint Louis!.
Sciusci rideva. Consegn le chiavi della Chevrolet a Elinor raccomandandole: Ehi, sorellina, di' blalah Kelly curare bene mia caffettiera.
Elinor lo assicur che ci avrebbe pensato lei. Poi, non appena fu sola con Kelly, gli domand: Secondo te, quanto durer il matrimonio di Sciusci, questa volta?.
Ho l'impressione che a Kansas City Sciusci far ancora pi colpo che a New York. Perci la seconda moglie lo tratter peggio della prima, e alla fine di ottobre al massimo ce lo ritroveremo qui con una Buick.
Vuoi scommettere che questa volta sar una Cadillac?. Elinor rise. A un tratto le venne un'idea: Kelly! Dal momento che abbiamo la macchina, perch non andiamo a fare una colazione al sacco?. Volle a tutti i costi pensare lei a ogni cosa, e alle dieci, quando lo tsunami era ormai a meno di seicento miglia da Oahu, indic al compagno una graziosa insenatura che si addentrava a nord dell'isola, esclamando: Guarda! Quella bella spiaggia sabbiosa pare fatta apposta per noi!.
Dopo aver sistemato coperte e provviste fecero una vigorosa nuotata e mentre si asciugavano al sole Elinor osserv: Me ne andr molto presto, Kelly. Non dire niente. Mi sto innamorando di te e non sono certo il tipo di donna alla quale piaccia fare da nave-scuola.
Oh, in quanto a questo ho molta pi esperienza di te, protest Kelly.
Non ti sposerei mai... Ho otto anni pi di te, e alla fine
il nostro matrimonio si concluderebbe in un disastro.
Potremmo spassarcela benissimo lo stesso, insistette Kelly attirandola a s.
Io ritengo immorale per una donna amoreggiare con un uomo che non potr mai sposare. Sai, caro, trovo che il modo come le donne ti trattano  semplicemente vergognoso.
Kelly tacque e incominci a lanciare sassolini contro uno scoglio poco distante. Infine osserv: Mia cara signora Henderson, se un giorno ti capiter di visitare un'altra isola non fare tante domande. Prendi la vita com'.
Ne ho abbastanza di isole, replic Elinor. Sono venuta qui unicamente perch volevo costatare di persona il motivo che aveva impedito ai miei antenati di digerire questa.
E lo hai scoperto?.
S, non la posso digerire neppure io.
E perch?, domand pigramente Kelly.
Perch sono pi che mai dalla parte dei diseredati. Sai, Immanuel Quigley incontr grosse grane anche nell'Ohio per aver voluto aiutare gli indiani.
Mi rincresce sinceramente di aver mandato a monte il tuo libro. A... allo Smith si seccheranno molto?.
La biografia di un uomo  in fondo la biografia di tutti gli uomini, osserv pensosamente Elinor, e col passare del tempo diventiamo tutti quanti una sola persona.
Credi veramente che un kanaka come me valga quanto una haole come te?.
Da bambina mi avevano insegnato che anche un sassolino che cadeva nel deserto d'Arabia aveva un influsso invisibile ma reale su di me che vivevo nel Massachusetts. Io credo a questo, Kelly, perch le nostre esistenze singole sono collegate inesorabilmente e in eterno con tutto ci che accade nel resto del mondo.
Si accorse che Kelly si era semiaddormentato; teneramente allora, con gesto materno, gli prese nel grembo la testa bruna. Il giovane la preg di dargli la chitarra. Aveva voglia di suonare un poco, ma dopo qualche accordo lo strumento gli cadde dalle mani ed egli si assop.
Elinor rimase seduta a contemplare il panorama di spiaggia sabbiosa e di palme, osservando con interesse quello che le pareva un mutamento di marea: le acque dell'oceano sembravano infatti ritirarsi dalla riva sino a divenire lontanissime, lasciando scoperto un banco corallino pi profondo di quanti ella avesse veduti sino a quel momento. A un tratto, notando che in alcune larghe pozze erano rimasti arenati dei grossi pesci che agitavano furiosamente la coda nel vano tentativo di fuggire, incominci a ridere.
Kelly, che non ricordava pi nemmeno dove fosse, domand sbadigliando: Che cos'hai da essere tanto allegra?.
Quei poveri pesci cos intrappolati sono proprio buffi!, rispose Elinor.
E come diavolo hanno fatto a.... Ma non fin la frase perch alzando pigramente la testa aveva veduto con orrore che la scogliera era nuda e che le acque si erano ritirate. Cristo!, url atterrito; il maremoto!. L'afferr nelle robuste braccia e incominci a correre verso terra tenendola stretta contro di s, senza neppur guardare la Chevrolet - che, tanto, non gli sarebbe mai pi servita - nel tentativo di raggiungere l'altura pi vicina. Non ne ebbe il tempo, poich dal mare tormentato l'immane tsunami che aveva risucchiato le acque per saziare la sua inestinguibile sete ora stava gi precipitandosi innanzi a oltre cinquecento miglia orarie.
Pur non essendo un'onda altissima, la sua forza d'urto fu spaventosa. Emp la scogliera, seguitando ad avanzare inesorabile, inghiottendo la spiaggia, inghiottendo le strade, inghiottendo i campi. Nelle zone pi basse sommerse intieri villaggi. Se per aveva la possibilit di allargarsi uniformemente il suo potere di distruzione restava limitato. Quando invece veniva compressa in uno spazio ristretto, come per esempio all'imbocco di un'angusta insenatura, vi si riversava rumoreggiando furiosamente e levandosi ad enorme altezza.
Nel suo primo apocalittico avventarsi verso terra imprigion Kelly Kanakoa ed Elinor Henderson nel loro grazioso rifugio. Non li sballott come avrebbe fatto un'onda normale: si limit a venire sempre pi avanti, costringendoli ad arretrare, finch Kelly, il quale sapeva quanto sarebbe stata terribile la forza di quella massa d'acqua allorch si fosse ritirata, url: Elinor! Cerca di attaccarti a qualcosa!.
Invano la donna si aggrapp a cespugli, ad alberi, a cornicioni di case: l'onda implacabile seguitava a sospingerla innanzi senza ch'ella potesse opporvi resistenza.
Aggrppati!, seguitava a gridarle Kelly, perch quando ci sar il risucchio....
Non pot finire la frase perch urt violentemente col collo contro un pezzo di legno. Elinor lo acciuff in tempo, riuscendo a tenergli la testa fuori dalle acque che si facevano sempre pi tumultuose, sospingendoli oltre l'ultima casa del villaggio, sino ai limiti degli angusti confini dell'insenatura, l dove questa si stringeva in una piccola valle. E gi le acque incominciavano a recedere, dapprima lentamente, poi sempre pi forte sino a raggiungere una furia incontrollabile.
Vide per l'ultima volta Kelly semisvenuto, che si aggrappava istintivamente a un ku, sui cui rami ella era riuscita a posargli le mani. Aveva tentato di afferrarsi anche lei a qualcosa, ma la violenza delle acque l'aveva sopraffatta. A velocit sempre crescente fu risucchiata lungo lo stesso percorso ripassando davanti alle case distrutte, alla Chevrolet contorta, alla scogliera che poco prima aveva veduto cos stranamente scoperta. Il suo ultimo pensiero fu: "Isola maledetta!, poi ogni moto cosciente si spense per sempre in lei.
Kelly ricominci la sua vita stracca, trascinandosi pigramente da un giorno all'altro, da una settimana alla successiva, finch ritornarono i mesi inondati di sole, e gli anni di sabbia e di mare proseguirono il loro lento cammino. Sul finire di novembre, quando Sciusci sbarc dal Mauna Loa per riprendere le sue normali occupazioni al Lagoon con una Pontiac decappottabile nuova fiammante, Kelly pens: "Come vorrei poter dire a Elinor che non  n una Buick n una Cadillac, e l'antica ferita, mai rimarginatasi completamente, torn a sanguinargli.
Alla Palude sua madre Malama cantava come sempre nel tardo pomeriggio in compagnia delle proprie amiche hawaiane, ma nessuna di loro fu pi interrotta da visite improvvise di Kelolo e delle sue ammiratrici haole. Kelly passava quasi tutta la giornata al Lagoon, dove cantava quando ne aveva voglia, suonava di tanto in tanto la chitarra e soprattutto riceveva montagne di telegrammi. Alla fine si era convinto che
la schematica filosofa sessuale di Johnny Pupali fosse ancora
la consolazione migliore.
Un giorno Sciusci gli disse: Kelly blalah, sai che cosa io trovare molto buffo?.
Che cosa?, domand Kelly.
Tutto tempo New York io visto bicchieri grossi cos tutti colorati con su scritto: Visitate HawaU, e sopra pitturato questo sasso con wahine, gonnelle erba, fiori capelli, muovere sedere come dire: "Venire Hawai, bel signore, fare amore finch tu cadere cotto.
Io non ci trovo niente di strano, comment Kelly.
E invece strano s, Kelly blalah, perch mica tanto facile trovare wahine su questo sasso. Mica essere kanaka continente divertirsi qui; essere wahine. Sai che cosa io pensare, blalah?.
Parla.
Pensare pi meglio mettere su bicchieri te e me. Assunse una posa comicamente esagerata, flettendo i muscoli, sgranando i neri occhi in direzione del mare, fissi su Capo Diamante, nell'atteggiamento tipico di un cartellone pubblicitario da agenzia turistica. Si lasci quindi cadere a terra con un allegro scoppio di risa ed esclam: Kelly blalah, vera attrazione essere noi.
Qualche ora dopo, mentre Kelly si trovava chiuso a chiave in una stanza dell'albergo con una divorziata al calor rosso di Los Angeles, fu bruscamente disturbato dal sopraggiungere del padre della bella il quale si mise a pestare i pugni contro l'uscio urlando: Betty! Non ti permetto di rovinarti con un vagabondo senz'arte n parte!. Ma Kelly riusc a svignarsela da una porticina secondaria, e la cosa fin l senza ulteriori complicazioni.


Capitolo 3.

Scigeo Sakagawa, sbarcando a Yokohama al principio del 1946,
dopo aver dato una lunga occhiata alla patria dei suoi
antenati e aver veduto la popolazione affamata, le citt bombardate, il materiale scadente col quale i giapponesi si erano illusi di poter conquistare il mondo, riflett: "Forse il babbo ha ragione: questo sar effettivamente il pi grande paese della terra. Ma certo non ne ha l'aria. Nella sua prima lettera a casa tent di riferire fedelmente ci che aveva visto, ma Kamejiro, dopo essersi fatto leggere la lettera, mand al figlio una secca risposta del seguente tenore: Ricorda che sei un buon giapponese, Scigeo, e perci non devi dire certe cose sul conto della tua madrepatria. Dopo quella tirata d'orecchi Scig si limit a starsene sulle generali.
I suoi primi giorni in Giappone furono ricchi di emozioni. Tokio si stava gi accingendo con fervore all'opera di ricostruzione
e vere orde di operai che tutti indistintamente gli ricordavano
suo padre -, s'inerpicavano sulle rovine sgombrandole con la nota metodicit giapponese. Scig non aveva mai veduto una simile vitalit nazionale, e alla fine l'indomito spirito di adattamento e di resistenza dei giapponesi lo colp profondamente. Per le strade teorie interminabili di donne anziane - che assomigliavano in modo impressionante a sua madre - in calzoni sformati di tela, lavoravano non meno sodo degli uomini a trasportare grossi cesti di macerie. Quasi sotto i suoi occhi Tokio venne ripulita per prepararsi a un nuovo ciclo di esistenza. Questa gente  ammirevole, scrisse al padre, e al vecchio Kamejiro quella lettera piacque assai pi dell'altra, sleale e antipatriottica, che parlava della sconfitta del Giappone.
A Scig l'incarico che gli avevano dato piaceva molto; era stato assegnato in qualit di traduttore e interprete a coadiuvare un professore di Harvard che il generale MacArthur aveva mandato in Giappone quale consulente della grande riforma fondiaria che il governo di occupazione si preparava ad attuare. Il dottor Abernethy era un uomo allampanato, originale, estremamente perspicace, e pur dovendo dipendere dal capitano Sakagawa per farsi tradurre letteralmente ci che gli dicevano i contadini giapponesi, quando si trattava di trarne le conclusioni si affidava unicamente al proprio intuito; cos Scig pot, per la prima volta in vita sua, vedere all'opera da vicino un intelletto umano di prim'ordine. Un coltivatore di riso spiegava a Scig: Ho una risaia di duecentoquaranta tsubo. Scig traduceva, ma il dottor Abernethy sembrava non ascoltarlo neppure, perch gli bastava dare un'occhiata al campicello per valutarne il quoziente di produttivit; poi, prima ancora che Scig o il contadino parlassero, gi sapeva quanto valesse il terreno, e se quanto Scig gli traduceva era in contraddizione con le sue deduzioni, il giovane, riconfrontando i dati, si accorgeva che nove volte su dieci aveva ragione il dottore.
Nei lunghi percorsi per la campagna in camionetta militare, mentre Scig guidava, Abernethy gli esponeva le proprie teorie sulla riforma fondiaria in genere. Vede, Scig, quello contro cui sta lottando il generale MacArthur, qui,  il concetto medievale classico di propriet terriera. In ciascuna zona la terra  controllata da una mezza dozzina di ricconi che la spartiscono in piccoli lotti a seconda dei propri interessi economici. In fondo il sistema non  cattivo; in ogni caso  cento volte migliore del comunismo. Purtroppo i guai incominciano quando interessi economici personali, solitamente di natura arbitraria, cozzano contro l'interesse della sopravvivenza nazionale.
Potrebbe farmi un esempio?, domand Scig che trovava un profondo piacere nella conversazione colta, intelligente di Abernethy. Com'era diverso quell'uomo pensoso e raffinato da tanti colonnelli, sia pure animati di ottime intenzioni, che si ostinavano a rivolgergli la parola esclusivamente in pidgin!
Be', per esempio quando il proprietario terriero di una zona che ha bisogno di aumentare la produzione di generi di prima necessit si tiene stretta la propria terra per altre speculazioni, o peggio non la usa affatto.
Possibile che ci accada?.
Ma si guardi in giro!  evidente che qui persino durante un conflitto spaventoso come quest'ultimo, il latifondista del luogo non dovette cedere neppure un palmo dei propri terreni. Quando accade un fatto del genere, per salvare un paese si finisce fatalmente col ricorrere a una rivoluzione. In tutto il corso della storia questo  stato sempre l'effetto inevitabile prodotto dal possesso abusivo ed eccessivo della terra. Per fortuna una rivoluzione contadina pu svilupparsi in un senso o nell'altro. In Francia la terra era stata ripartita in modo talmente irrazionale che ci volle nientemeno che la grande Rivoluzione per spazzar via l'antico sistema marcio e putrefatto... Purtroppo con gravi perdite di vite umane. Questo  il tipo di rivoluzione peggiore. In Inghilterra, invece, si giunse all'identico risultato grazie a un abile sistema fiscale. Con l'andare del tempo i grandi latifondisti non furono pi materialmente in grado di conservare le loro terre perch le tasse che dovevano pagare erano troppo forti. Furono cos costretti a vendere, e per quanto mi consta non una sola vita umana and perduta. Questo, secondo me,  l'unico mezzo logico per portare a compimento una riforma fondiaria radicale.
Secondo lei, dunque, il Giappone di oggi si trova a dover affrontare lo stesso problema della Francia e dell'Inghilterra?.
 ci che  capitato, capita e capiter a tutte le nazioni, dichiar Abernethy mentre la camionetta sobbalzava su una strada accidentata della prefettura di Sciba. Il rapporto che lega l'uomo alla terra  semplice e universale. Tutte le nazioni hanno incominciato con un'equa distribuzione delle terre fra i coltivatori. Poi, grazie a un'intelligenza superiore o a una particolare abilit amministrativa, i proprietari pi capaci hanno seguitato ad acquistare fondi sempre pi vasti, sui quali la societ ha confermato loro diritto di possesso. Sino a quando non si ha un forte aumento di popolazione questi grandi proprietari terrieri possono fare pi o meno
quello che vogliono. Ma con l'incremento della popolazione i giovani che intendono accasarsi incominciano a guardare con cupidigia tutta quella terra che se ne sta oziosa, incolta. Sulle prime le convenzioni sociali, religiose, politiche, di costume, danno man forte ai grossi latifondisti, e quasi da per tutto i contadini che osano protestare vengono impiccati. Qui in Giappone, i primi agitatori che invocarono il diritto a una pi equa spartizione delle terre furono crocifissi a testa in gi. Poi, via via che la pressione aumenta, scoppia una rivoluzione... A meno che non si sia furbi come gli inglesi: in tal caso si ottiene lo stesso fine con abili imposizioni fiscali.
E lei  convinto che questo ciclo si ripeta in tutti i popoli?, insistette Scig sempre pi interessato.
Io stesso ho veduto da vicino cinque rivoluzioni di questo tipo. Nel Messico, tanto per fare un esempio, le offese contro il pi elementare buonsenso erano talmente palesi che si ebbero rappresaglie spaventose. In Inghilterra, invece, un gruppo abilissimo di legislatori oper la trasformazione con incredibile semplicit. Al contrario, in Romania e in Spagna il sangue scorse a fiumi. Negli Stati Uniti occidentali i grossi ranceri tentarono di difendere con le armi i loro diritti di propriet immorali e abusivi, ma ben presto prevalse il buonsenso della gente di citt, e un'intelligente tassazione li sconfisse. Nessuna nazione pu sottrarsi alla riforma fondiaria. Pu fare una cosa sola: scegliere il mezzo che preferisce: una rivoluzione sanguinosa o la tassazione.
Mi sembra che qui in Giappone si presenti una terza alternativa: lo smembramento del latifondo per ordine superiore.
S, certo, convenne Abernethy. Se lei e io decidiamo, dopo attento esame, di spartire un determinato terreno, il generale Mac Arthur dar immediatamente l'ordine di lottizzazione, e questo sistema si risolver per il Giappone nella sua pi grande conquista perch servir a ridistribuire la terra in modo equo, impedendo cos una rivoluzione sanguinosa.
Dunque esiste veramente una terza alternativa?.
S, rispose Abernethy, per poche nazioni hanno la fortuna di perdere una guerra contro gli Stati Uniti d'America.
Proseguirono in silenzio per altri quattro chilometri in cerca di un viottolo di campagna che portava alla roccaforte di uno tra i massimi latifondi la cui sopravvivenza era stata cos nociva per il Giappone. Quando furono arrivati alla svolta Scig, dopo aver dato un'occhiata alla zona, relativamente piccola se la si paragonava con le tenute delle Hawai, non seppe trattenere una risata.
Come mai cos allegro?, gli domand il suo compagno, che raramente sorrideva.
Niente! Pensavo alle ironie della vita!.
E precisamente?, insistette Abernethy al quale le ironie della vita e della storia interessavano moltissimo.
Pensi, io e lei siamo qui a fare tutta questa fatica per ridistribuire le terre in un Giappone sconftto, mentre in realt alle Hawai, nella mia vera patria, la situazione  cento volte peggiore.
Il dottor Abernethy rimase impassibile finch Scig non si volse stupito a guardarlo. Solo allora sorrise con aria astuta e domand: Ma perch crede che io le abbia fatto tutti questi discorsi?.
L'uscita stup talmente Scig che fren di colpo chiedendo: Sul serio lei, prima, intendeva parlarmi delle Hawai?.
Si capisce. Voglio si renda pienamente conto di quali possono essere le alternative.
Ma che ne sa lei delle Hawai?.
Chiunque s'interessi di riforme fondiarie conosce le Hawai. Ora che l'Ungheria e il Giappone hanno affrontato le loro rispettive rivoluzioni, ciascuno a suo modo, i soli paesi dove sopravvivono tuttora nel modo pi sfacciato i peggiori resti di Medioevo sono la Cina e le Hawai.
E anche queste nazioni dovranno affrontare una rivoluzione?, domand Scig.
Per forza, replic con la massima semplicit Abernethy. La lezione pi difficile che la storia ci insegni  proprio questa: che nessuna nazione pu sottrarsi al suo fatale progredire. La rivoluzione cinese si concluder molto probabilmente in una confisca sanguinosa, mentre quella delle Hawai si compir mediante una tassazione pacifica. Fece una pausa prima di soggiungere: Purch naturalmente i giovani intelligenti come lei dimostrino un po' di buonsenso.
Certo  buffo che io sia qui a contribuire al salvataggio del Giappone quando vi sarebbe altrettanto, e di pi, da fare a casa, osserv Scig con aria assorta. Quindi rimise in terza dirigendosi alla casetta dove i latifondisti del luogo li stavano aspettando nervosamente.
Come ho affermato poco fa, ripet il dottor Abernethy, poche nazioni hanno la fortuna di perdere una guerra al momento giusto.
Scig comprese ancor meglio la verit di queste parole quando pot finalmente raggiungere il fratello maggiore Goro che era stato assunto anche lui come interprete e traduttore nel reparto civile aggregato allo stato maggiore del generale MacArthur. Allorch Scig era sbarcato, Goro si trovava a Nagoya a elaborare un programma di enorme complessit e
portata, destinato alla sindacalizzazione dell'industria
giapponese. Ma anzich trovarsi alle dipendenze di un teorico intellettuale e pacato come il dottor Abernethy, laureato a Harvard, era venuto in contatto, per le esigenze del suo incarico, con un gruppo di focosissimi sindacalisti americani della Confederazione americana del lavoro.
Io qui sto diventando matto!, confid per prima cosa Goro al fratello.
Perch? La gente con cui lavori  stupida?.
Stupida? Sono i tipi pi in gamba che io abbia mai conosciuto. Quello che mi fa impazzire  che mi tocca lavorare quindici ore il giorno per costringere i giapponesi ad aderire ai sindacati dei lavoratori. Leggo loro la dichiarazione di Mac Arthur dove  detto che il pi saldo fondamento della democrazia  una classe lavoratrice organizzata, sicura dei propri diritti. E, sai, credo che MacArthur abbia ragione.  l'unico modo per il Giappone di sconfiggere gli zaibatsu. Occorrono sindacati forti, risoluti, ma francamente mi sembra ridicolo, assurdo, addirittura pazzesco dover costringere quasi con la forza i giapponesi del Giappone a fare quello che invece ai giapponesi delle Hawai  severamente vietato di fare.
Parli dei sindacati?, domand Scig davanti a un boccale di birra giapponese. Si trovavano nel bar del Dai lei Hotel, dov'erano stati alloggiati.
Si capisce che parlo dei sindacati!, ribatt Goro sempre pi rabbioso. Diciamocelo francamente, Scig. In fondo, abbiamo combattuto questa guerra per eliminare gli zaibatsu in Giappone; per sai benissimo che i grossi complessi di qui non hanno mai posseduto nemmeno la met di quello che possiedono i nostri signorotti delle Hawai, e a me sembra di vivere in una gabbia di matti, se penso che ho fatto la guerra per dare ai vinti quello che ci si rifiuta ostinatamente di dare ai nostri in patria.
Senza lasciar tempo al fratello di obiettare alcunch Goro seguit nel proprio sfogo: Se i sindacati valgono per il Giappone, devono valere anche per le Hawai. Se gli zaibatsu sono nocivi per il Giappone, lo sono anche per le Hawai. Eppure qui mi tocca quasi costringere i giapponesi a unirsi in sindacato, mentre se tentassi di fare la stessa cosa alle Hawai mi schiafferebbero in galera. Ora capisci perch in certi momenti mi par di impazzire?
Sai che quello che mi dici  molto interessante?, osserv infine Scig. Il dottor Abernethy, con cui lavoro, dice esattamente le stesse cose, solo che ogni volta soggiunge: "Una nazione deve stimarsi fortunata quando riesce a perdere una guerra al momento giusto. Ebbene, pi vedo come stanno le cose qui in Giappone, pi mi accorgo che le sue sono parole sacrosante.
Goro pos il bicchiere e dichiar in tono solenne: Non appena torner a Honolulu lancer un nuovo motto: "Quello che va bene per i vinti deve andar bene anche per i vincitori". E mi batter sino all'ultimo sangue perch anche alle Hawai chi lavora abbia il diritto di unirsi in sindacato. E quando mi metter all'opera, Hoxworth Hale dovr battere in ritirata. L'ultima volta ha vinto perch i lavoratori erano troppo stupidi e ignoranti; ma questa volta vincer
io perch la lezione che sto imparando in Giappone mi ha finalmente aperto gli occhi.
Non ti cacciare nei guai, lo ammon Scig.
Goro gli ribatt con gli occhi fiammeggianti: Se non farai la stessa cosa mi vergogner di te, perch vorr dire che avrai combattuto inutilmente.
Quella frase che udiva per la prima volta colp profondamente Scig ed essa doveva informare ben presto tutto il suo comportamento futuro. "Avrai combattuto inutilmente!.... Sul momento rispose al fratello: Sai, Goro,  un po' che mi domando che cosa mi converrebbe fare. L'influenza del dottor Abernethy mi ha convinto di una cosa: che alle Hawai non c' neppure un giapponese veramente istruito. Oh, certo, ci sono uomini onesti e lavoratori come
il babbo, bravi medici come il dottor Takanaga, ma in fondo  tutta gente che non capisce nulla.
Hai proprio ragione, convenne malinconicamente Goro. Hai mai avuto occasione di parlare a un organizzatore sindacale newyorchese veramente in gamba?.
Perci ho pensato che forse mi iscriver alla facolt di diritto di Harvard.
Questa s che  una buona idea!, esclam Goro entusiasta. Senti per, bello: mi spiacerebbe se tu laggi imparassi soltanto a far l'avvocato e basta.
Questa non  affatto la mia intenzione, ribatt Scig in tono sempre pi risoluto. Vedi, il dottor Abernethy mi ha proposto di andar ad abitare con lui. Anche sua moglie  avvocato.
L'emozione di Goro crebbe sempre pi. Cos la sera potreste discorrere, potresti approfondire le tue conoscenze... Scig, accetta! Senti, sono persino disposto ad aiutarti finanziariamente qualora tu ne avessi bisogno.
E tu non hai intenzione di finire gli studi?.
Goro arross e dopo aver giocherellato per un attimo col bicchiere che aveva davanti consult l'orologio. Infine confess: Ho altri progetti. Vieni, voglio fartela conoscere.
Il Dai lei Hotel di Tokio sorgeva vicino al bastione circolare che attornia la citt e a poca distanza dalla stazione di Scimbasci. Nel 1946 quel quartiere si riempiva ogni sera di donne denutrite, delle prostitute pi squallide, pi desolatamente patetiche che l'Asia abbia mai prodotto, e l'aspetto pi tragico di questo fenomeno postbellico era che non appena le poverette incominciavano a riprendersi, a rimpolparsi un poco, erano ormai cos saldamente radicate nel meretricio da non riuscire pi ad adattarsi ad altre forme di occupazione. Seguitavano cos a vendersi, riuscendo a volte a intrufolarsi di nascosto negli alloggi militari con la connivenza dei loro amici in uniforme.
Ora, mentre Scig e Goro percorrevano quella zona, sferzati da un vento gelido, vere orde di donne li invitarono in giapponese con una insistenza che era pietosa e disgustosa insieme. Col cuore stretto, Scig dovette levarsele ripetutamente di torno e intanto rifletteva: "Forse perdere una guerra non  poi sempre una fortuna come il dottor Abernethy sostiene.
Affrettando il passo i due fratelli si lasciarono alle spalle le passeggiatrici di Scimbasci e svoltarono a sinistra, verso il Ginza, tenendosi per lontani dalla strada principale che era pattugliata dalla polizia militare e puntando invece in direzione di Nisci, o Ginza occidentale. Poco dopo si addentravano in un inverosimile labirinto di vicoli, in uno dei quali si trovava un bar microscopico, non pi grande di una stanza da letto, sulla cui facciata spiccava la scritta Le Jazz Bleu. Scig e Goro vi entrarono rapidamente e trovarono il localino gi pieno di fumo di tabacco e di vapori alcoolici. Su un grammofono di marca girava un disco di Louis Armstrong. Intorno al bar sedevano tre clienti. Dal fondo avanz verso di loro una ragazza di bellezza non comune, vestita all'occidentale. Non doveva avere pi di vent'anni; era alta, un po' troppo magra per effetto dello spartano razionamento, con un volto espressivo, indimenticabile. Tese a Goro la mano sottile mentre esclamava in giapponese: Benvenuto nel nostro centro di cultura e di sedizione!, introducendo con queste parole anche Scig in un ambiente interessantissimo che rappresentava uno degli aspetti pi appassionanti del Giappone postbellico: la rivoluzione intellettuale.
Se fosse stata sfortunata Akemi sarebbe potuta diventare -, e lo sapeva - una delle tante ragazze che si aggiravano intorno alla stazione di Scimbasci prostituendosi per un paio di calze di nailon o per una scatoletta di carne; ma nei primissimi giorni dell'occupazione aveva avuta la buona sorte d'incontrare Goro Sakagawa, e Goro non era un militare qualsiasi.  vero che le dava ugualmente tutto,
o quasi, quello che aveva, ma Akemi gli restituiva in cambio assai
poco, se si eccettui una conversazione interessante, una profonda conoscenza del Giappone e un affetto spirituale quale il giovane non credeva potesse esistere al mondo. Scig cap subito che quei due si sarebbero sposati.
Come mai lavora in un bar?, domand a Goro quando Akemi li ebbe lasciati per servire alcuni clienti.
Prima di tutto perch ha bisogno di lavorare, e poi perch le piace la musica.
 una edokko?, domand Scig, riferendosi all'antico nome di Tokio.
 modenne pura, replic Goro ridendo. La giovent giapponese postbellica andava molto orgogliosa della propria conoscenza del francese, ed essere modenne (moderni) era la sua massima ambizione.  di un'intelligenza straordinaria, confid poi a Scig.
Scommetto che non  di Hiroscima-ken, eh?, osserv Scig in tono scherzoso.
A proposito, hai visto Hiroscima?. Goro ebbe un gesto eloquente della mano a indicare che la citt non esisteva pi. No, non  di Hiroscima. Non voglio aver nulla da fare con Hiroscima, io.
Chiss che dispiacere ne avr la mamma! Sei venuto sin qui e non hai avuto neppure il buonsenso di cercarti una ragazza di Hiroscima!.
Per me non esiste che Akemi, rispose Goro. Poco dopo la ragazza tornava a raggiungerli e bastava ch'ella si avvicinasse al loro tavolo o a quello di altri clienti per aggiungervi una nuova dimensione, tale era la carica di vitalit che sprizzava dal suo corpo snello e che del resto era comune a molti giovani del Giappone nuovo.
A mezzanotte sussurr ai due fratelli: Tra poco i clienti se ne andranno, e allora s che ci divertiremo sul serio. Attese
pazientemente che gli ultimi avventori finissero di vuotare i loro bicchieri, salutando ciascuno con un caloroso Buonanotte e assicurandosi in tal modo il loro prossimo ritorno, ma quando finalmente se ne furono tutti andati e il proprietario gi si apprestava a spegnere le luci osserv con un sospiro: Peccato che le bibite costino tanto! Se costassero di meno le butterebbero gi pi in fretta.
Dopo aver socchiuso l'uscio sussurr: Via libera! Niente M.P.. Il terzetto s'infil velocemente in una serie di vicoli strettissimi, dove si poteva a stento passare in due, giungendo infine a una porticina che Akemi-san apr lentamente, lasciando intravvedere un locale piuttosto vasto dov'erano riuniti nel pi assoluto silenzio una dozzina di giovani, intentissimi ad ascoltare della musica che usciva da un grammofono di marca straniera, musica che n Scig n Goro avevano mai intesa ma il cui titolo appariva evidente su un leggo, illuminato da un unico tenue fascio di luce, ov'era posato l'album dal quale erano stati tolti i dischi: il
Kindertotenlied di Mahler, cantato da un gruppo polifonico tedesco.
Quando la musica cess e altre luci vennero accese, i nuovi venuti si accorsero di trovarsi in mezzo a un gruppo composto tutto di giovani e ragazze dall'aspetto d'intellettuali. Non appena s'iniziarono le conversazioni Scig e Goro si resero conto che esse vertevano esclusivamente su Parigi, Andr Gide e Dostoievski. Gran parte dei discorsi si svolgevano in francese, e poich Scig masticava un poco quella lingua fu subito bene accetto.
Il gruppetto pass quindi a parlare del Giappone nuovo, del voto alle donne, del frazionamento dei grandi latifondi, della nuova importanza dei lavoratori: a tutti questi argomenti Scig e Goro furono in grado di contribuire con vivacit, ma proprio mentre sembrava che il vecchio Giappone fosse morto per sempre, Akemi comparve avvolta in un chimono. Subito la stanza ridivenne silenziosissima e tutti i presenti assunsero le tradizionali pose ieratiche, mentre Akemi dava inizio alla cerimonia del t. Nel vederla muoversi con gli antichi atteggiamenti ritualistici, fssati da un cerimoniale plurimillenario, Scig comprese che in sostanza quei giovani giapponesi non erano per nulla diversi da lui: erano travolti
anch'essi dal trascorrere inesorabile della storia, cosicch una parte del loro io anelava a tutto ci che era moderno, si compiaceva di usare parole francesi; tuttavia il loro spirito era rimasto saldamente ancorato ai pi riposti segreti della loro terra.
Le Hawai e il Giappone hanno veramente gli stessi problemi, riflett Scig, ma quando Akemi con un cenno gli fece capire che era venuto il suo turno, e un'altra ragazza avanz verso di lui strisciando sulle ginocchia, come imponeva l'uso, per offrirgli la tazza di t amaro, il giovane la prese con ambo le mani come gli era stato insegnato, rigirandola in modo da non toccarne con le labbra indegne l'orlo pi pregiato, e solo allora bevve.
Terminata la cerimonia del t le conversazioni ripresero, e la giovane che lo aveva servito osserv: Gli M.P. americani possono distruggere tutto, ma non la cerimonia del t. Gli spiriti non possono essere abbattuti a colpi di manganello.
Quel commento irrit Scig che ribatt: Non essendo un M.P. non saprei. So che, per quel che mi riguarda, io porto la libert.
Quale libert?, gli domand la ragazza in tono beffardo.
La terra per i contadini, rispose Scig, e per qualche minuto fu un eroe; ma subito dopo le luci tornarono ad abbassarsi
lasciando illuminato soltanto il leggo, dove Scig pot leggere: Bruckner, Prima sinfonia. Era un disco che conosceva e che gli piaceva molto.
Mentre rientravano all'albergo Scig dichiar al fratello: Se non avessi intenzione di sposarla tu, Goro, la sposerei io.  una donna veramente straordinaria.
Attraverso queste curiose, insolite esperienze i fratelli Sakagawa scoprirono cos la terra dei propri avi e si avvidero quanto fosse diversa da come la ricordavano i loro genitori, ma scoprirono pure le Hawai, e una sera Goro, picchiando il pugno sul tavolo, sbott:  assurdo che noi ce ne stiamo qui, Scig. Dovremmo essere a casa, a fare laggi quello che ci tocca invece fare qui. E mentre lavoravano in Giappone pensavano alle Hawai.


Capitolo 4.

Nel 1947, il grande hui Ki pass per avvenimenti memorabili, soprattutto perch in quell'anno Nyuk Tsin tocc il secolo
e la sua sterminata famiglia diede una serie di festeggiamenti per celebrare degnamente lo straordinario evento. I festeggiamenti culminarono in un pranzo di quattordici portate che fu servito, com' facile immaginare, nel ristorante di Asia. La matriarca, che aveva cent'anni ma pesava meno di quaranta chili, non manc a un solo ricevimento, sempre vestita correttamente di nero e coi radi capelli grigi severamente raccolti dietro la nuca. S'intrattenne con tutti, compiaciuta dei successi della sua progenie e in particolare di quelli di Judy, la figlia minore di Hong Kong, la quale aveva fatto venire un pianista, dall'universit dove studiava, perch l'accompagnasse in un recital di canzoni cinesi. Nyuk Tsin, nel- l'osservarne il volto animato, pens: "Potrebbe essere una ragazza del Villaggio Alto. Chiss come lo troverei cambiato, se ci dovessi tornare....
Ben centoquarantuno trisnipoti intervennero ai festeggiamenti, e fu a questi che Nyuk Tsin dedic le pi effettuose attenzioni. Ogniqualvolta gliene presentavano uno domandava al piccino, in hakka: Come ti chiami, caro?. La madre dell'interpellato gli dava un colpetto esortandolo in inglese: Su, di' alla zietta come ti chiami. Se per il bambino rispondeva, poniamo: Harry
Rodriques, Nyuk Tsin lo correggeva subito, insistendo per sapere il suo vero nome. Il bambino rispondeva allora: Ki Doh Kong, e la vegliarda, interpretandolo sulla base del poema di famiglia, capiva cos chi le stesse dinanzi.
Anche il suo nome per le dava parecchi grattacapi perch non v'era pi vivo nessuno che lo conoscesse. Persino i suoi figli superstiti, che ormai viaggiavano tra i settanta e gli ottanta, non lo avevano mai saputo, avendo ella sommerso la propria personalit in quel possente hui del quale era adesso la guida e il capo supremo. Le piaceva governare come zietta di Wu Ciow, la concubina senza nome, ma quando pensava a se stessa era sempre come Ciar Nyuk Tsin, la figlia di un valoroso contadino che si era elevato al grado di generale. Fu perci profondamente commossa quando al termine dei festeggiamenti Asia ed Europa le dissero: Zietta di Wu Ciow, non vediamo pi motivo di seguitare a mandar soldi a nostra madre del Villaggio Basso. A quest'ora sar sicuramente morta, e infine la sua famiglia non ha mai fatto nulla per noi.
D'altro canto, per, ribatt Nyuk Tsin, potrebbe essere ancora viva come lo sono io, e in tal caso avrebbe bisogno di denaro pi che mai. Dopo tutto  vostra madre e le dovete assistenza e rispetto.
Un'ombra soltanto segn il suo centesimo anniversario: si era accorta che Hong Kong, il suo nipote prediletto, doveva avere grosse preoccupazioni perch appariva nervoso, irritabile. Immagin che si trovasse in difficolt economiche a causa delle molteplici imprese finanziarie in cui si era gettato, spinto da lei, e le dispiaceva che dovesse essere lui solo a sostenere tutto il peso di quei giorni agitati, senza ch'ella potesse aiutarlo. Quando il pantagruelico pranzo ebbe termine, preg le donne che l'attorniavano sollecite di lasciarla sola con Hong Kong, si fece ricondurre a casa e dopo essersi ritirata nella propria stanza a ispezionarsi il corpo da capo a piedi, come faceva da decenni ogni sera in cerca di segni di lebbra, si ripresent al nipote in una veste da camera nera abbottonata sino al mento domandandogli in hakka: Hong Kong, le cose vanno dunque molto male?.
Zietta di Wu Ciow, i poliziotti sono tornati un'altra volta, le rispose il nipote.
Ma tu non puoi sapere se questo significhi un bene o un male, obiett Nyuk Tsin.
I poliziotti non possono mai essere un bene, ribatt Hong Kong.
Come sai che sono tornati?.
Kamejiro Sakagawa mi ha avvertito che lo hanno di nuovo interrogato a proposito del contratto d'affitto che ha con me e hanno pure rivolto un sacco di domande ad Australia.
Come stiamo coi pagamenti delle tasse e delle ipoteche?.
Quello era l'unico punto sul quale Hong Kong si sentisse
tranquillo; pot quindi risponderle con un sospiro di sollievo: Abbastanza bene. Col denaro che abbiamo risparmiato l'anno scorso ci siamo tirati a galla.
E allora non c' che usar prudenza e aspettare. Se qualcuno ha intenzione di danneggiarti lascia che sia lui a fare la prima mossa verso di te. Potrai cos vederlo arrivare e prendere le debite precauzioni.
Il misterioso avversario si present quattro giorni dopo, nella persona di un irlandese di Boston, un tipo bruno, dalla voce pacata, con due enormi sopracciglia nere. Disse di chiamarsi McLafferty, rivolse alcune domande sulle propriet immobiliari disponibili, domande che rivelavano chiaramente il suo totale disinteresse per l'argomento, e dai suoi modi sicuri Hong Kong dedusse: "Questo ha in tasca i rapporti degli agenti. Ci scommetterei la testa.
Quel primo giorno non successe gran che. Hong Kong gli domand, tanto per tastare il terreno: Lei cerca forse un'area per costruirvi sopra un albergo o ha in mente qualcos'altro?.
Quali aree avrebbe da propormi?, domand a sua volta McLafferty parando la botta, ma si capiva lontano un miglio che la cosa non lo interessava minimamente. Torner, soggiunse poi.
Non appena se ne fu andato, Hong Kong sguinzagli sulle sue peste una mezza dozzina di Ki, i quali nondimeno furono in grado di appurare soltanto che si chiamava veramente McLafferty, che era veramente un avvocato di Boston e che era sceso al Lagoon. Hong Kong si precipit con queste informazioni da Nyuk Tsin. Nonna e nipote soppesarono attentamente i vari motivi che potevano aver condotto alle Hawai un avvocato di Boston. Hong Kong avrebbe voluto spedire subito un telegramma a un Ki che studiava a Harvard per domandargli ragguagli particolareggiati sul suo conto, ma Nyuk Tsin lo consigli di attendere, ammonendolo: Aspetta ad agitarti quando si sar scoperto un po' di pi.
Due giorni pi tardi McLafferty ricomparve domandando in tono noncurante: Se il mio cliente si decidesse ad acquistare una grossa area alberghiera... lei avrebbe qualcosa d'interessante da sottopormi?.
Hong Kong comprese che, dato il complicatissimo sistema hawaiano di propriet terriera, quella domanda apparentemente innocente costituiva una trappola; perci rispose lentamente e con la massima circospezione: Ecco, sar meglio che le spieghi, signor McLafferty. Vede, qui noi i terreni non li vendiamo. Tutto quello che potrei fare sarebbe di garantirle un contratto di affitto cinquantennale.
Come? Lei non  in grado di vendere nessun terreno
direttamente?, domand McLafferty con pari circospezione
Il mio hui (conosce il significato della parola hui?), ebbene, il mio hui incassa una provvigione su ogni contratto, e l'unico nostro vantaggio  di avere il monopolio di alcuni tra i migliori contratti di Honolulu.
E perch non potete vendere?, insistette McLafferty in modo pi diretto, ma senza scoprirsi troppo perch era un abile affarista.
Hong Kong decise di non perdere altro tempo. Signor McLafferty, ho l'impressione che lei sia all'oscuro dei problemi fondiari di queste isole. Se ha veramente intenzione di acquistare del terreno per costruirvi sopra un albergo dovrebbe sapere che qui da noi la terra non si vende mai; la si afftta soltanto.
Quella risposta concisa piacque a McLafferty, come gli piaceva del resto tutto quello che sapeva sul conto di Hong Kong (e non era poco). Intu dunque che fosse venuto il momento propizio.
Le spiacerebbe mandar fuori la sua segretaria per un'ora circa?.
Tutt'altro, rispose Hong Kong col cuore che gli batteva. Sapeva che quando ci gli capitava doveva cercar di rallentarne i battiti con ogni mezzo. Si attard pertanto pi del necessario a dare istruzioni alla sua impiegata, istruzioni di cui McLafferty afferr subito il carattere dilatorio. Quando la ragazza se ne fu andata, Hong Kong chiuse l'uscio a chiave e torn a sedere alla scrivania mentre le sue pulsazioni ridiventavano normali. Per far credere al suo visitatore che prestava fede a quanto gli aveva detto, incominci: Ecco, abbiamo tre splendide aree alberghiere....
Non m'interesso di alberghi, lo interruppe brusco McLafferty.
Che cosa le interessa, allora?, domand Hong Kong con la sua voce pi pacata.
Io sono qui come rappresentante della Gregory's.
Quel nome fece nell'ufficio silenzioso l'effetto di una bomba e dopo aver riecheggiato pi volte nelle orecchie di Hong Kong lo lasci come istupidito. Quando finalmente si riebbe domand:
Siete proprio decisi a sfondare su queste isole, dunque?.
Lei ha usato la parola esatta, rispose freddamente McLafferty. Signor Ki, tra sei mesi non solo avremo sfondato, ma avremo costruito qui, cos dicendo tir fuori una carta topografica di Honolulu bassa e piant energicamente un dito su un settore della zona centrale, il negozio pi colossale che si sia mai visto su questo arcipelago.
Quando Hong Kong costat quale fosse la localit prescelta non seppe trattenere un'esclamazione di sgomento: Il Forte ve lo impedir, signor McLafferty, mormor.
 impossibile. Siamo troppo forti. Siamo disposti a perdere per tre anni consecutivi cinque milioni di dollari perch abbiamo alle nostre spalle riserve per circa mezzo miliardo. Il Forte non potr farci proprio un bel niente.
Ma quel terreno non solo non ve lo vender mai, non ve lo affitter neppure.
Sar lei a comperarlo per nostro conto, signor Ki.
Non  in vendita, ribatt pronto Hong Kong.
E va bene, volevo dire che sar lei a. procurarci i contratti. Useremo un nome fittizio... Dodici nomi fittizi, se sar necessario. A partire da oggi stesso, noi due non ci dovremo pi rivedere, ma troveremo ugualmente un sistema per tenerci in contatto. La Gregory's ha deciso di sfondare sul mercato hawaiano e non dubiti che ci riuscir.
Se il Forte non potr rovinare voi, roviner di sicuro chiunque affitter il terreno per conto vostro. Lei non sa quanto sia potente e con quale energia sappia vendicarsi.
Abbiamo pensato anche a questo, e molto, signor Ki.
Perch non mi chiama Hong Kong?.
Abbiamo impiegato oltre un anno a studiare e ad analizzare la sua posizione. Finch si manterr solvente, nessuno potr torcerle un capello, Hong Kong; e qualora lo tentassero, siamo disposti a spendere, per tirarla a riva, buona parte dei cinque milioni che gi sappiamo di dover perdere.
Poich generalmente la simpatia  reciproca, anche a Hong Kong piacque quell'irlandese di Boston cos calmo e sicuro di s, e dopo un attimo di riflessione osserv: Volete assolutamente quella particolare area d'angolo, vero?.
Si capisce.
Quanto tempo mi date?.
Sei mesi.
Siete disposti a pagarmi il cinquanta per cento in pi delle tariffe normali?.
Faremo ancora di meglio: lei ci terr rigorosamente informati sull'andamento dei costi effettivi, e noi le daremo una provvigione del cento per cento.
Si rende conto che se il Forte dovesse venir a sapere di questo....
Si capisce. Perci abbiamo scelto lei per trattare i contratti di locazione dei terreni che ci interessano.
Hong Kong si sistem meglio nella poltrona. Signor McLafferty, lei comprender senza dubbio che il guadagno che potr trarre da questa operazione non sar gran che. Ciononostante mi chiede di rischiare tutto quello che ho costruito in tanti anni di fatiche, in una lotta all'ultimo sangue col Forte. Perch?.
Perch noi ragioniamo cos: la Clemmons vuol aprire una filiale su queste isole, ma il Forte glielo impedisce. Si rifiuta di venderle aree fabbricabili, si rifiuta di noleggiarle le navi per il trasporto delle sue merci; in una parola, risponde picche a qualsiasi sua proposta e fa altrettanto con la Shea & Homer e con la California Fruit, avendo irrevocabilmente deciso di vietare l'ingresso alle Hawai a qualsiasi ditta del continente per tener lontana la concorrenza, vendere ai prezzi che vuole lui e intascarsi tutti i guadagni da solo.
Tutte queste cose le so, e forse ancor meglio di lei, replic calmo Hong Kong. Ma perch dovrei essere proprio io a combattere la vostra battaglia?.
Per due ragioni semplicissime, fu la risposta.  esatto che noi non possiamo incominciare subito a risarcirla dei rischi che lei potr correre qualora il Forte, com' probabile, decidesse di eliminarla. Ma ricordi una cosa, Hong Kong: in fondo, chi ha il controllo, qui, del patrimonio immobiliare  lei. Sulla sua carta topografica segreta McLafferty indic col dito quasi tutti i lotti di terreno (e non erano pochi) in possesso di Hong Kong. Al cinese pareva impossibile che quel diavolo d'uomo sapesse tanto. Ora se su queste isole riescono a entrare la Gregory's, la Clemmons e la Shea & Horner, l'intiera vita economica hawaiana ne ricever una spinta formidabile. Il terreno  scarso. Dovranno per forza acquistarlo da lei, e ogni palmo in suo possesso raddoppier e triplicher di valore. Hong Kong, lei deve capire questo: che una economia in espansione favorisce tutti quanti; una economia stagnante  negativa per tutti. Lei guadagner indirettamente, e il pi bello  che se il Forte ci avesse permesso di venire qui dieci anni fa, allorch tentammo la prima volta, per ogni dollaro che avremmo guadagnato noi, il Forte ne avrebbe guadagnati sei, poich  fin troppo noto che la concorrenza  l'anima del commercio.
Ma l'unica preoccupazione del Forte  di lasciare le cose come stanno; non ci tiene ai cambiamenti, obiett Hong Kong.
Le dir ora il mio secondo motivo. Tutto ci che potr favorire la Gregory's o la California Fruit favorir voi, e per "voi io intendo giapponesi e cinesi. I suoi informatori hanno scoperto chi era mio padre? Non tenti di negare: lo so che ha mandato vari telegrammi a Boston per raccogliere notizie sul mio conto. Ad ogni modo glielo dir io: mio padre era Black Jim McLafferty, un irlandese di Boston bassa, forte come un toro, con due sopracciglia irsute come le mie, e i rospi che voi cinesi avete dovuto ingoiare qui alle Hawai, noi irlandesi li abbiamo dovuti ingoiare due volte pi grossi a Boston. Ma il mio vecchio era un diavolo d'uomo. Riusc a farsi nominare governatore finch il Forte locale non lo schiaff in galera. Non appena lo liberarono fu nominato sindaco per ritorsione. Ebbene, io sono il figlio di Black Jim e le garantisco che non mi lascio spaventare facilmente; perci mi deve credere quando le dico che lei deve fare al Forte quello che ha fatto il mio vecchio a quei falsoni ipocriti protestanti di Boston!.
A Hong Kong non piacque la piega che stava prendendo la conversazione, troppo personale per i suoi gusti. Si affrett pertanto a portarla a un livello pi generale osservando: Secondo me, o presto o tardi voi dovreste acquistare anche un terreno pi grande in periferia per i vostri depositi.
S, infatti; ma lo faremo dopo che la prima parte del nostro programma incomincer a funzionare.
E se siete furbi, questa seconda area dovreste comperarla subito, prima che i prezzi salgano.
Appunto di ci stavo per parlarle adesso. Abbiamo gi scelto la localit e vogliamo che sia lei ad acquistarcela mentre si occuper dei contratti di affitto delle aree cittadine.
E dove sarebbe?.
All'altro capo della citt;  un vasto appezzamento di terreno chiuso da una grossa palizzata. Lo chiamano la Palude.
Oh,  impossibile!, esclam Hong Kong ridendo. Quel terreno non pu essere toccato.
Siamo disposti a pagarlo anche due milioni di dollari.
Voi sareste disposti a pagarlo due milioni di dollari... Io sarei disposto a pagarlo due milioni di dollari... Chiunque sarebbe disposto, ma non  in vendita.
 di propriet di una vecchia signora hawaiana che si chiama.... Cav di tasca un foglietto di carta: Malama Kanakoa. Ha un figlio unico che tutti chiamano Kelly e che fa di professione l'istruttore sportivo.
Signor McLafferty, riconosco che in fatto di terreni lei ha un fiuto notevole, ma quel fondo  in fidecommesso e perci intoccabile. Per ottenerlo dovrebbe sgominare ben tre fidecommissari nominati dal tribunale. E sa chi sono, nel caso che c'interessa, questi tre? Primo: Hewlett Janders, del Forte. Secondo: John Whipple Hoxworth, sempre del Forte. Terzo: Harry Helmore, sposato ad
Abigail Hewlett, pure del Forte. E lei crede proprio che le lasceranno prendere quel terreno?.
Se ci risponderanno di no faremo causa!, tuon McLafferty e Hong Kong fu molto soddisfatto nel costatare che quel diavolo di irlandese era un tipo che quando si metteva in mente una cosa era risoluto a portarla sino in fondo.
L'idea  ottima, convenne con calore il cinese; ma sa chi sono i giudici che si occuperanno della sua causa? Gli stessi che hanno nominato i fidecommissari. E sa come si chiamano? Il primo  il giudice Clements, che ha sposato una Whipple; il secondo  il giudice Harper, venuto qui vedovo dal Texas, che ha sposato una Hoxworth; il terzo  il giudice McClendin del Tennessee. Non ha sposato nessuno: ma suo figlio s, e una Hale. Quale crede che sar la loro sentenza in una causa in cui  interessato il Forte?.
Possibile che siano tutti imbroglioni?, domand McLafferty che era uomo senza peli sulla lingua.
Al contrario! In cinquant'anni non sono mai riuscito a cogliere il Forte in un'azione scorretta, per quanto lo tenessi
strettamente d'occhio. Sono tutta gente onestissima, integerrima, altamente rispettabile. Sono soltanto convinti, convintissimi anzi, di essere gli unici a capire quale sia il vero bene delle Hawai. Nessun giudice ha mai emesso una sentenza disonesta. Solo che, dopo aver studiato attentamente il fascicolo, se si tratta di una causa intentata da Hong Kong Ki contro Hoxworth Hale, poniamo, ecco che solo per questo fatto io devo assolutamente aver torto, perch uno Hale non pu che essere una persona integerrima e tutto ci che fa lo fa per il bene delle Hawai; il problema pertanto non si pone neppure.
Si sono proprio messi in una botte di ferro, eh?, borbott McLafferty.
Ma il loro vero lampo di genio  questa faccenda dei fidecommessi, prosegu Hong Kong. Prendiamo ad esempio il caso di Malama Kanakoa. Possiede terreni che valgono almeno dieci milioni di dollari. Ebbene, i giudici le hanno detto: "Malama, tu sei una cara donna hawaiana senza un briciolo di buonsenso, e perci noi abbiamo ritenuto opportuno, per il tuo bene, di farti interdire. Si occuperanno dei tuoi interessi tre generosi haole. Penseranno loro a tutto; noi ti chiediamo soltanto, in pagamento di questo servigio, cinquantamila dollari l'anno. Quello che rimane  tuo. Quindi i fidecommissari, nominati dal tribunale, hanno ragionato: Il modo migliore per far rigare diritto un hawaiano  di lasciarlo continuamente nei debiti. Cos in questo momento la povera Malama si trova talmente indebitata verso i
negozi (di propriet del Forte) e deve al governo tali e tante tasse arretrate che  un miracolo se riesce a cavarsela. Per immancabilmente ogni anno i fidecommissari s'intascano il loro onorario, prima dei negozi, prima del governo, prima di Malama. Di tanto in tanto le mollano qualche soldino, e le cose vanno avanti di questo passo.
Insomma, ricorrendo alla politica del lasciare le cose come stanno e di aspettare, hanno fatto man bassa delle isole... per in modo onesto.
Hong Kong riflett a lungo su quest'ultima frase di McLafferty prima di osservare cautamente: Certo che sino ad oggi il Forte ci ha tenuti indietro di almeno due generazioni. Se vent'anni fa avessimo pagato ai lavoratori stipendi adeguati, credo che oggi i nostri prodotti grezzi sarebbero saliti ogni anno di almeno mezzo miliardo di dollari.
E lei non lo chiama rubare, questo?, domand McLafferty.
Tecnicamente no, dal momento che le intenzioni di questa gente sono oneste. Si potr chiamarli ottusi, ma non farabutti.
Tornando a noi: penser lei, dunque, a procurarci il terreno che ci serve?.
Dovr prima consultarmi col mio hui, ribatt Hong Kong rifugiandosi in quella parola magica poich sapeva che McLafferty non lo avrebbe certo potuto capire se gli avesse risposto: "Prima di darle una conferma devo discutere della cosa con mia nonna, che  una vecchia di cento anni.
 superfluo avvertirla che se il suo hui lascer trapelare qualcosa di questa....
In quasi un secolo il mio hui non ha mai aperto bocca una sola volta, fu la sibillina risposta di Hong Kong. Il giorno dopo per pot annunciare al bostoniano: Il mio hui  d'accordo. Dice che questo  il momento ideale per agire. Ho gi trovato come prestanomi per l'acquisto dei suoi terreni quattro giapponesi, due cinesi e un filippino. Tra sei mesi saranno suoi. Come posso tenerla informata a Boston?.
McLafferty lo guard sinceramente stupito. Boston?, ripet. Come! Non lo sa? Ma io mi sono definitivamente stabilito qui. Faccio ormai parte della rivoluzione che si prepara a investire queste isole, e poich oltre al carattere ho ereditato le sopracciglia di mio padre, credo che alle prossime elezioni chiameranno anche me Black Jim McLafferty. Vede, io sono un attivista democratico.


Capitolo 5.

Quando nel 1946 Hoxworth Hale era riuscito a frustrare i tentativi della California Fruit di aprire alle Hawai una catena di supermercati, aveva annunciato al Forte: Nell'anno test trascorso ci siamo trovati a dover affrontare formidabili attacchi da parte del continente, il che era da prevedersi dopo gli sconvolgimenti provocati dalla guerra. Per un certo tempo, da alcuni pericolosi movimenti radicali riscontrati nella popolazione, pot sembrare che la California Fruit dovesse trionfare. Era quasi quasi riuscita a impadronirsi di vari contratti di locazione, e a un certo momento temetti addirittura che potesse convincere Kamejiro Sakagawa a cedere il suo terreno; ma questo pericolo fu evitato grazie a un'energica pressione che mi fu possibile esercitare su Sakagawa. Perci, momentaneamente almeno, abbiamo sconftto un avversario estremamente pericoloso. In senso pi lato, per, mi sembra che l'attacco pi grave ci verr dalla Gregory's, la quale ha gi tentato due volte d'invadere il nostro mercato e ne  stata impedita soltanto dalla nostra energica reazione. Tuttavia dobbiamo seguitar a tenere gli occhi aperti perch la Gregory's  abilissima, e riterr ognuno di voi personalmente responsabile se non provveder a informarmi di ogni eventuale mossa di questa societ. In quanto alla Clemmons e alla Shea & Horner credo che le abbiamo troppo spaventate perch osino ritentare; perci, escludendo qualche avvenimento imprevedibile, da queste due ditte non dovremmo aspettarci altre mosse pericolose. Hoxworth fiss con occhi severi i colleghi, quasi a infondere in ognuno di essi la sua indomita forza, la sua irrevocabile decisione di mantenere le Hawai esenti da qualsiasi influenza estranea.
I consiglieri lasciarono quella seduta pi che mai radicati nelle loro decisioni, ma nel 1947 Hale dovette tornare a convocarli d'urgenza: In questa citt sta accadendo qualcosa che non capisco ma che non mi piace. Qualche tempo fa fui informato dal segretario del Lagoon che si  stabilito qui un avvocato di Boston, un certo James McLafferty, il cui comportamento  piuttosto sospetto. Per esempio,  stato sorpreso in varie occasioni a discutere con quel disutilaccio di Kelly Kanakoa. Ho fatto abilmente interrogare
Kelly e ho saputo cos che questo McLafferty aveva intavolato con lui l'argomento..., a questo punto Hoxworth fece una pausa per ottenere un maggiore effetto drammatico, ...l'argomento della Palude. Per la grande sala si lev un brusio di emozione e gli occhi dei presenti si sgranarono, mentre Hale proseguiva: Dal poco che siamo riusciti a cavare da Kelly pare che McLafferty abbia in mente il progetto di..., torn a interrompersi per meglio sottolineare l'enormit di ci che stava accadendo, ...costruire un albergo. Questa volta il brusio ricord il rumoreggiare di un mare in tempesta, poich i presenti riuniti quel giorno nella sala consiliare del Forte erano anche i proprietari di tutti i maggiori alberghi della citt. Ho fatto pedinare il nostro uomo, ma non ho trovato gran ch sul suo conto. Hewlett, vuoi leggerci tu i dati che abbiamo raccolto sinora?.
Hewlett Janders prese un foglio e dopo essersi schiarito la gola incominci: James McLafferty, baccelliere in lettere. Holy Cross IQ2I, facolt di diritto di Harvard 1926. Fa pratica di legge a Boston. Entra quindi in servizio attivo quale colonnello dell'arma aerea dal 1941 al 1945 con l'incarico di requisire terreni per piste di atterraggio in Africa, in Italia e in Inghilterra. Autore, col professor Harold Abernethy di Harvard, di un opuscolo intitolato La politica di requisizione terriera dell'arma aerea statunitense. Figlio del famigerato Black Jim McLafferty, incallito politicante democratico, che fu anche in prigione per aver compiuto malversazioni nella sua veste di governatore. Cattolico, fu due volte a Roma mentre di servizio oltremare, il che lo rese ancor meglio accetto agli elettori del padre. Personalmente per non si  mai presentato come candidato politico. Hewlett Janders s'interruppe prima di leggere la frase conclusiva del rapporto: Non si sa da chi sia stato assunto per svolgere alle Hawai le sue attivit misteriose. Hewlett gett il foglio sul tavolo come a dire: Se riuscite a saperne di pi, siete bravi.
Hoxworth Hale riprese: Ebbene, tirate le somme, di fronte a chi ci troviamo? Di fronte a un forestiero ferratissimo in questioni fondiarie e in acquisti di terreni, palesemente radicale, uscito da Harvard, che s'interessa alla Palude... per costruirvi sopra un albergo. A me sembra il tipico individuo che ci siamo sempre sforzati di tener lontano dalla nostra citt. Gli altri consiglieri annuirono energicamente, mentre Hale seguitava: Abbiamo in mezzo a noi qualche incaricato del fidecommesso Kanakoa?.
Uno sono io, rispose Hewlett Janders, e l'altro  John Whipple Hoxworth. Il terzo  Harry Helmore, ed  persona sicura.
Puoi garantire per lui?
Perbacco,  sposato a mia cugina Abigail!, dichiar energicamente Hewlett.
Perci siamo d'accordo che per nessuna ragione al mondo si dovr permettere che Malama Kanakoa venda la Palude a McLafferty?.
Per quello che mi riguarda, io sono d'accordissimo, rispose Hewlett. E tu, John?.
Sarebbe criminale lasciare che un uomo di quella fatta s'intrufoli nella nostra citt.
Dunque su questo punto siamo a posto, dichiar Hoxworth, ma la sua prudenza istintiva gli sugger di soggiungere: Supponiamo per un attimo che questa faccenda dell'albergo sia una falsa pista per metterci fuori strada e che McLafferty funga da uomo di paglia per un'attivit del tutto diversa. Signori, ritengo sia logico prospettare una simile ipotesi. Ebbene, secondo voi chi potrebbe rappresentare veramente costui?.
Dopo aver lungamente riflettuto, John Whipple Hoxworth, il quale possedeva la tipica intelligenza dei Whipple, osserv: Quella che si  dimostrata pi indispettita, quando le abbiamo risposto picche,  stata la California Fruit; ma secondo me non si assoggetterebbe mai, non fosse che per orgoglio campanilistico, ad assumere un agente di Boston. Corre troppo poco buon sangue tra californiani e bostoniani. In quanto alla Clemmons, non credo che voglia ritentare, e altrettanto pu dirsi della Gregory's. Perci, per esclusione, direi che si tratti della Shea & Homer. Sono gente capace di ricorrere a questi trucchi e a ben altro; soprattutto non bisogna dimenticare che Shea  un cattolico fervente.
E se invece fosse la Gregory's?, obiett Hoxworth con aria assorta. Qualcuno di voi, per caso, ha conosciuto gi questo McLafferty?.
I presenti furono costretti a rispondere di no, e la seduta si sciolse con il seguente monito finale di Hale: Penso avrete letto che la California Fruit ha firmato un contratto con le proprie unioni sindacali! La Gregory's ha fatto altrettanto tre anni or sono, e in quanto alla Shea & Homer sapete come la pensa. Qualora abbiate bisogno di incoraggiamento per combattere gente come McLafferty tenete presente la questione sindacale.
Quando gli altri se ne furono andati Hoxworth Hale si trattenne ancora a lungo, solo, a riflettere su quanto era stato discusso, e pi ci pensava pi trovava assurdo che chiunque avesse un briciolo di buonsenso e amasse veramente le Hawai potesse prendere sia pure lontanamente in considerazione l'eventualit di consentire
l'accesso alle isole a imprese come la Gregory's. "Andiamo!, si disse; "sono gentaglia che non ha nulla che vedere con noi, sovvertitrice dell'ordine stabilito, e anche ammesso che facessero quattro soldi, dove li manderebbero? Tutti a New York! Che vantaggio ne trarrebbe il nostro arcipelago? Nessuno!. Si affacci alla finestra a contemplare la biblioteca civica costruita col denaro della sua famiglia e la pinacoteca che suo nonno Ezra aveva arricchito con un lascito di mezzo milione di dollari e un Rembrandt. Poco lontano sorgeva il museo di storia naturale in cui era raccolta una collezione unica di cimeli hawaiani risalenti alle epoche pi diverse, museo che era stato creato, come le altre istituzioni, dal fervore missionario; e ancora pi in l si ergeva, ormai patinato dal tempo,
lo splendido monumento dedicato alla memoria di Abraham Hewlett dall'affetto del popolo hawaiano - la Hewlett Hall - dove i giovani indigeni di ambo i sessi ricevevano gratuitamente un'istruzione di prim'ordine. Ma ancor pi importanti erano le cose che non si vedevano: le borse di studio fondate dalla "famiglia presso l'universit, la fondazione missionaria per le ricerche oceaniche,
il fondo missionario per i ministri del culto a riposo. Non v'era praticamente aspetto della vita hawaiana che non avesse ricevuto impulso e sviluppo da un membro del Forte.
"Che cosa accadrebbe qui, tra cinquant'anni, se lasciassimo entrare gente nuova?, riflett Hoxworth proseguendo nelle sue meditazioni. "Sorgerebbero un museo Gregory's o una scuola Gregory's per hawaiani? Niente affatto! Ci ruberebbero anche quello che abbiamo, dandoci in cambio tutt'al pi, e per qualche mese soltanto, dei prezzi pi bassi. I loro dirigenti formerebbero qui famiglia, metterebbero i loro figliuoli a lavorare nelle isole? No certo! Avremmo un impero finanziario insensibile, cinico, senz'anima! No, finch avr vita lotter con tutte le mie forze per impedire che queste isole cadano in mano ad arrivisti stranieri....
Sempre pi agitato si mise a passeggiare nervosamente innanzi e indietro giungendo infine al succo del proprio ragionamento: No, sbaglio. Ci porterebbero due cose: l'agitazione nel campo politico, perch la met almeno di costoro sono tutti democratici con idee radicali, e i sindacati operai. Queste due possibilit rappresentavano per Hale spauracchi tali che fu assalito da un brivido di orrore. "Perch la gente di questa citt non si fida di noi? Perch non ci  riconoscente di tutto quello che abbiamo fatto per le Hawai?, si chiese sinceramente stupito. "Dovrebbe alzarsi come un sol uomo e sbattere a mare le imprese disoneste e profittatrici come la Gregory's o la California Fruit. Ma purtroppo la riconoscenza non  di questo mondo....
La sua segretaria interruppe il soliloquio per annunciargli:  tornato quel giovane giapponese. Dice che vuole assolutamente parlare con lei.
Hale scosse energicamente la testa. Io non c'entro!  compito di Hewie trattare coi lavoratori. Usc di corsa da una porta laterale, gridando a Hewlett Janders mentre passava davanti al suo ufficio: Vedi se ti riesce di sistemare una volta per tutte quel piantagrane. Osservando il gesto deciso con cui il grosso Hewie si sistemava la cintura dei calzoni, come un pugile che si accinga a salire sul quadrato, si sent un po' rassicurato.
Janders, entrando nel salone di ricevimento, si trov davanti un giovane sorridente che gli tese la mano dicendo: Sono Goro Sakagawa, signor Janders, e non ho certo dimenticato la generosit con cui lei ha trattato i miei fratelli.
Quel gesto colse Hewie Janders alla sprovvista e per un attimo fugacissimo il magnate del Forte pens: "Questo  il fratello che non abbiamo accolto a Punahu. Se lo avessimo fatto, oggi non sarebbe diventato un capo sindacale. Ma scacciando quel pensiero molesto venne subito al sodo domandando in tono spicciativo, senza invitar Goro a sedere: Perch voleva parlarmi, giovanotto?.
Facendo sfoggio della vernice di cortesia che aveva acquisita in Giappone al servizio del generale MacArthur, Goro finse d'ignorare che non gli avevano offerto di sedere e prosegu: Ho saputo che suo figlio Harry  morto a Bougainville.
Infatti, rispose Janders; poi comprese che quella osservazione gli imponeva di chiedere a sua volta: Ma anche lei non ha perduto un fratello in Italia?.
Ne ho perduti due, e bench non se lo dicessero i due avversari compresero che quel fatto poneva Hewlett Janders e il Forte allo stesso livello di Goro Sakagawa, il figlio dell'ex nettacessi di Kakaako. Erano pari, adesso, e Goro prosegu: Lei mi ha chiesto perch desideravo vederla. Ecco, sono stato nominato dai lavoratori di Malama Sugar....
Io la questione delle unioni sindacali non la discuto neppure.
Ma io non ho parlato di unioni sindacali, gli fece osservare Goro spostandosi da un piede all'altro mentre Hewlett si lasciava cadere pesantemente su una poltrona.
Allora che cos' venuto a fare?, sbott Janders.
E va bene, dal momento che l'argomento l'ha intavolato lei, sappia, signor Janders, che Malama Sugar si prepara a organizzarsi....
Fuori di qui!, tuon Janders.
Calmissimo, Goro seguit: Malama Sugar si prepara a organizzarsi perch in base alla legge federale noi abbiamo il diritto....
Fuori!, url Janders ancora pi forte di prima. Balzando quindi all'uscio chiam a gran voce i suoi assistenti e quando questi furono accorsi ordin: Buttate fuori questo comunista.
Goro, che era ancor pi forte e pi robusto di quando, ragazzo, frequentava la scuola media, s'irrigid contro il tavolo continuando a parlare rapidamente: Signor Janders, io non sono un comunista e non permetter che i suoi dipendenti mi buttino fuori, perch se questo avvenisse le farei causa, e allora la sua posizione di fronte ai lavoratori peggiorerebbe ancora di pi, rendendo impossibile una discussione pacifica. Perci la prego di allontanare questi signori.
Io non accetter mai e poi mai la formazione di un sindacato operaio tra i miei lavoratori, strepit Janders, e lei si guardi bene dal rimettere piede in questo ufficio!.
Signor Janders, le posso garantire che la prima piantagione a organizzarsi in sindacato sar Malama Sugar, e quando saremo arrivati alle trattative finali io sieder su questa sedia.... Goro prese una sedia, la sollev e la rimise a posto; proprio su questa. Me la tenga da parte, signor Janders. La prima volta che ci ritroveremo qui sar per firmare dei documenti. E rammenti il mio nome: Goro Sakagawa.
Usc quindi senza fretta, lasciando Janders trasecolato. Non riusciva ancora a capire che cosa fosse accaduto. Un
contadinaccio giapponese ha avuto l'impudenza di entrare nel mio ufficio e di dirmi....
Hoxworth! Hoxworth!, si mise improvvisamente a urlare.
Com' andata?, gli domand Hoxworth Hale accorrendo.
Un contadinaccio giapponese ha avuto l'impudenza di entrare nel mio ufficio e di dirmi....
Piantala con quel tono drammatico, Hewie, e raccontami invece com' andata.
Si preparano a organizzare Malama Sugar.
Non ci riusciranno mai, lo tranquill Hale. Riun quindi il Forte al completo e inform i suoi collaboratori: Hewie ha passato dieci minuti poco simpatici. Il giovane Sakagawa ha scoperto le sue carte....
 entrato qui e ha tentato di dirmi....
Hewie!, lo interruppe Hale stizzito; non ha "tentato di dirtelo! Te lo ha "detto, chiaro e tondo.
Vogliono organizzare Malama Sugar, seguit Janders, e se ci riescono... il resto verr da s, e noi potremo chiudere bottega.
La cosa  accaduta prima di quanto io avessi previsto, osserv Hale. Credevo che fossimo riusciti a sterminare i nostri comunisti locali durante gli scioperi del 1939 e del 1946, ma devo purtroppo costatare che il virus rooseveltiano ha contagiato tutta la nostra societ.
Io speravo di non dover mai vedere il giorno in cui un
contadinaccio giapponese avrebbe avuto il coraggio di entrare nel mio ufficio..., borbott Janders.
Hoxworth Hale, che nelle precedenti lotte contro le organizzazioni operaie era stato il vero cervello motore, incominci subito anche questa volta a radunare le proprie forze. Pestando un energico pugno sul tavolo per imporre il silenzio dichiar: Presenteremo agli agitatori un fronte compatto, e se in questa stanza c' qualcuno che tentenner non avremo misericordia: da una parte penseranno i radicali giapponesi a travolgerlo, e dall'altra noi a finirlo di rovinare. Niente credito. Niente trattative commerciali. Niente assistenza legale. Signori, o state con noi o colate a picco. S'interruppe, fiss a uno a uno i presenti, poi chiese: Siamo d'accordo?.
S, mormorarono senza eccezione i piantatori, e lo sciopero incominci.
Quando la seduta si sciolse dopo aver stabilito la linea di condotta da seguire, gli intervenuti indugiarono guardandosi l'un l'altro nervosamente. Hale osserv: Come mai un bravo giovane
come Goro Sakagawa, con tre fratelli che hanno studiato a Punahu, ha potuto diventare comunista?.
Janders rispose: Credo che in Giappone lo avessero assegnato come interprete alla Confederazione americana del lavoro.
Fu come se un sudario di morte scendesse sui presenti; infine John Whipple Hoxworth comment: E dire che  stato proprio il nostro governo a insegnare a un onesto ragazzo giapponese la tattica bolscevica!. Sembrava che nell'austera sala consiliare del Forte si fosse insinuata l'ombra beffarda dell'assurdo dualismo che dilaniava il globo, e Hoxworth Hale mormor malinconicamente: Credete proprio che sia stato il nostro governo a pervertire un giovane che per un soffio avrebbe potuto essere un allievo di Punahu?. Su questa nota sconsolata si chiuse la prima seduta del Forte in relazione allo sciopero.
Effettivamente Hewlett Janders, nell'accusare Goro Sakagawa di essere comunista, non era molto lontano dalla verit. Allorch il
Forte nel 1916, nel 1923, nel 1928, nel 1936, nel 1939 e nel 1946 aveva nettamente rifiutato sia pure di discutere la possibilit di un'organizzazione sindacale, usando ogni mezzo lecito e illecito, compresa la forza, per impedire ai lavoratori di rivendicare anche uno solo dei loro legittimi diritti, aveva reso impossibile sulle isole una qualsiasi forma normale di organizzazione operaia. Gli organizzatori sindacali inviati dal continente, gente dura, che non si lasciava intimidire, ma con una mentalit americana al cento per cento, si erano dovuti arrendere al fatto evidente che alle Hawai il frasario del sindacalismo non veniva neppure compreso, e ci spiega perch sia il Forte sia il Mail di Honolulu, parlando di qualsiasi manifestazione di attivit sindacale, la ponessero sotto il comun denominatore del comunismo; da questo assurdo stato di cose era derivato che col passare degli anni le Hawai avevano dato interpretazioni stranissime e del tutto personali a termini che sul continente erano compresi e accettati come manifestazioni logiche della vita industriale moderna. In breve, sull'arcipelago "sindacalismo era sinonimo di "sovversivismo.
I messaggeri del continente si erano inoltre trovati a cozzare contro difficolt di ordine fisico nel senso letterale della parola. Se riuscivano a metter piede sulle isole e tentavano di indire comizi di lavoratori nelle piantagioni, venivano presi su di peso e scaraventati fuori. Non era loro consentito di affittare locali per le riunioni, dovevano subire intimidazioni, ingiurie, talvolta percosse, e l'eterna, ostinata accusa di essere comunisti.
In conformit alla legge di Gresham del mutamento sociale, allorch furono allontanati i moderati, come erano quei primi esponenti sindacali, subentrarono i radicali, cosicch a partire dal 1944 invasero silenziosamente le isole parecchi capipartito armati e catafratti contro qualsiasi forma d'intimidazione. Tra costoro v'era qualche autentico seguace di Marx il quale aveva fiutato da lontano che le Hawai, data la loro particolare situazione economico-sociale, erano il posto ideale per farvi fiorire il credo comunista. Tra i caporioni di questo gruppo v'era un irlandese di New York, di nome Rod Burke. Era entrato nel partito nel 1927, salendo rapidamente di grado sino a raggiungere una posizione di primo piano, finch i capi avevano veduto in lui l'uomo di punta ideale per attaccare in modo deciso le Hawai. Il suo primo passo era consistito nello sposare una Nisei di Baltimora, e questa giovane giapponese, anch'essa comunista, doveva essergli di validissimo aiuto nel suo grandioso tentativo di conquista delle isole all'idea bolscevica.
Per esempio, non appena Rod Burke incontr Goro Sakagawa, che era rientrato allora alle Hawai ferrato in questioni sindacali dopo la sua costruttiva esperienza giapponese, cap subito che quel giovanotto in gamba, ex capitano dell'esercito, poteva rappresentare uno strumento prezioso. Con l'aiuto della moglie riusc ad arruolare Goro nelle proprie file, naturalmente non come comunista ma come organizzatore sindacale, e per suo tramite ottenne l'iscrizione di altri giapponesi e filippini ai quali pure si guard bene dal comunicare la propria appartenenza al partito comunista. Pot in tal modo organizzare un solido movimento sindacale, che nel 1947 era ormai pronto a entrare in lizza contro il Forte, risoluto a combattere una lotta senza quartiere sino al conseguimento della vittoria finale.
Negli anni che seguirono, Goro Sakagawa ebbe spesso occasione di discutere di questi inizi col fratello Scigeo, tornato da Harvard laureato in legge con lode. Un giorno Scig gli domand:
Sapevi, allora, che Rod Burke era comunista?.
No, per lo avevo sospettato. Ma non ne ebbi mai la prova; nondimeno avevo subito riconosciuto in lui un organizzatore formidabile.
Goro, se avevi questi sospetti come mai ti sei unito a lui?.
Perch sapevo per esperienza che i metodi vecchio stile si sarebbero spuntati contro il Forte come armi da bambino. Avevamo pure tentato di ottenere con le buone una organizzazione sindacale, ma senza approdare a nulla, se ben ricordi! Burke invece sapeva applicare la maniera forte, la sola che quella gente sia in grado di capire.
Burke ha mai tentato di farti iscrivere al partito?.
No. Probabilmente pensava di sfruttarmi e poi di lasciarmi perdere anteponendomi a giapponesi e filippini meno furbi di me, che invece riusc a far iscrivere.
Come sceglieva i suoi uomini?.
Mah, un po' dove poteva, soprattutto giapponesi e filippini un po' tonti, che per erano solo figure di contorno poich la spina dorsale del partito erano lui e sua moglie.
E tu come la pensavi?.
Esattamente come Burke: pensavo di essere abbastanza furbo per sfruttarlo e poi buttarlo a mare.
Dev'essere stata una esperienza molto interessante, osserv seccamente Scig.
Non vi furono illusioni n da una parte n dall'altra, ammise Goro. Eppure Akemi sin dalla prima volta che li vide intu che i Burke dovevano essere comunisti: in Giappone ne aveva gi conosciuti parecchi. Credo che la moglie di Burke abbia
fatto altrettanto con lei, cos fummo tutti e quattro pari e patta.
Ma Burke riusc a fare iscrivere qualcuno veramente in gamba?, domand Scig.
Be', la maggior parte erano poveri giapponesi ignoranti, per non si pu certo dire altrettanto di Harry Azeci, uno degli ingegni pi brillanti che queste isole abbiano mai prodotto.
Oggi ritieni ancora che una simile alleanza fosse necessaria, Goro?.
Era un interrogativo che lo stesso Goro si era posto pi volte. Se pensi alla posizione assunta dal Forte... Se pensi che per quella gente era comunismo anche il solo discutere di questioni sindacali... Andiamo, Scig, ti ho raccontato, no, della volta che ho tentato di parlare a Hewlett Janders? Mi ha costretto a rimanere in piedi, col cappello in mano, come un contadino, insolentendomi, trattandomi come un ladro. No, Scig, non c'era altra alternativa.
Proprio nessuna?, insistette suo fratello.
No. Finch la dittatura del Forte non fosse stata spezzata, le Hawai non potevano entrare nel ventesimo secolo; io da solo non potevo portarcele, e neppure i sindacalisti che avevo conosciuti in Giappone. Solo un lottatore col fegato di Rod Burke poteva riuscirci.
Perci quando Hewlett Janders dichiar al Mail di Honolulu che i comunisti del continente tentavano d'impadronirsi delle isole non aveva tutti i torti, n s'ingannava quando accus di essere comunisti i giapponesi che si erano uniti sotto la guida di Burke. Quando per affermava che era comunista anche Goro Sakagawa, il portavoce degli scioperanti impiegati nelle piantagioni, aveva torto marcio; ma in quegli anni di tensione l'odio dei capitalisti contro i lavoratori era tale che un piccolo errore di valutazione non aveva alcuna importanza.
Lo sciopero fu un avvenimento brutale, insensato; spavent le Hawai ancor pi del bombardamento di Pearl Harbour. Grazie alla straordinaria capacit organizzativa di Rod Burke, i portuali furono cos compatti nell'incrociare le braccia che per cinque mesi e mezzo non una sola nave dalla H & H pot entrare nell'arcipelago. Il Forte si vendic ritirando ogni credito finch tutti sulle isole vennero a trovarsi in condizioni estremamente precarie.
Allo sciopero dei lavoratori delle piantagioni, organizzato da Goro, il Forte replic sospendendo ogni specie di benefci, cosicch ben presto i rigori della lotta sociale si fecero sentire non soltanto sui lavoratori, ma anche sulle loro famiglie.
Rod Burke imped che zucchero e ananassi lasciassero le isole e che vi entrassero i turisti. Applicando la legge del taglione il Forte fece chiudere due alberghi di sua propriet, lasciando cos sul lastrico il personale, che logicamente si vide costretto ad affrontare lo sciopero in condizioni assai peggiori dei proprietari.
Non appena ai lavoratori della canna da zucchero si unirono quelli degli ananassi, il Forte annunci freddamente di avere i magazzini quasi vuoti e di non essere pertanto pi in grado di rifornire i negozi, cosicch i bottegai vennero a trovarsi l'uno dopo l'altro sull'orlo del fallimento.
Non  possibile capire le Hawai se non si capisce la vastit e la portata di questo sciopero gigantesco che paralizz letteralmente le isole portandole sull'orlo della disperazione. Persino i giornali rimasero senza carta, le scorte di cibo si ridussero praticamente a zero, in molte famiglie si pat letteralmente la fame. Nelle piantagioni la canna da zucchero marciva, gli ananassi intristivano, milioni e milioni di dollari andarono irrimediabilmente perduti. Le banche videro arrestarsi il flusso normale dei loro affari; i grandi negozi non avevano n merce n clienti; i medici erano costretti a curare gratis, i dentisti non ebbero pi neppure un paziente. Persino nei maggiori alberghi il cibo era insufficiente; insomma la vita sulle isole lentamente, giorno per giorno, vedeva scemare il proprio ritmo.
Infatti uno sciopero alle Hawai non  come uno sciopero in Florida, poniamo, o come un qualsiasi sciopero sul continente, dove, se i porti sono paralizzati, le derrate possono sempre affluire tramite la ferrovia, e se anche la ferrovia  paralizzata si pu ricorrere agli autocarri, e ammesso che anche questi non circolino, i singoli possono sempre organizzare carovane di macchine, e in mancanza di benzina per far andare queste ultime, si pu sempre andare a piedi. Alle Hawai, invece, se i moli sono chiusi non esistono altre alternative, e poich alla ragionevolezza e al buonsenso si sostituirono sia da parte del capitale sia da parte del lavoro la stupidit e la testardaggine, non  esagerato affermare che l'arcipelago minacci di essere per sempre e irrimediabilmente rovinato nella sua struttura economica.
Al principio del sesto mese Goro Sakagawa, accompagnato da altri quattro delegati, entr nella sala consiliare del Forte, e quando i rappresentanti delle grandi piantagioni furono riuniti, sedette proprio su quella sedia dove aveva giurato a Hewlett Janders che si sarebbe un giorno seduto, assaporando in quel momento simbolico, oltre che la gioia del trionfo, una profonda emozione. Goro esord in tono conciliante: Riteniamo che lo
sciopero sia durato anche troppo e che siate anche voi dello stesso parere. Non c' un mezzo per farlo finire?.
Non permetter mai che un contadinaccio giapponese entri nel mio ufficio..., incominci Hewlett Janders, ma Hoxworth Hale lo fece subito tacere con un'occhiata nella quale si mescolavano disprezzo e commiserazione per un uomo che dopo sei mesi terribili usava ancora le stesse parole che aveva adoperato all'inizio della tragedia.
Ignorandolo educatamente Goro continu, rivolgendosi soltanto a Hale: Signor Hale, il mio comitato preferisce sorvolare sul fatto che il suo portavoce signor Hewlett Janders ci disprezza e ci insulta in quanto siamo giapponesi, perch sappiamo che suo cugino, il defunto colonnello Mark Whipple, ha sacrificato la vita proprio per dare a noi giapponesi il diritto di libera cittadinanza. Pertanto se noi possiamo agire oggi in qualit di liberi cittadini
lo dobbiamo a quell'uomo generoso, e ritengo che tutti lor signori apprezzeranno questo fatto.
Un cos vibrante tributo alla memoria del colonnello Whipple distese un poco l'atmosfera, e tutti ricordarono ci che aveva detto quello stesso Goro Sakagawa, in quel momento ancora capitano dell'esercito in servizio attivo, quando era stato proposto di riportare in patria, dalle montagne dei Vosgi, le spoglie di Mark Whipple (I miei fratelli possono essere riportati in patria, ma il colonnello Whipple dovrebbe essere lasciato a dormire il sonno eterno nella terra dov' morto, perch quella terra  il cuore del mondo. Nessuna isola  abbastanza grande per contenere il suo spirito).
Quali nuove condizioni ci propone, signor Sakagawa?, domand Hale.
Prima di tutto tengo a dichiarare che non faremo cessare
lo sciopero sino a quando non avremo ottenuto il diritto di riunirci liberamente in sindacato. A quella risposta Hewlett Janders si afflosci sulla poltrona. Gi sapeva come sarebbe finita: gli altri non ne potevano pi, cos i comunisti avrebbero trionfato. Ma prima che potesse aprir bocca, Goro si affrett a soggiungere: Dal canto nostro, per venirvi incontro, siamo disposti ad accettare dieci cents in meno per ogni ora lavorativa.
Signori, disse Hoxworth Hale con rinnovata speranza, credo che dovremmo discutere la proposta del signor Sakagawa con una certa calma. Silenziosamente doveva essere entrato nella sala consiliare del Forte lo spirito del colonnello Mark Whipple, morto per quei giovani giapponesi, poich Hale rivolgendosi di nuovo a Goro prosegu in tono pacato: Signor Sakagawa, le spiace tornare coi suoi compagni fra tre ore circa?.
Volentieri, signor Hale, replic il giovane, ma mentre la delegazione degli scioperanti si accingeva ad accomiatarsi Hewie Janders domand brutalmente:
Chi ci garantisce che quel comunista di Rod Burke ci permetter di riaprire i moli?.
Abbiamo trattato precisamente questo punto, signor Janders, rispose Goro. Non appena avremo raggiunto un accordo con voi i moli saranno riaperti.
Quando la delegazione, composta di tre giapponesi, un haole e un filippino se ne and, Hewlett Janders scatt in piedi dichiarando: Tengo a chiarire subito che non dar il mio voto alla vostra decisione.
Apprezzo i tuoi sentimenti, rispose Hale con freddezza, tuttavia t'impegnerai ad accettare ci che decideremo noi?. A quella domanda tutti si voltarono a guardare Janders, perch se a nome della J & W si fosse rifiutato di accettare, nessuno poteva prevedere come le cose sarebbero andate a finire, ed era anche possibile ch'egli fosse abbastanza forte per resistere non solo alle pressioni dei lavoratori, ma anche a quelle dei suoi stessi soci. Janders era tentato di lottare sino a quella conclusione drammatica, ma ne fu impedito dalle caute parole dell'uomo che vent'anni addietro gli aveva tolto di mano il timone del Forte. Hewie, lo ammon con voce lenta Hoxworth Hale, la tua famiglia e la mia hanno sempre amato queste isole. Non possiamo seguitare a starcene indifferenti e a vederle soffrire cos.
Il gigante fiss sgomento il suo interlocutore, mentre Hale insisteva sullo stesso tono pacato e conciliante: Se dobbiamo cedere allo spirito dei tempi nuovi, facciamolo almeno con una certa dignit. Ora richiamer Sakagawa e....
Io non voglio essere presente, lo interruppe Janders alzandosi e avviandosi alla porta, ma giunto sulla soglia si ferm per lanciare ai soci la sua frecciata: Badate che cos facendo date in pasto l'arcipelago ai comunisti. Mi rifiuto di assistere all'ingresso nel mio ufficio di un contadinaccio giapponese che si permette di dettar....
Per ti ritieni impegnato ad accettare la nostra decisione?,
lo interruppe Hale.
S, borbott Janders a denti stretti, e quando Goro ritorn per ratificare la resa reciproca, Hewlett Janders non c'era.
Non appena il grande sciopero ebbe termine, tre amministratori anziani delle piantagioni di Hale si licenziarono con questa
motivazione: Siamo troppo vecchi per sentirci dire da una manica di gialli come si fa a coltivare la canna da zucchero. Il loro posto fu preso da impiegati pi giovani, e fu per Hale un momento assai triste quando si accorse che, di quei tre, due non li aveva mai nemmeno visti. Prima per che l'anno terminasse i nuovi sorveglianti gli annunciarono: Abbiamo l'impressione che il nuovo sistema funzioni. Anzi, si direbbe che la produzione aumenti.
Hewie Janders sbuff: Chiss che baco grosso deve rodere l'America, se i giovani sono tanto pronti a scendere a compromessi col demonio!.
Finalmente anche Hewie ebbe la sua rivincita. Alla prima riunione del Forte pot annunciare gongolante che un comunista di secondo piano aveva rotto con Rod Burke e si era dichiarato pronto a denunciare questi e sua moglie come membri iscritti del partito comunista. Questa bomba produsse una sensazione enorme, che varie telefonate portarono a un vero parossismo.
Lo sapevo che erano tutti comunisti, io!, esclam Hewie
trionfante. E pensare che abbiamo permesso a quel Goro Sakagawa di entrare da padrone in questo ufficio....
Non credo che Sakagawa sia comunista, incominci Hale sempre cauto; perlomeno quando....
Sono tutti comunisti, lo interruppe Hewie. Io ve lo avevo detto sin da un anno fa che Rod Burke era rosso, e lo era. Adesso vi dico che  rosso anche Goro Sakagawa, e lo .
John Whipple Hoxworth osserv gelido: Aspettiamo prima di sapere come stanno esattamente le cose, e quando saremo ben sicuri useremo tutta la nostra influenza e li faremo arrestare.
Qualcuno ha gi telefonato al governatore?, domand Janders.
Non ancora, rispose John Whipple.
Avrei proprio piacere d'informarlo io!, esclam Janders sempre pi gongolante. L'ultima volta che ci siamo visti mi ha detto certe cose sul comunismo....
Fatemi il santo piacere di non telefonare a nessuno, intervenne secco Hale. Questa  una benedizione che ci piove dal cielo; perci dobbiamo star zitti e dare tempo al tempo.
Il Forte pass quindi a studiare attentamente come rivolgere a proprio vantaggio i nuovi sviluppi della situazione; ma il trionfo di quella giornata fu un po' smorzato dal rapporto di un subalterno, il quale li inform che mentre l'attenzione generale era tutta concentrata sullo sciopero, era accaduto un fatto curioso. Tirata fuori una carta di Honolulu bassa, l'informatore indic alcune aree tratteggiate in rosso spiegando: Questo  il fabbricato di
Rafer Hoxworth; ebbene, il piano terreno  stato affittato a un giapponese, un certo Fujimoto. Sin qui nulla di strano.  il proprietario del grande emporio di mercerie di Kaimuki. Osservate adesso questa zona: in questo fabbricato che  di propriet della vedova di Ed Hewlett c' un ristorante che  stato affittato a un filippino, il quale ha gi un altro ristorante a Wahiawa.
Dove vuoi arrivare, Charley?, domand Hoxworth spazientito.
Ma guardate!, esclam l'informatore. In sei mesi tutti i negozi di questo isolato sono stati affittati, tranne il grande stabile di Joe Janders. Non vi rendete conto di che cosa significhi, questo?.
Uno strano silenzio scese sul Forte mentre i suoi membri studiavano attentamente la carta. Alla fine Hoxworth osserv: Se qualcuno ha preso in affitto questi locali sotto falso nome....
L'orribile sospetto li fece trasalire ma fu subito dissipato dalla robusta voce di Hewlett Janders, il quale osserv in tono burbero: Ma di che cosa state a preoccuparvi? Ho detto e ripetuto a Joe almeno cento volte di non affittare mai il suo fabbricato senza prima avvertire me, e sino a quando lui terr duro potete dormire tra due guanciali. Che cosa volete che faccia di questa poca roba, chi l'ha affittata?.
Telefona subito a Joe, ordin Hoxworth.
Un silenzio pauroso scese nella sala mentre Hewlett, sempre espansivo, urlava nel ricevitore: Pronto, Joe? Sono io, Hewie. Senti, Joe, non hai mica affittato il tuo stabile, vero?.
Il silenzio si fece ancora pi sinistro mentre Hewlett Janders, tremante come una foglia, chiudeva la comunicazione. Era superfluo domandargli che cosa fosse accaduto.
Per Dio santissimo!, url Hoxworth Hale picchiando un tremendo pugno sul tavolo. Siamo stati giocati. Chi  stato? Hewlett, chi ha affittato quel negozio?.
Mi vergogno di dirlo... Kamejiro Sakagawa, mormor Hewlett Janders senza osar di alzare il capo.
Lo rovineremo!, tuon Hoxworth. Non faremo entrare a Honolulu neppure uno dei suoi carichi! Lo costringeremo a crepare di fame!.
Gelido come sempre, John Whipple Hoxworth lo interrruppe: Non basta. Il problema non  tanto semplice. Quello che preme  sapere chi ha combinato il colpo, e per conto di chi!.
Segu una lunga discussione su chi possedesse il capitale sufficiente e l'astuzia necessaria per portare a compimento un'impresa tanto rischiosa, e per eliminazione tutti convennero che l'unica
persona capace di tanto non poteva essere che Hong Kong.
Glielo chieder direttamente, grid Hoxworth Detto fatto prese il telefono e quando intese dall'altra parte del filo la voce di Hong Kong gli domand senza preamboli:  stato lei a negoziare tutti quei contratti di locazione?. Come ebbe la risposta del banchiere, Hoxworth fece ai soci un cenno affermativo. E per conto di chi ha agito, Hong Kong?. Questa volta Hoxworth rimase immobile, come impietrito. Un attimo dopo posava il ricevitore senza proferir parola.
 la California Fruit?, gli domand Janders.
La Gregory's, fu la laconica risposta di Hale.
Nessuno parl, e in quel silenzio di morte tutta un'ra esal l'ultimo respiro. Finalmente uno Hoxworth domand: Ma non  possibile stroncarli con mezzi legali?.
Non credo, replic Hale.
Eppure sono sicuro che potremmo convincere il giudice Harper a emettere un'ingiunzione almeno contro qualcuno di quei contratti.  sposato a mia cugina e potrei spiegargli....
Se  stato Hong Kong Ki a combinare quei contratti.... Hale non pot proseguire. Si prese la testa fra le mani e cos rimase per un pezzo. Infine domand, pi a se stesso che ai suoi soci: Ma come pu questa gente trattarci cos? Whipple, pensa quello che ha fatto la tua famiglia per i Ki! Il loro hui ha preso l'avvio da quel primo pezzo di terra regalatogli dal vecchio dottor John. E quei maledetti Sakagawa! Mai e poi mai avrei creduto che Kamejiro si sarebbe dimostrato cos sconoscente! Pugnalarci nella schiena a questo modo... Ma come si spiega? Dopo che li abbiamo fatti venire qui, che abbiamo dato loro quello che volevano, che ci siamo occupati di loro quand'erano poveri e ignoranti... Ma in che mondo stiamo vivendo, quando i beneficati si ribellano cos sconciamente ai loro benefattori?.
Qui sotto c' lo zampino di McLafferty!, url Janders. Con la storia dell'albergo ci ha messo fuori strada!.
Nel frattempo Hale si era ripreso e un attimo dopo dichiar: Signori, dobbiamo prepararci a una lotta all'ultimo sangue. Io personalmente provveder a mettere in tutti i modi i bastoni nelle ruote sia alla Gregory's sia a McLafferty. Naturalmente non potr impedirgli di venire qui, perch se  stato Hong Kong a negoziare i contratti potranno farsi tutelare dai tribunali....
Il solito Hoxworth interruppe: Secondo me, dopo tutto quello che
abbiamo fatto per il giudice Harper, mi sembra che potremmo contare su di lui per far annullare uno almeno di quei contratti!.
Ignorando quell'osservazione stupida e meschina, Hale prosegu: Dobbiamo cercare di guadagnar tempo. Apriremo filiali nostre a Waikiki, a Waialae, dall'altra parte del Pali, nei sobborghi. Ci moltiplicheremo il pi possibile; cos quando arriver la Gregory's i nostri negozi saranno ormai talmente prosperi che la faremo morire sul nascere.
In tal modo, cos come si getta un feroce pescegatto in uno stagno di trote perch la morte di alcune di queste sproni le altre a moltiplicarsi, l'arrivo della Gregory's alle Hawai, seguita dalla California Fruit e dalla Shea & Homer, diede una tale spinta in avanti all'economia hawaiana che in poco tempo il Forte si trov a stare, se possibile, ancora meglio di prima; e lo stesso effetto sortirono i maggiori stipendi che l'attivit sindacale di Goro Sakagawa aveva estorto al grande complesso, poich il pi alto tenore di vita induceva i lavoratori a spendere di pi; e poich per spendere bisognava acquistare nei negozi del Forte, la prosperit delle isole ne fu decuplicata.
La ferma decisione di Hale di combattere gli invasori del continente incrementando le proprie energie economiche, ebbe sulle Hawai un effetto impreveduto, e negli anni successivi il fenomeno fu spesso considerato come la vera rivoluzione di quei tempi difficili; se il Forte voleva competere su un piede di parit con complessi quali la Gregory's, non poteva pi accontentarsi di mettere ai posti di comando nipoti e cugini mediocri o figli privi di polso. Perci sotto la ferrea guida di Hoxworth Hale molti Hale, Hoxworth, Janders e Hewlett furono eliminati. La sua linea di condotta era inesorabile: O diamo a questa gente incarichi secondari, privi di responsabilit, o diamo loro una grossa liquidazione che li faccia campare in santa pace mentre ai posti di guida lavoreranno uomini veri.
Quale risultato di questa politica "gli scimuniti, come li chiamava spietatamente Hewlett Janders, si trovarono pieni di soldi, con una bella rendita annua che permetteva loro di vivere senza pensieri in Francia o all'Havana, mentre ai loro posti comparve tutta una nuova leva di giovani laureati delle facolt di economia di Wharton, di Stanford, di Harvard. Alcuni di costoro, per eccesso di prudenza, sposarono delle Whipple, delle Hale e delle Hewlett, ma la maggior parte si portarono le proprie mogli continentali. E le Hawai seguitarono a prosperare.
Tuttavia, di tutti i membri del Forte, soltanto Hoxworth Hale capiva quale fosse la vera minaccia di quei giorni. Non era l'insediamento della Gregory's, per quanto fosse sgradevole, non il trionfo dei sindacati, ancorch sedizioso e repellente: era il fatto
che Black Jim McLafferty fosse un democratico e che avesse stabilito alle Hawai la propria residenza legale definitiva. Non lavorava pi per conto della Gregory's; aveva aperto un piccolo studio d'avvocato in proprio e abbinava questa attivit alla politica. Ogniqualvolta capitava a Hoxworth Hale di passare davanti al suo studio ne guardava la targa con una stretta al cuore poich sapeva che, alla lunga, i democratici erano peggiori della Gregory's, peggiori dei sindacati, peggiori persino dei comunisti.
Si potr quindi facilmente comprendere il suo sbigottimento quando una mattina not sull'uscio di McLafferty una targa nuova sulla quale spiccava la scritta: McLafferty & Sakagawa. Scigeo era tornato da Harvard, esperto in problemi di riforma fondiaria e con una splendida laurea in legge, nonch, grazie all'intuito di Black Jim McLafferty, regolarmente iscritto al partito democratico.


Capitolo 6.

Dopo lo sciopero, i due protagonisti principali scomparvero momentaneamente di scena, assorbiti da gravi problemi
familiari, e per vario tempo non s'intese pi parlare n di Goro Sakagawa n di Hoxworth Hale. A un primo sguardo si sarebbe potuto dedurre che i guai del primo fossero maggiori, poich dal giorno in cui, sul finire del 1945, aveva incontrato per la prima volta Akemi-san, l'ardente giovane modenne di Tokio, la sua vita era stata una complicazione continua.
Al principio aveva dovuto subire le angherie degli MP, i quali tentavano in tutti i modi di far rispettare l'editto di non fraternizzazione emanato dalle autorit di occupazione, e non era certo un piacere trovarsi con l'innamorata quando la polizia militare aveva il diritto di ficcare il naso in qualsiasi momento nei rapporti privati dei singoli. Poi gli era toccato superare i mille assurdi ostacoli che si frapponevano alle nozze tra un soldato americano e una giapponese, tanto che a un certo punto Goro aveva osservato con amarezza: Quando si tratta di favorirmi sono un pezzente straniero; quando per c' da dare l'anima allora divento un americano da additarsi come esempio!.
I due giovani erano riusciti tuttavia ad aggirare la legge che proibiva i matrimoni tra occupanti e occupati sposandosi con rito scintoista in un tempio alla periferia di Tokio. In seguito per Goro aveva scoperto che per la legge americana quel matrimonio non era valido, e che pertanto non avrebbe potuto portare con s
la sposa in territorio americano. Gli era cos toccato di subire nuove umiliazioni, ma in quei difficili momenti Akemi-san si era dimostrata all'altezza della situazione conservando un allegro ottimismo; grazie al suo savoir fair e con gli alti papaveri le lunghe pratiche burocratiche erano state condotte felicemente in porto ed ella aveva ottenuto finalmente il permesso di entrare alle Hawai.
Nel 1947, mentre il trasporto-truppe sul quale si era imbarcata si accingeva a entrare nella baia di Honolulu, Akemi-san era stata, fra le spose di guerra che viaggiavano con lei, una delle pi realistiche, senza le illusioni che, una volta dissipate, avrebbero reso intollerabile a tante altre i primi tempi del soggiorno in America. Sapeva chi aveva sposato; aveva capito sin dal primo giorno che Goro, in fondo, era ancora un contadino cocciuto, di scarsa cultura, di maniere rudi, n si era mai illusa che fosse ricco, anche quando il suo facile accesso ai depositi militari e il suo stipendio di capitano lo avevano fatto sembrare milionario in paragone alla tragica miseria dei giapponesi.
Come se ci non bastasse, certi amici i quali conoscevano gente che era stata alle Hawai l'avevano informata che le isole erano popolate per la maggior parte da emigrati di Hiroscima-ken, tutti grettamente campanilisti e di idee antiquate. Una vivace ragazza di Tokio le aveva dichiarato addirittura: Io ci sono stata di persona. In tutto il territorio non esiste un solo modenne!. Akemi non aveva dunque illusioni sulla sua nuova patria; cionondimeno non era preparata a quello che l'aspettava.
Al molo le erano venuti incontro Kamejiro e Iscii con le rispettive spose, le quali si erano piantate ferme come monumenti a debita distanza dai mariti, s che Akemi pens: "Sembrano una famiglia giapponese di trent'anni fa. Tuttavia il piccolo
Sakagawa-san con la sua faccia di can mastino le piacque subito, anche perch le ricordava suo padre; ma quando vide da vicino Yoriko con quella grinta da suocera non seppe reprimere un brivido e disse:  questa che mi dar del filo da torcere!  il tipo contro
il quale abbiamo dovuto tanto lottare a Tokio.
Non si era ingannata. La signora Sakagawa non ebbe mai per lei un gesto, una parola cortese. Quanto era affettuosa col figlio, altrettanto si mostr nei confronti della nuora una vera arpia. A Hiroscima, tanti anni addietro, allorch un figlio portava a casa una moglie perch aiutasse a lavorare nelle risaie, era compito della suocera addestrare la giovane abituandola al pi presto al rispetto e all'obbedienza assoluta. Ora la signora Sakagawa era convinta di poter fare lo stesso nei riguardi di Akemi, anche se le era bastata un'occhiata per capire che Goro aveva fatto una
cattiva scelta. In tono sprezzante aveva sussurrato a Reiko: Mi sembra una ragazza di citt. Avr sicuramente un mucchio di pretese.
Se Goro avesse avuto un impiego ben retribuito avrebbe potuto metter casa per conto suo e la tensione si sarebbe limitata a un'antipatia reciproca tra le due donne, le quali avrebbero cercato di vedersi il meno possibile, pur trattandosi educatamente per riguardo a Goro. Ma poich lo stipendio che il giovane percepiva dal sindacato non gli consentiva tanta indipendenza, egli fu costretto ad abitare coi genitori. Sin dai primi giorni, nella sua strenua battaglia per soggiogare Akemi, Yoriko volle chiarire il proprio concetto della moglie ideale dichiarando: Quando sono venuta
io alle Hawai la vita era molto dura; non v' dunque motivo che tu debba essere coccolata.
Pretende forse che vada a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero?, domand una sera Akemi a Goro, finch questi incominci a temere la casa come la peste e il malanno, poich appena rientrava le due donne lo attiravano a turno in un angolo per sfogarsi con lui dei dispetti, reali o immaginari, che l'una aveva fatto all'altra.
V'era soprattutto un particolare, apparentemente trascurabile, che irritava Akemi e che a lungo andare fin con lo scavare tra lei e Goro un abisso incolmabile. Neppure a Hiroscima i Sakagawa avevano mai parlato un giapponese fiorito, e il lungo soggiorno alle Hawai aveva definitivamente corrotto il loro linguaggio, nel quale si frammischiavano ormai numerose parole hawaiane, cinesi, haole e filippine pronunciate con la cadenza cantilenante che avevano appreso dai messicani. Spesso la loro conversazione riusciva quasi incomprensibile per Akemi, la quale tuttavia taceva e non avrebbe mai rimproverato di questo i Sakagawa perch, com'ebbe a confessare una volta a un'altra sposa di guerra con la quale s'incontrava all'ora della spesa: Quel loro gergo orribile, in fondo,  abbastanza divertente, e le due giovani ne avevano allegramente riso insieme.
Ma i Sakagawa non si mostravano altrettanto discreti con lei.
Il suo giapponese correttissimo, colto, li mandava sulle furie. Crede di esserci superiore, sbott una sera Yoriko col figlio; parla sempre come se avesse la bocca piena di fagioli e non si decidesse a mandarli gi!. Spesso, quand'erano tutti riuniti per
il pasto serale e Akemi diceva qualcosa, Yoriko si affrettava a ripetere le sue parole pronunciandole col barbaro accento hawaiano. Immediatamente gli altri scoppiavano a ridere mentre Akemi arrossiva e taceva confusa.
Fin col ritrovarsi sempre pi spesso con le altre spose di guerra; talvolta attendeva per ore al mercato che queste arrivassero, e subito, come se fossero state profughe in terra straniera, si mettevano a discorrere tra loro in giapponese colto senza timore di essere prese in giro.
Mi par di vivere nel Giappone di cento anni fa, osserv un giorno Akemi sfiduciata. Quindi scoppi in lacrime, e quando l'amica le ebbe porto uno specchio perch si aggiustasse un poco la faccia si guard a lungo, osservando poi: Fumiko, chi potrebbe mai credere che a casa io sono stata tra le prime modenne? Mi piacciono Bruckner e Brahms; ho lottato per l'indipendenza delle donne giapponesi; eppure oggi mi trovo in una condizione ancor peggiore, e lo sai che cosa mi fa soffrire di pi? Il cattivo gusto, lo squallore, la bruttezza di tutto ci che mi vedo intorno. Brutte case, discorsi meschini, pensieri mediocri. Fumiko, lo sai che da oltre un anno non vado pi a un concerto? Tu sei la sola, qui, che abbia non dico letto, ma inteso nominare Andr Gide. Temo che abbiamo commesso un errore madornale!. Rientrata a casa si disse: "Vivo per quei pochi minuti in cui posso parlare con un essere umano pensante, ma forse  peggio, perch ogni volta che questo mi accade mi sento ancora pi infelice.
Una sera dichiar in tono categorico: Goro, stasera c' un concerto sinfonico. Dobbiamo assolutamente andarci. Suo malgrado il giovane l'accompagn, ma Akemi non ne trasse alcuna soddisfazione perch vedeva che Goro si trovava a disagio; inoltre, tranne pochi studenti, il pubblico era composto esclusivamente di haole. Ma i giapponesi non vanno mai a teatro? Non ascoltano mai un po' di musica?, domand.
Goro, interpretando quelle sue parole come il principio di una lamentela, si limit a mormorare: Siamo sempre troppo occupati a lavorare.
Per che cosa?, sbott Akemi.
Goro tacque.
Il giorno dopo, incontrando Fumiko al mercato, Akemi le domand: Ma si pu sapere per che cosa lavorano? In Giappone un uomo e una donna sgobbano come muli per acquistare dei biglietti di teatro o una bella ceramica. Qui, invece, per che cosa lavorano? Te lo dir io: per poter comperare una grossa automobile nera, metterci su la vecchia mama-san e girare per la citt per far vedere a tutti che sono ricchi e importanti come gli haole. Tutte le volte che vedo dei giapponesi che si pavoneggiano e fanno a chi ha la macchina pi grossa mi vergogno.
Anch'io, confess Fumiko. Hanno ripudiato tutta l'arte
e la bellezza giapponesi per beni materiali cos stupidi e meschini....
Le cose migliorarono un poco quando rientr da Harvard Scigeo: Akemi aveva trovato finalmente una persona intelligente con la quale conversare; ne seguirono lunghe discussioni di arte e di politica. Akemi stup di scoprire che Scig era stato a visitare i musei di Boston, ma il giovane le spieg: Di mia iniziativa non ci sarei mai andato, ma poich abitavo col dottor Abernethy e sua moglie, essi mi dicevano sempre che una domenica passata senza far qualcosa che affini la mente  una domenica sprecata, e ti assicuro che in loro compagnia le domeniche non si sprecano di certo.
Parlami dell'orchestra sinfonica di Boston, lo preg Akemi. In Giappone la consideriamo tra le migliori.
A questo punto Yoriko prese astutamente in disparte Scigeo e lo ammon: Non devi pi discorrere da solo con Akemi-san.  la moglie di tuo fratello, una cattiva donna che cercher di farti innamorare di lei sino a quando non scoppier una tragedia in famiglia. Avevo raccomandato a te e a Goro di star lontani dalle ragazze di citt, ma voi non mi avete voluto ascoltare, e guardate adesso quel che  successo.
Che cos' successo?, domand Scigeo.
Goro  stato irretito da una donna vana, con la testa piena di grilli, incalz sua madre. Essa non fa che pensare tutto il giorno alla musica, ai libri, al teatro; vuol discorrere di politica. Oh, s,  proprio una donnaccia.
Questi ragionamenti non ebbero alcun effetto su Scigeo; tuttavia, rendendosi conto che Akemi era un po' troppo bella e che vagamente egli ne era tentato, evit da quel giorno di restar solo con lei, cosicch l'esistenza divenne per Akemi ancor pi intollerabile. La salv dalla disperazione la visita di una giovane sociologa dell'universit delle Hawai, una certa dottoressa Sumi Yamazaki, i cui genitori erano pure di Hiroscima. La dottoressa Yamazaki era una giovane donna d'intelligenza non comune, la quale stava conducendo un'inchiesta sulle donne giapponesi sposate a ex militari americani. Parl con Akemi sul finire delle sue indagini, quando ormai si era fatta in proposito idee ben chiare.
Akemi, avvertita di quella visita e sperando che l'attesa
visitatrice fosse una donna d'intelligenza raffinata, si era sulle prime vestita col suo abito pi modenne, tanto che pareva quasi un figurino di Parigi; ma dopo essersi studiata allo specchio pens: No! Oggi voglio essere giapponese al cento per cento. Si era subito tolta gli abiti occidentali, aveva infilato un delicato chimono di seta bianca a disegni azzurro pallido e si era messa un paio di zori d'argento, ma quando era andata ad aprire alla dottoressa Yamazaki si era accorta che la giovane scienziata, la quale tra l'altro era molto graziosa, era vestita come una vera modenne. Le due donne simpatizzarono immediatamente, ma la dottoressa Yamazaki si fece un breve appunto mentale: "Akemi Sakagawa si  vestita alla giapponese. Molto probabilmente deve avere una grande nostalgia della patria. Le bastarono poi le due prime domande per valutare definitivamente lo stato d'animo della giovane.
Mi  stato sufficiente il suo chimono per dirmi tutto di lei, signora Sakagawa, osserv scherzosamente in ottimo giapponese.
Mi chiami Akemi, per favore.
Ho gi capito quali sono le sue lagnanze, prosegu la sociologa
dando prova di notevole acume. A Tokio lei era una modenne e lottava per i diritti femminili. Qui  venuta a trovarsi in un Giappone medievale che neppure i suoi genitori hanno mai conosciuto e giudica barbara la parlata locale, il movimento intellettuale squallido, la visione estetica della vita inesistente. Dopo un breve attimo di esitazione la dottoressa soggiunse: E le sembra che se questa  l'America le conviene tornarsene a casa sua.
Akemi-san la guard spaventata, poich pur intuendo da vario tempo che tosto o tardi quella decisione sarebbe stata inevitabile, non aveva ancora osato formularla apertamente. Adesso era stata un'altra a proferire quelle terribili parole. Sono in molte a provare quello che provo io, Yamazaki-sensei?.
Le sarebbe di aiuto saperlo?.
Oh, s!, esclam ansiosamente Akemi.
Capir che per il momento i miei dati sono ancora approssimativi....
Akemi ebbe un risolino nervoso e osserv: Che piacere incontrare una persona capace di usare una parola come "approssimativo!.
La sento piuttosto amara, comment in tono di mite rimprovero la dottoressa Yamazaki.
Pi delle altre?.
No.
Credo lei mi abbia trovato in un momento particolarmente delicato, ribatt Akemi.
Ecco, in linea generale la situazione  questa, incominci la dottoressa; ma senza lasciarla proseguire Akemi domand:
Yamazaki-sensei, probabilmente mi giudicher molto sciocca, ma desidero tanto servirle il t! Ho una tale nostalgia di casa....
Le due donne rimasero in silenzio mentre Akemi preparava il t secondo il cerimoniale di rito. Quindi la dottoressa riprese:
Poniamo che cento militari di qui abbiano sposato altrettante donne giapponesi. Di questi cento mariti sessanta sono giapponesi, trenta caucasici e dieci cinesi.
E i matrimoni come hanno funzionato?, domand sempre pi ansiosamente Akemi-san.
Ecco, delle trenta fortunate che hanno sposato i caucasici, almeno ventotto sono felici. Alcune affermano addirittura di sentirsi al settimo cielo e che non tornerebbero in Giappone neppure se regalassero loro tutto lo Hibiya Park.
Non tornerebbero in Giappone?, ripet Akemi incredula. Sono persone che s'interessano di libri e di musica?.
Esattamente come lei. Per, vede, quando un haole sposa una giapponese, i genitori dell'uomo ne sono talmente sconvolti che compiono un sincero sforzo spirituale per farsi piacere la nuora, e quando hanno la fortuna d'imbattersi in una ragazza come lei, gentile, beneducata, affettuosa col proprio figliuolo, si fanno in quattro per colmarla di cortesie e rendono la sua esistenza un paradiso in terra.
E questa gente s'interessa di musica?, insistette Akemi.
Di solito un haole non ha il coraggio di sposare una giapponese se non possiede una cultura superiore.
Akemi lanci un'occhiata malinconica alle squallide pareti di casa Sakagawa, dove una radio a quattro valvole era tenuta costantemente accesa su una stazione che alternava musica jazz americana a canzonette popolari giapponesi. Se di tanto in tanto Goro la portava al cinematografo, era unicamente per vedere uno cianbara, un western giapponese in cui l'eroe, invariabilmente, sgominava da solo sessanta felloni armati sino ai denti, senza subire neppure una scalfittura.
Le giapponesi sposate a cinesi, invece, prosegu la dottoressa Yamazaki, si trovano a dover affrontare un problema diverso. I genitori dell'uomo ne rimangono talmente disgustati e talmente convinti che non potranno mai e poi mai digerire una nuora giapponese che, in attesa del suo arrivo, passano il tempo a odiarla furiosamente. Quando poi la vedono in carne ed ossa si accorgono che non , in fondo, pestifera come avevano temuto. Se poi la ragazza d prova di voler veramente bene al loro figliuolo,
i rapporti si stabilizzano su una base di reciproco rispetto e le cose filano abbastanza lisce.
Ma vedo che lei non mi vuol parlare dei matrimoni tra giapponesi
e giapponesi!, osserv Akemi. Non osa dirmi che sono un disastro.
Non tutti, la rassicur la dottoressa. Se si tratta di contadini che hanno sposato ragazze di Hiroscima-ken, il matrimonio in genere si salva; ma purtroppo nella maggioranza dei casi, e per quanto la cosa possa sembrare incredibile, i matrimoni pi sfortunati sono proprio quelli tra giapponesi e giapponesi. Dai dati che abbiamo desunto, la percentuale a sfavore supera il cinquanta per cento.
Ma perch?, domand Akemi sempre pi smarrita.
Vede, sono nata anch'io alle Hawai, replic la dottoressa, e provengo dallo stesso tipo di famiglia in cui si  sposata lei: contadini di Hiroscima ostinati come muli. Ora non bisogna dimenticare che persino nella Hiroscima di oggi i nostri nippo-hawaiani sembrerebbero ridicolmente antiquati. Ebbene, si presenta questo fenomeno curioso: mentre le suocere caucasiche e cinesi si sforzano onestamente di capire le nuore straniere, e spesso ci riescono, quelle giapponesi... (e Iddio aiuti la povera ragazza che, qualora dovesse sposare mio fratello, sarebbe costretta a sorbirsi come suocera mia madre...), insomma sono convinte che la nuora debba essere ancora come le spose pazienti e sottomesse che fiorivano quarant'anni fa nel Giappone meridionale.  impossibile che tra due mentalit cos opposte si possa stabilire una qualsiasi intesa.
Sa che cosa sta facendo naufragare il mio matrimonio?, domand a un tratto Akemi.  il fatto che in Giappone i giovani sono ansiosi d'imparare le idee nuove, mentre qui alle Hawai si accontentano di vegetare, indifferenti a qualsiasi movimento sociale o spirituale. Anche le altre giapponesi come me le hanno detto questo?.
Dite tutte le stesse cose, afferm la dottoressa Yamazaki. Molte per riescono a superare questo senso di ribellione, o meglio, riescono a trasformare i loro mariti.
Ma vuole che le dica quello che mi offende di pi? Quello che di giorno in giorno mi rende sempre pi insofferente?, incalz Akemi.  il modo come ridono della mia pronuncia corretta, e questo non mi sento assolutamente pi di sopportarlo.
La dottoressa Yamazaki, pensando alla propria famiglia, ebbe un sorriso amaro ; Purtroppo devo affrontare anch'io l'identico problema. Sa, sono laureata in filosofia. Quindi, imitando evidentemente la parlata barbara di sua madre, esclam con un accento spaventoso: "Che cosa credi di essere, superiore a noi, parlando a quel modo?. Perci a casa, per autodifesa, uso il pidgin.
Io non lo far mai, ribatt Akemi. Sono una giapponese istruita e ho troppo lottato per raggiungere determinate conquiste dello spirito.
Se ama veramente suo marito, imparer ad adattarsi.
A certe cose, mai, replic Akemi. Domand quindi a bruciapelo: Lei  mai stata sposata, Yamazaki-sensei?.
Sono fidanzata, rispose la sociologa.
A un giovane di qui?.
No, a un haole dell'universit di Chicago.
Lei non oserebbe mai sposare un giovane di qui, vero?.
No, rispose in tono risoluto la dottoressa.
Indicando il taccuino che questa aveva in mano, Akemi osserv ridendo: Cos adesso sono immortalata l dentro.
Assieme a molte altre.
E invece sa dove mi piacerebbe essere?.
In un caffeuccio di Nisci-Ginza, circondata da amici intellettuali, a parlare di libri, di politica e di musica.
Come ha fatto a indovinare con tanta precisione?.
Perch vorrei esserci anch'io, confess la dottoressa Yamazaki.
L ho conosciuto il mio fidanzato, e so pertanto come pu essere bello il Giappone. Per vorrei farle capire una cosa: che anche le Hawai possono offrire altrettante emozioni. Essere dei giapponesi giovani su queste isole pu rappresentare un'esperienza unica al mondo.
Eppure lei mi ha detto poco fa che non sposerebbe mai un connazionale, le obiett Akemi-san.
Come donna in cerca di una semplice felicit domestica, s; ma come intelletto puro, e se non fossi cos innamorata, preferirei restare alle Hawai.
Yamazaki-sensei, mi dica sinceramente: crede che una societ che ha come unico ideale una lunga automobile nera possa essere un bel luogo per vivervi?.
La dottoressa riflett alquanto prima di rispondere: Lei deve capire che i simboli visibili di successo ai quali aspirano i nostri giapponesi delle Hawai sono gli stessi della societ haole gi saldamente affermata nelle proprie fortune: una casa di lusso, una macchina potente, il figlio che frequenta Yale anche se poi non v'impara nulla... Questi sono i grandi miraggi, le massime conquiste per chi abita qui, e non si pu pretendere tutt'a un tratto dai giapponesi di mostrarsi superiori ai concetti in base ai quali sono stati allevati.
Per tre anni ho sperato che mio marito vi sarebbe riuscito, osserv Akemi con amarezza.
Abbia pazienza, la esort la dottoressa, e vedr con quale rapidit le Hawai si trasformeranno.
Non credo, ribatt Akemi stringendo duramente la mascella;  un paese arido, privo di ideali, che nulla potr mai mutare.
Quella stessa sera, dopo aver lasciato Akemi, la dottoressa Yamazaki preg Scig Sakagawa, che era stato suo compagno di scuola a Punahu, di passare da lei e lo avvert: Scig, so che non dovrei immischiarmi di queste faccende, ma bada che se tuo fratello non cambia registro perder la moglie.
Credi?.
Ne sono sicura. Mi ha ripetuto le identiche frasi che ho intese dalle spose di guerra che si preparavano a rientrare in Giappone. A tutt'oggi ne ho gi vedute tornare indietro diciannove.
Che cosa dovrebbe fare, secondo te?, domand Scig.
Comperarle tre sinfonie di Beethoven, ribatt la dottoressa Yamazaki, pur sapendo che per un primitivo come Goro un simile passo avrebbe trasceso ogni limite possibile della sua immaginazione. Del resto la signora Sakagawa madre non avrebbe mai permesso che una musica tanto "modenne entrasse in casa sua.


Capitolo 7.

Mentre il capo sindacale Goro Sakagawa era occupato a risolvere
questi problemi (o meglio a non risolverli), Hoxworth Hale era
tutto preso dall'imminente matrimonio della figlia Noelani con Whipple Janders - un suo cugino in secondo grado, figlio di Hewlett Janders - sul quale in quegli ultimi anni Hoxworth si era abituato a contare sempre di pi.
Un tempo, quando Noelani era ancora adolescente, suo padre aveva sperato che riuscisse a sposarsi fuor della cerchia del Forte: purch fosse naturalmente un laureato di Yale, ma che in ogni caso non fosse delle Hawai. Per un certo tempo Noelani aveva filato con un giovane di Amherst, un'universit che agli occhi di Hoxworth valeva quasi quanto Yale; ma poi la cosa era finita l, e quando Whip Janders, il quale si stava laureando fuori corso a Yale, l'aveva invitata un giorno a un ballo studentesco a New Haven, i due giovani avevano provato subito l'impressione di essere fatti l'uno per l'altro. Si conoscevano sin dall'infanzia, erano cugini, e, come se non bastasse, Whip era stato l'amico pi intimo di Bromley.
V'era stato per un periodo del loro fidanzamento in cui Noelani
aveva nutrito dubbi angosciosi sull'opportunit di quel matrimonio. Whipple era ritornato dalla guerra profondamente cambiato, rivelando la tendenza a comportarsi in modo piuttosto stravagante. Una volta, a un ballo studentesco di Vassar, era comparso vestito correttamente in frac, ma con un panciotto multicolore di seta cinese ricamato a draghi vermigli. Naturalmente aveva prodotto un'enorme sensazione, ma anche una certa perplessit, poich tra l'altro aveva dichiarato alla moglie di un professore: A Thorstein Veblen questo panciotto sarebbe piaciuto molto. Al balbettio stupito della signora se n'era uscito in una perfetta imitazione dell'agonia di un tubercolotico, soggiungendo: Se si deve morire di tisi bisogna farlo in modo drammatico, appariscente. Era stata un'interpretazione di un grottesco macabro eccellente, ma purtroppo la moglie del professore non l'aveva molto apprezzata.
Adesso Whip se n'era tornato a Honolulu vestito nel modo pi conformista, e il matrimonio tra i due giovani stava per celebrarsi. Poco prima delle nozze Noelani aveva chiesto al padre, non potendo chiederlo alla madre che si trovava in uno dei suoi abituali periodi di crisi depressive e non era pertanto in grado di connettere: Pap, ti sembra sia una buona cosa che noi si continui a sposarci tra parenti? Ci che vorrei sapere da te con la pi assoluta franchezza  questo: quali probabilit ho che i miei futuri figli assomiglino pi a te che alla mamma?.
Profondamente imbarazzato, poich proprio questo assillante timore gli aveva fatto sperare che sua figlia sposasse un outsider, Hoxworth evit una risposta diretta. Perch non chiediamo consiglio a zia Lucinda? Quando si tratta della famiglia interpelliamo sempre lei.
Quale famiglia?, domand Noelani.
Be'... la famiglia... tutti noi, aveva replicato Hoxworth, recandosi quindi con la figliuola dalla zia Lucinda. La trovarono attorniata come al solito da una mezza dozzina di signore suppergi della sua et, e poich tutte stavano bevendo gin puro, la conversazione non si poteva definire delle pi coerenti; per emanava da essa una grazia aristocratica, un piacevole abbandono.
Questa  la mia pronipote Noelani Hale: pronipote da parte di mia nonna, spieg Lucinda alle amiche.  la figlia di Malama Janders Hale, e sabato sposa quel simpatico Whipple Janders che  poi il pronipote di Clement e Jerusha Hewlett.
Il posto di Noelani nella sterminata genealogia del Forte fu cos subito stabilito. Le signore le sorrisero benevolmente; una di
esse osserv: Sa, Noelani, io conoscevo benissimo Jerusha, la bisnonna del suo fidanzato. Era una donna straordinaria: sapeva giocare a polo meglio di un uomo. Se Whipple ha ereditato il suo carattere sar un marito ideale, gliel'assicuro io.
Noelani  venuta a chiedermi di spiegarle con esattezza quali siano i suoi rapporti di consanguineit con Whip, riprese zia Lucinda. Ebbene, vorrei chiarire subito che, secondo me,  molto meglio sposarsi tra noi, tra gente di cui conosciamo a fondo tutte le ascendenze e le discendenze, piuttosto che in una famiglia del continente, delle cui origini invece non possiamo sapere assolutamente nulla.
Tutte le signore annuirono, mentre una cameriera giapponese in grembiulino inamidato passava a riempire i bicchieri.
L'unico neo di questo matrimonio, seguit zia Lucinda,  che tutti e due, sia Noelani, sia Whip, a questo punto abbass pudicamente gli occhi e la voce, hanno nelle vene qualche goccia di sangue hawaiano. Risalendo per il ramo paterno troviamo che la sua trisnonna era Malama Hoxworth, figlia del capitano Rafer, il quale, pur non essendo un missionario, fu un gentiluomo di gran razza, un vero signore. Purtroppo per Rafer aveva sposato Noelani Kanakoa, l'ultima alii nui, ma ritengo sia giusto dire che la Malama di cui parliamo, quella che spos il grande Micah Hale, cio... be', ad ogni modo.... Senza concludere lasci cadere l'argomento con un vago cenno della mano. Tra gli aspetti pi divertenti di una visita a zia Lucinda v'era questo: che la vecchietta tirava sempre fuori una tale filza di nomi che, in fondo, non si era costretti ad ascoltarla veramente, specie quando, non riuscendo pi a raccapezzarsi fra tutti quei rami familiari principali e collaterali che si confondevano e s'intrecciavano tra loro, si fermava e ricominciava da capo. Ora riprese, senza che nessuno dei presenti potesse spiegarsi come mai fosse giunta a quella conclusione: Ad ogni modo una cosa  certa: che le Hawai non videro mai un gentiluomo pi aristocratico e raffinato del capitano Rafer Hoxworth.
La cameriera giapponese ricomparve a riempire un'altra volta i bicchieri. Zia Lucinda si riscosse: Dov'ero rimasta? Ah, gi! Dunque, dallo sfortunato matrimonio di Micah con quella meticcia di Malama... Sapete, mi sono chiesta molte volte dove avr trovato Micah il coraggio di presentarsi tanto spesso in pubblico con una moglie di colore... Be', ad ogni modo resta il fatto che la nostra piccola Noelani ha s un po' di sangue hawaiano, purtroppo, ma questa macchia  stata abbondantemente lavata, secondo me, dall'apporto degli Hale e dei Whipple; solo che la
Whipple sposata dal suo bisnonno non proveniva da quello che
io chiamo il ramo incontaminato dei Whipple, al quale sono fiera di appartenere, bens da quello che si ramific negli Hewlett, i quali, come sapete, erano a loro volta dei mezzosangue; tranne il primogenito, che spos Lucy Hale dalla quale pure discendo.
Le nebbie provenienti dal Pali incominciarono lentamente a empire la valle di Nuuanu e il chioccolio d'una lontana cascatella echeggi sommesso a far da sottofondo al monologo di zia Lucinda. La maggior parte di ci ch'ella diceva non aveva alcun significato per le sue ospiti, ma poich discendevano tutte da quei primi pionieri che tanto avevano fatto per costruire le Hawai, ognuna teneva gelosamente chiuso entro di s il culto di questo o quel particolare progenitore o progenitrice dal quale s'illudeva di avere ereditato il carattere, e ogniqualvolta zia Lucinda ne menzionava uno, l'interessata, nonostante il gin, si sentiva di colpo snebbiare
il cervello e annuiva energicamente.
Nel corso degli anni Lucinda si era accorta che tre nomi soprattutto suscitavano una venerazione tutta speciale; e questi prediletti erano Jerusha Bromley Hale, la grande madre missionaria; Rafer Hoxworth, l'aristocratico, raffinato capitano di mare; il dottor John Whipple, l'intelletto superiore. Zia Lucinda non si lasciava mai sfuggire l'occasione per far rilevare con modestia come ella discendesse in linea diretta da ben due di quei tre eletti, e, tutto sommato, era felice di non aver alcun rapporto di parentela col capitano Hoxworth, la cui progenie era stata per met hawaiana.
Naturalmente io non ho nulla contro gli hawaiani, assicurava alle sue amiche; tuttavia mi irrita tutto quel parlare che si fa della cosiddetta regalit hawaiana. Ogni momento mi vedo capitare in biblioteca una malihini che mi domanda: "Avete quel libro che parla di Kelly Kanakoa?. Devo farmi forza per non rispondere: "Quando parlate toglietevi di bocca la gomma da masticare!. Bisogna vedere poi le smorfie che fanno quando hanno finalmente tra le mani il libro in questione; immancabilmente commentano: "Accidenti, suo nonno era proprio un re!. Come se avere un re in famiglia fosse chiss quale onore! Io ho sempre trovato che uno degli aspetti pi ridicoli della vita hawaiana era questa mania di mandare a memoria nomi e nomi di re; tutti immaginari, poi! Ricorderete certamente anche voi che cosa scrisse il mio bisnonno Abner Hale di questo culto degli antenati: Sono convinto che esso intralci pi di ogni altro pregiudizio il progresso di queste isole, perch questi poveri sciocchi s'interessano talmente al loro passato che non hanno pi il tempo per pensare all'eternit.
Quello che mi fa perdere il lume della ragione, poi,  quando un hawaiano, indicando un povero relitto di umanit, osserva in tono accusatore: Se non ci si fossero messi i missionari, quell'uomo oggi sarebbe il nostro re, quasi che noi avessimo impedito lo sviluppo di chiss quale civilt! Sapete chi sarebbe oggi re delle Hawai se i missionari non avessero messo la parola fine a simili sciocchezze? Quella specie di bagnino di Kelly Kanakoa! Lo avete mai inteso parlare? Il suo vocabolario  ristretto a circa novanta parole, met delle quali si riducono a "blalah!.
Hoxworth toss discretamente nella speranza di rimettere la zia in carreggiata. Lucinda infatti si riprese subito: Ah, gi, stavamo parlando di Whipple Janders. Sapete, ha frequentato
Punahu e Yale, e in guerra si  distinto con onore.  un bel ragazzo, anche se meno in carne di suo padre, il che  comprensibile, perch Whipple ha preso dal lato Hewlett della famiglia, e gli Hewlett sono sempre stati tipi un po' mingherlini: non ti offendere, sai, Abigail, ma dal momento che Abraham aveva sposato una hawaiana... Veramente la spos dopo la morte di Urania; questo per non c'entra... Credo che ci che v'interessa realmente di sapere sono i rapporti di parentela tra il futuro sposo Whipple e gli Hale. Se ci rifacciamo a Micah, il quale aveva sposato la mezzosangue Malama Hoxworth, ricorderete sicuramente che da quel matrimonio nacquero due figli, Ezra e Maiy, il primo dei quali naturalmente era il tuo bisnonno, Noelani, e sin qui ci siamo. La cameriera ritorn con un vassoio di fettine di noci di cocco tostate alla perfezione. Kimiko, gi che ci sei, riempi pure i bicchieri, le ramment zia Lucinda.
Il discorso non torn pi su Mary Hale, ma il gruppetto intu che questa Mary doveva essere imparentata in qualche modo con Whipple Janders. Zia Lucinda disse per un'altra cosa, che era forse di assai maggiore importanza: Perci vedete bene che Whipple proviene da uno dei migliori ceppi delle isole. Per tre generazioni consecutive i Whipple hanno sposato delle Janders, il che spiega in parte, penso, come siano riusciti a conservare intatte le loro fortune familiari.
Volgendosi direttamente a Noelani prosegu: Non credo che avresti potuto fare una scelta migliore; ne sono felicissima per te. Tutte le volte che ho davanti quella tua splendida faccia mi par di rivedere il tuo grande trisavolo Micah Hale, il salvatore di queste isole. Hai la sua stessa fronte spaziosa, il suo coraggio, la sua forza di carattere. Per la tua bellezza ti viene dai Whipple. Non  strano, domand al gruppetto che l'ascoltava in un silenzio religioso, come il seme di un solo uomo bellissimo abbia
sparso in queste isole tanta bellezza? So che  di moda ridere delle vecchie zitelle, e sono sicura che mi giudicherete molto vanitosa se vi dico che da giovane ero anch'io una tipica bellezza Whipple. Kimiko, vammi a prendere quel ritratto che c' nella mia stanza!. La cameriera si allontan in silenzio, ricomparendo poco dopo con un grande ritratto, uno degli ultimi capolavori di Sargent, che rivelava una splendida creatura biancovestita, avvolta in pizzi e trine. Ecco che cosa intendo io quando parlo della carnagione Whipple, prosegu Lucinda. Ce l'hai anche tu, Noelani, ed  per me una grande consolazione pensare che il matrimonio ti riunir al ramo maschile della famiglia Whipple. Chiss che bei bambini avrai!.
Quando la cameriera si fu allontanata col pesante quadro, la vecchia signorina confid: Sargent mi fece quel ritratto
quand'ero fidanzata con un inglese; ma pap voleva che io mi sposassi con una persona... come dire... pi di casa; cos, come sapete, mi fidanzai con mio cugino Horace Whipple. Sennonch.... Esit, poi rendendosi conto che, tanto, tutti i presenti, fuorch forse Noelani, erano al corrente dei fatti, concluse: La vigilia delle nozze Horace si uccise con un colpo di pistola. Sulle prime si dubit che si fosse reso colpevole di ammanchi nei confronti della J & W, ma naturalmente la cosa fu subito messa in chiaro perch in famiglia non c' mai stato un solo caso di furto.
Quale famiglia?, domand Noelani.
Be', la famiglia! Noi!, rispose zia Lucinda, e quando suo nipote Hoxworth si fu accomiatato assieme alla sua incantevole figliuola, dopo aver ordinato a Kimiko di riempire nuovamente i bicchieri osserv:  raro incontrare una bella creatura come quella. Sapete, a Wellesley era l'ammirazione dei professori e delle compagne, e secondo me siamo fortunati che sia tornata a casa a sposarsi con un giovane adatto a lei, poich, dopo tutto, viene da una famiglia ottima!.
Tra le caratteristiche delle Hawai una delle pi spiccate era questa: che tutti vantassero antenati illustri. Nel 1949 non c'era un solo hawaiano che non discendesse da almeno un paio di re. Gli Hale avevano costruito il mito che il vecchio bisbetico Abner, oriundo di una delle pi miserabili fattorie della Nuova Inghilterra, fosse in realt il discendente di nobili cavalieri anglosassoni.
I Ki si guardavano bene dal rivelare che il loro progenitore era stato un oscuro giocatore d'azzardo e ruffiano di bordelli, e che quella che tutti credevano sua moglie era in realt una concubina da lui incontrata in un postribolo di Macao; nell'immaginazione dei suoi discendenti Ki Mun Ki era diventato un dotto, una specie di seguace di Confucio. Persino Yoriko Sakagawa si compiaceva di ripetere sovente ai propri figli: Ricordate che per parte di vostra madre voi discendete da una stirpe di samurai.
Di tutte queste innocue invenzioni la sola che rispondesse a verit era l'ultima. Effettivamente, nell'anno 1703 il grande signore di Hiroscima aveva avuto tra i propri servi un povero imbecille il cui compito principale era consistito nell'avvertire, battendo per terra un bastone piumato, tutte le volte che il suo signore andava alla toletta, per impedire che i ciambellani ignari del fatto lo disturbassero in quella delicata operazione. Teoricamente questo lacch era un samurai, ma era stato talmente stupido che non aveva saputo sbrigare con competenza neppure quel semplicissimo incarico, cosicch dopo un certo tempo era stato licenziato e rimandato al villaggio natio, dove aveva sposato una compaesana diventando in tal modo l'antenato di Yoriko Sakagawa. Ora se anche Yoriko, come tutti alle Hawai, si vantava di un lignaggio illustre, in fondo non ne derivava danno a nessuno.
Le nozze Hale-Janders furono celebrate con gran pompa nell'antica chiesa missionaria, letteralmente tappezzata di fiori, col reverendo Timothy Hewlett quale officiante. Ma, come ho gi detto prima, solo apparentemente poteva sembrare che Goro Sakagawa avesse pi guai domestici del suo avversario Hoxworth Hale. Infatti Noelani e Whipple erano sposati da appena quattro mesi quando quest'ultimo annunci un bel giorno alla moglie, fresco come una rosa: Sai, Noelani, mi sono accorto che non sono innamorato di te.
Cosa?, esclam la povera ragazza con un tremendo tuffo al cuore.
Ho intenzione di andarmi a stabilire a San Francisco, seguit Whipple pi olimpico che mai.
C' un'altra donna nella tua vita?, domand Noelani senza vergognarsi delle lacrime che le erano salite agli occhi.
No. La verit  che le donne non mi piacciono.
Whip!.
Oh, tu non ne hai nessuna colpa. Vedi, il fatto  che Eddie Shane e io abbiamo deciso di far vita comune. Sai, Shane  quel tale che era con me in aviazione.
Oh, mio Dio, Whip! Spero che non avrai parlato con nessuno di questo tuo progetto?.
Senti, Noe, ti prego: non fame un caso federale. Il matrimonio non fa per me, ecco tutto.
Per sei disposto a... sposare Eddie Shane!  cos?.
Diciamo pure che  cos.
Whip lasci le Hawai, e nelle isole trapel la notizia che assieme a un certo Eddie Shane avesse preso in affitto un vasto appartamento a San Francisco, nella zona di North Beach, dove Eddie fabbricava ceramiche che venivano spesso riprodotte a colori nella rivista Life.
Zia Lucinda si compiaceva di dare la propria spiegazione personale di quanto era accaduto. Bisogna risalire a Mary, la figlia di Micah Hale. Questa Mary, per via di sua madre Malama Hoxworth, che era poi la figlia di Noelani Kanakoa, l'ultima alii nui, aveva un ottavo di sangue hawaiano, il che  gi un fattore piuttosto negativo. Ma, come sapete, Mary Hale aveva sposato uno Janders. Ora, si sarebbe potuto sperare che quel forte ceppo avesse riportato l'equilibrio, bilanciando cos la debolezza delle sue origini hawaiane. Disgraziatamente si spos con uno Janders che discendeva da una Hewlett, e non  un mistero per nessuno che quegli Hewlett erano hawaiani. In tal modo il povero Whipple, scappando con quell'aviatore, ha fatto la sola cosa che ci si poteva aspettare da lui, avendo ereditato sangue hawaiano da tutti e due i rami della sua famiglia.
Ma Hoxworth Hale, nel vedere la devastazione prodotta nell'animo della figlia da quel tragico matrimonio, seguitava a ripetersi: Se non trover un modo per venirle in aiuto, tra poco ai piani superiori vi sar un'altra donna. Per quanto per almanaccasse non sapeva quale aiuto avrebbe potuto offrirle.


Capitolo 8.

Nel 1951 Nyuk Tsin organizz l'ultimo suo grande colpo a beneficio dello hui Ki. Per molti aspetti fu anche il suo
capolavoro, poich si trattava di un piano architettato con intelligenza non comune e portato a compimento con estremo coraggio. Aveva ormai centoquattro anni, e seduta nell'antichissima casa di Nuuanu si stava facendo leggere il giornale dal nipote Harvey, quando lo interruppe bruscamente per chiedere con la sua voce chioccia di ultracentenaria: Come come? Non ho ben capito.
Poich Harvey leggeva in inglese e traduceva in hakka, non era neppure lui sicurissimo di aver compreso quanto stava leggendo, trattandosi altres di un concetto assai complicato. Ripet dunque traducendo frase per frase: Oggi, negli affari americani,  possibile riscontrare questo controsenso: che una societ in
perdita vale di pi di quanto valeva alcuni anni fa quand'era in attivo.
L'antica matriarca costrinse il nipote a rileggerle per ben tre volte quell'insolita asserzione, e quando finalmente ebbe compreso dichiar con la sua vocetta stridula: Questo  esattamente il trucco che inventano per proprio vantaggio gli haole furbi, e che noi stupidi cinesi afferriamo soltanto quando  troppo tardi. Si affrett quindi a convocare il pronipote Eddie, un figlio di Hong Kong da lei fatto studiare a proprie spese alla facolt di diritto di Harvard, e gli ordin: Voglio una relazione completa e particolareggiata su questo argomento.
A quel tempo poco si sapeva alle Hawai relativamente alle associazioni di ditte in perdita con ditte in attivo, tuttavia Eddie Ki si dedic anima e corpo a raccogliere sentenze e pareri emessi dai tribunali fiscali del continente, e in capo a due mesi era divenuto un esperto in materia. Armato di numerose relazioni sulla situazione fiscale, che si era fatto spedire per via aerea da New York, si ripresent alla sua bisnonna, che trov occupatissima a togliere alcune filacce da un vecchio scialle.
Dunque, che cosa mi sai dire?, gli domand la vegliarda.
Eddie incominci col suo tono pi professionale: Sostanzialmente si tratta di una legge antica e ottima.
A me non interessa se sia buona o cattiva, lo interruppe Nyuk Tsin. M'interessa soltanto di sapere come funziona.
Prendiamo ad esempio la fabbrica di birra di Janders. Sono anni che  in passivo. Supponiamo adesso che l'anno prossimo incominci a guadagnare: ebbene, non dovr pagare alcuna tassa, perch le perdite degli anni precedenti andranno a bilanciare i guadagni dell'anno successivo.
Mi sembra una cosa sensata, annu Nyuk Tsin.
Ma c' dell'altro, seguit Eddie sullo stesso tono dottorale, come se si rivolgesse a un'aula di studenti di diritto. Qualora
lo hui Ki dovesse acquistarla, noi potremmo aggiungere al suo attivo tutte le nostre vecchie piantagioni di ananasso. Se poi la fabbrica di birra dovesse vendere questi terreni, i guadagni sarebbero controbilanciati dalle perdite subite precedentemente dalla fabbrica stessa. Capisci che cosa significa questo, zietta di Wu Ciow?.
Nyuk Tsin non rispose. Pareva, cos avvolta in una spera di sole, nel tardo pomeriggio, una figurina ricamata su un arazzo di seta cinese. Sorrideva, e chi non l'avesse conosciuta a fondo avrebbe potuto pensare: "Sta sognando di un antico amore; ma si sarebbe ingannato di grosso: sognava la fabbrica di birra
Janders, e infatti poco dopo esclam:  stupendo! Possiamo sfruttare le perdite dei Janders per bilanciare i guadagni dei Ki!.
Zietta di Wu Ciow, proruppe Eddie entusiasta, hai capito perfettamente quello che ti dicevo!.
Temo per che tu non abbia capito quello che ti ho detto
io, rispose Nyuk Tsin.
Come sarebbe?, domand Eddie sbalordito.
Supponiamo di acquistare noi la fabbrica di birra Janders e di nascondervi dentro le nostre piantagioni di ananasso..., incominci.
 appunto questo che ti stavo spiegando, la interruppe con dolcezza il nipote. Era la prima volta che scopriva nella zietta di Wu Ciow una diminuzione del suo ben noto acume.
Lasciami finire, riprese in tono imperioso Nyuk Tsin. Io volevo dire questo: che quando saremo riusciti nella prima parte del nostro intento metteremo alla direzione della fabbrica un membro della nostra famiglia, che amministrandola saggiamente trasformer in un guadagno quella che era stata una perdita.
Fu ora la volta di Eddie di sorridere seraficamente. Zietta di Wu Ciow, se tu riuscissi a far questo diventeremmo ricchi sfondati!.
 ci che intendo fare, appunto, ribatt l'ultracentenaria. Si direbbe che questa legge sia stata inventata espressamente per
lo hui Ki, ed  pertanto nostro preciso dovere sfruttarla con sagacia.
Convoc Hong Kong e dopo aver discusso della cosa anche con lui gli ordin: Procurami un elenco di tutte le ditte di Honolulu in passivo e scrivi vicino a ciascuna il nome di un membro del nostro hui capace di trasformare questo passivo in attivo.
Dove troveremo il denaro per rilevare le societ in dissesto?, obiett Hong Kong.
Non sar necessario rilevarle in contanti; per bisogner versare qualche acconto. Perci per prima cosa doviemo vendere parte dei nostri beni immobili e pagare le tasse sui nostri guadagni, ma se il piano funzioner, alla fine questo denaro speso in tasse
lo ritroveremo moltiplicato.
Sei proprio decisa a lanciarti in un'avventura tanto rischiosa, sbarazzandoti di aziende floride per acquistarne di dissestate?.
Nyuk Tsin stette un po' a riflettere, quindi domand rivolgendosi a Eddie: C' qualcuno qui a Honolulu che ha capito il meccanismo di questa legge?.
Ritengo che la conoscano; tuttavia, che io sappia, nessuno finora se ne  avvantaggiato.
Immediatamente Nyuk Tsin prese la propria decisione: E allora si parte. Tra sei mesi tutti avranno scoperto il nostro gioco, ma allora non sar rimasto pi nulla da comperare. Mentre Hong Kong e suo figlio si accomiatavano, Nyuk Tsin dando un'ultima occhiata al pronipote riflett: "Chiss quanto mi  costata la sua educazione a Harvard? Ad ogni modo anche se avessi dovuto spendere giade e rubini ne valeva la pena.
Il giorno seguente Hong Kong ritorn nella vecchia casa di Nuuanu con una relazione particolareggiatissima. Disponendo sul tavolo carte e documenti che Nyuk Tsin non era in grado di leggere le indic tutte le aziende che erano venute a trovarsi in grosse difficolt: la fabbrica di birra, una societ di tass, una catena di forni, vari stabili da uffici, diversi negozi. Fu a questo punto che il genio finanziario di Nyuk Tsin si manifest in tutta la sua forza, poich a ogni voce che le veniva enunciata si limitava a domandare: Questo esercizio di quanto terreno dispone in diritto perpetuo?. E se Hong Kong le rispondeva che la tale o tale azienda non possedeva terreno proprio sbuffava: Cancella. La terra  sempre migliore di perdite arretrate. In tal modo l'elenco finale che ne risult conteneva soltanto aziende con forti passivi ma con appezzamenti di terreno enormi.
Quando per Hong Kong le ebbe sottoposto il secondo elenco, quello dei beni Ki che dovevano essere liquidati per coprire i nuovi acquisti, si accorse con disappunto che mancava la voce pi importante di tutte e se ne chiese la ragione. Incominci in tono querulo e con un filo di voce: Hai fatto una scelta piuttosto buona, Hong Kong.
Suo nipote sorrise compiaciuto.
Per, se ho udito bene, soggiunse subito Nyuk Tsin su un registro pi basso, in quell'elenco non si fa cenno di vendere la terra sulla quale ci troviamo seduti in questo momento.
Hong Kong guard con imbarazzo il figlio Eddie che lo aveva accompagnato, ma poich nessuno dei due parlava, Nyuk Tsin prosegu:
Certo: se abbiamo bisogno di denaro per le nuove imprese il primo terreno che dobbiamo vendere  questo vecchio appezzamento di taro e tutto quello che ci sta sopra. Non ci avevate pensato, voi?.
S, ci avevamo pensato, zietta di Wu Ciow; replic con calore Hong Kong. Ma abbiamo ritenuto che questo terreno ti fosse troppo caro. Non lo venderemo mai, finch tu sarai viva.
Ti ringrazio, Hong Kong, ribatt la centenaria chinando graziosamente la piccola testa grigia; a ma il motivo che mi spinge a vendere vecchie attivit per assumerne di nuove non  soltanto quello di far soldi, bens anche il desiderio di affrontare molte operazioni nuove. Dovremo lavorare per forza, e in tal modo non avremo il tempo di ingrassarci e d'impigrirci. Incroci le mani sul grembo e soggiunse con un sorriso astuto: Non hai notato, Hong Kong, che chi si ostina a star aggrappato ai vecchi sistemi finisce col perdere tutto?.
Ma tu ci hai sempre predicato: "Tenetevi stretti alla terra!, protest Hong Kong.
S, certo!, convenne Nyuk Tsin. Per non sempre alla stessa terra. Terra e idee devono continuamente rinnovarsi.
Nella stanza era entrato un concetto nuovo, rivoluzionario, ultramoderno. Per un attimo Hong Kong e suo figlio tacquero ammirati e sgomenti dalla visione evocata dalla loro centenaria capostipite di un'immensa famiglia in perenne divenire,
perennemente sospinta da una febbrile, instancabile attivit.
Il silenzio fu rotto infine da Nyuk Tsin: Perci dobbiamo vendere anche questo caro vecchio terreno, Hong Kong, e quando incominceremo a liquidare dovr essere il primo ad andarsene.
Venderemo il terreno, ma terremo la casa, ribatt Hong Kong con voce commossa, perch non ti saprei immaginare in un'altra.
Grazie, caro nipote, mormor Nyuk Tsin, soggiungendo quindi col tono vivace della donna d'affari: Dunque, dobbiamo incominciare oggi stesso a insegnare a Bill come si dirige una fabbrica di birra. Sam dovr imparare a far quattrini con le panetterie, e in quanto a Tom deve subito mettersi a studiare gli ultimi progetti architettonici per la trasformazione dei vecchi edifici. Seguit suggerendo tutti i modi possibili e immaginabili grazie ai quali le varie aziende in perdita che lo hui si accingeva ad acquistare si sarebbero potute trasformare in altrettante fonti di denaro, quindi ammon: Hong Kong, bada di acquistare soltanto i terreni migliori. Tu, Eddie, vedi di elaborare un'organizzazione economico-finanziaria delle nostre attivit che non faccia una grinza. Sapete che devo dipendere per forza da voi due, perci mi raccomando: tenete sempre gli occhi bene aperti.
Mentre la riunione stava per concludersi dichiar:  una cosa meravigliosa vedere una famiglia lanciarsi in progetti nuovi e audaci. In avvenire sarete orgogliosi di questo giorno; per ricorda, Hong Kong: compera in gran segreto e tutto in una volta, e mentre comperi fingi di esser costretto a pagare un po' di pi di quello a cui il venditore ha il diritto di sperare, affinch quando il nostro piano sar scoperto nessuno possa dire di essere stato imbrogliato. Tacque, ma quasi subito soggiunse: Per non pagate "troppo di pi.
Tre settimane dopo, a una riunione del Forte, Hewlett Janders scoppi in un'allegra risata e osserv: Se durante le nostre sedute non seguissimo l'antica regola missionaria della temperanza, oggi offrirei da bere a tutti.
Perch? Hai buone notizie?, gli domand John Whipple Hoxworth.
Non buone: ottime! Sono finalmente riuscito a disfarmi di quella maledetta fabbrica di birra. Oh, mi pare di essermi tolto dal collo una macina. La mia santa mamma me lo avr detto almeno cento volte: "Uno Hale non deve mettersi a distillare bevande alcooliche; non pu che andargli male. Come aveva ragione!.
Te l'hanno pagata bene?, domand Hoxworth Hale.
Ho preso trentacinquemila dollari di pi di quello che avrei mai sperato. E come se non bastasse, ho potuto finalmente vendicarmi di quel porco di Hong Kong Ki.
Hai detto Hong Kong?, domand di nuovo Hoxworth.
S. Questa volta ci  cascato, poich neppure il diavolo in persona riuscir mai a far quattrini con quella dannata fabbrica.
Curioso!, mormor Hale. Anch'io ho appena venduto a Hong Kong il vecchio isolato Bromley che da anni mi faceva perdere un sacco di quattrini.
A questo punto sopraggiunse uno Hewlett, felice come una pasqua perch era riuscito a liberarsi della societ di tass. Chi te l'ha comperata? Hong Kong Ki, per caso?, gli domand un coro di voci.
S, e a un ottimo prezzo, anche, rispose Hewlett.
Un pesante silenzio cadde sulla sala consiliare mentre Hale guardava Janders e questi guardava Hewlett.
Possibile che ci abbia messi un'altra volta nel sacco?, domand infine Hoxworth.
A questo punto John Whipple Hoxworth, il quale raramente perdeva la calma, confess con una faccia da funerale: Se volete sapere tutta la verit, deve aver fregato anche me, poich anch'io gli ho appena venduto quella catena di panetterie che avevamo avviata prima della guerra e che non ci ha mai reso nulla.
Ma che cosa star combinando quel dannato di un cinese?, sbott Hewlett Janders.
Lo avr fatto per acquistare terreni. Compera stabili per impossessarsi delle aree che li portano.
Non  possibile, osserv un altro Hewlett. Ha venduto in questi giorni il primo vecchissimo appezzamento di taro dei Ki. Per un milione e cinque.
Ma insomma!, sbuff Janders. Compera, vende... Si pu sapere che cosa vuol combinare, quel figlio d'un cane?.
Gli uomini del Forte si guardarono tra loro esasperati, non tanto perch ce l'avessero con Hong Kong, quanto perch sospettavano che il cinese stesse architettando un grosso colpo, ed erano furibondi di non averlo ideato prima di lui.
Si trattava effettivamente di una mossa abile; abilissima, anzi; e chiunque fosse ricorso al consiglio di un avvocato intelligente come Eddie Ki avrebbe potuto comperare ditte in perdita e vendere ditte in attivo traendo dall'operazione un discreto guadagno. Ma l'operazione sarebbe riuscita soltanto a met se Bill Ki, pungolato dal padre Hong Kong e dal fratello Eddie, non fosse stato messo sotto il torchio per imparare a tempo di primato come si deve distillare della birra bevibile.
Non era per cos facile, e le prime partite, propagandate da un variopinto annuncio pubblicitario che recava lo slogan: Chi beve la birra Ki? Chi vuol campar cent'anni! si rivelarono una mistura schifosa che la popolazione locale si affrett a battezzare "arsenico cinese. Ben presto per, con l'aiuto di uno svizzero tedesco che lo hui aveva fatto arrivare in fretta e furia da St. Louis, l'intruglio cess di essere tale e incominci ad acquistare un gusto pi che discreto, e poich si vendeva a venti cents di meno del barattolo delle altre marche, i lavoratori finirono col trovarlo gradevole. In tal modo, lasciando da parte il milione e ottocentomila dollari (ch tanto valeva il terreno sul quale sorgeva la vecchia fabbrica di birra Janders), lo hui Ki trasse fortissimi guadagni solo da quel primo tentativo.
Nondimeno la vera miniera d'oro, con grande stupore di tutti, si rivelarono le panetterie. L'affare era gi di per se stesso favorevole considerando il terreno che ogni negozio si portava appresso, ma Sam Ki, alla rispettabile et di sessantaquattro anni, si rivel un vero campione nel vendere panini e focacce, traendo lauti profitti da ognuno dei numerosi negozi della catena affidata alle sue cure.
Naturalmente non tutte le operazioni si rivelarono altrettanto fortunate. La societ di tass, per esempio, resistette ad ogni tentativo di miglioramento finch Hong Kong dovette confessare a sua nonna:
 un vero disastro! Non vale niente!.
Cedila, gli consigli Nyuk Tsin.
Mi secca arrendermi cos presto, ribatt Hong Kong. Deve pure esservi un modo per far quattrini anche coi tass.
Forse ci riuscir qualcun altro, sugger Nyuk Tsin. Del resto, i tass non mi sono mai piaciuti: tutte le volte che esco ho l'impressione che puntino direttamente su di me. A proposito, ho visto quel che sta facendo Tom intorno al vecchio isolato Bromley; mi pare che venga molto bene. Se avessimo barattato alla pari cedendo l'appezzamento di taro in cambio di quell'isolato saremmo sempre in vantaggio. Mi piace veder la famiglia lavorare.
Mentre l'anno, il centoquattresimo della sua vita, si concludeva, quella sera, come tutte le sere immancabilmente da anni e anni, si spogli alla luce vacillante d'una lampada a olio sino a restare completamente nuda, fragile mucchietto d'ossa, e tenendo la lampada cautamente sospesa si studi da capo a piedi. No, non c'era nemmeno una macchia sospetta, n sulle mani n sul dorso n sulle gambe, neppure su quei suoi grandi piedi sgraziati. Rassicuratasi cos per almeno un'altra notte, s'infl la camiciona di flanella, spense la lampada e si addorment di schianto.
Il colpo architettato da Nyuk Tsin ebbe un risultato imprevisto. Il Forte, dopo essersi reso finalmente conto della portata rivoluzionaria degli armeggi di Hong Kong Ki, concluse per bocca del suo massimo esponente Hoxworth Hale: Un uomo come quello dovrebbe sedere in mezzo a noi.
Dopo una seduta della Whipple Oil Imports Incorporated, Hoxworth domand al suo nuovo consigliere in tono scherzoso: Hong Kong, adesso che la faccenda della Gregory's si  chiusa senza troppo danno per nessuno,  contento di esser riuscito a contrabbandare nell'arcipelago quell'azienda?.
Che intende dire?, gli domand a sua volta Hong Kong.
Be', riprese Hoxworth sempre sorridendo amabilmente, poich quel cinese dal finissimo intuito degli affari gli piaceva sempre di pi, la Gregory's  qui da quasi cinque anni, ormai. Ha portato fuori dal territorio capitali enormi, ma che cos'ha fatto per le isole?.
In che senso?.
Mah... musei, scuole, biblioteche, laboratori scientifici.
Dopo avere riflettuto alquanto, Hong Kong rispose apparentemente seriissimo: Tutti gli anni l'amministratore delegato della Gregory's si fa pubblicare dai giornali fotografie in cui appare in atto di offrire per il fondo di beneficenza pubblica un assegno di trecento dollari. Hale guard stupefatto il nuovo amico, ma si accorse che Hong Kong rideva. Effettivamente non si pu dire
che egli faccia molto per le Hawai, concluse infine il cinese.
E pi passeranno gli anni, meno far. Ci sono molti Ki in queste isole, vero, Hong Kong? Saprebbe dirmi quanti, esattamente?.
Be', abbiamo calcolato a un dipresso che la nostra nonnina ha pi di duecento trisnipoti, per non tutti abitano alle Hawai.
Ha mai pensato che ognuno di questi giovani sar, sia pure parzialmente, defraudato, se non sorgeranno musei e complessi sinfonici nuovi? Oppure, se preferisce, mettiamola in un altro modo: tutti i membri della sua famiglia che vanno a studiare nel continente non sono di anno in anno sempre pi avvantaggiati da ci che le antiche famiglie hanno fatto per le isole?.
Ha ragione!, convenne subito Hong Kong. Nessuno per si aspetta che la Gregory's vi imiti. Tuttavia a me sembra, Hoxworth, che noi stiamo entrando in un'ra nuova: nessuno pi ci comanda dall'alto in basso; paghiamo buoni stipendi; possiamo applicare tasse; l'economia ha assunto un ritmo infinitamente pi veloce; insomma, tutti stanno meglio. Anche lei.
Ha mai udito parlare di un museo finanziato dal fisco? Crede che questi giovani giapponesi che stanno venendo su cos in fretta metteranno da parte un solo centesimo per fondare un'universit o costruire un teatro? Crede che anche dodici Gregory's messe insieme formeranno mai una comunit degna di questo nome?.
Hoxworth, la cosa potr stupirla, ribatt Hong Kong, ma quando noi avremo qui una vera democrazia, i nostri giovani voteranno sicuramente perch si creino musei, universit, ospedali, e costringeranno i loro vecchi a pagare tasse salatissime per ottenere tutte queste cose. Le Hawai ridiventeranno veramente quel paradiso che tutti dicono fossero una volta.
Non ci posso credere, obiett Hoxworth. Una comunit vera non pu che essere l'opera di pochi eletti dotati di coraggio e di spirito di sacrificio. Non si crea col suffragio universale o se si lascia fare alle varie Gregory's di questa terra. Prima per di accommiatarsi da Hong Kong gli disse una cosa che soltanto due anni prima non avrebbe neppure pensato: A proposito, Hong Kong, qualora le capitasse di notare un giovane giapponese in gamba come lei me lo faccia sapere.
Perch? Che cos'ha in mente?, domand il cinese stupito.
Siamo cos contenti di lei che abbiamo pensato che non sarebbe una cattiva idea....
Certo, certo, convenne prontamente Hong Kong. Senta,
perch non fa questa proposta a Scigeo Sakagawa?  un elemento di prim'ordine.
Ma non si presenta come senatore per il partito democratico?.
S.
E come potrei mai accogliere un democratico nei nostri consigli di amministrazione?.
Non trover un solo giapponese in gamba che si presenti per il partito repubblicano, dichiar Hong Kong.
Lei che cos'?.
Quand'ero povero ero democratico. Adesso che ho molte responsabilit sono diventato repubblicano. Per i miei contributi alla campagna elettorale li do soltanto ai giovani intelligenti come Scigeo... e il caso vuole che i pi intelligenti siano tutti democratici.
Riprenderemo tale argomento dopo le elezioni, mormor Hoxworth e da quel giorno incominci a seguire i discorsi elettorali di Scigeo Sakagawa. Una sera per, mentre la battaglia politica diveniva sempre pi accanita, ud Scigeo affermare: In tutto il mondo i popoli, per ottenere una riforma fondiaria, hanno dovuto lottare. In Inghilterra la lotta  stata condotta attraverso il parlamento e tutto  andato liscio. In Francia si  dovuto ricorrere invece a una rivoluzione sanguinosa. In Giappone, dove ho lavorato alle dipendenze del generale MacArthur, ho visto distribuire i grandi feudi ai contadini, e mentre lavoravo seguitavo a pensare alle Hawai, perch sapevo ci che voi sapete: che le Hawai sono indietro di molte generazioni. Le nostre terre sono gelosamente conservate da poche grandi famiglie che ce le affittano a piccoli lotti come ritengono pi opportuno....
Ma quello  un comunista!, sbuff Hale chiudendo la radio, e da quel giorno nessuno parl pi d'invitare Scigeo Sagakawa a far parte del Forte.


Capitolo 9.

Dopo le elezioni presidenziali del 1952 il senatore Clyde Carter della 39esima circoscrizione del Texas si assunse il compito di saggiare (per la quattordicesima volta) la maturit politica delle Hawai per un'eventuale ammissione dell'arcipelago fra gli stati dell'Unione della repubblica stellata. Giunse a Honolulu verso la met di dicembre con un discreto bagaglio di pregiudizi:
odiava a morte chiunque non fosse di pelle bianca, sapeva per esperienza diretta che i soli veri padri della patria sono i ricchi, detestava i repubblicani.
Logicamente alle Hawai si trov piuttosto disorientato perch nell'arcipelago i ricchi erano tutti repubblicani e il sessanta per cento della popolazione era palesemente non caucasica. In capo a cinque minuti aveva gi deciso entro di s: Un posto come questo non potr mai assurgere alla dignit di stato.
Rimase perci assai colpito quando la delegazione venutagli incontro e composta di Hoxworth Hale, di Whipple Janders, nonch di Black Jim McLafferty, capo del partito democratico delle isole, si lanci in fioriti quanto energici discorsi per invocare il diritto dell'arcipelago a divenire stato. Il suo stupore crebbe ancora di pi quando ud Hoxworth Hale gridare nell'altoparlante: Noi costituiamo una comunit americana, abbiamo ideali americani, sistemi di vita e di educazione tipicamente americani. Senatore Carter, noi cittadini delle Hawai desideriamo che lei circoli in mezzo a noi come un fratello, fermando chi vuole, interrogando chi preferisce. Siamo qui per essere esaminati. Non abbiamo segreti. La folla applaud con entusiasmo.
Ma il discorso di Black Jim McLafferty non fu meno efficace; facendo rotolare le erre da vero irlandese dichiar: Oggi noi cittadini del pi bel gruppo di isole che Iddio abbia creato accogliamo con gioia un illustre senatore del grande stato del Texas. Oh, sappiamo, senatore Carter, che il nostro territorio, per quanto splendido, non  nulla in confronto allo sterminato impero del Texas. Mi viene in mente un episodio al quale mi capit di assistere in Inghilterra quando ero ufficiale d'aviazione. Un fedele figlio del Texas, forse sotto l'influenza di un bicchiere di troppo di whisky scozzese (un nettare in verit), si mise a un tratto a urlare nel bar dove mi trovavo: "Ma sapete che il Texas  talmente vasto che si pu salire su un treno a E1 Paso, viaggiare tutto il giorno e tutta notte e tutto il giorno dopo e la notte seguente e svegliarsi ancora nel Texas!. Al che un inglese che beveva con lui osserv: "So com', Jack. Anche noi in Inghilterra abbiamo treni cos씻.
Mentre la folla ridacchiava, il senatore s'inchin graziosamente e fece un amichevole cenno di saluto in direzione di Black Jim, il quale prosegu: Chiss quante volte, senatore, avr sentito dire che queste isole sono una roccaforte repubblicana, voce questa che probabilmente l'avr indotta a votare contro la nostra ammissione fra gli stati dell'Unione nelle ultime due sedute del parlamento; ci tengo perci a informarla subito che le nostre isole stanno per diventare democratiche. Anche se il mio buon amico Hoxworth Hale tenter l'impossibile per conservarle repubblicane, io dal canto mio far l'impossibile perch diventino democratiche; cos, quando vi deciderete finalmente ad ammetterci, lei potr vantarsi con i suoi elettori d'essere riuscito a far entrare le Hawai nell'Unione.
Carter era rimasto talmente colpito da questo discorso che espresse il desiderio di parlare a quattr'occhi con McLafferty. Immediatamente l'irlandese, non certo tipo da lasciarsi sfuggire le occasioni favorevoli, gli propose: Venga a fare un giro in citt con me. Potremo cos parlare in santa pace. Con grande disappunto della delegazione, la quale aveva un programma tutto diverso, il senatore si sistem comodamente accanto a Black Jim, mentre questi metteva in moto la sua Pontiac 1949. Non farti mai vedere in giro su un'automobile pi bella e pi nuova di quelle dei tuoi elettori, gli aveva insegnato suo padre, e Black Jim si era sempre attenuto a quella sana regola politica.
Mi dica: le isole ci tengono veramente a diventare stato?, domand Carter, felice di trovarsi a tu per tu con un uomo politico delle Hawai.
S, senatore. Glielo posso garantire.
Ma perch? In fondo, al Congresso le trattiamo molto bene.
Sono sicuro che Giorgio III dovette dire la stessa cosa a proposito delle colonie: Il parlamento le tratta bene. Perch vogliono l'autogoverno?. Cos noi abbiamo fatto la rivoluzione.
Quel brillante raffronto storico and completamente perduto per Carter il quale da ragazzo era vissuto sul confine messicano, perci la parola "rivoluzione non faceva vibrare in lui nessuna corda. Se avesse potuto scrivere a suo modo la storia americana, le Tredici Colonie avrebbero ottenuto l'indipendenza per merito di raffinati gentiluomini in parrucca incipriata, i quali si sarebbero limitati a fare discorsi compiti. Ma che cos'avreste come stato che non abbiate gi?, domand freddamente.
Di solito si risponde a questa domanda con osservazioni di vario genere, o criticando il sistema fiscale poich privo di un collegio di rappresentanti, oppure facendo notare che come stato potremmo eleggere noi il governatore che pi ci garba. Io per per questa domanda ho una sola risposta: se diventassimo stato nomineremmo noi i nostri giudici.
Ma questo non lo fate gi?, domand Carter, che come la maggior parte di quelli che visitavano le isole ignorava tutto sul conto delle medesime.
Neanche per sogno, ribatt con calore Black Jim. Sono
nominati da Washington, e anche quando abbiamo presidenti democratici, ci mandano sempre dei repubblicani, irriducibili conservatori.
Ma che danno vi fa, questo?, insistette Carter, che per un certo tempo era stato giudice anche lui.
Con il feudalesimo che vige qui..., incominci McLafferty, ma ancora una volta toccava un tasto sbagliato perch il Texas meridionale nel quale Carter aveva trascorso la sua felice giovinezza era pure feudale, e l'onesto senatore era convinto che una societ feudale fosse quanto di meglio si possa sperare in terra. Mentre McLafferty seguitava a parlare, il senatore riflett: "Perdiana, quando vigeva un feudalesimo illuminato non avevamo come adesso messicani ignoranti che osano dettar legge a gente tanto superiore a loro....
Cos riteniamo di capitale importanza, concluse McLafferty, il poter avere giudici che siano di queste isole, perch, data la particolare struttura della nostra societ, soltanto i giudici prendono le decisioni veramente importanti.
Be', io non ci vedo nulla di male!.
Senatore!, grid Black Jim mentre scansava per un pelo un autocarro. Ehi, tu, Manuelo!, url poi al filippino che lo guidava. La prossima volta sta' un po' pi attento, mi raccomando!. L'omino bruno gli grid a sua volta qualcosa, ridendo felice, perch quella sera avrebbe potuto vantarsi con gli amici di aver parlato con Black Jim McLafferty. Tutti i lavoratori delle piantagioni infatti conoscevano il bellicoso irlandese e lo consideravano il loro idolo.
Volevo dire, riprese McLafferty, che sino a quando i giudici del continente potranno fare e disfare le leggi fondiarie e quelle sui concentramenti economici, sar facile per i ricchi repubblicani locali influenzare l'andamento della giustizia. Be', influenzare non  proprio la parola esatta, perch in fondo i nostri giudici si sono sempre dimostrati persone abbastanza oneste, ma i ricchi sanno come circuirli e in genere le sentenze dei tribunali son sempre a loro favore. Pi McLafferty parlava meno Carter riteneva necessario che le Hawai dovessero mutare. Anche nel Texas la societ era congegnata in modo che i ricchi democratici potessero suggerire discretamente all'orecchio di giudici e legislatori come dovevano comportarsi. "Francamente non vedo proprio che cosa ci sia di male in tutto questo!, riflett Carter.
Perci McLafferty gli piacque sempre meno (in cuor suo lo boll definitivamente come uno di quei tanti radicali del Nord che si fanno passare per democratici per poter rimestare nel torbido) quando il grosso irlandese gli inferse il colpo pi duro della giornata. Black Jim aveva il proprio studio al piano terreno di uno stabile di Hotel Street, a un passo dal quartiere cinese, per essere pi facilmente a contatto dei lavoratori giapponesi e filippini, che si recavano spesso a trovarlo, e mentre McLafferty fermava l'automobile contro la cordonatura del marciapiede, Carter non seppe trattenersi dall'esclamare con un gemito di sgomento: Ma qui la gente  tutta di colore!.
Lo  perlomeno nella misura del cinquanta per cento, osserv McLafferty in tono noncurante. Parecchi sono tra i migliori cittadini che abbia mai conosciuto. Soltanto i cinesi, quasi tutti repubblicani, mi danno dei grattacapi. Per sto cercando di portare anche loro dalla nostra.
Ma ci si pu fidare di questi orientali?, domand Carter sinceramente spaventato.
Forse la cosa migliore sar che gliene presenti uno, rispose McLafferty ridendo. E tanto per incominciare le far conoscere il mio socio....
Ma Carter non ud neppure le ultime parole perch aveva notato la targa che spiccava sulla porta dello studio di McLafferty con la scritta: McLafferty & Sakagawa. Dunque il capo del partito democratico delle Hawai aveva come socio un giapponese! Quando poi Black Jim apr l'uscio con un calcio, com'era sua abitudine, il primo oggetto che colp il senatore fu un grande affisso elettorale incollato alla parete, dal quale comprese che quello stesso giapponese si sarebbe presentato candidato alle prossime elezioni. Infine, sotto l'affisso, vide il giapponese in persona, un giovanotto elegante, dai modi cortesi e dall'aspetto pacato. Scigeo Sakagawa gli tese la mano dicendo con un accento lievemente bostoniano: Senatore Carter, siamo molto orgogliosi di averla qui in mezzo a noi.
Segu un attimo di tremendo impaccio perch Scig era rimasto a mano tesa, ma il senatore, che si trovava per la prima volta a faccia a faccia con un giapponese, non ebbe letteralmente la forza fisica di stringergliela. Lasci ricadere la mascella come se gli fosse piombata in testa una torre di trivellazione e fiss quell'essere ignoto come se avesse davanti una bestia rara. Scig ritir la mano senza mutare l'espressione del suo bel volto. Quando per Carter, riavutosi dallo stupore, si decise finalmente a ricambiare il saluto porgendo timidamente la destra, Scig non mosse pi la sua. McLafferty che nulla e nessuno poteva mettere in imbarazzo osserv in tono espansivo: Scig sar il nostro primo senatore democratico. Vincer di sicuro!.
Glielo auguro di cuore, bofonchi Carter sempre pi confuso. Abbiamo bisogno di democratici. Non appena pot se la svign, ma quando fu in strada quell'andirivieni di orientali
lo spavent come poche volte gli era capitato in vita sua, finch con suo grande sollievo vide svoltare in Hotel Street le grandi automobili nere di Hoxworth Hale e di Hewlett Janders. Corse loro incontro come se avesse ritrovato dei fratelli.
Adesso andiamo, esclam nello stato d'animo di chi  scampato a un tremendo pericolo. Quando si ritrov sano e salvo accanto a Hale, nel sicuro rifugio della potente Cadillac, fece un gesto professionale di saluto a McLafferty gridandogli: Tanti auguri per la campagna.
Non appena le grosse auto si furono allontanate Black Jim scoppi in una risata omerica. Scig, grid ridendo a crepa- pelle, dammi la mano!. E mentre Scig gliela tendeva, egli si lanci in una imitazione buffissima del senatore americano amico del popolo che ha una paura matta di toccare un uomo del popolo. Scig, concluse infine, sul voto di quello l possiamo farci una croce. Se dovessimo contare effettivamente su di lui non diventeremmo mai uno stato. Ma non ti crucciare, figliuolo. Sai perch mi sono rimorchiato in ufficio quel figlio d'un cane? Mica per convincerlo, perch di ci che pensa quel fesso non me ne importa proprio niente! Guarda piuttosto la folla fuori!  tutta gongolante perch ha visto in Hotel Street, nel nostro ufficio, un senatore degli Stati Uniti. Adesso esci, va' sino alla buca delle lettere e imposta qualcosa.
Che cosa?, domand Scig.
Ma quel cavolo che vuoi. Piega un foglio di carta qualsiasi e caccialo nella cassetta come se per te le visite dei senatori fossero robetta di tutti i giorni. E intanto approfittane per discorrere cordialmente con tutti quelli che ti fermeranno per rivolgerti domande. Cos Scig usc in strada a imbucare una lettera inesistente acquistando agli occhi dei suoi elettori un prestigio sempre maggiore.
Frattanto si stava producendo uno dei consueti miracoli ricorrenti delle Hawai. Negli anni dell'amministrazione Roosevelt-Truman, e precisamente dal 1932 al 1952, migliaia di uomini politici e funzionari democratici di primo piano erano passati per le isole, ma ben di rado a costoro era capitato d'incontrare un democratico. All'aeroporto o al molo avevano sempre trovato ad accoglierli ora Hoxworth Hale, ora Hewlett Janders, ora John Whipple Hoxworth, i quali si erano affrettati a imbarcarli sulle loro mastodontiche automobili portandoli dritto filato alle grandi case del Forte, dove li avevano nutriti bene, alloggiati meglio e soprattutto imbeccati nel giusto modo. A volte, dopo che le cameriere giapponesi, in crestina e grembiule inamidato, si erano ritirate, l'incaricato di Roosevelt chiedeva in tono timoroso: Ma vi fidate a tenere in casa personale giapponese?. Al che il Forte rispondeva invariabilmente: Sono diciotto anni che Sumiko  al nostro servizio e non esiste una cameriera pi fidata di lei.
Durante il loro soggiorno nelle isole gli uomini di fiducia di Roosevelt s'incontravano con capi militari, con giudici e soprattutto con l'abilissimo Hoxworth Hale. Tutte queste persone creavano negli ospiti un'impressione di grande solidit: si capiva ch'erano cittadini seri, dalla vita familiare irreprensibile, bene intenzionati e soprattutto soddisfatti del presente stato di cose. Nelle pubbliche riunioni i due oratori ufficiali che si levavano sempre a parlare per invocare l'assunzione dell'arcipelago a dignit di stato erano invariabilmente Hoxworth Hale e John Whipple Hoxworth, e gli ospiti erano ogni volta profondamente colpiti dagli argomenti addotti da questi strenui difensori della causa delle Hawai; per nel segreto del Forte quegli stessi uomini, pur senza dire nulla, riuscivano a dar un'impressione che era esattamente l'opposto di ci cui avevano lasciato credere nei loro discorsi.
Hale, per esempio, trovava sempre il momento opportuno per osservare: Certo  innegabile che qui abbiamo i migliori giudici d'America.  un particolare molto importante, sapete?. Faceva una pausa significativa, quindi soggiungeva: Sarebbe veramente un disastro se occupassero il loro posto giuristi orientali inesperti della prassi giuridica e dei valori americani. Siamo convinti che se ci accadesse l'organizzazione sociale che abbiamo cos faticosamente creato crollerebbe di colpo.
Oh, non che gli orientali non siano in gamba, interloquiva di solito John Whipple Hoxworth. Sono abilissimi, ma ignorano la tradizione, la forma mentis americana.
Per nove piacevolissimi giorni il senatore Clyde Carter del Texas ricevette il consueto trattamento del Forte, ignorando che ogni ora, ogni minuto che gli dedicavano i suoi ospiti erano destinati a portarlo alle due esperienze culminanti riservate a tutti i dignitari in visita ufficiale nell'arcipelago. La penultima mattina del suo soggiorno, Hoxworth Hale.osserv in tono vivace: Senatore, la monopolizziamo da pi di una settimana e, in fondo, lei non ha ancora veduto le isole per conto suo. Perci oggi abbiamo deciso di ritirarci in buon ordine e le abbiamo messo a disposizione una macchina che la porter in giro a curiosare come meglio le piacer. Una lunga automobile nera era gi in attesa nel maestoso viale. Hoxworth ne present l'autista al senatore spiegando: Questo  il nostro Tom Kahuikahela. Ne sa pi lui sulle Hawai di tutti noi messi insieme. Tom, questo  un ospite di gran riguardo, il senatore Carter. Te lo raccomando in modo particolare.
Pi tardi, mentre Carter, sceso di macchina, si godeva la maestosa vista del Pali, si trov improvvisamente al fianco Tom Kahuikahela che gli sussurr: Senatore, noi tutti guardiamo agli uomini del suo stampo come agli unici possibili salvatori delle Hawai.
Che intendi dire?, domand Carter stupito.
Non ci trasformate in stato, senatore, la prego!, esclam in tono implorante il gigantesco hawaiano.
Ma io credevo che qui tutti fossero felici di entrare a far parte dell'Unione, balbett Carter, che non capiva pi nulla.
Oh, no! Noi hawaiani tremiamo di paura solo al pensare a questa possibilit.
Ma perch?.
Perch il giorno in cui dovessimo diventare stato, di queste isole s'impadronirebbero i giapponesi.
Per il resto della gita il senatore, sempre pi allibito, apprese dall'autista-cicerone la verit vera sulle Hawai: come fossero stati i giapponesi locali a congegnare la distruzione di Pearl Harbour; come costoro si affannassero a sposare donne hawaiane per distruggere completamente la pura razza indigena; come astutamente acquistassero tutte le terre disponibili; come avessero il monopolio dei negozi, rifiutandosi di far credito agli hawaiani; come in particolare gli avvocati giapponesi della giovane generazione meditassero d'impadronirsi del governo delle isole; insomma, come la situazione fosse irrimediabilmente disperata. Signor senatore, la sola cosa che ci salva ancora sono il governatore e i giudici che ci mandate voi dal continente. Quando il senatore tent d'interrompere Tom obiettando di avere avuto l'impressione che fossero i cinesi i maggiori proprietari terrieri si sent rispondere: I cinesi comperano i terreni unicamente per rivenderli ai giapponesi.
Ma io credevo che il capo del partito democratico locale fosse Black Jim McLafferty....
Se ne servono temporaneamente come uomo di paglia... Approfitteranno del momento opportuno per cacciarlo via e prendere il suo posto.
Ma come mai un uomo come Hoxworth Hale... Andiamo, dovr pur essere al corrente di queste cose! Perch non me ne ha parlato?.
Perch ha paura, gli sussurr l'autista in tono da congiurato. Tutti hanno paura, qui, ed ecco perch soltanto uomini onesti come lei possono salvarci.
Sul serio tutti gli hawaiani la pensano cos?, insistette Carter.
Tutti, lo assicur Tom Kahuikahela. Per noi la trasformazione in stato sarebbe la fine.
Tuttavia il senatore Carter non per nulla aveva saputo navigare per ventiquattro anni nel mare tempestoso della politica riuscendo sempre a mantenersi a galla, e la lunga esperienza gli aveva insegnato che spesso gli uomini nascondono dietro un sacco di parole vane l'unico vero argomento che sta loro a cuore. Basta rivolgere a bruciapelo una domanda inattesa per cavarne quel che pensano sinceramente. E la verit non tard a saltar fuori anche in questo caso quando Carter chiese in tono bonario, come se ponesse una domanda oziosa: Insomma, dimmi un po', Tom! Che tipo di governo vorreste, voi hawaiani?.
Glielo dico subito!, rispose entusiasta il gigante andando al di l delle intenzioni dei suoi datori di lavoro Janders e Hale, che
lo avevano pagato apposta per dire quel tanto, ma non di pi. La nostra vera speranza  che sia restaurata la monarchia.
Ah, s?, seguit Carter nello stesso tono confidenziale.
Oh, ci piacerebbe tanto rivedere un re sul trono con un senato hawaiano e una bella corte come una volta! Le leggi importanti potrebbe seguitare a farle Washington, perch in fondo noi non abbiamo bisogno di un parlamento con tanti avvocati che non fanno altro che discutere. E poi il re darebbe tante belle feste, e si starebbe tutti allegri e contenti.
Per non vedo come entrerebbero gli Stati Uniti in questo vostro progetto!, obiett Carter, ma con suo stupore Tom gli diede un'abile risposta.
Ecco, come ho gi detto le grosse leggi le fareste voi, la nostra moneta la coniereste voi, e sempre voi vi potreste occupare della nostra politica estera. Il nostro segretario di stato sarebbe nominato dal vostro presidente con l'approvazione del vostro senato.
Hai detto il "nostro presidente! Ma non  anche il vostro?.
Se vuole che le dica la verit, signor senatore, no. Vede, la mia famiglia, tanto per fare un esempio, ha boicottato l'annessione. Noi teniamo ancora nascosta in casa una bandiera hawaiana e sognamo di poter vedere il giorno in cui torneranno gli alii.
La tua era una famiglia alii?, domand Carter.
Sissignore, rispose Tom, e Carter borbott:
Credo d'incominciar a capire le Hawai.
Il popolino delle isole sapeva pressappoco quel che accadeva quando i senatori venivano spupazzati per Oahu, e quel trucco del Forte era stato definito scherzosamente "l'arte del governare spiegata dagli autisti di tass. In genere, il sistema era rispettato e riconosciuto come la pi efficace anticamera politica delle Hawai. Quel giorno per il gestore di un distributore di benzina ch'era democratico si affrett a telefonare a McLafferty per annunciargli che il senatore Carter era stato mandato a fare il giro dell'isola col solito sistema.
Non appena ebbe l'informazione McLafferty pos con furia il ricevitore e comunic la cosa al suo socio soggiungendo: Scig, hanno tentato il solito trucco anche con Carter. La cosa ci potrebbe danneggiare molto.
I due soci studiarono a lungo insieme il mezzo migliore per neutralizzare l'attacco del Forte. Infine l'irlandese si batt la fronte, come se gli fosse venuta a un tratto un'idea luminosa. Scig, sbott, o di riffe o di raffe quel vecchio babbaleo me
lo voglio agguantare io. Lo porter qui costi quel che costi, e tu
lo piloterai a casa tua e gli farai vedere com' composta una famiglia giapponese media. Per precipitati dai tuoi e vedi che tutto sia in ordine e in particolare che la bandiera di combattimento, quella con le due stelle d'oro, sia bene in vista sulla parete. E di' a tua madre di tirar fuori tutta la chincaglieria e di porla in evidenza lustrata a dovere. Su, muoviti, perch io tra mezz'ora sar di ritorno col senatore Carter, o vivo o morto, e tu devi essere qui.
Cos tocc al senatore Clyde Carter del Texas d'essere tra i pochi democratici a conoscere una vera famiglia democratica durante un soggiorno alle Hawai. Black Jim, che si era messo di sentinella, avvist la grossa automobile da turismo mentre imboccava la Nimitz Highway per rientrare in citt. Fatto cenno all'autista di fermare, si avvicin al senatore spiegandogli: Senta, senatore, ho ricevuto in questo momento un cablogramma interessantissimo dalla sede centrale del partito democratico di Washington. Le sarei veramente grato se mi consigliasse come rispondervi. McLafferty aveva cancellato abilmente la data di un vecchio telegramma nella speranza che Carter non se ne accorgesse. Fu fortunato, e mentre quest'ultimo leggeva il complesso messaggio, Black Jim manovr in modo da trasbordarlo senza ch'egli quasi se ne accorgesse dal lussuoso tass sulla vecchia Pontiac, dicendo: Sar meglio che entriamo in ufficio. Potremo cos pensarci su con maggior comodo.
Non appena ebbero varcata la soglia dello studio, Scigeo, che si teneva pronto, disse a Carter in tono quasi imperioso: Ho pensato che, mentre il signor McLafferty risponde a quel telegramma, probabilmente le interesser visitare una casa giapponese tipica. Bench questo fosse l'ultimo dei suoi desideri, il pover uomo non poteva rifiutare senza mostrarsi maleducato, e poco dopo si vedeva cos rimorchiare in casa Sakagawa. Aveva compreso d'essere stato giocato, ma ormai era in ballo e non poteva pi tirarsi indietro.
Sulla soglia fu accolto dalla vecchia padrona di casa che spiccicava a stento due parole d'inglese e portava ai piedi sandali stranissimi tenuti fermi da un listello che divideva l'alluce dalle altre dita. Scig fece da interprete spiegando: Ma', questo  un celebre senatore degli Stati Uniti. La signora Sakagawa inspir rumorosamente in segno di meraviglia, inchinandosi sino a terra. E questo, seguit orgogliosamente Scig,  mio padre, Kamejiro Sakagawa. Al pari della moglie il vecchio giapponese inspir rumorosamente e s'inchin sino a terra.
 cittadino americano?, domand Carter.
Non permesso diventare cittadino, replic pronto Kamejiro in tono bellicoso.
Gi, intervenne Scigeo; vede, io lo sono perch sono nato qui, ma i miei genitori non possono diventarlo perch sono nati in Giappone.
Come mai?, domand Carter stupito. I messicani lo possono.
Il piccolo Kamejiro sporse in fuori la mascella e agitando un dito sotto il naso del senatore sbott: Messicani okay. Negri okay. Tutti okay, ma giapponesi no okay. Contento, adesso?.
Il senatore, che non aveva nessuna voglia di litigare con quella specie di can mastino, lasci cadere l'argomento, e girando lo sguardo per la stanza vide la bandiera di combattimento sulla quale erano appuntate due stelle azzurre e due d'oro. Da
quell'abile politico che era, assunse subito un aspetto riverente e domand quasi sottovoce: Lei  stato in guerra, signor.... Non riusciva a ricordare il nome del suo ospite.
Io e i miei tre fratelli, rispose Scig.
E due sono morti al servizio dell'America?, incalz Carter.
In giapponese Scigeo domand: Ma', dov' quella fotografia di noi quattro in divisa da calciatori?. Sua madre, che teneva quella fotografia pi cara di ogni altra, corse a prenderla e la porse a Carter.
Questo  Tadao, spieg Scigeo indicando l'ex agilissimo mediano.  morto in Italia. Questo  Minora;  morto in Francia. E questo  mio fratello Goro, il sindacalista.... Di colpo l'incanto si ruppe. Il senatore Carter non aveva bisogno di sapere altro; quella fotografia di quattro giovani americani medi non lo interessava pi. Aveva votato contro il progetto di legge Norris-La Guardia e contro tutti quelli che lo avevano seguito perch era convinto che essere sindacalisti fosse sotto alcuni aspetti ancor peggio che essere comunisti russi: i russi, se non altro, poveretti loro, erano tenuti nella pi abietta ignoranza, mentre gli americani, che sapevano cosa significhi il timor di Dio...
Scigeo si rendeva perfettamente conto di quel che passava per la mente del senatore e s'irrigid, quando per una di quelle ispirazioni fortunate che a volte capovolgono una situazione la signora Sakagawa cacci in mano al senatore l'intiero medagliere dei figli dicendo in giapponese: Queste sono di Minora. Queste sono di Tadao. Queste sono di Goro. E queste cinque sono di Scigeo. Mentre proferiva queste ultime parole accarezz affettuosamente il braccio del figlio, e l'intesa fu in tal modo ristabilita.
Carter, dopo avere osservato a lungo il cofanetto, osserv: La vostra  una famiglia veramente non comune.
Senatore, incominci Scig con voce pacata, per poter vestire la divisa i miei fratelli e io abbiamo dovuto lottare duramente; poi, una volta in uniforme, abbiamo dovuto dimostrare d'essere i migliori soldati del mondo. Si sentiva salire alle labbra parole di cui in seguito si sarebbe vergognato, ma non era pi in grado di frenarle. Nell'ultima guerra abbiamo fatto cose che non sono state pretese da alcun altro soldato. Abbiamo accumulato ferite e gloria, e quando l'altro giorno lei si  rifiutato di stringermi la mano, avrei voluto piangere, perch io sono un suo elettore, che lei lo sappia o no, e perdio non mi lascer pi trattare da lei a quel modo.
Un mio elettore?, balbett Carter.
S. Ha mai udito parlare del "battaglione perduto?.
Non solo Carter ne aveva udito parlare, ma aveva tenuto in proposito numerosi discorsi. Palesemente sollevato esclam:  stato uno dei massimi esempi del valore del Texas.
Quanti dei vostri morirono in quell'azione, senatore?, incalz Scigeo.
Troppi, rispose Carter in tono dolente. Eh, s! La loro scomparsa ha lasciato nel Texas un vuoto incolmabile.
E sa perch una parte si  salvata?. Scig fece una pausa, quindi torn a chiedere in tono aspro: Lo sa?.
Perch avranno saputo dimostrare un coraggio fuor del comune, immagino....
Balle!, sbott Scig. Se quegli uomini vivono  perch giovani come mio fratello Minora si sono immolati per liberarli e perch Goro e io abbiamo guidato un battaglione di ragazzi giapponesi per andarli a salvare. Per salvare trecento texani abbiamo perduto ottocento dei nostri. Legga questo!. Tolse dal portafogli una lettera che gli era pi cara di un tesoro. Carter la prese e vide ch'era firmata da un proprio intimo amico, un governatore del Texas, e vi si dichiarava che in segno di riconoscenza per atti di eroismo che trascendevano i limiti del dovere Scigeo Sakagawa era stato nominato cittadino onorario a vita dello stato del Texas.
Carter restitu la lettera grave in volto; cos facendo tese anche la mano: Signor Sakagawa, con tutta umilt le chiedo perdono.
Quell'attimo carico di emozione sarebbe stato sommamente fruttuoso per il destino delle Hawai se il signor Iscii non avesse scelto proprio quell'istante per precipitarsi in casa del cognato con notizie sensazionali.
L'ometto, che aveva gli occhi sgranati come due fanali, non appena scorse lo sconosciuto esit e fece per ritrarsi, ma incapp nella moglie, Reiko-san, che si era fermata sulla soglia; Carter,
il quale era sensibilissimo al fascino femminile, s'inchin cerimoniosamente domandando:  venuta con suo padre, signorina?.
 mio marito, rispose Reiko-san in perfetto inglese.
Questo signore  un senatore del Texas!, le annunci con orgoglio Scig. A quelle parole Reiko, che sapeva quali fossero le intenzioni del marito, tent disperatamente di portarselo via, ma Iscii aveva colto la parola "senatore e si affrett a chiedere in tono di condiscendente commiserazione:  venuto a trattare la resa?.
Quale resa?, domand Carter guardandolo basito.
Rossa come un peperone, Reiko seguitava a tirare il marito per una manica, ma non riusc a farlo tacere. Come! La resa delle Hawai al Giappone, spieg serafico Iscii.
Scusi! Come ha detto?. Carter capiva sempre meno.
Guardi cosa dice il giornale!, esclam trionfante Iscii sventolando il Mail di Honolulu che portava in prima pagina, come titolo di testa: la flotta giapponese si appresta a rendere alle isole una visita di cortesia. Dopo che il giornale fu passato di mano in mano, l'ometto, sempre pi eccitato, squitt: Da
tanto tempo, signore, dico che il Giappone ha vinto la guerra, ma nessuno mi d retta. Ora, se il Giappone avesse perduto, come potrebbe la sua flotta venire alle Hawai?.
Sta proprio dicendo quel che credo di capire?, domand Carter.
 un povero vecchio, mormor con tenera indulgenza Reiko-san. Non lo ascolti, senatore.
Ma gi Iscii aveva tratto di tasca una logora fotografia della resa giapponese a bordo del Missouri.  chiaro che ha vinto, seguit. Gli americani hanno dovuto andare a Tokio, e vedete come gli ammiragli americani sono tutti senza cravatta mentre i giapponesi hanno tanto di spada? Si capisce che ha vinto il Giappone.
E che cosa accadr quando la vostra flotta arriver qui?, domand cortesemente Carter.
I giapponesi sono uomini molto onorevoli, signore. Vedr stasera quando scenderanno a terra! Si comportano molto bene. Si diresse alla porta, la spalanc e punt l'indice verso le azzurre acque del Pacifico, dove una squadra di cinque navi da guerra avanzava a tutto vapore mentre dai loro pennoni garriva la sfolgorante rossa bandiera del Giappone nuovo. A quella vista il cuore di Iscii si sciolse, e in un attimo egli perdon alla moglie i tanti anni di litigi; quindi si tolse dalla tasca della giacca una vecchia bandiera giapponese che aveva sempre gelosamente conservata e l'agit festosamente all'indirizzo dei conquistatori che giungevano infine ad assumere il controllo di Pearl Harbour.
Sar ora che vada, osserv diplomaticamente Carter. L'aereo mi aspetta. Gli sproloqui di Iscii non valsero per a metterlo fuori strada; sapeva di avere incontrato nei Sakagawa una famiglia americana non comune, e ne era rimasto profondamente colpito, tanto che quando seppe da McLafferty che gli Hale sarebbero venuti a prenderlo all'angolo di Fort con Hotel Street per condurlo all'aeroporto, preg che lo lasciassero fuori un momento a osservare la gente che passava per la strada.
In quei pochi minuti che trascorse nel cuore di Honolulu, mentre gli sfilava davanti la popolazione eterogenea delle isole, Carter ebbe confusamente l'intuizione di quella fraternit suprema nella quale il mondo dovr pur vivere un giorno; nella grande arteria affaccendata si davano di gomito coreani e giapponesi, individui che nelle rispettive madrepatrie si sarebbero visti come il fumo negli occhi; giapponesi e cinesi si accettavano reciprocamente e i filippini accettavano gli uni e gli altri, fatto questo che alle
Filippine sarebbe stato semplicemente impensabile. Pass un negro, e poco dopo alcune bellissime donne hawaiane nelle cui vene scorreva sangue cinese, portoghese, portoricano. Una stirpe umana esotica e nuova sfilava sotto gli occhi stupiti del senatore Carter,
il quale sia pure a controvoglia si disse: "Forse ho sprecato il mio tempo a starmene nelle case dei bianchi. Forse proprio qui, tra questa folla, dovevo cercare le risposte ai miei interrogativi. Per esempio quel Sakagawa vale quanto... Guarda quella coppia. Chiss chi sono. Chiss se sarebbero disposti.... Ma prima che potesse mettere in atto il suo desiderio, gli si avvicin una lunga automobile nera guidata non da un autista, questa volta, bens da Hewlett Janders in persona, mentre Hoxworth Hale balzava agilmente a terra per riportare alla realt il senatore Carter. Accanto a Janders, sul sedile anteriore,
sedeva impettito John Whipple Hoxworth, e mentre l'automobile si allontanava lentamente lasciandosi dietro il traffico caotico di Hotel Street, i tre massimi esponenti delle Hawai diedero al loro ospite la seconda doccia scozzese riservata a tutti i pezzi grossi in visita ufficiale nelle isole.
Incominci Hoxworth Hale, con la sua voce fredda e pacata, fissando bene in faccia il senatore. Carter, gli disse, lei ha veduto le isole e ha udito tutti noi qui presenti esprimerci pubblicamente a favore dell'assunzione dell'arcipelago a dignit di stato. Ora, per, dobbiamo dirle qual  la nostra vera opinione. Se voi del governo centrale sarete tanto folli da trasformarci in stato rovinerete per sempre le Hawai e arrecherete un danno irreparabile agli Stati Uniti. Voi ci dovete salvare da noi stessi, Carter.
Il senatore gemette. Hale, crede sul serio a quanto mi ha detto adesso?.
 il convincimento degli abitanti sensati di queste isole.
Ma perch non....
Perch abbiamo paura. Sa... non vogliamo rappresaglie....
Mi dica la verit! Perch non volete diventare stato?.
Si terr per s quel che le dir?, chiese Hale.
A questo punto Janders intervenne: Lei capisce benissimo che per noi sarebbe un grosso guaio se ci dovesse tradire.
Lo capisco perfettamente, rispose Carter.  quanto accade spesso in regime di democrazia.
Eccole dunque in breve la verit, riprese pacato Hale. Alle Hawai il bianco sta per essere sommerso. Oh, s, gli resta una certa forza economica; ha i tribunali che lo difendono, un governatore nominato dal continente sul quale contare. Ebbene, qualora questo stato di cose venisse a cessare, le Hawai diventerebbero un giocattolo nelle mani dei giapponesi perch sarebbero loro a controllare i tribunali, influenzando i giudici a nostro danno; sovvertirebbero il nostro attuale sistema di propriet terriera; eleggerebbero governatore una loro creatura, e al Congresso manderebbero persone di loro fiducia. Le piacerebbe avere per collega un giallo?.
Segu un lungo silenzio, e pi per ottenere nuove informazioni che per rivelare le conclusioni alle quali era giunto Carter osserv: Questo pomeriggio sono stato a casa di un certo Scig Sakagawa, e per un momento ho pensato che forse....
Le ha detto che suo fratello Goro  il principale esponente comunista di queste isole?, interloqu Janders. Un comunista convinto, regolarmente iscritto al partito!  il fratello dell'uomo che si presenta candidato al senato per questo territorio! Pensi dove finirebbero le Hawai se cadessero in mano ai giapponesi!.
Quella rivelazione lasci Carter piuttosto scosso, ma poich era un uomo al quale piaceva andare al fondo delle cose decise di chiarire altri punti che gli erano rimasti oscuri. A proposito, domand in tono noncurante, come vedrebbe la popolazione di qui un eventuale ritorno della monarchia?.
Nel sedile anteriore Hewie Janders e John Whipple Hoxworth si guardarono esterrefatti, mentre Hoxworth Hale, che sedeva dietro, accanto a Carter, balbettava: Un ritorno alla monarchia? Ma, senatore.... Intanto per Hewie si era ripreso e sbott:
Santo cielo! Ma soltanto i matti danno ascolto a quei poveri illusi che parlano ancora di monarchia!.
Che cosa stava per dirmi, Hale?, incalz Carter.
Forse le interesser sapere ch'io discendo dalla regale alii delle Hawai e che la mia quadrisavola era una donna di altissimi natali; anche sua figlia era una creatura non comune; persone magnifiche, stupende. Ma se uno di questi alii cercasse di risalire sul trono delle Hawai, staccherei personalmente dal muro il mio fucile e gli conficcherei una pallottola nel cervello.
Io lo farei prima di te, incalz Hewlett Janders. Lo sa, senatore, che  stato il bisnonno di Hale a negoziare l'annessione delle Hawai all'Unione?.
Davvero?, domand Carter.
S, conferm Hale con semplicit; e si pu dire esclusivamente grazie alla forza del suo carattere. Per vorrei aggiungere ancora una cosa. Oltre che dagli alii hawaiani, discendo dai missionari della Nuova Inghilterra. Ebbene, non esiterei a far fuori anche loro se volessero tornar a governare qui coi loro vecchi sistemi.
Insomma, ditemi che cosa volete!.
Non vogliamo i re, non vogliamo i missionari e non vogliamo i giapponesi, riassunse succintamente Hale. Vogliamo che le cose rimangano come sono.
I quattro uomini, mentre la grossa auto si fermava all'ingresso dell'aeroporto, erano stranamente pensosi, e Black Jim McLafferty, che li aveva preceduti per assistere al loro arrivo, riflett: "Chiss quante balle gli avranno propinato!. Fece per raggiungere il senatore, ma Carter, come lo scorse, si rifugi dietro la vasta mole di Hewlett Janders perch non voleva essere fotografato accanto a un uomo che pur essendo il capo del partito democratico hawaiano era anche il socio di un giapponese il cui fratello dirigeva il movimento comunista delle isole. "Tutto sommato, concluse entro di s mentre controllava le valigie e il biglietto, le Hawai assomigliano molto ai nostri stati del Nord. Non ce n' uno che abbia un democratico veramente simpatico. Sono tutti inquinati o di sindacalismo, o di comunismo, o di ateismo, o di cattolicesimo. Sono proprio contento di tornarmene nel Texas.
Quando poi si fu comodamente sistemato nella confortevole poltrona dello Stratoclipper, seguitando nelle proprie meditazioni ragion: A conti fatti tutto il mondo  paese. Da per tutto vi sono pochi individui onesti che governano cercando di tener lontana la canaglia. Finch si sta coi primi si finisce sempre col sapere la verit. Si affacci pensosamente al finestrino: i meccanici dell'aeroporto, tutti giapponesi, stavano togliendo la scaletta, mentre altri giapponesi agitavano racchette di segnalazione per indicare al pilota che poteva decollare. Carter chiuse gli occhi e pens: "Be', ho saputo quel che volevo sapere. Dovranno passare ancora almeno cento anni prima che queste isole possano far parte degli Stati Uniti d'America. E con questo ragionamento il destino delle Hawai fu suggellato, almeno per quanto riguardava l'ottantatreesima seduta del Congresso.


Capitolo 10.

Nel 1952 l'approvazione della legge McCarran-Walter sull'immigrazione fu accolta alle Hawai con grande giubilo perch le nuove disposizioni consentivano a chi era nato in Oriente di diventare cittadino americano. Vennero immediatamente aperte scuole speciali dove cinesi e giapponesi anziani furono sommariamente istruiti nei rudimenti del sistema politico
americano, e non era cosa insolita, in quei giorni, udire vecchi che per tutta la vita avevano lavorato nelle piantagioni ripetere come se recitassero una litania: Legislativo, esecutivo, giudiziario.
Al principio del 1953 centinaia di orientali chiesero ansiosamente quel diritto di cittadinanza che per tanto tempo era stato loro negato, e Black Jim McLafferty, nel veder entrare nella vita politica quella fiumana di democratici potenziali, tenne un infiammato discorso nel. quale dichiar fra l'altro: Questa gente ha costruito l'arcipelago, ma ne era stata estromessa.
 vero che molti di quei richiedenti avevano un'idea assai vaga di ci che significhi diritto di cittadinanza; d'altra parte era commovente vedere tanti vecchi volti solcati dalle rughe illuminarsi di gioia allorch il giudice federale pronunciava le parole solenni: Ti dichiaro da questo momento cittadino degli Stati Uniti d'America. Spesso si assisteva allo spettacolo di un solenne uomo d'affari che all'improvviso afferrava tra le braccia la vecchia madre e la sollevava in aria gridando festosamente: Sapevo che ce l'avresti fatta, ma'!.
Ma i veri eroi di quelle giornate erano i vecchi i quali si erano sempre rifiutati d'imparare l'inglese e che adesso, se non volevano rinunciare alla cittadinanza americana, dovevano impararlo per forza. Erano i figli, ora, a sgridare i genitori: Pa', sono vent'anni che ti dico d'imparare l'inglese, ma tu duro! Cos adesso non puoi diventare cittadino.
Ma a che mi serve diventare cittadino, ormai?, ribatteva l'interpellato. Per quei pochi anni che mi restano....
Molte volte i figli scoppiavano in lacrime e piagnucolavano tra una soffiata di naso e l'altra: Devi assolutamente imparare l'inglese, pa'! Ho sempre tanto desiderato di vederti americano!.
Di solito i vecchi rispondevano: A noi non ce ne importa proprio niente; per se a voi ragazzi fa piacere....
Con una costanza che  difficile immaginare, quei vecchi orientali presero a frequentare regolarmente i corsi speciali istituiti apposta per loro. Tanto accanimento produsse tuttavia negli anni successivi risultati inattesi: mentre sul continente alle urne elettorali afflu solo il sessanta per cento dei votanti, alle Hawai l'elettorato vot nella misura del novanta per cento.
In due famiglie di Honolulu la legge McCarran-Walter ebbe effetti diametralmente opposti. Allorch Goro e Scigeo Sakagawa pregarono il loro genitore d'iscriversi alla scuola di lingua inglese e di acquistare un libro in cui erano spiegate le funzioni dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, si sentirono rispondere in corretto giapponese: Non voglio diventare cittadino.
Alle proteste di Goro, Kamejiro seguit, sempre in giapponese correttissimo: Avrebbero dovuto farmi quest'offerta cinquantanni fa, quando sono arrivato qui.
Andiamo, pa'!, lo esort Scigeo. Oggi viviamo in un mondo nuovo. Cinquant'anni fa erano cinquant'anni fa; oggi tante cose sono cambiate.
Per cinquant'anni non hanno fatto che ripeterci: "Voi sporchi gialli non potrete mai diventare americani". Per cinquant'anni ci hanno detto: "Tornate in Giappone. Adesso invece hanno cambiato musica. Dicono: "Sei un gran brav'uomo, Kamejiro! Finalmente siamo disposti a permetterti di diventare americano. Ebbene, sapete che cosa rispondo io a questi signori? "Siete arrivati con cinquant'anni di ritardo.
Rendendosi conto che non sarebbero mai riusciti a smuovere l'inflessibile padre si volsero alla madre, tentando di persuaderla con parole tenere e carezze, ma Kamejiro s'interpose subito ordinando seccamente: Yoriko, tu non sosterrai nessun esame. Siamo stati cittadini onesti per tutta la vita e non abbiamo bisogno di un pezzo di carta per dimostrarlo.
Scigeo sfoder allora due argomenti che gettavano sulla situazione una luce tutta diversa. Incominci per prima cosa: Pa', l'ultima volta quasi quasi perdevo, alle elezioni, per colpa di quel povero scimunito di Iscii. I miei avversari ne hanno approfittato per far notare che, essendo suo cognato, molto probabilmente io la pensavo allo stesso modo. Adesso, se anche tu ti rifiuterai di fare richiesta di cittadinanza grideranno: "Ecco la prova! Sono tutti filogiapponesi in quella famiglia!.
Scig comprese che quelle parole avevano avuto un profondo effetto sul vecchio Kamejiro, perch nessuno era stato pi felice di lui della vittoria conseguita dal figlio durante le ultime elezioni. Se ne stava per ore a contemplare il grande manifesto che riproduceva l'immagine del figlio e che aveva attaccato alla parete del negozio, ripetendo di tanto in tanto alla moglie con orgoglio: Pensa!  il nostro figliuolo, quello! Chiede alla gente di votare per lui. Quando poi Scig aveva vinto, si era pavoneggiato per tutta Kakaako annunciando il fatto a chi voleva e a chi non voleva ascoltarlo e assicurando a tutti che finalmente anche i giapponesi avevano un difensore a palazzo Iolani.
Senza dargli il tempo di cambiare idea, Scig gli fece balenare davanti un secondo miraggio ancor pi allettante del primo: Vedi, pa', se tu e ma' diventerete cittadini, nel 1954 potrete votare e potrete darmi cos due voti in pi. Scig comprese immediatamente che suo padre si vedeva gi davanti al seggio elettorale con la moglie che lo seguiva rispettosamente a due metri di distanza. Nulla piaceva di pi al vecchio Kamejiro della pompa e del cerimoniale. Scig lo ricordava ancora quando si vestiva da colonnello Ito mettendosi rigidamente sull'attenti accanto al cantastorie. Erano stati quelli i momenti pi gloriosi della sua povera esistenza, superati soltanto dal giorno in cui aveva veduto i quattro figliuoli partire per il fronte della seconda guerra mondiale. Rimase dunque malissimo quando si sent rispondere:
Non diventer cittadino americano. Mi rincresce che questo ti danneggi, Scigeo. Mi rincresce che, senza il mio voto e quello di tua madre, tu rischi di perdere le elezioni. Ma anche per mangiare un ananasso ci vuole il momento adatto, e se questo momento passa, l'ananasso ti lascia un certo che d'amaro in bocca. Per cinquant'anni sono stato uno dei migliori cittadini delle Hawai; i miei figli non hanno mai dato grattacapi a nessuno; io ho sempre pagato regolarmente le tasse; perci se l'America viene a dirmi, adesso che sono ormai alla fine della vita, che posso diventare suo cittadino, mi sento offeso e le rispondo che vada all'inferno.
I figli compresero ch'era inutile insistere. Una sola volta ritentarono, facendogli notare che alla legge era stato aggiunto un articolo in base al quale coloro che risiedevano da molti anni nelle isole erano dispensati dal sostenere l'esame di lingua inglese. Ma anche cos Kamejiro non ne volle sapere, ripetendo che si sarebbe sentito offeso ugualmente.
Scig discusse della cosa col proprio socio e con suo stupore si ud rispondere: In fondo, il tuo vecchio ha ragione da vendere.  come se dicessero a noi cattolici del Massachusetts: "Per due generazioni vi abbiamo presi a calci nel sedere. Adesso per potete diventare tutti protestanti e anche governatori, se volete!. Come dice tuo padre, sarebbe un insulto.
Io non ci vedo alcuna analogia, osserv freddamente Scig.
Forse hai ragione, convenne l'irlandese, ma  una frase che pu sempre fare il suo effetto se chi l'ascolta non sta troppo attento.
L'ostinazione di pap potrebbe danneggiarmi nelle prossime elezioni, brontol Scig.
Scig, proruppe McLafferty con la sua voce reboante, se
il tuo vecchio non fosse sempre stato l'uomo che , tu oggi non saresti il giovane che sei; e se non fossi il giovane che sei non saresti mio socio. Nessuno ti pu togliere quel che t'ha dato tuo padre.
Gi, ma  talmente indignato da questo fatto che ha dichiarato che vuol tornare in Giappone.
Non ci si ritrover pi.
Non credi che questo suo atteggiamento potrebbe danneggiarmi alle elezioni?, ripet Scig, seriamente preoccupato.
Mio padre ha scoperto che un piccolo scandalo di tanto in tanto, anzich danneggiare, favorisce, perch d agli elettori l'impressione che, dopo tutto, anche il loro candidato  un essere umano. Per questo ti ho sempre consigliato di non spiattellare mai nel corso di un processo che il tale o talaltro testimone a carico ha un'amante, perch tra i giurati c' sempre qualcuno che ha un'amante (o, se si tratta di una donna, che lo  stata) cos la deposizione si risolve solitamente in un fiasco perch il giurato che si sente in fallo pensa: "Perbacco, ho anch'io un'amante, eppure non sono un farabutto!. Perci, se il tuo vecchio intende agire come dice, non te ne verr alcun danno, dato specialmente il nostro tipo di elettori, perch anche i loro vecchi agirebbero allo stesso modo. E con queste parole l'argomento della cittadinanza americana di Kamejiro Sakagawa fu definitivamente chiuso.
Per Nyuk Tsin invece le cose andarono in modo del tutto diverso. Dal giorno in cui, ottantotto anni prima, aveva messo piede per la prima volta a Honolulu, aveva rinnegato per sempre i villaggi affamati della Cina prendendo la risoluzione irrevocabile di non lasciare mai pi le Hawai. Allorch gli Stati Uniti avevano annesso le isole, aveva disperatamente invocato la cittadinanza americana, ma invano. Dal suo fragile corpo erano discesi ben settecento cittadini americani, nessuno dei quali, sino a quel momento almeno, era mai stato in prigione. In una cassettina conservava tuttora ricevute di tasse che coprivano quasi un secolo, e non appena seppe che vi sarebbe stata per lei la possibilit di diventare cittadina americana al cento per cento, senza limitazioni di sorta, le parve di avere raggiunto il culmine della felicit.
Diede immediatamente ordine al pronipote Eddie Ki di studiare la nuova legge, e non lasci in pace le autorit dell'ufficio d'immigrazione finch non le ebbero spiegato ogni cosa sin nelle minime sfumature. Appena s'istitu un corso di lingue fu la prima iscritta, e pur avendo passato di parecchio il secolo, il suo cervello ancora agile beveva letteralmente ogni parola degli insegnanti; la sera, poi, per tenersi in esercizio ascoltava dal principio alla fine tutte le trasmissioni radiofoniche in lingua inglese; ma era ormai troppo radicata nella sua lingua per ritenere ci che imparava, e una sera dovette riconoscere il proprio insuccesso. Confess a Hong Kong: Non mi riesce pi d'imparare. Perch non mi avete costretta a imparare l'inglese anni fa? Adesso non potr mai diventare cittadina. E lanci al nipote uno sguardo desolato.
Poco dopo per Eddie le port la confortante notizia che per determinati orientali anziani si era fatta un'eccezione, e questi avrebbero potuto pertanto sostenere l'esame nella lingua materna, purch dimostrassero di saper leggere e scrivere. Nyuk Tsin, dopo essersi coperta per un attimo gli occhi con le mani, alz il viso illuminato dalla gioia e dichiar: Va bene! Imparer a scrivere.
Hong Kong si affrett dunque a far venire un dotto cinese perch insegnasse a sua nonna quella che  senza dubbio la lingua pi difficile della terra, ma dopo qualche lezione fu chiaro che la poverina era ormai troppo vecchia per poter imparare. Eddie si rec allora all'ufficio d'immigrazione e spieg onestamente: La mia bisnonna ha centosei anni, ma la cosa che pi desidera a questo mondo  di diventare cittadina americana. Per non conosce l'inglese....
Non si preoccupi, gli fu risposto. Secondo il nuovo articolo di legge potr essere esaminata in cinese.
Il fatto  che il cinese lo sa soltanto parlare; non  in grado di leggerlo e di scriverlo, continu Eddie.
Be'!. L'impiegato rimase per un attimo in forse, quindi spar, tornando un attimo dopo con un funzionario mandato espressamente da Washington, un certo signor Brimstead, il quale domand al giovane: Sicch la sua bisnonna avrebbe centosei anni?.
Sissignore.
E ha ancora una famiglia?.
Forse la pi estesa di tutte le Hawai.
Bene! Stiamo appunto cercando qualcosa di grande effetto per fare un po' di propaganda in Asia. Lei pensi a riunire tutti i suoi familiari. L'esame glielo far io sorvolando sul particolare del leggere e dello scrivere. Per, aspetti un momento!  in grado di rispondere, se interrogata? Voglio dire, ragiona ancora bene?.
Benissimo, lo assicur Eddie.
Perch, sa, sulle domande non posso transigere.
Posso accompagnarla io? Oh, soltanto per darle un conforto morale.
Certo; per le risposte dovranno tradurle i nostri interpreti e bisogna che siano esatte.
Stia tranquillo, garant il giovane avvocato
Da quel momento Eddie Ki si dedic a erudire la propria bisnonna, in lingua hakka, sulle mille complessit del sistema legislativo americano, e questa volta, col miraggio della cittadinanza che il pronipote le faceva penzolare davanti come se fosse un'appetitosa argentea noce di lici, l'ultracentenaria, chiamando a raccolta tutte le proprie energie, del resto ancora notevoli, mand a memoria l'intero manuale.
Chi  il padre della patria?, le domandava Eddie.
Giorgio Washington.
Chi ha liberato gli schiavi?.
Abramo Lincoln, rispondeva pronta la vecchina, ed Eddie non sapeva trattenersi dal riflettere: "Pare impossibile, eppure  venuta nelle Hawai proprio l'anno in cui mor Lincoln.
Il giorno dell'esame di Nyuk Tsin l'ufficio d'immigrazione fece venire numerosi fotocronisti, vari funzionari in giacca bianca e circa trecento membri dello hui Ki ai quali era stato dato l'ordine di applaudire calorosamente quando la vecchia signora fosse giunta a bordo della Buick di Hong Kong. Allorch la zietta di Wu Ciow scese dall'automobile, rifiutando seccamente il braccio di Eddie, apparve ai presenti incredibilmente piccola e fragile, cos tutta vestita di nero secondo l'antica foggia cinese, ma con gli occhi ancora vivacissimi nel volto grinzuto. Non rispose agli evviva e alle grida di giubilo della sua numerosa famiglia perch stava ripetendo mentalmente per l'ennesima volta strane litanie che nulla avevano che vedere con l'antica Cina: La capitale dell'Alabama  Montgomery; Arizona, Phoenix; Arkansas, Little Rock; California, Sacramento.
I fotocronisti si trasferirono coi loro apparecchi nell'aula d'esame, mentre un annunciatore dichiarava in tono drammatico: Assisteremo ora a una scena divenuta in questi giorni familiare nei vasti territori degli Stati Uniti. La signora Ki, una nobile dama cinese, dopo quasi novant'anni di permanenza in America si accinge a sostenere l'esame per acquistare la cittadinanza. Signora Ki, in bocca al lupo!.
Nel sentir menzionare il proprio nome, che sotto quella forma non aveva a tutta prima riconosciuto, Nyuk Tsin si volse verso gli apparecchi cinematografici, ma il pronipote si affrett a spiegarle: Devi guardare da quella parte! Quello  il signore che ti esaminer: il signor Brimstead. Subito dopo l'annunciatore pass a spiegare chi fosse l'illustre ospite di Washington, quindi vennero regolate le luci. Nyuk Tsin, nervosissima, incominci a sudare, e il signor Brimstead, che si riteneva molto fotogenico e
ci teneva a far bella figura davanti a una cinepresa (era la sua prima esperienza in materia), domand in tono di affettuosa condiscendenza:
Dunque, signora Ki, ci vuol dire chi  il padre della patria?.
L'interprete ufficiale ripet la domanda in hakka, e Hong Kong e Eddie abbozzarono un sorrisetto di superiorit perch sapevano che su quel punto la zietta di Wu Ciow era ferratissima.
Segu invece un profondo silenzio. Le cineprese seguitarono a macinare, il signor Brimstead assunse un'espressione melensa, l'interprete hakka si strinse nelle spalle.
Zietta di Wu Ciow!, sussurr con voce rauca Eddie. Lo sai! Il padre della patria!.
 proibito suggerire!, protest il signor Brimstead. Questo  un esame serio.
Non suggerivo, si scus Eddie.
Non ha detto niente, conferm l'interprete in inglese.
Va bene!, sbott il signor Brimstead. Niente suggerimenti, mi raccomando. E adesso, signora Ki, riprese con la voce di nuovo tutta miele, ci vuol dire chi  il padre della nostra patria?. L'interprete torn a ripetere la domanda in hakka, ma di nuovo non ottenne alcuna risposta. Disperato, Hong Kong fiss sua nonna aprendo e chiudendo le dita davanti alla bocca per farle capire che doveva assolutamente decidersi a dir qualcosa.
Ma l'emozione aveva troppo scosso la vecchia Nyuk Tsin. Per tutta la vita aveva desiderato di sentirsi legata a qualcuno: prima al padre, all'uomo valoroso la cui testa mozza era stata invece issata a perpetuo scorno sulla piazza del villaggio; poi al marito punti, che l'aveva disprezzata per i suoi grandi piedi; poi ancora ai figli, che l'avevano sempre temuta come una possibile lebbrosa; infine all'America, che l'aveva respinta perch orientale. Ora che poteva raggiungere quanto aveva sempre sperato invano era ammutolita. Non era pi in grado di udire le domande che le rivolgevano, di vedere le persone che l'attorniavano; per con un ultimo resto di coscienza intuiva che stava per sfuggirle inesorabilmente di mano, per non tornare mai pi, un momento aureo, un'occasione unica. Con muta angoscia fiss tutti quei volti. Vide
il signor Brimstead, che non stava pi nella pelle per l'impazienza che quella dannata vecchina dicesse qualcosa, permettendogli cos di apparire per la prima volta sugli schermi. Vide Eddie, che con tanto amore l'aveva istruita. Vide il nipote prediletto, Hong Kong, che doveva senz'altro pregare per lei affinch il buon nome della famiglia fosse salvo. Infine, appeso alla parete, vide il ritratto di un eroe morto da un pezzo, dal mento volitivo e con uno strano cappello a tre punte, e da una distanza infinita ud l'interprete hakka che la supplicava per l'ultima volta: Signora Ki, dica all'esaminatore chi  il padre della nostra patria!. Gli argini dell'emozione finalmente si ruppero, e Nyuk Tsin, alzandosi di scatto in piedi e puntando l'indice all'immagine di Giorgio Washington, url: Quello l!. Poi attacc velocissima: La capitale dell'Alabama  Montgomery; Arizona, Phoenix; Arkansas, Little Rock; California, Sacramento....
Ditele che si fermi!, url il signor Brimstead. Non le ho chiesto queste cose.
Seguitate a girare, grid il regista ai fotocronisti.
Ehi, tu!, sbrait Hong Kong all'interprete. Continua a tradurre.
Il potere legislativo approva le leggi, strill Nyuk Tsin, l'esecutivo le applica, e il giudiziario le interpreta in base alla Costituzione.
Basta!, strepit il signor Brimstead. Ditele che basta cos.
E lo Statuto afferma che dev'esservi libert di culto e di parola, seguit imperterrita Nyuk Tsin, e nessun militare pu perquisire la mia casa, e io non posso essere punita con mezzi crudeli. Era fermissimamente decisa a non omettere nulla che potesse infirmare la decisione a suo favore. Il Congresso  formato dal senato e dalla camera....
Quando lasci l'ufficio d'immigrazione col foglio di cittadinanza in mano, i Ki che l'aspettavano fuori l'accolsero con grandi evviva. Pass raggiante in mezzo a loro rivolgendo un saluto a ciascuno e a ciascuno domandando come si chiamasse. Soltanto allora si rese conto per la prima volta che tutte quelle persone non erano pi n hakka n punti perch da decenni le antiche inimicizie erano state fugate. Anzi, i Ki ormai non erano pi nemmeno cinesi; erano americani, e adesso anche lei era diventata americana. Non appena fu risalita in macchina sussurr all'orecchio del nipote prediletto: Quando si  cittadini la terra sembra diversa!.
Quelle belle parole per non valsero a cancellare del tutto dall'animo di Hong Kong il ricordo dell'angoscia patita quando durante l'esame la zietta era rimasta zitta e muta proprio come una contadina cinese. Ora, nel vedere che aveva preso il certificato di cittadinanza alla rovescia, si sent riassalire dalla stizza e protest seccato: Oh, zietta di Wu Ciow! Tieni almeno il foglio per il verso giusto!. Le tolse di mano il documento e le mostr come doveva tenerlo. Lesse cos per la prima volta quello strano nome, Ciar Nyuk Tsin, che non aveva mai udito. La vecchina
allora osserv pacata, ma in tono di estrema decisione: L'ho detto io a quell'omino: "Adesso che sono cittadina americana, su questo foglio ci devi scrivere il mio vero nome.
Quella sera, bench fosse stanchissima e ancora emozionata, prima di addormentarsi si esamin come sempre da cima a fondo, petto, spalle, mani, ascelle, felice di ritrovarsi intatta, senza tracce di lebbra. Tirando un sospiro di sollievo, pos la lampada a terra per dare un'ultima occhiata anche ai grossi piedi, e il mattino dopo Hong Kong la ritrov cos, vecchio mucchietto d'ossa fragili, nude e morte, accanto a una lampada prossima a estinguersi.


Capitolo 11.

Mentre migliaia di orientali ottenevano diritto di cittadinanza
e di voto, e i lavoratori consolidavano sempre pi le posizioni
raggiunte, gli haole si rendevano malinconicamente conto che il loro tempo alle Hawai era finito. Nessuno pi di Hoxworth Hale soffriva di questa decadenza, tanto pi dolorosa e avvilente quanto maggiore era stato in passato il suo potere. Come se ci non bastasse, la sua situazione familiare, tra la figlia, sulla quale il fallimento del matrimonio aveva profondamente inciso, e la moglie, di giorno in giorno sempre pi svanita, non era certo tale da rallegrargli l'esistenza. Con la perseveranza che gli era caratteristica si sforzava di conservare il dominio della H & H e delle Hawai, ma intuiva che questo gli sfuggiva sempre pi di mano, quando nel 1953 scoppi la gravissima crisi dell'ananasso e parve che l'intiero arcipelago dovesse esserne travolto.
I primi sintomi si ebbero quando un luna di Kauai,
nell'ispezionare una piantagione, si accorse che le piantine, che in quella stagione avrebbero gi dovuto essere di un bel verde-blu, presentavano un colore giallognolo, malaticcio. Il suo primo pensiero fu: "Qualche imbecille si sar dimenticato di irrorare il disinfestante contro i nematodi. Corse a informarsi, ma pot appurare che il campo era stato regolarmente irrorato, com'era necessario fare per evitare il propagarsi dei pericolosi vermiciattoli. Fu subito fatto venire un botanico esperto in ananassi, il quale dopo aver attentamente esaminato le pianticelle moribonde dichiar: Qui non si tratta di nematodi. Purtroppo non riesco assolutamente a capire che cosa possa essere.
Durante la seconda settimana dell'epidemia anche le piante
pi robuste si coricarono sul fianco come se un nemico invisibile ne avesse succhiato tutta la linfa vitale; eppure non si vedevano macchie e nemmeno parassiti o altro. Spaventato, il botanico telefon a Honolulu e venne cos a sapere che anche nelle piantagioni delle altre isole s'incominciavano a riscontrare gli stessi sintomi.
Dire che l'industria dell'ananasso fu colta dal panico  usare un eufemismo. Un vero terrore misto a rabbia impotente percorse i rossi campi ripercotendosi negli uffici di Fort Street. Il colpo pi duro dovette sopportarlo Hoxworth Hale perch gran parte del capitale della H & H era investito nella coltivazione degli ananassi; ma anche altre ditte come la Hewlett e la J & W subirono notevoli perdite. In un solo anno queste raggiunsero i centocinquanta milioni di dollari, mentre i botanici seguitavano a non trovare la soluzione del mistero.
Il celebre botanico inglese Schilling ch'era riuscito a debellare fillossera e nematodi era morto, ormai, ma i successori si diedero a frugare ansiosamente nelle sue carte nella speranza di trovarvi qualche appunto che li aiutasse nelle loro ansiose ricerche. Purtroppo il vecchio ubriacone non aveva lasciato proprio nulla, n un suggerimento n note che potessero avere un qualche valore, essendo morto una sera all'improvviso di un attacco di delirium tremens in un asilo di mendicit dell'isola di Kauai, dove le infermiere ne avevano riconosciuto l'identit soltanto dopo il decesso. Ad ogni modo i botanici, riesaminando punto per punto l'opera svolta da Schilling, poterono accertare che nella nuova epidemia non c'entravano n il ferro n la fillossera n i nematodi: cionondimeno centinaia di migliaia di ananassi parevano ugualmente decisi a morire senza una ragione apparente.
Disperato Hoxworth Hale propose: Senza dubbio ci troviamo davanti o a un virus invisibile o a una deficienza chimica. Direi che la prima ipotesi  da scartarsi; non resta pertanto che la seconda. Sono pronto a far irrorare le piante una per una. Ma con che cosa?.
Un giovane chimico di Yale osserv: Noi conosciamo tutti i componenti chimici dell'ananasso. Ebbene, vediamo di fabbricare una miscela che contenga tutti gli elementi che possono eventualmente mancare. Opereremo alla cieca, e nel frattempo i botanici faranno un'analisi comparata di cento piante ammalate e di cento piante sane. Chiss che non si riesca a scoprire il mistero.
Il giovane distill un intruglio fantastico in cui c'era un po' di tutto, e con quello irror un campo che pareva ormai condannato. Come per incanto le piantine moribonde, in capo a due giorni, tornarono diritte e ripresero il loro colore normale. Evidentemente l'intruglio conteneva qualche elemento di cui erano affamate. Fu una delle pi drammatiche riprese nella storia della coltura dell'ananasso, e quella notte Hoxworth Hale riusc a dormire serenamente dopo molti mesi. La mattina il suo consiglio di amministrazione gli domand: Che cosa dunque ha salvato il raccolto?.
Non lo sappiamo; ma lo sapremo tra poco.
Non lasci requie ai ricercatori, i quali analizzarono la magica broda elemento per elemento. I campi seguitarono a riprendersi in modo stupefacente, finch un giorno venne omesso lo zinco, e le piantine tornarono a deperire.
Possibile!, tuon Hale. E chi sapeva che gli ananassi hanno bisogno di zinco?.
Veramente non lo sapeva nessuno, ma col passare degli anni la continua lisciviazione del suolo e l'introduzione di fertilizzanti chimici avevano a poco a poco esaurito lo zinco, della cui presenza nessuno si era mai accorto; quando il momento critico era stato raggiunto, le piante affamate di zinco si erano avvizzite.
Quali altre sostanze chimiche possono essere prossime all'esaurimento?, domand Hale.
Non lo sappiamo, risposero gli scienziati, ma la prudenza sugger a Hoxworth che se lo zinco era impercettibilmente sparito dai campi, potevano imitarlo altri minerali apparentemente secondari. Lanci dunque il programma di ricerche forse pi complesso di tutta la storia dell'agricoltura:
Dobbiamo considerare il nostro famoso suolo rosso delle Hawai come una banca dalla quale attingiamo enormi riserve di sostanze come il calcio, il nitrato e il ferro, sostanze che per fortuna sono facilmente sostituibili. A quanto sembra, per, vi attingiamo pure in modo costante riserve apparentemente trascurabili di elementi, come lo zinco, che sinora non abbiamo mai sostituiti. A incominciare da oggi voglio che i componenti chimici di tutto il materiale di rifiuto che rimane dopo il raccolto siano analizzati e che ne sia calcolato il peso totale. Per ogni tonnellata di nitrato che toglieremo dovremo sostituirne una tonnellata; e qualora dovessimo ritirare anche soltanto un milionesimo di grammo di zinco dovremo sostituire anche quello. Questo suolo meraviglioso  la nostra banca, e non dobbiamo pi lasciare che il nostro conto su di essa vi rimanga scoperto.
Gli scienziati per primi stupirono del numero di vuoti che vi trovarono: mancavano lo zinco, il titanio, il boro, persino il cobalto, oltre a molti altri elementi minori. Erano presenti nel terreno soltanto in infime quantit, ma bastava che uno scomparisse perch le piante di ananasso languissero. Una sera, quando finalmente l'equilibrio fu ristabilito nelle sterminate piantagioni e l'economia hawaiana fu salva, Hoxworth Hale, il quale aveva rifiutato di arrendersi sia ai nematodi sia all'esaurimento dei minerali, ebbe a un tratto una visione delle Hawai come un unico immenso campo di ananassi: nessuno poteva dire cos sui due piedi quale fosse il contributo dei filippini, dei coreani, dei norvegesi, ma se qualcuno avesse sottratto alle Hawai anche il pi insignificante degli elementi che formavano la sua societ sarebbero probabilmente periti anche quegli ananassi umani. Hale sost a lungo presso le piantagioni a riflettere su quel concetto nuovo, e da quel momento giudic anche i filippini e i portoghesi sotto una luce diversa.
Dopo che Hong Kong Ki ebbe fatto un certo periodo di prova nei vari consigli di amministrazione del Forte, accadde un fatto incredibile. Si vide convocare dal giudice Harper, che aveva sposato una Hoxworth, il quale gli annunci: Hong Kong, i giudici hanno deciso di nominarla membro del comitato di
fidecommissari cui  affidata l'amministrazione della tenuta di Malama Kanakoa.
Hong Kong sobbalz come se il giudice lo avesse frustato. Come! Vuol dire che, senza ch'io lo abbia chiesto, voi vorreste concedermi un tale onore?.
S. Abbiamo l'impressione che dal momento che il commercio e la politica hawaiani sono sempre pi nelle mani dei nostri fratelli orientali, sia giusto prendere delle misure che ratifichino in forma ufficiale questo stato di fatto.
Pur sapendo perfettamente come funzionassero il Forte e le sue molteplici ramificazioni, quella nomina lasci palesemente commosso Hong Kong: capiva che non appena la notizia fosse apparsa nei giornali della sera, non sarebbe stato pi possibile per nessuno seguitar a ignorare la portata della rivoluzione che stava trasformando le Hawai. Ora che il parlamento era quasi completamente nelle mani di giovani politici giapponesi, l'ultimo baluardo dell'ordine antico erano i grandi fidecommessi, e il fatto che il Forte fosse disposto a cedere spontaneamente anche in questo campo era un avvenimento davvero straordinario. Hong Kong decise nondimeno di comportarsi con la massima franchezza perch voleva essere ben sicuro che il giudice Harper si rendesse conto di ci che faceva.
Giudice, questo gesto mi commuove profondamente, confess con sincera umilt. Credo lei comprenda che cosa significhi essere il primo cinese al quale viene demandato un incarico di tanta importanza.  un gesto che non dimenticher mai. Ma voi sapete qual  il mio punto di vista nei riguardi della propriet terriera, vero? Come io la pensi sulle enfiteusi? Come sia mia intenzione spezzare i latifondi che lasciano incolto tanto terreno prezioso? Lei si rende conto di tutte queste cose, giudice?.
Harper rise di gusto e gli indic un foglio posato sulla sua scrivania. Hong Kong, lei evidentemente dimentica chi saranno gli altri fidecommissari. Crede che Hewlett Janders e John
Whipple Hoxworth le lasceranno la briglia sul collo?.
D'accordo, ma a volte anche gli uomini pi conservatori, a forza di sentirsi ripetere idee nuove, cedono... quando meno uno se lo aspetta.
Noi giudici riteniamo che lei sia l'uomo ideale per l'attuazione di idee nuove, ma certamente non le daremmo mai man forte contro gli altri fidecommissari suoi colleghi.
Badi che io non ho intenzione di litigare con nessuno, giudice.
Lo sappiamo. Per questo abbiamo scelto lei. Prima per di darle definitivamente l'incarico (incarico della cui importanza mi rendo conto forse ancor meglio di lei perch da anni chiediamo la nomina d'un orientale) desidero comprenda con chiarezza cristallina la natura del compito che sta per assumersi. Il giudice si sistem nella poltrona e avvert la segretaria che non intendeva essere disturbato.
Vede, Hong Kong, l'esistenza delle Hawai non dipende da quello che gli estranei si compiacciono di definire il Forte. Costoro sbagliano. Non  il Forte a tenere compatte le Hawai;  la inviolabilit dei grandi fidecommessi. Questi formano la spina dorsale della nostra societ. Il Forte ne  soltanto le costole e il popolo la carne. Ora, il compito dei giudici consiste proprio nel mantenere forte la spina dorsale. I fidecommessi controllano il terreno, controllano la canna da zucchero e l'ananasso. Sopravvivono l dove le ditte prosperano e declinano. Restano produttivi mentre le famiglie che se ne avvantaggiano decadono e scompaiono. Basta pensare a quello di cui si occuper tra poco lei: esso controlla milioni di dollari nel cuore stesso delle Hawai, e per chi? Per una cara vecchietta hawaiana e per quel suo disutile di figlio. Noi giudici non perdiamo il nostro tempo a preoccuparci di questo fidecommesso perch la nostra sollecitudine  tutta per quei due poveri hawaiani. Non lo meritano,  vero; per  di estrema importanza che Malama Kanakoa e suo figlio
Kelly siano tutelati. Quanto sto per dirle  ancora pi essenziale. Da quando abbiamo costituito i nostri grandi fidecommessi non v' mai stato uno scandalo: nessun fidecommissario ha mai approfittato della propria posizione per compiere operazioni illegali, defalcazioni, conversioni, transazioni per intascare provvigioni personali. Spesso i fidecommissari sono stati accusati di essere troppo conservatori, ma questo per un fidecommissario non  un difetto,  una virt. Hong Kong, sinch tali persone sono state scelte fra i membri delle famiglie missionarie, non abbiamo mai avuto da lamentarci di nulla. Ora che ci apprestiamo a mutare tattica, in un certo senso affrontiamo un grosso rischio. Rammenti che se lei commetter un solo errore, io stesso la caccer dalle isole, e i tribunali non avranno pace finch non la vedranno sottochiave. Se vorr far perdere agli orientali delle Hawai i vantaggi conseguiti nelle ultime tre generazioni abusi del fidecommesso di Malama Kanakoa. Il giudice sorrise, quindi soggiunse: Naturalmente, se vorr dimostrare invece che gli orientali hanno lo stesso alto senso di responsabilit che distinse sempre i missionari, questa  la sua grande occasione.
Hong Kong avrebbe voluto che fosse ancora viva sua nonna per farsi consigliare in un momento tanto difficile, ma intuendo che ella lo avrebbe sicuramente spronato a osare, domand risoluto: Che cosa direte voi giudici quando io suggerir a Malama Kanakoa d'effettuare nuovi grossi investimenti?.
Harper non rispose subito; parve riflettere a lungo, infine dichiar: Uno dei motivi che hanno indotto noi giudici a nominarla fidecommissario di Malama  stato proprio il fatto che Hoxworth Hale ci ha parlato delle sue non comuni doti di esperto in investimenti.
Sicch, in definitiva, mi ha nominato Hoxworth Hale?, domand Hong Kong.
Non mi fraintenda. L'ho nominata io. Il cinese s'inchin lievemente, ma non seppe reprimere un sorriso, e un attimo dopo
il giudice lo imit; alzatosi, si avvicin a Hong Kong e ponendogli una mano sulla spalla soggiunse: Mettiamola cos. Qualora lei dovesse dare una cattiva prova, Hoxworth ne uscir indenne. La brutta figura l'avr fatta soltanto io. Ricordi che la sola persona a tenerla veramente d'occhio sar proprio io.
Hong Kong rise. Sa come mi sento? Come quei negri che passano finalmente la linea di demarcazione razziale....
Be', non  precisamente la stessa cosa, comment il giudice Harper in tono bonario, ma quando il cinese se ne fu andato riflett: "Forse ha ragione. Probabilmente la sua nomina segna il principio della fine... la fine, almeno, del nostro vecchio sistema comodo e sicuro.
Hong Kong torn difilato a casa in cerca di sua figlia Judy, e quando seppe ch'era al conservatorio, dove insegnava canto e musica, vi si diresse immediatamente. Da quando Nyuk Tsin era morta, la persona con la quale preferiva confidarsi e alla quale si sentiva pi vicino era lei, la pi giovane delle sue figliuole, di cui apprezzava in modo particolare l'intelligenza pronta e lo spirito pratico.
Pochi minuti dopo Judy, una splendida ragazza di ventisei anni, gli correva incontro. Che c' di nuovo, paparino?.
Voglio che tu mi accompagni a fare una visita di estrema importanza. Sono stato nominato membro del comitato di
fidecommissari che si occupano del fidecommesso di Malama
Kanakoa.
Cosa? I giudici sono diventati matti?, esclam Judy.
Il Forte ha l'abilit di prevedere l'inevitabile, le rispose suo padre.
Dove andiamo?.
Voglio parlare con Malama perch desidero conoscere quali sono le sue ambizioni e le sue speranze per quella terra.
Pap! Sai benissimo che Malama non ha idee.
 quel che dicono tutti da molti anni; io credo, invece, che sia intelligente quanto te e me. Ad ogni modo vedremo.
Malama, come ud arrivare la grossa Buick, si fece sulla soglia coi capelli in disordine, l'abito di traverso, ma con un cordialissimo sorriso. Hong Kong! Il difensore dei miei interessi! Entri, entri! Ho avuto la grande notizia ieri sera!. Lo accolse a braccia aperte, e Judy not con un certo stupore che suo padre aveva avuto l'accortezza e la sensibilit insieme di acquistare per quella sua prima visita un lei da offrire alla padrona di casa. Glielo porse con grazia, alzandosi quindi sulla punta dei piedi per stampare, come imponeva la tradizione, due sonori baci sulle gote della gigantesca donna che lo sovrastava di quasi due teste.
Entrate, entrate, cari amici!, esclam Malama sempre pi espansiva. Non avevo mai sperato di vedere il giorno in cui sarebbe stato nominato mio tutore un illustre banchiere cinese. Questo  un giorno felice per me, Hong Kong. Il vostro popolo e il mio sono andati molto d'accordo in passato, e spero che ci sia di buon augurio anche per l'avvenire.
Oggi  un gran giorno per le Hawai, Malama!, osserv Hong Kong.
E questa  la sua bella figliuola, vero?, prosegu Malama. Alla risposta affermativa di Hong Kong, rise e soggiunse: Una volta quando vedevo un ricco cinese con una ragazza non riuscivo mai a capire se fosse con sua figlia o con la sua quarta moglie.
Capita la stessa cosa a me quando entro in un locale notturno di New York e vedo i banchieri haole in compagnia delle amiche, replic Hong Kong ridendo. Adesso a noi poveri cinesi la poligamia  vietata...  permessa soltanto agli haole, ormai!.
Venite che vi presento le mie amiche, disse Malama, ridendo della battuta di Hong Kong. Sapete, ci riuniamo di tanto in tanto per fare un po' di musica hawaiana. Questa  la signora Cioy, questa  la signora Fukuda, questa  la signora Mendonca e questa  la signora Rodriques.
Hong Kong s'inchin davanti a ognuna delle gigantesche donne, quindi domand rivolto alla signora Cioy:  lei che si chiama come un celebre cavallo da corsa?.
S, rispose la signora Cioy ridendo allegramente; sono proprio io! Vede, quel cavallo che si chiamava come me Carrythe-Mail fece vincere a mio padre un sacco di soldi.
Oh, lo so! Mia nonna era venuta a sapere che anche mio padre aveva scommesso una forte somma su quel cavallo. Non le dico come lo sgrid, per il cavallo vinse: e mio padre e il suo chiss come ci avranno bevuto sopra allegramente!. A quell'uscita di Hong Kong tutte le signore risero di gusto.
Non appena Malama seppe che Judy era musicista e dava lezioni al conservatorio le cacci in mano un ukulele, e la bella cinesina and subito a unirsi, senza farsi pregare e senza il minimo impaccio, al grande fregio di dame hawaiane che gi si era allineato lungo la parete di fondo della grande sala. Un attimo dopo le sei donne intonavano un'antica canzone hawaiana che parlava dei tempi in cui i re vivevano ancora a Lahaina, su Maui. Bench Judy Ki non conoscesse una sola parola della canzone, rivelava un'ottima voce, tanto che a un certo punto le sue compagne smisero di cantare per ascoltare i suoi vocalizzi, mentre la signora Cioy esclamava: Se non avesse quegli occhi a mandorla potrebbe proprio passare per hawaiana!.
Cessati i canti, Hong Kong venne all'argomento della sua visita dichiarando senza preamboli: Senta, Malama, io sono qui per sapere come si sente un hawaiano che si trovi sotto interdetto. Era come chiedere al papa quali siano le sue impressioni su Martin Lutero, ma Hong Kong non amava menare il can per l'aia, e la sua precisa domanda dest subito l'interesse non solo della padrona di casa ma anche delle altre signore hawaiane, poich la questione coinvolgeva moltissimi loro amici.
Le dir, Hong Kong, incominci Malama mentre, aiutata da Judy, incominciava a servire il t. Mi sono laureata a Vassar con ottimi voti, perci rimasi molto male quando mi sentii dire dal tribunale: Tu sei incapace di trattare i tuoi affari e pertanto pagheremo onorari altissimi a tre bianchi perch se ne occupino loro. Era una tremenda offesa; tentai di reagire, ma poi rammentai quel che mi dicevano sempre le mie care maestre haole di Hewlett Hall. Ero hawaiana, perci diversa dagli altri; per la mia stessa natura non potevo che essere incompetente, cos mi rassegnai. Voglio bene alle mie amiche, mi piace suonare la chitarra, mi piace questo posto, perci non ci penso pi. S,  vero, ho le mani bucate: forse merito di essere guidata come una bambina e tenuta a stecchetto.
La signora Fukuda osserv: Quel che manda sulle furie i bianchi e i giapponesi sparagnini come mio marito  la generosit di Malama; nei loro cuori meschini di avari non riescono assolutamente a capire e tanto meno ad apprezzare questa virt.
Che importanza ha il denaro, a questo mondo?, domand Malama.
Quanto le passa il comitato dei fidecommissari?, volle sapere Hong Kong; ma Malama, fingendo di non udirlo, seguit:
Oh, io non do la colpa a loro. Quando la mia situazione fu esaminata dai tribunali risult che dovevo al solo governo federale trecentocinquantamila dollari di tasse arretrate. Qualcuno doveva pure porvi un rimedio, cos adesso ricevo annualmente una somma fissa di ventiduemila dollari.
Che deve bastarle per s e per tutti i suoi amici, interloqu la signora Mendonca. Dopo tutto, Malama  un'alii nui e ha degli obblighi.
E le va questo sistema?, insistette Hong Kong.
No, non mi va e neppure lo capisco, rispose Malama.
Senta, seguit Hong Kong nel suo tono spiccio, ho deciso di effettuare per lei grossi investimenti. Perci per due anni dovr stringersi la cintura e venire a patti col governo federale, ma se righer diritto, entro tre anni le far togliere l'interdizione.
I volti delle cinque hawaiane s'illuminarono, parvero sbocciare come fiori dopo una pioggia provvidenziale, e Hong Kong comprese che la padrona di casa e le sue ospiti gi pregustavano feste a non pi finire, banchetti suntuosi, automobili nuove, viaggi in Europa, come ai vecchi tempi. Si affrett pertanto a soggiungere in tono ammonitore: Per quando le avr tolto l'interdizione.
lei rimarr sotto il mio diretto controllo, e sa che un cinese  almeno dieci volte pi severo di un giudice haole.
Tutti scoppiarono a ridere perch era la verit, ma Malama corse ad abbracciare Hong Kong, ponendogli al collo il lei ch'egli le aveva donato poco prima ed esclamando: Spero proprio che ce la faremo, Hong Kong! Sa, non scherzavo pocanzi, quando le ho detto che hawaiani e cinesi si sono sempre fatti del bene a vicenda!. Stava per citare vari esempi a corroborare questa sua tesi quando fu interrotta dal rumore di una porta aperta e chiusa bruscamente. Kelly!, grid Malama, vieni pure avanti. Siamo tra amici.
Il gigante entr col suo passo indolente, a piedi scalzi, in calzoncini aderenti e con la solita giacca da cameriere tutta sbottonata che gli lasciava scoperto il petto nudo. 'giorno, Hong Kong, borbott.
Stavamo parlando di vari progetti per valorizzare i nostri terreni, gli spieg affettuosamente sua madre porgendogli una tazza di t, ma Kelly rifiut la tazza con un gesto, e dopo aver strimpellato qualche nota sull'ukulele di Malama domand rivolto a Hong Kong:
Tu nuovo fide da kine?.
S, rispose Hong Kong, senza celare il proprio disgusto per l'uso del pidgin.
Se tu akamai questo fide, tu molto molto in gamba. Indic sua madre: Perch questa wahine spendere, spendere. Fece un cenno coll'ukulele alla signora Fukuda, che incominci a pizzicare il suo, e un attimo dopo le donne si rimisero a cantare, ma quasi subito Kelly si avvide che nel coro v'era una voce nuova di grande potenza lirica, e pur seguitando a trarre accordi dal suo strumento, rimase colpito dal timbro della voce di Judy. Poi, senza pi badarvi, quando il canto fin afferr una chitarra e attacc un a solo in chiave lenta al quale si unirono a poco a poco, in toni pi bassi, gli altri strumenti. Al termine dell'a solo Kelly accenn le prime note del Canto di nozze hawaiano, quindi passando la chitarra alla signora Fukuda si alz per intonare il maestoso a solo per voce maschile. Quando per fu prossimo al punto in cui alla parte maschile doveva unirsi quella per soprano, spingendo da una parte sua madre, afferr Judy con gesto imperioso, costringendola ad alzarsi, poi le fece un cenno, e per la prima volta alle Hawai una voce di donna cinese si lev a cantare il pi appassionato dei canti isolani. La voce di Judy squillava alta e limpida come una campana di chiesa, e quando venne per Kelly il momento di unirsi a lei nel duetto finale, cant come imponeva la partitura con tutta la sua possente voce baritonale, sinch la stanza si emp di note, e il lampadario prese a oscillare lievemente. Il coro fu conchiuso in sordina da Malama e dalle sue amiche. Hong Kong si sorprese ad applaudire suo malgrado perch non era affatto contento che sua figlia cantasse canzoni hawaiane. Anche le altre ospiti si unirono ai suoi applausi, mentre Kelly scompariva nella stanza attigua e ne tornava poco dopo con una pezza di tapa che avvolse intorno alla vita di Judy; le infil quindi tre fiori nelle trecce, e usando l'indice finse di modificarle la forma degli occhi con una matita da trucco.
Questa wahine sembrare pi hawaiana di me!, esclam; quindi puntando a turno un dito su ciascuna delle ospiti di sua madre grid: Cioy, Fukuda, Mendonca, Rodriques, e anche tu Malama! Domani sera. Capelli lunghi. Muumuu. Fiori. Tre ukulele, due chitarre. Lagoon avere musica hawaiana come mai sentito prima. S'inchin a Judy domandandole: Sorellina, volere cantare con me?.
Volentieri, rispose Judy come se fosse la cosa pi naturale di questo mondo; ma Malama, che per essere un'hawaiana era straordinariamente schietta, obiett:
La gente non si seccher che questa canzone sia cantata da una ragazza cinese?  cos tipicamente hawaiana....
Da kine signori pi meglio abituarsi, sbott Kelly, perch da wahine pi meglio canarino.
Lei che ne pensa, Hong Kong?, domand Malama.
Dal suo cipiglio si capiva benissimo che intendeva riservare il proprio giudizio negativo per quando fosse stato solo con la figlia, ma questa si affrett a rispondere per lui: Sar ben felice di accompagnarmi.
Non appena furono risaliti nella Buick, Hong Kong sbrait: Non permetter mai e poi mai che mia figlia canti in un locale notturno!.
Ma a me piace cantare, dichiar Judy risolutamente.
Farai ridere la gente. Mia figlia che canta in un cabaret! Una cinese che si fa passare per hawaiana....
Paparino,  tanto tempo che desidero cantare....
Con quel Kelly Kanakoa, poi! Con un poco di buono di hawaiano squattrinato!.
Be', che c' di male a essere hawaiani?, sbott Judy.
Non ho mica allevato una figlia, una cinese per bene come te, perch frequenti un hawaiano!.
E tu non frequenti forse Malama?.
Che c'entra! Io la frequento per affari. Judy, non ti cacciare nei guai!.
Paparino, tu al Lagoon ci devi venire perch voglio vedermi davanti almeno una faccia amica.
Il duetto Kelly-Judy ebbe un effetto esplosivo in molti sensi. Per i turisti che venivano dal continente fu la prima coppia di cantanti a rivelare una vera abilit professionale, specie la sera del loro debutto, durante la quale furono accompagnati dal coro delle cinque gigantesse, che con la loro mole maestosa e i loro capelli d'argento facevano risaltare ancor pi la fragile bellezza del soprano e la scattante mascolinit del baritono; perci, per quel che riguardava i turisti, il duetto fu un enorme successo, oltre che artistico, finanziario. Per i residenti delle Hawai, invece, rappresent un duplice scandalo in quanto la comunit cinese giudic inconcepibile che lo stesso giorno in cui Hong Kong era stato pubblicamente nominato fidecommissario di Malama Kanakoa, nomina che di per s lo aveva fatto salire ancor di pi nel rispetto della comunit, sua figlia, una ragazza distinta, beneducata, si mostrasse in pubblico in un locale notturno a cantare e a ballare la hula con uno scioperato come Kelly Kanakoa. Almeno quattro fra le pi importanti famiglie cinesi che avevano accarezzato il progetto di dare in moglie ai loro primogeniti la graziosissima Judy dichiararono esplicitamente: Non l'accetteremo mai per nuora. In quanto alla comunit hawaiana, essa ritenne un imperdonabile affronto che una famiglia alii come quella dei Kanakoa avesse scelto quale accompagnatrice di Kelly una cinese; che questa poi osasse travestirsi da hawaiana e presentarsi come tale in pubblico era addirittura immorale.
In tal modo i cinesi boicottarono Judy, e gli hawaiani, Kelly, ma la seconda sera li ud Manny Fineberg, della casa discografica Clarity, il quale si affrett a stipulare con loro un contratto estremamente redditizio, sottoposto per alla condizione che sulla copertina dell'album apparisse un'hawaiana purosangue. Judy canta come un angelo, dichiar Fineberg, ma non pu mica togliersi quegli occhi a mandorla.
Quella stessa sera, tornando a casa, Judy disse: Senti, Kelly, credo che per il nostro prossimo album ci converr fondare una societ in proprio, qui alle Hawai. Nacque cos la Island Records, che Judy si diede ad amministrare con mano di ferro andando continuamente alla ricerca di voci nuove, cosicch non pass molto tempo che almeno una met delle melodie hawaiane che furoreggiavano in America furono concertate e registrate da questa intelligentissima ragazza cinese.
Judy disegn anche il costume che doveva lanciare definitivamente Kelly. Consisteva in un paio di calzoni aderentissimi, con una gamba blu e l'altra rossa, sfrangiati sotto il ginocchio: per la parte superiore Judy scov una stoffa finissima di Giava che ricordava la tapa, e ne ricav un giacchettino, pure aderente, con due lunghi capi da legarsi intorno alla vita. Come copricapo Kelly seguit a portare il berretto da crocerista sulla nuca; le calzature erano grossi sandali di cuoio, anche questi disegnati da Judy, che Kelly poteva togliersi con un solo movimento del piede quando doveva ballare. Devi assumere un aspetto tipico, seguitava a ripetergli, ed ella fece altrettanto, la faccia esotica incorniciata di fiori, e le lunghe trecce sciolte su un sarong isolano. Per colpiva maggiormente i turisti lo strano dente di balena che Kelly portava al collo appeso a una catena d'argento e che divent, per cos dire, il suo marchio di fabbrica.
Tuttavia questi non furono i soli cambiamenti imposti da Judy a Kelly. Quando erano soli, lo obbligava a parlare in inglese; in scena, invece, lo incoraggiava a usare il pi barbaro dei pidgin, come quando nel bel mezzo di un numero fermava di colpo l'a solo di chitarra di Sciusci (che era divenuto loro socio) per gridare a quest'ultimo: Ehi, tu, Sciusci blalah, stanotte io pensare. Pi cento anni fa missionari venuti questo sasso e trovato mio nonno tuo nonno vestiti biotti, fare niente, dormire sotto palme, bere okolehau; loro fatto can-can d'inferno. Poi passati ancora cento anni tu me kanaka noi fare tutto lavoro mentre figli missionari dormire sotto palme, bere gin, vestire quasi biotti, fare niente. Sciusci blalah, cosa cavolo successo?.
Fu sempre Judy a insistere perch Sciusci imparasse a suonare la chitarra d'acciaio con amplificatore elettronico, anche se permetteva all'incorreggibile barbone di seguitare a vestirsi nel modo pi trasandato per mettere in risalto la maestosit di Kelly; v'erano per due aspetti del dinoccolato gigante che neppure Judy era riuscita a sistemare. Sciusci parlava in pidgin; se si trovava in gruppo con altri, la cosa poteva passare perch tutti, compresa Judy, finivano con l'usarlo, ma il fatto era che Sciusci non conosceva veramente altre lingue, perci la ragazza dovette rinunciare a pretendere da lui un linguaggio civile. Sulla questione delle donne, poi, non c'era niente da fare. Dopo un po' Judy comprese che per Sciusci non v'era redenzione possibile, ma per quel che riguardava Kelly, ottenne almeno che questi ignorasse i telegrammi che le divorziate del continente seguitavano a mandargli.
Tu oggi sei un artista importante, Kelly!, gli ripeteva tutti i giorni. Non devi concederti supinamente alle voglie di tutte le donne nevrasteniche.
Ma sono amiche delle mie amiche, tentava di protestare Kelly.
Dimmi, ti hanno mai fatto del bene?, ribatteva secca Judy.
No, doveva confessare il giovane.
E allora piantala una volta per sempre.
Con l'andar del tempo riusc a convincere persino Sciusci a non arrivare pi di corsa, tutto trafelato, con la notizia: Kelly blalah. Avere due da kine wahine, una decappottabile. Kelly blalah, tu dare mano, huh!.
Su un punto per Judy Ki non si fece mai illusioni. Se era esatto che il successo finanziario del terzetto derivava dalle sue non comuni doti di amministratrice, quello artistico era frutto esclusivo del fascino istintivo, contagioso, tipicamente polinesiano, dei suoi due compagni. Ai turisti bastava dare un'occhiata a Kelly e a Sciusci per innamorarsene, perch quei due hawaiani rammentavano loro un'et in cui la vita era pi semplice, il riso pi facile, un'et in cui l'aria stessa pareva fatta di musica. Nessuno straniero che andasse alle Hawai si innamorava delle isole per i profondi mutamenti apportati nella struttura sociale da Judy Ki e dal suo astuto genitore Hong Kong; la gente amava le Hawai soltanto per i polinesiani. Bisogna per dire che grazie a Judy i due ex scioperati adesso campavano bene, perch sotto la sua stretta sorveglianza guadagnavano circa settantamila dollari l'anno, pur avendo quasi tutti i pomeriggi liberi per andarsene sulla spiaggia a nuotare.
La redenzione di Kelly e di Sciusci era seguita con particolare interesse da due persone. Per Malama, la comparsa sulla scena di quella volitiva ragazza cinese rappresentava una vera e propria benedizione degli antichi di, che evidentemente non avevano ancora abbandonato del tutto gli hawaiani. Un giorno confid alle amiche: Io avevo tentato di educare mio figlio, ma non ci sono riuscita. Adesso, invece, questa piccola pake gli dice: "salta, e lui salta, e con che sveltezza, anche!.
Ho saputo che ha intestato a suo nome la societ discografica, osserv la signora Rodriques cercando di tastare il terreno.
 vero, ammise Malama, ma sono stata io a proporlo; guai se fosse Kelly a occuparsi del lato amministrativo!.
Sicch se volesse avere la parte che gli spetta della societ dovrebbe sposarla, eh?.
Nulla mi farebbe pi piacere, dichiar francamente Malama. Poi, lanciando una mesta occhiata alla palude dove gli antichi avevano pagaiato spensieratamente a bordo delle loro veloci canoe, soggiunse con voce sommessa: Da soli noi hawaiani non possiamo conservare le nostre posizioni nel nuovo mondo. Se non mi avesse dato una mano Hong Kong, a quest'ora io sarei definitivamente soffocata sotto i fardelli che mi ero caricata sulle spalle. Ma Hong Kong ha una forza cos contadina, cos terrestre che quando lo vedo passare mi pare che persino le colonne del porticato diventino pi solide.
La signora Mendonca osserv: Non avrei mai creduto che tu avresti approvato il matrimonio di tuo figlio con una cinese.
Sempre guardando pensosamente fuor della finestra, Malama rispose: Liliha, tu dimentichi che Judy non  una ragazza cinese come tutte le altre.  una discendente della pake kokua. Quando nessuno sulla terra avrebbe mai pensato od osato occuparsi dei lebbrosi hawaiani, quella donna dedic a essi tutte le proprie energie, perci mi sembra che ogni membro della sua famiglia meriti un particolare affetto da parte nostra. Dove sarebbe Kelly, oggi, se non ci fosse stata Judy? Credete che mi facesse piacere vederlo rovinarsi cos con una divorziata dopo l'altra?....
Credi che si sposeranno?, insistette la signora Mendonca.
Senza rispondere direttamente a quella domanda, Malama seguit: Carrythe-Mail, ricordo ancora il giorno in cui tu sposasti Leon Cioy, e tutti gli alii piansero perch una hawaiana sposava un cinese. Ricordo che piansi anch'io, ma mio padre mi consol assicurandomi che talvolta anche i cinesi possono essere brave persone. Ora per le cose sono molto cambiate; non si tratta pi di vedere che cosa pensiamo noi cinque povere vecchie hawaiane di un eventuale matrimonio del genere. Si tratta di chiedersi: "Una famiglia cinese di prim'ordine come quella di Hong Kong Ki permetter a una propria figliuola di sposare un hawaiano?. Noi hawaiani siamo spariti cos presto fra le quinte della storia.... Prese a strimpellare distrattamente l'ukulele, accennando un motivo che le sue amiche raccolsero subito, intonando un'antica canzone che parlava di giorni lontani destinati a non tornare mai pi.
La seconda persona che seguiva con particolare attenzione il mutamento di Kelly era Hong Kong Ki. Una sera attese alzato sino alle tre del mattino che rientrasse la sua bella figliuola per domandarle in un tono che non prometteva nulla di buono:
Dimmi un po'! Vi stavate per caso baciando, voi due, l fuori in macchina?.
S.
Be', che la cosa non si ripeta pi.
E tu allora non farmi la spia!. Judy fece per salire di corsa le scale, ma Hong Kong le tenne dietro protestando che tutta la comunit cinese era preoccupatissima. Come se non bastasse tutto quel cantare in un albergo, adesso sembrava che...
Che cosa?, gli domand secca Judy.
Che voi due abbiate intenzione di sposarvi, balbett Hong Kong.
Infatti.
Oh, no!, gemette suo padre, e con stupore di Judy quell'uomo che le era sempre sembrato invulnerabile scoppi a piangere, supplicandola: Non devi! Non puoi sposarlo! Sei una cinese, una ragazza di buona famiglia! Pensa alla tua posizione nella comunit.
Pap!, grid Judy, costringendolo dolcemente a togliere le mani dal volto rigato di lacrime. Kelly  un bravo ragazzo.
Io gli voglio bene e credo proprio che lo sposer.
No, Judy! No!, protest suo padre rimettendosi a piangere pi forte di prima. Tutto quel baccano svegli il resto della famiglia, e ben presto l'anticamera si emp di Ki i quali, quando seppero da Hong Kong che Judy "s'era incaponita di sposare
quell'hawaiano, scoppiarono a piangere a loro volta.
Un suo fratello esclam: Judy, non puoi disonorarci cos.
A Judy non era sfuggita l'apprensione dei suoi per la crescente amicizia che la legava a Kelly, ma l'aveva ritenuta una normale reazione familiare. Ora, vedendosi circondata da tutti quegli uomini in lacrime, comprese che la cosa era pi grave di quanto avesse immaginato.
Tu sei cinese!, rincar il fratello Eddie. Credi che quando studiavo a Harvard io non abbia conosciuto fior di belle ragazze haole? E parecchie le avrei anche sposate volentieri, ma non l'ho fatto per rispetto alla nostra famiglia. Perci non puoi farlo neanche tu.
Ma Kelly ha messo la testa a posto, ribatt cocciutamente Judy. Guadagna pi di voi, e il giorno in cui pap dovesse sistemare la posizione di sua madre....
 hawaiano, la interruppe Mike.
Credi che mi faccia piacere pensare che mia figlia sposi un uomo con un vocabolario di settecento parole soltanto, met
delle quali sono "sorella e "blalah?, protest Hong Kong.
Kelly  un giovane istruito, insistette Judy.
E va bene, sbott Hong Kong. Se sposi quell'uomo....
No, pap, lo implor Judy.
Se ti ostinerai a voler disonorare la comunit cinese, seguit Hong Kong in tono colmo di minaccia, noi non ti vorremo pi vedere. Per noi sarai perduta per sempre.
Ufficialmente i Ki tornarono a letto, ma per tutta la notte ora l'uno ora l'altro seguitarono a entrare nella stanza di Judy per cercar di convincerla a cambiare idea. Non  tanto il fatto che Kelly abbia un vocabolario di settecento parole, le confid una sorella;  che tu sei cinese e lui hawaiano.
Penseresti la stessa cosa se Kelly fosse haole?, domand Judy.
La stessissima cosa, le assicur sua sorella, perch tu sei cinese e devi sposare un cinese.
Ma Judy Ki era dotata di una volont fuor del comune, e nonostante i pianti, le suppliche, le minacce della sua famiglia, rientr una notte alle quattro annunciando a gran voce: Su, svegliatevi tutti quanti! Ho una grande notizia da comunicarvi! Questo preziosissimo fiore del Celeste Impero si accinge a sposare Kelly Kanakoa. Che cos'avete da dire, adesso?. Entr quindi risoluta in camera sua ad aspettare che i familiari arrivassero a uno a uno ad accertarsi se per caso non avesse perduto il ben dell'intelletto.
Sulle prime Hong Kong rifiut recisamente d'intervenire al matrimonio, imitato da numerosi cinesi e da una parte degli alii hawaiani superstiti, ma Judy dichiar senza perdersi di coraggio: Kelly, stasera al Lagoon annunceremo il nostro fidanzamento e poi canteremo in nostro onore Il canto di nozze. Cos fecero.
Fra i turisti le loro nozze ebbero un successo strepitoso, ma dai cittadini delle Hawai, indigeni e cinesi, esse furono considerate una specie di lutto nazionale. All'ultimo momento Hong Kong intervenne alla cerimonia soltanto per il rispetto che doveva a Malama Kanakoa, ma non volle assolutamente accompagnare la figlia all'altare.
Al Forte per si accorse che il dolore arrecatogli dal matrimonio della figlia lo aveva di colpo avvicinato ai colleghi. Hewlett Janders, il cui figlio Whip conviveva tuttora a San Francisco col suo aviatore, osserv semplicemente: Caro Hong Kong, coi figli non si sa mai dove si va a finire. In quanto a Hoxworth Hale, che aveva la figlia Noelani tuttora chiusa in casa a immalinconirsi e a cercar di ottenere un divorzio discreto senza incappare nella morsa inesorabile della pubblicit, gli batt affettuosamente una mano sulla spalla confidandogli:  proprio vero che a questo mondo siamo tutti uguali!.
Credi che abbia fatto bene a intervenire al matrimonio?, domand Hong Kong preso da un bisogno improvviso di sfogarsi.
Io interverrei al matrimonio di mia figlia chiunque sposasse, dichiar deciso Hoxworth.
Allora sono contento di essere andato, confess Hong Kong. Per a trovarli no, eh?.
Aspetta che ti nasca il primo nipote, lo consigli prudentemente Hoxworth. Cos avrai un buon pretesto per far marcia indietro senza perdere la faccia. Hong Kong gli diede ragione, ma entro di s sentiva che non gli avrebbe fatto per nulla piacere trovarsi fra le braccia un nipotino che sarebbe stato cinese soltanto per met.


Capitolo 12.

Il 1954 fu per la famiglia Sakagawa un anno di delusioni e di sconvolgimenti che ebbero inizio subito, sin dai primi di gennaio, allorch Kamejiro, le cui minacce di lasciare l'America non erano mai state prese sul serio da nessuno, annunci a un tratto che sarebbe partito il venerd seguente per trascorrere il resto dei suoi giorni a Hiroscima-ken. Fu di parola. Senza neppur salutare gli amici, senza un pranzo di addio, s'imbarc su un piroscafo giapponese con la fedele moglie Yoriko comunicando ai ragazzi: Per mantenermi a Hiroscima mi basteranno i proventi del negozio. Qui in America ho lavorato sodo e spero che il Giappone sia orgoglioso di come mi sono sempre comportato. Mi auguro che quando sarete vecchi possiate dire la stessa cosa di voi. Non era mai stato un uomo particolarmente romantico, pertanto non indugi sul ponte a dare un ultimo sguardo a quelle montagne che aveva traforato e a quei campi che le sue fatiche avevano contribuito a creare. Scese subito sottocoperta con la moglie a mangiarsi un sostanzioso piatto di riso freddo e di pesce che entrambi gustarono moltissimo.
Bench il fenomeno passasse inosservato sia alle Hawai sia sul continente, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale vi fu un notevole rientro di giapponesi dall'America alla madrepatria. Coi loro risparmi erano in grado di acquistare grossi lotti di terreno nelle zone depresse del Giappone. Appunto questo intendeva fare Kamejiro: avrebbe comprato per la sua famiglia, nel caso che Goro e Scigeo si decidessero a raggiungerlo, un pezzo di terra al villaggio natale, sulle rive del Mare Interno.
La partenza dei suoi vecchi addolor molto Scigeo il quale, quanto pi solidamente si affermava come americano, con un seggio al senato e con una posizione professionale invidiabile quale socio di McLafferty, tanto pi apprezzava le antiche virt che il padre gli aveva inculcate. Diversi erano invece i sentimenti di Goro, che pur ammirando al pari del fratello gli insegnamenti paterni, era felicissimo di veder tornare in Giappone l'inflessibile genitrice, poich sperava che questo gli avrebbe dato la possibilit di riconquistarsi Akemi-san; anzi, d'accordo con Scigeo, fiss alla giovane moglie una discreta cifra mensile lasciandole la facolt di comandare in casa come le pareva e piaceva, libera ormai dalla tirannide della suocera. I due fratelli non ridevano certo del bel giapponese corretto di Akemi e le dimostravano in tutti i modi il loro vivo desiderio che rimanesse.
Ma era ormai troppo tardi. Un mattino a colazione Akemi dichiar: Me ne torno in Giappone.
Ma perch?, balbett Goro.
Dove troverai i soldi?, incalz Scigeo.
Ho risparmiato.  un anno che non mi compero neppure un paio di calze e mangio quasi esclusivamente riso. Non vi ho derubati.
Nessuno t'incolpa di averci derubati, Akemi cara!, la rassicur Goro. Ma perch te ne vuoi andare?.
Perch qui alle Hawai mi sento morire... La vita in questo paese  cos piatta, cos priva di qualsiasi slancio intellettuale....
Come puoi dire questo?, la interruppe Scig.
Perch  vero... Chiunque venga dal Giappone lo capisce.
Ma non senti quanti fermenti nuovi ci sono qui?, insistette Scig. Guarda come noi giapponesi stiamo rapidamente arrivando al potere!.
E questi tu li chiami fermenti?, replic Akemi con un sorriso amaro. Per me i fermenti non sono la politica: sono le idee, le aspirazioni. Sono sicura che le Hawai non conosceranno mai un vero movimento intellettuale, e non me la sento di sprecare la mia esistenza in un posto come questo.
Ma non ti emoziona vederci assumere importanza come gruppo etnico?.
S, se aveste uno scopo veramente importante, ne sarei emozionata. Ma volete sapere qual  il vostro vero ideale? Una grande automobile nera luccicante di nichel. Non capirete mai la musica,
il teatro, la lettura. Avete idee meschine, limitate: mi rifiuto di continuare a seguirvi per questa via.
Akemi!, la supplic Goro sinceramente angosciato. Non te ne andare, te ne prego!.
Che cosa farai?, le domand Scig.
M'impiegher in un bar di Nisci-Ginza dove la gente sa conversare e discutere meglio di voi, dichiar seccamente Akemi, e quel giorno stesso incominci a fare le valigie.
Quando comprese che non avrebbe potuto farle cambiare idea, Goro si assent per vari giorni dal lavoro. Scigeo, rientrando, lo trovava seduto, ansioso e distratto, ad aspettare che Akemi-san tornasse dal mercato dove la ragazza, felice, informava del suo imminente ritorno in patria le altre spose di guerra che la guardavano con invidia. Goro aveva spesso gli occhi rossi, e le mani gli tremavano. Credi che quanto abbiamo compiuto qui sia veramente inutile, Scig?, domand un giorno al fratello, quasi piangendo.
Non dar retta a quel che dice Akemi, gli rispose Scig andandogli vicino.
Ma io le voglio bene! Non posso lasciarla andare!.
Goro, riprese Scigeo con voce piana, voglio bene ad Akemi-san quasi quanto te, e se veramente se ne andr anch'io ne avr il cuore spezzato; per sono sicuro di un fatto: tu e io lavoriamo per qualcosa di talmente grande che Akemi non pu nemmeno immaginare. Se ci daranno altri vent'anni costruiremo qui alle Hawai un paese di sogno.
Goro capiva a che cosa suo fratello volesse alludere; tuttavia chiese: Frattanto, per, credi che siamo ottusi e insensibili come sostiene Akemi?.
Scig non rispose subito. Ricordava i venerd sera a Boston, le discussioni animate coi compagni ad Harvard, le domeniche nei grandi musei. Infine confess: Per il momento bisogna riconoscere che le Hawai sono piuttosto uno schifo.
Sicch, secondo te, Akemi ha ragione?, domand Goro con un profondo accoramento nella voce.
Purtroppo non ha abbastanza classe e abbastanza intelligenza per sorvolare sul fatto che, in fondo, noi due siamo sostanzialmente ancora contadini, fu la schietta risposta di Scigeo.
Come sarebbe a dire?, protest Goro stizzito. Abbiamo ricevuto un'eccellente istruzione, mi sembra!.
D'accordo, ma nella sostanza siamo rimasti contadini, insistette Scig. Tutti coloro che sono immigrati in queste isole vi sono giunti come contadini analfabeti: tutti i cinesi, i portoghesi, i coreani e adesso i filippini. E in quanto a noi giapponesi, siamo gran brava gente, onesta, lavoratrice, ma  anche una verit sacrosanta che siamo una manica di villanzoni di Hiroscima.
Goro, ch'era gi anche troppo avvilito dalla minacciata diserzione della moglie, si rifiut di accettare quell'ulteriore umiliazione. Furibondo grid: Villanzoni o no, oggi i nostri lavoratori delle piantagioni ricevono stipendi adeguati e i nostri avvocati sono eletti al parlamento. Secondo me questo  qualcosa.
 tutto, convenne Scig dando una stretta affettuosa al braccio del fratello. Le cose di cui Akemi-san lamenta la mancanza verranno in seguito. I nostri figli avranno il tempo di leggere e d'ascoltare musica perch non saranno pi contadini.
Ora per Goro era passato definitivamente dall'avvilimento alla bellicosit. Protest: Caspita! Scommetto che tra cinquantanni ai tipi come te e come me faranno un monumento!. Riacquistando fiducia si prepar mentalmente un lungo discorso col quale, ne era sicuro, avrebbe convinto la moglie a restare, ma quando la vide entrare e, dopo essersi tolta con cura i geta sulla porta, camminare in punta di piedi come si addiceva a una delicata gentildonna giapponese, ogni coraggio gli venne meno e seppe mormorare soltanto: Akemi-san, te ne supplico, non te ne andare!.
Senza rispondergli, la donna prosegu verso la propria stanza, dove termin di fare le valigie. Soltanto quando fu pronta per partire gli disse con voce tenera, senza rancore: Io non ho nulla contro di te, Goro-san; anzi, ho molta riconoscenza. Ma si vive una volta sola, e io non intendo gettar via la mia vita in questo paese.
Migliorer!, le assicur Goro.
Ma nel suo giapponese fiorito Akemi rispose, irremovibile: Se restassi qui ne morrei. E quel pomeriggio stesso s'imbarc per il Giappone.
Com'era prevedibile il signor Iscii scrisse una lunga lettera in caratteri giapponesi ai Sakagawa di Hiroscima-ken, e non appena
lo scriba locale ne ebbe letto il contenuto a Yoriko, Goro incominci a ricevere da sua madre una serie di lettere entusiaste che Iscii-san leggeva ai due fratelli perch Goro e Scigeo, pur parlando il giapponese, non. erano in grado di leggerlo. Una di queste lettere diceva fra l'altro:
Sono felice di apprendere che la gran dama di Tokio se ne sia tornata a casa. Tanto meglio per tutti. Goro, mi sono informata al villaggio e ho trovato parecchie ragazze da marito che sarebbero disposte a trasferirsi in America. Per devi mandarmi una tua fotografia recente perch in quella che ho io sei troppo giovane, e le ragazze pi adatte temono che tu non abbia ancora una professione fissa. In questa lettera troverai le fotografie di tre ottime giovani. Fumiko-san  forte come un toro e viene da una famiglia che io conosco da quando ero bambina. Cielo-san  di una famiglia molto seria e quando  truccata  piuttosto carina. Yuri-san  un po' piccolotta, ma ha un cuore d'oro, e so da sua madre, una mia vecchia amica, che  anche un'ottima massaia. Poich anche Scigeo adesso ha un buon impiego e dovrebbe sistemarsi, gli mando due fotografie della maestra del villaggio.  una ragazza educata e per un avvocato sarebbe una moglie ideale perch, pur essendo stata a scuola,  oriunda di questo villaggio. Dopo il grave sbaglio commesso da Goro sono sicura che voi due non oserete pi cercarvi una moglie che non sia di queste parti.
I due fratelli allinearono le cinque fotografe sul tavolo e incominciarono a studiarle con una faccia da quaresima, finch Goro comment fra i denti:  un vero peccato che non coltiviamo canna da zucchero perch questo quartetto zapperebbe senza fatica tutti i campi tra qui e Waipahu.
La posta successiva port le foto di altre tre candidate, tre ragazze tracagnotte dal sedere enorme, dai denti d'oro e dalle schiene d'acciaio. Il signor Iscii, dopo aver letto le lettere ai cognati, passava delle mezz'ore a contemplare le fotografie traendone le proprie considerazioni personali. Vedete, la miglior cosa ch'io abbia fatta in vita mia  stato di sposare una ragazza di Hiroscima. Se voi giovani aveste un briciolo di buonsenso seguireste il mio esempio.
Venne infine una lettera che conteneva due fotografie pi che passabili. Iscii le studi con cura, affrettandosi quindi a osservare: Credo proprio che queste possano andare. Tuttavia il suo buonumore cadde di colpo quando nel leggere il testo s'imbatt in un brano che non ebbe neppure la forza di terminare. Incominciava:
La settimana scorsa donna-san e io siamo state per la prima volta in vita nostra a Hiroscima citt e mi vergogno di dire che quel che sostenevano gli americani  proprio vero. La citt  stata bombardata; anzi,  stata quasi completamente distrutta, e si vedono ancora molte macerie. Iscii-san, che certamente vi legger questa lettera, deve sapere che i danni sono stati enormi e che pertanto non so come si possa ancora credere che il Giappone abbia vinto la... . .
La voce di Iscii si spense. Egli non poteva dubitare della veracit di quelle parole fatali, perch erano di una persona insospettabile come sua suocera; per accettandole doveva anche riconoscere che il suo sogno di tredici anni, incominciato col bombardamento di Pearl Harbour, era stato tutto una menzogna, e la sua vita un'unica prolungata beffa. Scigeo e Goro ebbero la delicatezza di non pretendere che leggesse oltre; dovendo recarsi ciascuno al proprio ufficio, salutarono affettuosamente il vecchietto, ch'era rimasto immobile con la lettera in mano.
Quella stessa mattina, verso le undici, giunse trafelato nello studio legale McLafferty & Sakagawa un giapponese che appena entrato si mise a urlare in inglese: S' ammazzato sui gradini del consolato giapponese!.
Con una stretta al cuore Scig comprese subito di chi parlasse. Mormor soltanto: Iscii-san?.
S!, rispose il messaggero sempre urlando. S' fatto karakiri.
Ti accompagno, grid dalla stanza accanto McLafferty a Scigeo, e i due soci si precipitarono insieme a Nuuanu, dove sin dai primi tempi del loro arrivo alle Hawai gli umili lavoratori giapponesi avevano sempre portato i loro affanni. Al consolato un gruppo di poliziotti attendeva un'autoambulanza, che pochi istanti dopo sopraggiunse a sirene spiegate. Ma il piccolo agitatore era gi morto. Convinto ormai che la madrepatria aveva veramente perduto la guerra, aveva sentito che l'unico gesto onorevole che gli restava da fare era di informare l'imperatore del proprio cordoglio. Si era pertanto recato davanti al consolato e stringendo la bandiera dell'imperatore nella mano sinistra si era ucciso come imponeva la tradizione della sua terra. Con la morte di Iscii la sconfitta nazionale fu finalmente riconosciuta persino dai pi irriducibili fanatici della comunit giapponese.
Dopo i funerali del cognato, Scigeo si trov a dover affrontare il suo primo grosso problema di quell'anno, perch Goro torn precipitosamente a casa, un tardo pomeriggio, con questa sconvolgente notizia: I processi ai comunisti s'iniziano il mese prossimo, e Rod Burke mi ha fatto sapere che vuol essere difeso da te.
Me l'aspettavo..., mormor Scig abbassando il capo. Ma perch me lo chiede proprio mentre sto preparandomi per essere rieletto?.
Perch il processo si celebra adesso, rispose Goro. Accetti o no?.
Scig prevedeva da un pezzo che i comunisti avrebbero chiesto il suo patrocinio e aveva tentato di formulare mentalmente una risposta esauriente a tale richiesta, ma mentre  facile preparare una risposta a una prevedibile domanda insignificante, non  altrettanto facile anticipare i contrasti morali ed emotivi che comporta una domanda ben pi complessa quale: "Sono io, come avvocato, obbligato a fornire assistenza legale a un comunista?.
Avrei preferito che tu non me lo avessi chiesto, replic Scig tentando di tergiversare.
E io avrei preferito che Rod non si fosse rivolto a me, ribatt Goro.
Sei deciso ad aiutarlo?, domand Scig.
S: senza di lui non sarei riuscito a niente.
Per sei sicuro che sia colpevole?.
 probabile, ma ritengo che anche un comunista abbia il diritto d'essere processato legalmente e di cercarsi un avvocato difensore.
Ma perch proprio io?.
Perch sei mio fratello.
Non ti posso rispondere cos sui due piedi.
Non c' fretta. Riflettici pure sopra.
Scigeo prese cos l'abitudine di passeggiare per ore per le strade di Kakaako domandandosi che cosa gli convenisse fare. Argomentava: Io in questo paese ho un compito di fronte al quale ogni altro deve passare in seconda linea: la riforma fondiaria. Per ottenerla devo assolutamente essere rieletto. Se assumer la difesa di Rod Burke perder sicuramente tutti i voti haole che ho guadagnati l'ultima volta, e questo significherebbe che a novembre sarei battuto. Perci sotto questo profilo dovrei rispondere di no. Per Rod Burke non  il solo imputato; ci sono anche sua moglie e altri due giapponesi. Ora, se dovessi difendere questa gente mi guadagnerei per sempre tutto l'elettorato giapponese per il semplice fatto che avr avuto l'audacia di assumere la difesa di persone che hanno tutti contro. Perci anche qualora dovessi perdere queste elezioni la mia posizione si rafforzerebbe alle prossime. Tuttavia devo permettere che i miei interessi personali determinino la mia decisione? Chiunque ha il diritto di avere un difensore, e quanto pi la comunit gli  contro, tanto maggiore  questo suo diritto. Purtroppo per io non sono un avvocato qualsiasi. Sono il primo giapponese che sia stato accolto nel senato e il solo che abbia la possibilit di esservi rieletto. Se mio fratello Goro rappresenta i lavoratori, io rappresento tutta la comunit giapponese, ed  una grandissima responsabilit che non mi posso scrollare di dosso cos facilmente. Per nella nostra famiglia non ci siamo soltanto Goro e io; ci sono anche Tadao e Minora che hanno dato la vita per difendere un ideale americano, quell'ideale che oggi  direttamente minacciato dalla combutta comunista. Come posso dunque assumere proprio io la difesa dei comunisti?".
A queste si aggiungeva infine la domanda del secolo. A Scigeo venne fatto di porsela mentre passava davanti a una bottega di sascimi di Kakaako Street; era la stessa che si ponevano centinaia di americani come lui al lavoro, al cinematografo, in chiesa: "Se per volto le spalle a un comunista, come posso essere sicuro di non volgere le spalle anche a quello stesso concetto di libert che mi sforzo di difendere? Gli uomini onesti trovano sempre qualcuno che li difende; ma che significato ha la giustizia se gli uomini disonesti o supposti tali non trovano nessun difensore?.
La mente di Scigeo Sakagawa seguit cos a oscillare per vari giorni tra questi dubbi finch il giovane si decise a consultarsi col proprio socio. Incominci col domandargli: Jim, quale capo del partito democratico e quale titolare dello studio McLafferty & Sakagawa, come ti sentiresti se il tuo socio dovesse assumere la difesa di elementi comunisti?.
Fu ora la volta di Black Jim di seguire i complessi e tortuosi meandri della logica, del sentimento, della politica, del patriottismo, dell'interesse personale. Le sue osservazioni di maggior rilievo le tolse di peso dalle esperienze paterne a Boston: Non fa mai male a un avvocato democratico difendere degli estremisti. Finch si sa notoriamente che il proprio socio  cattolico, si  liberi di difendere chi si vuole. Poi, attingendo alla propria diretta esperienza hawaiana, si affrett per a soggiungere: Sarebbe bella che il primo giapponese eletto al senato perdesse il posto per una stupidaggine!. Ma prudentemente si astenne dal dare un suggerimento concreto.
Sempre pi confuso, Scigeo riprese a passeggiare cercando ispirazione nell'esercizio fisico, e alla fine gli venne in mente ci che aveva detto Akemi-san il giorno in cui era partita: In tutta la comunit giapponese delle Hawai non circola una sola idea. Subito Scig pens: Ma io ho un'idea! Ho un concetto che far fare un gran passo avanti all'intera comunit!. No, non poteva mettere a repentaglio il suo movimento di riforma fondiaria.
Non difender i comunisti, dichiar a suo fratello. E che Iddio mi perdoni se questo  un atto di vigliaccheria.
Da questa lunga lotta con la propria coscienza Scigeo Sakagawa attinse una forza particolare e un estremo convincimento quando, iniziatasi finalmente la campagna elettorale, egli dovette attaccare a fondo il problema della riforma terriera. Disegn carte e grafici per dimostrare come il Forte e i suoi membri, attraverso posti chiave nell'amministrazione dei grandi fidecommessi, controllassero tutto il territorio dell'arcipelago; fece osservare come costoro cedessero tale territorio a pezzettini non per scopi sociali, bens per mantenere alto il valore finanziario, allo stesso modo che i mercanti del Sud-Africa mettono in circolazione ogni anno soltanto una determinata quantit di gemme per mantenere alti i prezzi. Ora, se questa politica pu essere giustificata quando si tratta di oggetti preziosi superflui, non lo  pi quando si tratta della terra, il bene maggiore cui aspiri un uomo e senza il quale periremmo tutti!.
Il grafico pi incriminante dimostrava come alcune famiglie fossero riuscite a far stimare da un governo compiacente le loro tenute, lasciate apposta incolte per scopi speculativi, al due per cento del loro valore reale, mentre ben trecento bottegai del ceto medio per i quali le rispettive piccole propriet servivano per campare, si erano visti stimare i loro pezzetti di terra al cinquantun per cento del valore reale. Siamo noi, seguitava a ripetere Scig, che sovvenzioniamo le grandi propriet. Siamo noi a permettere che non paghino tasse, a spronare i grandi proprietari a lasciare incolte le proprie terre. Siamo noi a consentire che si rifugino dietro il paravento di una tassazione irrisoria per poter comodamente speculare. Io non ho nulla contro questa gente; vorrei essere abile come loro! Sapete per quanto hanno venduto alla Gregory's il terreno sul quale la societ ha costruito il nuovo emporio? Per tre milioni di dollari! E sapete quanto avevano pagato di tasse su quel terreno? Settantunmila dollari! La vostra e la mia insipienza ha permesso agli Hewlett di tener lontano dal mercato un terreno prezioso sul quale pagavano tasse che rappresentavano un quarantesimo del suo valore reale.
Nei parchi pubblici, alla radio, alla televisione Scigeo Sakagawa
non si stancava di battere su questo tema dominante, e quando gli oppositori gli chiedevano s'egli non fosse per caso un radicale e invocasse lo spezzettamento delle grandi propriet terriere come era avvenuto in Russia, rispondeva senza inquietarsi: No, io sono un inglese conservatore che cerca di fare per le Hawai ci che uomini come me hanno fatto per l'Inghilterra cento anni fa. Rammentate una cosa; radicali sono coloro i quali credono che questo problema possa essere rimandato indefinitamente, in quanto la loro condotta porta a un'inevitabile catastrofe; la mia, invece, conduce alla democrazia.
Ad ogni comizio v'era per sempre qualcuno che prima o poi lo rimbeccava: Ma non sei anche tu un comunista come tuo fratello Goro?. Scigeo tuttavia aveva escogitato un'abile risposta. Fissava lo sguardo lontano lasciando cadere le braccia e rispondeva in un tono che pareva profondamente assorto:
In qualsiasi elezione americana questa  una domanda prevista e plausibile, e i votanti hanno il diritto di ottenerne una risposta onesta. Come posso rispondervi nel modo migliore?. Pareva raccogliersi come se stesse riflettendo intensamente, poi, dopo una breve pausa, ricominciava a parlare con estrema calma. Chi mi ha rivolto la domanda  abbastanza adulto per ricordare l'incontro di calcio McKinley-Punahu del 1938? Se rammenterete, accadde negli ultimi quindici secondi di gioco: Punahu perdeva per quattro punti, diciotto a quattordici. A un tratto l'asso di Punahu si scaten... Mi pare ancora di vederlo sfrecciare lungo la linea laterale... dieci, venti, quaranta metri. Stava per mettere a segno una splendida rete e vincere. Ancor oggi rammento con profonda emozione quel momento perch chi correva cos era mio fratello Tadao Sakagawa, il primo giapponese povero ch'era entrato a Punahu e uno dei massimi campioni che abbia mai avuto quella scuola. Ma sapete che cos'accadde a un tratto? Dai giocatori del McKinley si stacc un attaccante; si mise a filare come una locomotiva dietro mio fratello, e bench Tad fosse veloce, l'attaccante del McKinley, che correva come il vento, ferm mio fratello salvando la partita in extremis. Sapete tutti chi fosse. Era l'altro mio fratello, Goro, quello che invano aveva cercato di farsi ammettere al Jefferson. Ora, la morale del racconto  la seguente: Goro avrebbe potuto lasciare che suo fratello Tad segnasse la rete della vittoria e divenisse cos l'eroe dell'anno, ma conscio com' sempre stato del proprio dovere, attacc il fratello prediletto, salvando cos la bandiera del McKinley. Noi Sakagawa siamo stati abituati dai nostri genitori ad anteporre il dovere a tutto il resto! Ma volete sapere dove si trova adesso il grande mediano Tadao Sakagawa? Seppellito al Punchbowl, sotto una croce militare: ha dato la sua vita per l'America. E sapete dov' l'altro mio fratello Minora? Seppellito anche lui al Punchbowl. Lui pure ha dato la vita per il proprio paese. Noi Sakagawa siamo fatti cos: siamo lottatori duri, risoluti, che si rifiutano di scendere a compromessi. Vi dir ancora una cosa. Se, come voi asserite, mio fratello Goro fosse davvero un comunista, io lo caccerei personalmente da queste isole, ingaggerei una lotta senza quartiere, lo attaccherei come lui attacc Tadao, perch mi rifiuter sempre di scendere a compromessi col comunismo.
A questo punto la sua voce assumeva un tono pi duro: Ma
Goro Sakagawa non  un comunista;  un abile organizzatore sindacale, e il bene che ha fatto per i lavoratori delle Hawai  incalcolabile. Ora, io sono favorevolissimo a questi organizzatori e desidero che tutti lo sappiano. Goro e io siamo due tagli di una medesima spada: lui nell'organizzazione sindacale, io nella politica, siamo decisissimi a sradicare tutte le consuetudini antiquate e ingiuste; insieme siamo risoluti a distruggere le ultime vestigia di feudalesimo che ancora inquinano queste isole. Nella conclusione la sua voce assumeva un accento esortativo: E rammentate che n Goro n io ci fermeremo, perch ricordiamo ancora il giorno in cui nostro padre ci port nella vecchia piantagione di Kaui e ci mostr le baracche dove i luna solevano frustare i lavoratori. Quel giorno giurammo che un simile sconcio sarebbe cessato per sempre. Ora a quel signore che mi ha accusato di essere comunista vorrei a mia volta rivolgere due domande: dov'era mentre i miei fratelli Minora e Tadao davano la propria vita per la democrazia americana? Che cos'ha fatto che si possa paragonare a ci che abbiamo fatto Goro e io per estirpare le erbacce che la soffocavano? Sarei lieto se, a comizio terminato, il mio avversario venisse a parlarmi a quattr'occhi, e se avr fatto la met di quel che abbiamo fatto noi, desidero abbracciarlo come merita ogni americano onesto perch sicuramente non  comunista, come non lo sono io.
Di solito a questo punto i presenti applaudivano freneticamente, e la prima volta che Black Jim McLafferty ud quella risposta esclam: Perdiana, dobbiamo mettere qualcuno tra il pubblico che ti rivolga quella domanda tutte le sere perch non ho mai udito una risposta migliore. Questa  demagogia della pi bell'acqua, e sai come si chiama la demagogia della pi bell'acqua? Oratoria!. Ma Scig non ne volle sapere d'aver un oppositore preconcertato perch temeva che quel piccolo imbroglio togliesse forza al suo discorso. Del resto, se domanda e risposta erano sincere e spontanee, di solito l'oppositore veniva veramente a cercarlo, mettendosi a parlare con lui o delle proprie esperienze belliche
o dei disagi attraverso i quali era passata anche la sua famiglia, cosicch alla fine Scig, con quella risposta, riusciva di solito a trasformare gli oppositori in sostenitori.
Una parola pronunciata da McLafferty torturava per Scig: "demagogia. "Sono veramente colpevole di demagogia?, si domandava, e analizzando ogni punto della sua ormai arcinota risposta doveva ammettere che questa non faceva una grinza finch non giungeva alla parte che riguardava i luna: qui il ragionamento incominciava a zoppicare. In fondo, che cos'accadde veramente?, si chiedeva. Un giorno un luna picchi mio padre, una volta sola. La prima volta che pa' me ne parl mi disse la verit: "Quel giorno il luna mi ha picchiato qui". Poi la nostra famiglia costru la leggenda: "I luna ci picchiavano sempre qui". Finch si arriv a: "Qui i luna picchiavano tutti i giapponesi" Scigeo era troppo sincero per non capire che una simile deformazione della verit era effettivamente demagogia della peggior specie, perch serviva soltanto a mantenere vivi gli odii di classe: ora, gli odii di qualsiasi genere, ancorch abbiano un fondamento legittimo, conviene lasciarli sepolti nella tomba della memoria. Per quel discorsetto guadagnava voti alla sua causa; cos una sera, dopo un comizio particolarmente acceso, sottopose coraggiosamente il problema a Black Jim:
Dimmi sinceramente il tuo parere. Ti sembra giusto ch'io seguiti a tirare in ballo il particolare dei luna che picchiavano i giapponesi?.
Black Jim stava armeggiando intorno alla vecchia Pontiac e l per l non rispose. Infine bofonchi: Ci procura voti.
Io non t'ho domandato questo; ti ho chiesto che cosa ne pensi?, incalz Scig.
Be', se vuoi sapere la verit, di solito esco, gli confess Black Jim, perch ho paura che mi venga da vomitare in pubblico.
Scig rinunci pertanto a quel particolare di troppo facile effetto demagogico, ma allo scoprimento degli affreschi coi quali Goro aveva fatto decorare la nuova sede del suo sindacato not che fra l'altro era rappresentata una piantagione dove i luna sospingevano innanzi i lavoratori percotendoli con nerbi di bue. Scigeo riflett malinconicamente: "Ecco qual  il male peggiore che nasce da un'azione ingiusta: qualcuno la ricorda sempre a fosche tinte.
Mentre la campagna elettorale ferveva, resa ancor pi complicata dal processo ai comunisti, Scigeo ricevette un giorno nel proprio studio una visita del tutto inattesa. Si trattava d'una giovane haole sui ventisei anni di una bellezza pallida, malaticcia. Incominci nervosamente: Mi chiamo Noelani Hale Janders, sono divorziata, ma non ho ancora ripreso il mio nome di ragazza. Quel che lei dice alla radio mi piace, e vorrei collaborare.
Scusi: come ha detto che si chiama?, domand Scig, che vedeva per la prima volta in vita sua quell'insolita visitatrice.
Il mio vero nome  Noelani Hale.
Di quale ramo?.
Sono la figlia di Hoxworth Hale.
Sieda, la prego, mormor debolmente Scig, e quando si fu un poco ripreso dal suo stupore osserv: Signora Hale,  ben sicura di aver capito quel che vado dicendo?.
Veramente mi chiamo ancora Janders, lo corresse Noelani. Non ha saputo del mio divorzio?.
No, dovette confessare Scig.
 stata una faccenda poco simpatica. Ma tornando a noi, posso assicurarle che ho capito benissimo ci che lei dice, senatore Sakagawa, e desidero informarla che i suoi punti di vista coincidono coi miei.
Ma sa come la penso a proposito dei latifondi?, incalz Scigeo.
Proprio di questo desidero parlarle, rispose Noelani col suo preciso accento bostoniano.
Credo che suo padre proverebbe un grande dolore se lei dovesse effettivamente collaborare alla mia campagna, l'avvert Scigeo. E se devo essere proprio sincero, molto probabilmente ne verrebbe un grosso danno anche a me.
Ho studiato scienze politiche a Wellesley, dichiar in tono risoluto la giovane.
 stata a Wellesley?.
S, mentre lei era a Harvard.  stata Amy Fukugawa a parlarmi di lei un giorno, a un concerto.
Che cosa fa Amy, adesso?.
Ha sposato un cinese, e siccome sia i genitori di lei sia quelli di lui li hanno ripudiati, sono andati a stabilirsi a New York dove vivono felici e contenti. Il marito di Amy  avvocato.
Ma si rende conto di come io intendo condurre la mia campagna di riforma fondiaria, signora Janders? Si rende conto che qualora i miei progetti fossero attuati, suo padre e tutti i suoi amici ne sarebbero direttamente colpiti?.
Io voglio sapere soltanto una cosa: quando lei parla di frazionare i latifondi....
Non credo di avere mai usato questa frase, la corresse Scig. Io sostengo che bisogna impedire che i latifondi rimangano improduttivi.
Noelani ebbe un sospiro di sollievo e riprese: Ma lei permetterebbe che le terre sfruttate per la coltura della canna da zucchero e dell'ananasso ricevessero un trattamento preferenziale?.
Senta, signora, esclam Scig, evidentemente su questo punto io non ho saputo spiegarmi bene.
Infatti, replic imperturbabile Noelani. Per questo sono qui a proporle la mia collaborazione: ho intuito che lei  troppo intelligente per non aver pensato al problema fondamentale delle Hawai. Prese due libri e li pos sulla scrivania proseguendo: Facciamo conto che questo sia le Hawai e quest'altro la California. Ora, il nostro problema principale consiste nel procurarci tutti gli oggetti che ci servono, cibo, materiali da costruzione, articoli di lusso, in California e nel trasportarli alle Hawai. Adesso facciamo conto che questo calamaio sia la nostra nave. Possiamo caricarla in California quando vogliamo e trasportarne il carico alle Hawai. Ma come pagheremo questo carico? E che cosa ri trasporter la nave dalle Hawai in California per evitare che viaggi vuota, il che raddoppierebbe i costi dei noli su tutto quanto?.
Noelani tacque, mentre Scigeo posava il calamaio sul libro che rappresentava le Hawai, dichiarando: So benissimo che la nave deve tornare in California carica di zucchero o di ananassi. La nostra  un'economia agricola e dai prodotti dell'agricoltura noi attingiamo il denaro per vivere. Inoltre so altrettanto bene che il nolo di cui sono gravati zucchero e ananassi per il trasporto sul continente bilancia il nolo sui viveri e sul legname che vengono importati.
Questo per non lo ha spiegato ai suoi ascoltatori, osserv Noelani. Voi giovani giapponesi siete troppo battaglieri, cos dimenticate di assicurare alla popolazione che i terreni tenuti legittimamente a coltura saranno salvaguardati per il benessere comune. In quanto ai terreni che sono stati lasciati improduttivi a scopo di speculazione e per mantenerli esenti da tasse, credo che persino mio padre sia convinto ormai che debbano essere distribuiti un po' a tutti.
Lei mi ha parlato di collaborazione, disse Scigeo. Che cos'aveva in mente?.
Vorrei aiutarla a esprimere in termini tecnici, per la radio e per la televisione, il discorsetto che le ho fatto poco fa. Sono convinta che la sua elezione ne sarebbe assicurata.
Ma perch la figlia di Hoxworth Hale dovrebbe desiderare che venga eletto un giapponese?, domand Scig con aria diffidente.
Perch amo queste isole, senatore. La mia gente  venuta qui molto prima della sua:  naturale che il suo avvenire m'interessi.
Lei dovrebbe essere repubblicana, obiett Scigeo.
Almeno per il momento i repubblicani hanno fatto il loro tempo; sono invecchiati, e io sono stufa di vivere in mezzo a gente vecchia. Per questo mi attirano le idee nuove.
Scig era convinto che Hoxworth Hale sarebbe esploso allorch avesse veduto l'automobile di sua figlia drappeggiata a striscioni rosso fuoco con la scritta Rieleggete il senatore Scigeo Sagakawa. Viceversa accadde un fatto del tutto inatteso. Un pomeriggio Scig si vide capitare in ufficio Hong Kong Ki, il quale gli disse per prima cosa: Guai se i miei amici repubblicani mi vedessero qui.
Che cos' successo?, domand Scig.
Ho una grossa sorpresa per lei, Scigeo, gli confid Hong Kong.
Grane?, chiese Scig, perch in periodo di elezioni ogni visitatore porta sempre qualche grattacapo.
In un certo senso s, confess Hong Kong. Hoxworth Hale e i suoi collaboratori mi hanno incaricato di domandarle se accetterebbe di entrare nel consiglio di amministrazione della Whipple Oil. Ritengono che se avessero in mezzo a loro un giovane giapponese in gamba come lei acquisterebbero un maggior numero di clienti giapponesi.
Quella proposta colse Scig totalmente alla sprovvista. In fondo, quel cinese astuto gli piaceva, e gli conservava gratitudine per quanto aveva fatto per suo padre, indipendentemente dai motivi. Stentava per a credere che Hong Kong avesse acconsentito a lasciarsi adoperare cos sfacciatamente dal Forte per un tentativo di ricatto politico. Dovette perci fare uno sforzo su se stesso per mantenersi calmo e per rispondere senza perder le staffe: Dica al Forte che si tenga le sue proposte. Crede forse ch'io abbandonerei i miei progetti di riforma fondiaria?.
Hong Kong si rese subito conto della posizione sfavorevole in cui pareva essersi messo, ma anzich mostrare impaccio replic tranquillamente: Scigeo, nessuno al Forte la vuole a questo prezzo. Sanno benissimo che lei combatter per questa riforma sino alla fine. Lei, invece, non sa una cosa: quei signori non ne sono troppo preoccupati perch si rendono conto che ci che lei vuole  inevitabile.
Perci mi offrono una carica di consigliere proprio in questo momento? Mi fanno pena.
No, Scigeo, sono persone di buonsenso. Da due anni mi chiedono il nominativo di un giovane giapponese promettente, e sia due anni fa sia l'anno scorso la mia risposta  sempre stata una sola: Scigeo. Come vede, non si tratta di una idea improvvisa.  un pezzo che il Forte ha in mente lei.
Tradirei il mio popolo se mi alleassi con i suoi principali avversari, replic ostinatamente Scig.
Forse, se sar rieletto anche questa volta, non dir pi il mio popolo, perch "tutto il popolo delle Hawai  il "suo
popolo, e le consiglio di incominciare a pensarla cos sin d'ora.
Se accettassi di lavorare per il Forte, tutti i giapponesi delle Hawai mi giudicherebbero un traditore, rispose Scig sinceramente convinto.
Le dir una cosa, Scigeo, riprese pronto Hong Kong; sino a quando non si decider a lavorare per il Forte, sia pure come intende lei, rester un traditore per i suoi. Il vero scopo di voi giovani giapponesi che aspirate a cariche politiche, e sapete con quanto accanimento io lavori per voi,  di entrare a testa alta e con tutti gli onori nella societ hawaiana. Voi dovete entrare nei consigli di amministrazione; dovete essere nominati fidecommissari dei latifondi.
Cosa?. Scig scoppi in una risata. Dopo quel che ho detto contro le grosse propriet?.
Certo, rispose Hong Kong. Proprio per l'interesse che dimostra verso questo problema, lei prima della fine dell'anno sar proposto come fidecommissario.
Da chi?, domand il giovane senatore in tono sprezzante.
Da Hoxworth Hale e da me, rispose secco Hong Kong. Poi, mentre Scig taceva, pass a spiegargli il proprio punto di vista sulle Hawai. Vede, Scigeo, gli haole sono pi furbi di quanto li giudicassi: prima hanno sfruttato gli hawaiani, poi li hanno buttati a mare; quindi hanno fatto venire qui mia nonna e si sono disfatti anche di lei; infine hanno preso suo padre, e quando  parso loro che i filippini andassero meglio, lo hanno mollato. Questi haole hanno un vero fiuto per puntare sempre sul cavallo vincente; proprio per questo li rispetto. Per lo stesso motivo ho cercato di dimostrare di saper amministrare le propriet immobiliari meglio di loro e ho ottenuto cos che mi facessero loro socio. Lo stesso sta accadendo di altri cinesi istruiti. Se voi giapponesi non vi affretterete a unirvi a questo grande movimento di ascesa che sta trasformando le Hawai, significher che non siete abbastanza abili perch qualcuno desideri la vostra collaborazione. Farsi eleggere non  tanto difficile, Scigeo, perch tutti gli stupidi sono capaci di darle il loro voto, ma la vera prova del fuoco  riuscir ad entrare nei consigli di amministrazione, nella direzione delle scuole, nei comitati dei fidecommessi perch qui lei dovr essere scelto da persone intelligenti, capaci, da chi conta veramente alle Hawai. Scigeo, voglio che lei accetti la mia proposta.
Scig riflett a lungo. Se avesse accettato avrebbe tradito la propria famiglia e la propria classe. Non avrebbe pi potuto dire agli amici: In questi campi di Kauai i luna un tempo frustavano i nostri padri, ma oggi per fortuna quei giorni sono passati.
Avrebbe dovuto rinunciare all'orgoglioso senso di solidariet che provava quando lui e Goro e gli altri giovani giapponesi si dicevano: "Noi valiamo quanto gli haole. Avrebbe perduto tutto ci che lo aveva spronato alla lotta. Temporeggi: Hong Kong, deve capire che qualunque cosa mi offra il Forte, io seguiter a lottare per la riforma fondiaria.
Ma si capisce!, sbott Hong Kong. Appunto perch seguiter a lottare noi la vogliamo! Sappiamo che lei ha ragione.
E va bene!. replic Scig. Dica a quei signori che accetto, ma dopo le elezioni.
Dopo le elezioni la sua accettazione non avr pi alcuna forza morale, obiett Hong Kong.
Dopo, ripet inflessibile Scigeo, e seguit a dedicarsi con devozione sempre maggiore alla campagna politica che doveva trasformare la vita delle Hawai. Scig e McLaiferty avevano riunito a questo scopo un gruppo di giovani reduci giapponesi di primissimo ordine, i quali erano stati tutti educati nel continente; molti avevano perduto le braccia o le gambe in Francia o in Italia e tutti indistintamente avevano il petto coperto di medaglie. La loro apparizione nei comizi era sempre di effetto sicuro, e quei giovani non si accontentavano soltanto di apparire, ma sapevano parlare con chiarezza, con acume, con risolutezza, ribadendo i concetti esposti dal senatore Scigeo Sakagawa. Una profonda animazione vibrava per l'aria, come se quel mese di ottobre fosse un aprile intellettuale germinante di idee.
Una sera Noelani Janders, nel riaccompagnare a casa Scigeo,
il quale aveva appena tenuto ben quattro comizi all'aperto, osserv: Sa, Scig, per un momento, stasera, ho avuto l'impressione che stessimo per ottenere la maggioranza non solo al senato ma anche alla camera.  straordinario! Credo proprio che voialtri giapponesi sarete tutti eletti.
Poi la campagna, almeno per ci che riguardava Scigeo Sakagawa, perdette ogni importanza perch un bel giorno, senza alcun preavviso, Kamejiro e Yoriko sbarcarono da un piroscafo giapponese e preso un autobus per Kakaako tornarono a casa dichiarando: Abbiamo deciso di vivere in America.
Goro e Scig li abbracciarono entusiasticamente; ma quando tentarono di scoprire i motivi di quell'improvviso mutamento di progetti, tutto quel che riuscirono a sapere da Kamejiro fu: Sono troppo vecchio ormai per riabituarmi a quelle maledette latrine giapponesi. Non riesco pi a stare piegato per tanto tempo. N volle aggiungere altro.
Di tanto in tanto Yoriko si lasciava sfuggire qualche altro piccolo accenno. Un giorno osserv: Pap seguitava a ripetere di essersi troppo rammollito in America per sentirsi ancora un vero giapponese. Un'altra volta comment malinconicamente: Se si sta lontani da un posto per cinquantadue anni, quando ci si ritorna, tutto sembra cos cambiato....
Una sera per, sul finire di ottobre, quando le elezioni imminenti lo avevano reso particolarmente nervoso, Scigeo osserv a suo padre in tono piuttosto brusco: Vi ho visti andar via da qui almeno in cento dichiarando: Me ne torno nel pi grande paese della terra!. Per, una volta l, non vi piace mica tanto, eh?.
Prima che avesse il tempo di trarsi indietro, il vecchio Kamejiro gli and vicino, e slacciatasi la cintura lo colp ripetutamente
esclamando in tono imperioso: Ricorda che sei giapponese e devi sentirti orgoglioso di esserlo!.
La signora Sakagawa era tornata alle Hawai con numerose fotografie di ragazze d'Hiroscima-ken. Tent pi volte di disporle in bella mostra sul tavolo di cucina, ma quando si rese conto che i suoi ragazzi non le guardavano neppure, malinconicamente si rassegn a rimetterle nel cassetto. Una sera per in cui non riusciva a prender sonno sorprese il figlio minore a rientrare in macchina in compagnia di una donna haole, e da certi segni rossi che aveva sulla faccia ne dedusse che i due dovevano essersi sbaciucchiati. Si affrett a svegliare il marito, e insieme affrontarono Scigeo domandandogli in tono minaccioso: Sei tornato a casa con una haole?.
S, rispose calmo il giovane senatore.
Oh, no!, gemette sua madre. Kamejiro, parlagli tu.
La lite dur per ore. Di tanto in tanto il vecchio Kamejiro sbraitava: Se seguiterai a frequentare una donna haole, tutto il Giappone si vergogner di te!.
La signora Sakagawa era convinta che gli di l'avessero indotta a tornare in America in tempo per salvare il suo figliuolo da una catastrofe irrimediabile. Con tutte le belle ragazze di Hiroscima che ti ho proposte, perch ti ostini a frequentare una haole?, non faceva che ripetere piangendo.
Seguirono altre minacce, e a un certo punto Yoriko sbott:  una vergogna, quasi come se tu sposassi una coreana!.
Al che Goro, svegliato da tutto quel fracasso, esclam: E chi ha parlato di matrimonio?.
Ma senza darsi per intesa la signora Sakagawa seguit: Da per tutto  la stessa cosa! Donne haole, coreane, okinawesi, et, tutte che cercano di tirare in trappola i ragazzi giapponesi!....
Questo era troppo per Goro, il quale propose: Su, ma', va' a dormire, ma la donna, nel vedere in lui la prova tangibile dell'infelicit che fatalmente attendeva tutti i giovani che non sposavano ragazze di Hiroscima, scoppi di nuovo in lacrime mormorando fra i singhiozzi:
Vedi? Tu non mi hai voluto ascoltare Hai sposato una di Tokio, e guarda che cosa t' capitato! Ora ricordati, Scigeo, che le haole sono ancor peggiori delle donne di Tokio; molto peggiori!.
Scig, dille che non hai intenzione di sposarla, preg Goro, ma senza succsso.
Li ho veduti che si baciavano!, grid sua madre.
Ma', ribatt Goro, anch'io l'altra sera ho baciato una filippina; questo non significa per che voglia sposarla.
La signora Sakagawa zitt all'improvviso; lasciando cadere le braccia, guard il figlio e ripet come un automa: Una filippina?. Quel pensiero le era cos ripugnante che non trov neppure le parole per condannarlo. Bruscamente si gir sui tacchi e torn a letto. Le cinesi, le okinawesi, persino le coreane si potevano combattere: ma una filippina!...
Quando i vecchi se ne furono andati, Goro domand piano al fratello: Non c' niente fra te e quella haole, vero?.
Non credo, rispose Scig.
Senti, blalah, disse Goro tornando a una vecchia cara espressione del pidgin della loro infanzia,  una Hale, una
Janders, una haole, e una divorziata tutt'insieme. Non ti ci mettere. Sei forte, ma non forte sino a questo punto!.
Il giorno delle elezioni del 1954 non sar pi dimenticato alle Hawai. Le sedi elettorali erano circondate da schiere di belle ragazze che ballavano la hula; i candidati, inghirlandati da vere montagne di lei fioriti, distribuivano gratis tramezzini agli elettori haole e susci a quelli giapponesi. Ad ogni angolo di strada vi era una banda che suonava senza smettere un attimo tra un continuo passare di autocarri coperti di stelle filanti. Fu una giornata straordinaria, rumorosa, animatissima, e la sera, quando si procedette allo spoglio delle schede, i magnati delle isole si resero conto con doloroso stupore che per la prima volta dall'annessione dell'arcipelago all'America i democratici avrebbero avuto la maggioranza alle due camere. Erano finiti per sempre i giorni in cui i repubblicani dominati dal Forte potevano spadroneggiare impunemente!
Poi, verso mezzanotte, quando lo spoglio era ormai quasi terminato, fu fatta una seconda scoperta ancor pi incredibile della prima. Tra i democratici vittoriosi la maggioranza era stata conquistata dai giovani giapponesi. Al senato, su quindici seggi, sette sarebbero spettati ai giapponesi. Alla camera, su trenta seggi, i giapponesi ne avevano vinti quattordici. Nell'amministrazione comunale di Honolulu, su sette posti, i giapponesi ne avevano ottenuti quattro, e a mezzanotte in punto Hewie Janders, che seguiva i risultati alla radio assieme a John Whipple Hoxworth e ai ragazzi Hewlett, comment con una faccia lunga come la quaresima: Signori, d'ora innanzi saremo governati da Tokio. Che Iddio ci aiuti!.
Il gruppo di giovani giapponesi capeggiati da Black Jim
McLafferty aveva stravinto travolgendo letteralmente gli avversari. L'et media di quei giovani non superava i trentun anni. Il loro numero medio di ferite gravi riportate in battaglia era di almeno due, il numero medio delle loro medaglie al valore, quattro; erano tutti laureati con lode delle maggiori universit del continente, quali Harvard, Columbia, Michigan, Stanford, e insieme avrebbero formato il gruppo di legislatori pi colto e pi decorato eletto quel giorno nei quarantotto stati d'America, n vi sarebbe stato parlamento migliore di quello che avrebbero costituito quei seri, volitivi, decisi giovani avvocati giapponesi delle Hawai.
Nelle pagine precedenti avevo preannunciato che il gesto del luna ubriaco Von Schlemm, il quale, nel lontano 1916, aveva ingiustamente picchiato il giapponese infermo Kamejiro Sakagawa, avrebbe avuto ripercussioni storiche dopo moltissimi anni. Ora, nelle elezioni del 1954, quell'incidente pressoch dimenticato diede finalmente i suoi frutti. I giapponesi, convinti che i loro genitori fossero stati sistematicamente maltrattati dai luna, votarono contro
i repubblicani che avevano tollerato quei maltrattamenti. L'azione isolata di Von Schlemm era stata trasformata dall'oratoria tribunizia di Scigeo Sakagawa in percosse quotidiane, sebbene, come abbiamo visto, negli ultimi discorsi della sua campagna elettorale Scigeo rinunciasse a valersi di quell'incidente per ottenere i voti dell'elettorato giapponese. Ci non imped che nei primi mesi del 1954 un vero e proprio scisma si producesse nel seno della comunit, schierando giapponesi contro haole. Per fortuna i fratelli Sakagawa ebbero il coraggio di abbandonare quella politica allettante ma pericolosa, e alla fine (e bisogna darne loro credito) riuscirono a riconciliare haole e giapponesi.
Quando i risultati finali furono noti, il che avvenne verso le due del mattino, e mentre i vincitori erano subissati di congratulazioni, Black Jim, sparapanzandosi nella poltrona pi comoda di cui disponeva la sede del partito, avvert il proprio socio: Bada
che questa vittoria ritarder l'elevazione delle Hawai a stato. L'anno scorso i nostri avversari ci hanno respinto con il pretesto che voi giapponesi non eravate americanizzati; ma non appena si sapranno questi risultati, ci respingeranno un'altra volta perch adesso diranno che lo siete troppo. Ad ogni modo, che diventiamo stato o no, faremo grandi le Hawai.
Le sue riflessioni furono bruscamente interrotte dall'ingresso nella sede del partito democratico di un uomo che nessuno si sarebbe certo mai aspettato di vedere in un posto come quello. Era Hoxworth Hale, severamente vestito di nero, che recava un lei di maile la cui fragranza vinceva persino l'odore di tabacco di cui era pieno il locale. Il comandante del Forte si guard intorno come chi si trovi su un terreno che non gli  familiare, quando scorse Scigeo tra un gruppo di ammiratori e not che aveva le guance coperte di numerosi segni di rossetto. Nell'avanzare a mano tesa verso il pi importante dei vincitori della giornata, gli disse: Congratulazioni!. Quindi gli pos sulle spalle la ghirlanda di maile soggiungendo: Mi vorr perdonare se non la bacio.
Lo bacer io per te, paparino, interloqu pronta Noelani aggiungendo il proprio rossetto alla collezione.
Dopo aver dato un'attenta occhiata al senatore vittorioso, Hoxworth osserv: Come mai nessuno di voi giovani in gamba  repubblicano?.
Perch non ci avete mai invitati a diventarlo, rispose Scig con un risolino nervoso.
Hoxworth, scandendo chiaramente le parole perch tutti potessero udirlo, riprese: Be', questa volta, senatore Sakagawa, le rivolgo io un invito formale e pubblico: accetta di far parte del consiglio di amministrazione della Whipple Oil? Sarei orgoglioso e onorato di avere per collaboratore un giovane come lei.
Dai presenti si lev un'esclamazione soffocata, mentre Scigeo rispondeva: Accetter il giorno stesso in cui avr presentato il mio progetto di legge sulla riforma fondiaria: ammesso, naturalmente, che lei mi voglia ancora... dopo.
Sarebbe ben sciocco se accettasse prima, ribatt Hoxworth. Quindi quell'uomo altero, solitario, discendente di missionari, vero padrone delle isole, si scus di non partecipare a festeggiamenti ai quali non si sarebbe trovato del tutto a suo agio. Quando se ne fu andato, gli amici di Scig esclamarono:
Accidenti! Ha invitato un giapponese a diventare suo socio!.
Ma Noelani osserv: Questo non  nulla! Guardate! Ha dato a Scig un lei di maile. Offerto da mio padre val pi di una corona.
Posso parlare di questi avvenimenti con una certa autorit perch vi ho preso parte. Ho conosciuto da vicino questi uomini aurei: il lirico scioperato Kelly Kanakoa; l'astuto banchiere cinese Hong Kong Ki; l'appassionato uomo politico Scigeo Sakagawa. Ho assistito personalmente al loro inserimento nella vita pulsante delle nuove Hawai.
Ho creato io la coalizione che ha sconfitto la radicale riforma fondiaria del senatore Sakagawa; io ho messo in guardia Noelani Janders dall'assurda follia d'innamorarsi di un giovane giapponese; io ho avvertito schiettamente Scigeo Sakagawa che si sarebbe rovinato la carriera se lo avesse permesso, perch in un'et di uomini aurei non  necessario che si mescolino i loro geni, bens che le loro idee cozzino su un piede di parit, restando essi liberi di fondersi intellettualmente per produrre nuovi frutti.
Cos all'et di cinquantasei anni io, Hoxworth Hale, ho scoperto di essere a mia volta uno di questi uomini aurei i quali sanno guardare sia all'Oriente sia all'Occidente, sanno far tesoro del luminoso passato e pensare all'oscuro avvenire; e le cose che ho scritte in queste memorie sono vicinissime al mio cuore.
...
.
...
FINE.